Elogio del padre

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Sono stanca. Pollicino e la sua tosse ci tengono svegli la notte da troppo tempo. Il Vikingo soffre di crisi di gelosia continue, che lo portano a richieste di attenzioni materne insaziabili. Il solo fatto di dover andare a prendere il Vikingo alle 15 mi fa venire attacchi di panico. So che farà di tutto per avere la mia attenzione. Inizierà a rifiutarsi di togliersi gli scarponi e il tutone sudicio di fango. Pretenderà di non sapere usare acqua e sapone. Verrà colto da un attacco di amnesia che gli impedirà di ricordare dove tiene i suoi giochi preferiti. Farà di tutto per avere l’attenzione di cui ha bisogno, lottando ferocemente con il fratellino per ottenere il primato. Pagherò ogni cambio di pannolino con 20 minuti di costruzioni. Ogni poppata con mezzora di lettura libri. Ogni canzonicina cantata al piccolo, con una lotta tra dinosauri e tigri. La mia poca energia verrà misurata con il bilancino di precisione e divisa equamente tra i miei due tiranni. E io mi sento sempre più stanca. La marcia imperiale di Star War domina la scena del nostro soggiorno incontestata. E invece sento che l’unica cosa che vorrei è silenzio. Silenzio dentro di me.

E allora dopo troppe giornate passate in apnea, GG si è mosso a pietà. Ieri ha lavorato da casa, cercando di recuperare il tempo dei percorsi, per potersi dedicare al Vikingo dopo le 15.
Lo siamo andati a prendere insieme, e già questo è stato una festa.

Poi li ho osservati rincorrersi sui prati fangosi del novembre svedese.
Ridere e gridare a squarciagola nel silenzio.
Arrampicarsi su scivoli ghiacciati fingendo di scalare montagne.
Al punto che non sapevo più se era il padre a far giocare il Vikingo o piuttosto il contrario.

Perché i papà hanno tutto un loro modo di giocare con i figli.
I papà sanno sporcarsi nel fango con loro.
I papà sanno costruire castelli in aria, volare nello spazio, sfidare l’impossibile.
E ogni castello costruito con il papà resterà sempre una cosa preziosa, da custodire gelosamente in qualche angolo del cuore.

I papà, quando vogliono, possono instaurare un rapporto profondo e vero.
I papà possono fare per i figli molto più di quanto la società vorrebbe fargli credere. O di quanto loro stessi a volte vogliono credere.

Ricordatevelo, voi, padri separati dalla madre dei vostri figli.
Ricordatevelo, voi, madri separate dal padre dei vostri figli.

I figli hanno bisogno anche del loro papà.

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15 COMMENTI

  1. Davvero bellissimo questo post… visto il tema del mese dovresti riproporlo… io sto attraversando proprio la tua fase, la grande presa da attacchi di gelosia paurosi, il piccolo che a suo modo mi reclama e io che non ho la forza di star dietro a tutto. Se non ci fosse il papi… probabilmente andrei già di Prozac 😉

    • E si Giulia. I papà a volte sono proprio la nostra ancora di salvezza. E siamo proprio fortunate ad avere accanto dei papà così disponibilli. Non dovremmo mai dimenticarlo.

  2. vabbè ho capito devo trovare il tempo di riprendere dalla libreria l’inteligenza emotiva e leggerlo….comprarlo e metterlo in libreria di per se calma la coscienza ma non risolve nulla!!;-)

  3. @fabiana io non perdo mai le staffe se nessuno mi fa arrabbiare 😛

    @maggie @femmina grazie a voi per essere passate di qua e aver lasciato un segno.

  4. Grazie.
    Ho “usato” le tue parole per dire al mio amore, il papà del nostro bimbo, quello che non avrei saputo dire così bene.

  5. Che bella testimonianza, grazie!!
    Questa “leggerezza”, questa capacità di vedere e vivere gli avvenimenti con semplicità, giocando e non facendo finta di giocare (come facciamo noi mamme…), il senso di sicurezza e protezione che infonde a moglie e figli…non ha prezzo!
    “I papà possono fare per i figli molto più di quanto la società vorrebbe fargli credere. O di quanto loro stessi a volte vogliono credere”.
    Mi commuove!

  6. Io sono fortunata..il papà di Pucci (nell’ordine mio marito e mia figlia),è anche lui un grande compagno di giochi…e quando li gurado insieme gongolo per questa fortuna che mi è capitata.
    F. si infila nella casetta di gomma con lei…e accudisce le bambole con la stessa dedizione con cui tutte le mattine lava sfama e veste la piccola per andare a scuola..
    Arriva al nido..le toglie il cappello..sfila il pettine dal suo borsello e le da un’ultima pettinata prima di spedirla in classe..e lei entra sempre serena e felice tronfia di questa loro meravigliosa quotidianità!
    In fondo ai bimbi basta così poco per essere felici!!

    @Serena ti prego dimmi che anche tu ogni tanto perdi le staffe!!..perchè quando succede a me..penso a te e mi sento in colpa!!

  7. Che ne pensi dell’omeopatia? La mia bimba di 2 anni e mezzo aveva l’otite cronica e abbiamo superato il problema grazie ai fantastici granulini!

  8. Grazie Cecilia. Purtroppo siamo esperti di tosse, e quindi ho già messo elenchi del telefono sotto le zampe del lettino, cuscino e umidificatore.
    Ora la tosse va meglio, ma sospetto il mal di orecchi. Sto aspettando di parlare con il medico.

  9. Dimenticavo…per la tosse di Pollicino ti consiglio di mettere un cuscino sotto il materasso per sollevare la testa mentre dorme e di prendere un umidificatore a ultrasuoini che eroga vapore freddo.

  10. Mi sono commossa! ho le lacrime agli occhi perché anche io a volte sono talmente stanca che mi dimentico, mi dimentico di guardare con gli occhi che hai usato tu mio marito e i giochi che fanno insieme.

    Lasciamo spazio ai papà e incoraggiamoli, non importa se la casa alla fine sarà in condizioni tali per cui penseremmo che sia passato un terremoto e uno tsunami insieme.

    grazie
    Cecilia

  11. @Ondaluna coraggio! So che questi primi mesi sono i più duri, quelli in cui ci si sente più sole. Vedrai che passeranno presto, e tra qualche tempo ti ritroverai persino a rimpiangerli. Per quanto riguarda i papà, anche se passano poco tempo con i figli per motivi di forza maggiore, possono recuperare rendendo il poco tempo passato con loro molto importante. Occupandosi di loro al posto della mamma, dimostrando che anche loro sono capaci di attenzioni e cure amorevoli. Ma anche semplicemente di voler essere parte attiva della loro vita.

  12. Mi commuovo.
    Mi commuovo da mamma stanca che passa tutto il suo tempo con la bimba, perché papà non può tornare prima di sera.
    E quando dico “non può” voglio proprio dire che non può. Perché lui vorrebbe, ma ci sono cose che non si possono cambiare.

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