Econatale?

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Siete tutti in corsa verso il Natale?

A me le corse verso questo genere di feste, che sono deputate alla famiglia, alla pace, alla semplicità, non piacciono proprio. Eppure è difficile astenersi. Non so perchè ma si finisce sempre per affannarsi almeno un po’, anche se sto cercando di resistere, la to-do-list straripa già. Siamo in chiusura dell’anno, si pensa ai risultati, ai progetti per l’anno successivo, poi scuole e asili propongono festicciole, recite, lezioni aperte e compagnia bella. Poi ci sono i regali da preparare, comprare, scegliere, ordinare. E non parliamo del pranzo che se lo devi organizzare tu, anche se ne sei felice, insomma, è un po’ un pensiero se i parenti sono minimo in 20.

E tutto questo è un po’ stressante, anche se cerchiamo di goderci il più possibile con piacere la parte bella. E io sono una a cui il Natale piace un mondo!

Ma un Natale ecologico è possibile di questi tempi? Ecologico per la mente e per lo spirito, ecologico nei regali e nel cibo, negli oggetti di cui ci circondiamo?

La risposta della sedicente esperta ambientalista è… boh!
(e qui verrò tristemente licenziata dalle genitori crescono friends. E’ stato bello :))

Boh perchè ti dicono di fare l’abero ecologico, ma cosa vuol dire? Pini e abeti sono piante infestanti! E quel che conta poi non sono tanto gli alberelli (se ce l’avete finto, usatelo 200 anni e siete a posto anche con l’ambiente) ma gli addobbi plasticosi e le luci che portano via una marea di energia al mondo intero: abbiate pietà, limitatevi!

Boh perchè la letterina di Babbo Natale la scrivono i nostri figli (o noi per loro) e se invece di chiedere un gioco iper-eco-sostenibile realizzato con materiali riciclati o riciclabili, provenienti da fonti rinnovabili, biodegradabile e compostabile, chiedono il peggior coso luccicante e plasticosissimo, insomma, o facciamo un’opera di convincimento o siamo spacciati (e ad alto impatto).

Boh perchè il pranzo di Natale o il cenone della vigilia, con tutto quel che ti portano i parenti a casa, con tutto quel che si cucina, con le pance piene che non ce la fai nemmeno ad alzarti, con portate straripanti di carne o di pesce e compagnia bella, beh, tutto è tranne che una cosa semplice ed ecologica. Sti pranzi sono il tripudio dell’abbondanza e dell’esagerazione. Il più delle volte. Ce la fate quest’anno a proporre solo cibo locale e di stagione? Magari più ortaggi, legumi e cereali e meno carne e pesce? La nonna e le zie vi bacchettano? Le prendiamo insieme!

Boh perchè il Natale che dovrebbe insegnarci la semplicità, il valore del limite, il senso della famiglia e delle poche cose importanti, si è trasformato in questa cosa che un po’ ti sfugge di mano. Che è bellissima, calda e rossa, ma che indubbiamente a volte non sembra proprio sostenibile.

Boh perchè l’unico vero esserino ecologico e a basso impatto è Gesù bambino, deposto in una mangiatoia, avvolto in pochi stracci, segno vero del cambiamento, dell’umiltà, dello scendere dai piedistalli. Ecologico inside, lui. Anche per chi non ci crede.

Auguri!

Elisa di Mestieredimamma.it

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11 COMMENTI

  1. Sono d’accordo con Elisa. Mia figlia nella letterina di Babbo Natale ha chiesto una confezione di plastilina e credo proprio che Babbo Natale saprà accontentarla; certe volte siamo noi a indurre desideri nei bambini, io per prima, che adoro i giocattoli e quindi tentano più me che lei. Il nostro Natale ci piace sobrio: l’albero, piccolissimo, è lo stesso da anni, è un po’ spelacchiato, ma gli siamo affezionati; il pranzo di Natale non è molto diverso da quello di sempre e per scelta, ormai da tempo, compriamo solo prodotti locali; i dolci sono quelli della nostra tradizione, che ci scambiamo tra parenti e amici … Ed è tutto un po’ così, senza esagerazioni e senza corse … Non mi piace correre per il Natale e non mi piacciono i negozi troppo affollati, quindi cerco di non farmi coinvolgere troppo dall’ansia degli acquisti.

  2. Sì, si può fare tanto. Mi rendo conto che ci stiamo preparando a un Natale piuttosto ecologico, ma è perché siamo esausti e sentiamo la necessità di rallentare. È più un’ecologia della mente.

    Quindi abbiamo deciso che no, non andiamo in Italia per Natale. Non abbiamo voglia di passare le vacanze a correre da un aereoporto all’altro, da un parente all’altro. Famiglia, ci mancate ma non ne possiamo più.

    E quindi, “cenone” di Natale a tre, e visto che siamo pochi per una volta possiamo permetterci l’anatra biologica. Olè.

    L’albero lo faremo, le decorazioni le abbiamo dagli anni scorsi e non credo ci sia bisogno di rimpolparle. Poi grazie all’asilo che ci costringe al bricolage, abbiamo imparato a fare delle semplici decorazioni a mano con la carta colorata, e se riesco appenderò un po’ di quelle per casa.

