L’estate delle ginocchia sbucciate (e non solo)

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Noi in famiglia abbiamo una solida tradizione di piccoli incidenti estivi! E ce ne facciamo un vanto. Mio marito sostiene che non è vacanza se non ti fai male! E porta con orgoglio i segni delle prodezze sportive estive al ritorno dalle ferie.
Ovviamente con figlio molto, molto movimentato e il DNA che non è segatura, non ci facciamo mancare nulla.

Io da piccola avevo, come incidente preferito, la caduta dagli scogli, che provoca un numero di abrasioni estese ed elevate, che quasi ti passa la voglia di mettere i cerotti.
Mio marito era un patito delle cadute dalla bicicletta, anche perché tentava di tenere il passo del fratello grande e dei suoi amici e quindi, sostiene mia suocera, non ha mai voluto la bici con le rotelline.
Nostro figlio… be’… per non deludere nessuno di noi due, ha preso da entrambi: quindi cade dagli scogli, dalla bici e giocando a pallone. Poi ci aggiunge attività più “tecniche” come windsurf e pallavolo. A Roma si usa un termine che rende molto l’idea: mio figlio esce dalle vacanze al mare “sdrumato“.

Per noi, dunque, la medicazione rapida e fai-da-te non ha segreti. Anche perché io, crescendo, non ho smesso di farmi del male, soprattutto in cucina (eh, sì… un po’ maldestra).

Ma nell’automedicarci siamo sempre sicuri di fare le mosse giuste?

– Prima di tutto, è bene fermare il sanguinamento premendo per un paio di minuti con una garza, o, se non disponibile, con una stoffa pulita (di solito si sacrificano asciugamani o magliette).

– Una piccola ferita o un’abrasione, poi, devono essere lavate con acqua, che è un tipo di intervento sempre possibile e alla portata di ogni occasione, per rimuovere al più presto sporco e residui. Se si ha a disposizione soluzione salina o acqua ossigenata, meglio.

– E infine, coprire il danno con un cerotto adeguato. No, non per questioni estetiche, ma proprio perché una ferita o un’abrasione esposte a fattori esterni possono facilmente infettarsi.
L’aria, infatti, fa seccare la ferita e formare la crosta che, oltre ad essere fastidiosa e provocare prurito, può lasciare cicatrici (io ne ho ancora sulle ginocchia da quando ero piccola) e rallenta la guarigione.

Io, in particolare, ho da sempre un piccolo problema: mi si forma facilmente infezione sotto la crosta di ferite o abrasioni. Così diventano dolorose ed è necessario medicarle a lungo e con molta cura.
Per questo i cerotti Pic MySkin per tagli e abrasioni, mi sono d’aiuto: sono ampi (c’è anche la misura mini, più adatta ai bambini), sagomati per le varie parti del corpo, si applicano dopo pulizia e disinfezione e si possono lasciare lì fino a tre giorni. La ferita è protetta non solo da sporco e urti, ma anche dall’acqua, perché anche la troppa umidità non aiuta la guarigione.
Resistono al lavaggio dei piatti, assicurato e provato!

Quindi bastano pochi, semplici accorgimenti per prendere alla leggera un ginocchio sbucciato e gli altri piccoli incidenti che capitano a chi vive con entusiasmo l’estate: #piciteasy!

Sul Canale Youtube di Pic Solution troverete video-guide con le regole base dell’automedicazione spiegate in modo chiaro e immediato

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2 COMMENTI

  1. A un corso di primo soccorso ci avevano detto di usare solo soluzione salina e evitare l’acqua ossigenata che può continuare a “bruciare” una ferita .

  2. ..in caso di ferite sporche di terra occorre ricordare se, quante dosi e quando è stata fatta la vaccinazione antitetanica ed eventualmente sentire il pediatra o il servizio vaccinazioni.

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