E se anche mamma o papà sono “amplificati”?

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Appurato che l’esserino che vi gira ormai per casa ha una sua personalità ben definita e sembra intenzionato a mostrarla ed affermarla fin dal primo giorno di vita, cosa può fare un genitore quando si rende conto che il carattere e la personalità del figlio sono praticamente inconciliabili con i propri… magari per eccessiva somiglianza?
Se devo parlare non in astratto, ma per esperienza personale, vi pongo la stessa domanda sotto un’altra forma: cosa fa un genitore di un bambino amplificato, quando si rende conto di essere a sua volta un amplificato e quindi di patire le stesse situazioni, di stressarsi di fronte agli stessi stimoli, di essere inadattabile, insofferente ed allergico agli imprevisti ed ai cambiamenti di programma proprio come il pargolo?
Ooops… secondo questo post di Serena avrei dovuto dire: “molto riflessivo” per “inadattabile”, “sensibile” per “insofferente” e “ben organizzato” invece che “allergico agli imprevisti”… Comunque, tant’è, il succo è quello: mamma o papà amplificati come sopravvivono al figlio amplificato?
Vi faccio un esempio banale.
Come ci ha spiegato Serena qui, un bambino amplificato soffre per l’eccesso di stimoli luminosi, auditivi, fisici intorno a sè. Quindi per lui un supermercato all’ora di punta è un luogo soffocante, che induce al nervosismo. Facciamo conto che la mamma non abbia potuto evitare di andare al supermercato con lui all’ora di punta e facciamo conto che, dopo una minima sopportazione, il piccolo amplificato abbia, nell’ordine: cercato di gettarsi dal carrello nel tentativo di trovare sfogo fisico per combattere lo stress, rimesso al suo posto sia evaso dal seggiolino ed abbia saltato sulla spesa adagiata nel carrello, ai tentativi di arginarlo della mamma abbia iniziato a piangere come solo un amplificato sa fare, scuotendo il supermercato fino alle fondamenta… Ce n’è già abbastanza per innervosire qualsiasi mamma.
Ma secondo voi cosa accade se la mamma si trova, già di suo, nello stesso identico stato d’animo del figlio? Cosa accade se la mamma sente salire lo stress fino alla punta dei capelli solo perchè i corridoi sono affollati di carrelli e vorrebbe solo finire questa benedetta spesa al più presto? Se questa mamma sente la necessità di rilassarsi usando il carrello come monopattino, sognando un supermercato vuoto, ma non può farlo perchè è relegata al ruolo sociale di madre di famiglia e professionista ultratrentacinquenne con prole?
Insomma: se siete anche voi degli amplificati, sappiate che vostro figlio amplificato vi metterà a dura prova.
Le stesse situazioni vi creeranno identiche razioni emotive. La differenza sostanziale, però, è quella che passa tra un bambino ed un adulto. Un amplificato adulto deve aver imparato a fare i conti con le situazioni che lo allarmano, lo innervosiscono e lo mettono a disagio. Anche e soprattutto per poter insegnare al proprio bambino come gestire con successo il suo carattere.
Se io, mamma amplificata, ho deciso di uscire di casa ora e mio figlio amplificato, essendo persistente e concentrato su una sua attività, si blocca come un mulo sul ciglio del burrone, avendo deciso che mai e poi mai potrà uscire prima di aver finito il puzzle, io non sarò solo contrariata o innervosita per un eventuale ritardo, io sarò raggelata dal fatto che il mio programma è stato interrotto, cambiato, modificato… che per un’amplificata è ben più che seccante, è stressante.
Aver capito che abbiamo dei lati caratteriali identici, mi aiuta a comprendere meglio cosa prova lui. Del resto anche io ho enorme difficoltà nell’interrompere, per esempio, la scrittura di un post se sento la necessità di finirlo. Allora faccio un bel respiro e cerco di capire cosa prova il Sorcetto. C’è stato un tempo in cui avrei innescato una serie di urla reciproche assolutamente improduttive, oggi so che è meglio per tutti e due “trattare”.
L’unica soluzione possibile è trasformare le similitudini caratteriali in empatia: comprensione e complicità. Offro a mio figlio il mio essere simile a lui: capisco il suo disagio ed ammetto con lui di provarlo anche io. Gli dimostro però, con l’esempio, che è un disagio superabile. Nel caso di prima, gli spiegherei che anche a me proprio non piace dover lasciare una cosa a metà, ma purtroppo sono costretta a farlo molte volte al giorno, perchè ci sono tempi da rispettare: “Sai, oggi ho dovuto lasciare un lavoro a metà per venire a prenderti a scuola, un po’ mi dispiaceva, ma ero contenta di venire da te. Domani lo riprenderò e sicuramente lo finirò in poco tempo”.
Tra un adulto ed un bambino c’è una differenza data dalla coscienza di se stessi e dei propri limiti, dal lavoro che si è fatto sulle proprie intemperanze in quasi 40 anni di vita, dall’autocontrollo “buono”, quello che ci rende esseri sociali.
Certo… ci sono ancora parecchie volte in cui finisce a strilli tra due amplificati… e allora povero papà che ci si trova di mezzo!!!

