Le fasi della vita e del caffè

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foto di Christopher Cornelius utilizzata con licenza Creative Commons
foto di Christopher Cornelius utilizzata con licenza Creative Commons
Molti anni fa pensammo che in casa la macchinetta dell’espresso con le capsule fosse indispensabile. L’avevamo entrambi in ufficio, non potevamo farne a meno a casa. Era qualche anno prima del successo planetario della macchinetta vip, quella con l’attore famoso e con le capsule chic. Era quando la cialda di caffè era solo in plastica bianca consistente e ingombrante.

Già avevamo notato qualche incidenza sulle nostre abitudini: mio marito per non mangiare fuori pasto, ogni volta che passava in cucina, infilava una cialda nella macchinetta e si faceva un caffè. A fine giornata il conto dei caffè presi era un po’ inquietante, ma insomma, eravamo giovani! Altro problema era l’ingombro: la scorta di cialde di plastica confezionate a due a due era un po’ invadente. Nella pattumiera poi si accumulava una quantità di plastica non riciclabile (perché piena di caffè, a meno di non mettersi a “scardinare” ogni capsula gettata e svuotarla) che ci faceva davvero sentire degli orrendi inquinatori.

Poi arrivarono le notti insonni… Un neonato e poi un bambino piccolo in casa rendono necessaria per i genitori la macchina dell’espresso a capsule! L’attesa dell’espresso è l’unica accettabile per un insonne con i secondi contati. L’eccesso di caffeina e l’accumulo di plastiche non riciclabili sono un problema secondario rispetto al fatto innegabile che non stai dormendo per due ore di fila da mesi e poi anni…

Qualche anno dopo, però, successe una specie di miracolo. Ci svegliammo una mattina e scoprimmo che, quella notte non ci eravamo svegliati alle due, alle quattro e poi alle sei. Corremmo terrorizzato a vedere se il bambino respira ancora: non può aver semplicemente dormito! E invece sì: era lì nel suo lettino e stava, semplicemente dormendo.
Questa cosa incredibile iniziò ad accadere sempre più spesso e, in capo a qualche mese (francamente parecchi mesi), ricominciammo ad avere un ritmo sonno-veglia degno di un essere umano sano di mente.
A quel punto, mentre trovavo un minuto per andare a farmi un caffè, mi resi conto che non prendevo più un caffè per il solo gusto di farlo da anni. Guardai di nuovo quel mucchio di plastica buttato nella pattumiera, ormai non più confuso in mezzo ai pannolini (nel frattempo anche quelli erano usciti dalla nostra vita) e mi chiesi il perché di tanto spreco.
Ebbi un’illuminazione: questo caffè me lo farò con la moka!

Si, perché la moka è una roba per chi ha i figli grandi. Per un caffè con la moka serve tempo: devi mettere l’acqua fresca, prendere il barattolo, il cucchiaino, fare il mucchietto di caffè aspirandone un po’ l’aroma, pulire quello che è caduto fuori, chiudere la caffettiera, regolare la fiamma all’altezza giusta e poi… aspettare.
Aspettare è un lusso! Aspettare significa avere figli che giocano da soli almeno per un quarto d’ora, che sanno che non si deve toccare qualcosa che sta sui fornelli, che ti permettono di lasciare lì la tazzina anche un intero minuto per aspettare che il caffè non scotti troppo.
La moka è una riconquista del rapporto umano (e forse anche un po’ mediterraneo) col caffè!
L’espresso è per il bar, in compagnia, la moka e per casa, in pochi e con calma. Ecco i miei punti fermi sul caffè.

– Ehi, lo sai che Vergnano ha fatto le capsule compostabili per la macchina Èspresso1882 TRÈ e compatibili con Nespresso?
– Compostabili?
– Si, le getti nell’umido, sono certificate “OK COMPOST” da Vinçotte
– Quindi niente sensi di colpa? E il Vergnano viene come al bar?
– Mi sa di si…
– Eh, ma a noi ci piace la moka…
– Già…
– Senti ma… sai come si dice: “se non cambiasse mai nulla, non ci sarebbero le farfalle”. Ci compriamo la macchinetta dell’espresso?
– Direi proprio di sì: è ora di tornare a farfalle e caffè espressi

Noi siamo pronti per una nuova fase della vita e del caffè! Ah, i punti fermi? Ahahahah! Siamo gente con figli, non possiamo averne di tanto fermi, meglio avere punti #differenziati.

#ioscelgocompost con #vergnano4moms
Questo post è in collaborazione con Caffè Vergnano

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3 COMMENTI

  1. Mio marito è un grande fan delle macchinette per caffè a cialde ma per me il caffè che ne esce è troppo aspro e appunto “da bar”. Invece adoro la moka. L’unica cosa su cui ho ceduto è la macchina del caffè a infusione, quella tedesca per capirci, perché per lavoro dormo in foresteria dove non si possono accendere fornelli e la macchinetta a infusione mi salva la salute mentale 😀

  2. Questo post mi ha fatto ridere…comunque io adoro la moka, per me è insostituibile, nonostante abbia 3 fanciulle che valgono per 30 e a casa nostra, ancora non si dorma come un essere umano sano di mente!!!

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