    Regali… mia figlia sa che Babbo Natale deve fare regali a tanti tanti bimbi e non può spendere troppi soldi per un bimbo solo 😉 Ha chiesto la bici, e gliela prendono i nonni, per il resto avrà due libri e basta e avanza. I figli di mio marito sono più grandi e sanno che se devono limita’, perché soldi non ce n’è. Budget per ogni bambino 20-30 euro.

    La letterina a Babbo Natale mia figlia ancora non la scrive, finora è sempre stata ragionevole con le sue richieste, ma c’è da dire che guarda solo DVD e niente pubblicità. L’asilo però ha la sua influenza e ultimamente ha detto che vorrebbe un robo che è una specie di cavallino fucsia con gli occhi da cerbiatto che ti rincoglionisci solo a guardarlo, a quanto pare ce l’hanno molte bimbe. Sono andata a guardarlo in negozio eh… una di quelle cose che dopo devi comprare la casa del cavallino, il carretto del cavallino, la sorella del cavallino, il maneggio con tutti i cavallini… non ce l’ho fatta, mi dispiace, è più forte di me. Sono sicura che qualcuna delle sue amichette glielo regalerà in qualche altra occasione, e non dovrò preoccuparmi di traumi da esclusione. 😉

    Con i miei già da un po’ (anche per i compleanni) ho dichiarato che se non mi dicono cosa gli serve, ma serve veramente, io non regalo loro niente perché di roba inutile abbiamo tutti piena la casa. All’inizio ha fatto un po’ effetto ‘sta dichiarazione ;), ma si sono abituati tutti di buon grado e pure a me fa piacere regalare cose che erano desiderate veramente (il che non vuol dire che spenda meno, ahimé 😉 ma almeno non è roba che va a impolverarsi in cantina).

    Comunque per noi non è solo un problema di dover limitare le spese, io da quando l’anno scorso abbiamo traslocato sono in guerra contro… la roba. La roba che sta dappertutto, non serve a niente ma buttarla pare brutto. La roba che riempie scatoloni in cantina che rimangono inscatolati da un trasloco all’altro e nessuno sa cosa c’è dentro. E Natale è il periodo in cui La Roba si moltiplica a dismisura. ARGH.

  3. sono d’accordo, ma solo in parte. Cioè su consumismo e frustrazioni da aspettative materiali mi trovo in sintonia, è così anche per noi.
    Però la letterina secondo me è una bella tradizione: la marghe ha preparato un sacco di disegni per ‘contraccambiare’ con Babbo NAtale che è così buono…, è un rito che si può apprezzare e ben canalizzare.
    io per dire non compro praticamente mai giochi, se non ai compleanni e a Natale, quando più o meno lascio che esprimano un desiderio. Secondo me se vivi una vita semplice (con tutte le sfumature e i personalismi del caso) i bambini sanno chiedere cose accettabili. Insomma, l’anno scorso ce la siamo cavata con un paio di ballerine e un peluche, quest’anno hanno chiesto i pattini e contribuisce anche il nonno… va un po’ gestita la letterina, ma si può fare.

  4. @elisa: la letterina è il male! :)…l’anno scorso mia madre le ha convinte a scrivere la letterina perché era “normale”. Per non deluderle ho comprato loro quello che mi hanno chiesto, spendendo quasi 300 euro in giocattoli dalle pubblicità bellissime, che però sono stati abbandonati nel giro di due giorni. Quest’anno sceglierò io, e le ho avvisate. Nessuna sembra essere particolarmente delusa, anzi, la sorpresa le stimola. Il consumismo è un piacere effimero, e noi tutti ci ricordiamo un momento di sincera delusione per aver ricevuto un giocattolo diverso da quello che avevamo chiesto. Credo che limitare le aspettative materiali le renda meno frustrate. Però ovviamente via libera alle giornate con le amiche, ai tornei di memory, ai disegni, alle coccole, alle visite ai presepi viventi se lo chiedono. Secondo me dovremmo cominciare a non sottintendere, quando interagiamo con i bambini, che i soldi sono un metro per valutare il piacere. Non è che più un gioco costa più ci piace, non è che più spendiamo più ci divertiamo, e soprattutto, non è che più spendo più ti amo! 🙂 (scusate, ma in questi argomenti sono talebana).

  5. io sto portando avanti di alcuni anni la mia personale battaglia per la sobrietà natalizia. Ho vietato a mia madre di cucinare più di quello che un umano riesce a mangiare. Ho limitatissimo gli addobbi (solo un alberello striminzito, e solo perchè le bimbe non volevano più il caretllone con l’albero disegnato, e ho ceduto). Ho vietato i regali a me, se non sono cose provenienti dal mercatino dell’usato o libri. Ho vietato alle bimbe di scrivere la letterina a babbo natale e di attingere a man bassa dalle immagini pubblicitarie. E insomma, pare che io ce la stia facendo. E durante le feste ci divertiamo sempre molto, senza tour de force e cose inutili. Devo avere una sindrome che è il contrario dell’horro vacui 🙂
    E’ che non capisco perché dovrei perdere la coerenza a natale! Che peraltro sono atea!

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