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9 COMMENTI

  1. Grazie per questo post. Dopo 6 anni di convivenza non ero ancora riuscita a capire perché Alessandro fosse così particolare, perché desse in encandescenze per un appuntamento spostato all’ultimo momento o, peggio, per un’uscita organizzata la mattina per la sera. Non capivo perché dopo una giornata lavorativa passata al telefono avesse bisogno di accendere la televisione su di un canale qualsiasi invece di bearsi del silenzio. Non capivo perché, nonstante il nostro grande amore, fosse così turbato dala mia voglia di maternità. Non capivo perché nonostante il suo grande amore per nostra figlia la sua routine debba venire prima di tutto. Oggi gli ho parlato del vostro blog e, in effetti, è d’accordo con me che la sua sia una personalità un pò amplificata. Forse imparerò ad accettare di più il suo essere, ma è dura..
    La mia paura più grande ora è per la piccoletta, che è tutto tranne che tranquilla, ma leggendo le vostre storie è probabilmente “solo” molto vivace! Speriamo bene, la tengo d’occhio!

  2. Solo per informarti: il pranzo come previsto (da me) ha avuto inzio alle 15. Io mi sentivo svenire! La bimba devo dire che è stata molto brava, ha stretto amicizia con la più piccola del gruppo (1 anno) ed è riuscita a non farla piangere. Unica cosa, non avendo dormito come al suo solito dalle 14 alle 16, ma bensì dalle 16,30 alle 17,30, il resto della giornata è stato come combattere con un alieno, ma uan delle regole fondamentali con i bambini è :”non stravolgere mai i loro ritmi”.

  3. Cara Silvia, ammetto senza problemi di essere stata peggio di mia figlia. Da noi però la situazione è capovolta rispetto a te. Io sono un’amplificata introversa, molto sensibile, caparbia e poco conciliante, mia figlia invece è un’amplificata estroversa, sensibile, caparbia, conciliante quando le fa comodo ed estremamente (a mio parere) sveglia e intuitiva. Io odio gli imprevisti e quando c’è un cambio di programma mi innervosisco molto e solitamente do la colpa a chi mi sta vicino. Mi domando: ma perchè la gente non si sa programmare? Faccio un esempio: abbiamo ricevuto giovedì sera un invito per domenica a pranzo da amici, accettiamo (mi dico infondo questa volta sono in anticipo!). Ieri sera chiamano che il pranzo è stato spostato a oggi! Fosse stato per me avrei trovato una scusa per non andare (cavolo io oggi lavoro anche!), ma come dici tu da grando occorre superare i propri limiti e soprattutto occorre non esasperare chi ti sta vicino. Ma riuscirò a sganciare un sorriso? Solitamente in queste situazioni mi irrigidisco anche perchè so già che il pranzo è per le 13 e invece si arriverà a mangiare alle 15, ti immagini che sofferenza??? Speriamo solo che la bimba vivace- amplificata sia nel suo giorno positivo. A presto

  4. Ecco, vi leggo e mi rispecchio. Ed è questo il bello dei blog.
    @mammadicorsa: bene, in fondo stai ammettendo che tu eri/sei molto peggio di tua figlia? 😉
    In realtà, secondo me, non è che eravamo molto amplificate da piccole, ma solo che ora abbiamo imparato a fare i conti con il nostro esserlo.
    Io mi ritengo un’amplificata estroversa, decisamente emotiva, non particolarmente iperenergetica, ma esageratamente persistente. Mio figlio, invece, è un amplificato introverso, razionale, iperenergetico e anche lui esageratamente persistente… Insomma una miscela esplosiva! Se persistiamo entrambi sulle nostre occupazioni, sulle nostre idee e sulle nostre convinzioni, aggiungendoci poi che odiamo entrambe le sorprese, i cambi di programma e gli imprevisti… beh, capirete che si rischia ogni giorno la tempesta.
    Ovviamente io sono una che odia gli imprevisti, ma faccio un lavoro (per mia scelta) che ne riserva almeno uno al giorno! So che odio soprese ed improvvisate, ma non faccio nulla per tirarmi indietro se qualcuno si invita a casa mia con un preavviso di 10 minuti. Perchè, conoscendo i miei limiti, ho scoperto anche il piacere di metterlli alla prova e di superarli. Penso proprio di dover sfruttare questa consapevolezza per aiutare anche mio figlio a fare i conti con il suo/mio/nostro caratteraccio!
    @ Elisa: certo che l’amplificato mette a dura prova, prima di tutto, il non amplificato, soprattutto perchè c’è maggior rischio di incomprensione!
    E’ fantastica la tua descrizione dei luoghi aperti come conciliazione dei due opposti: come se li, ci fosse posto per tutti! E’ verissimo che il bambino amplificato, lasciato libero in uno spazio grande, diventa estremamente rilassante. Anche perchè spesso è dotato di particolare autonomia e non ha bisogno di tutte le attenzioni che continuamente richiede in casa.
    Se si riesce a far sfogare tutta l’iperenergia che ha dentro, poi diventa più tranquillo, più gioioso… molto più simpatico e piacevole!
    Comunque la sensazione di andare in giro con un adulto piccolo, piuttosto che con un bambino a me non mi lascia mai! E a voi?
    ” I bambini amplificati son fatti per le praterie” me la segno!

  5. Ecco, vorrei analizzare una relazione diversa e mi scuso se vado fuori tema.
    Ciao, mi chiamo Elisa:non sono una mamma amplificata. Devo dire che caratterialmente mia figlia, che un po’ lo è, deve aver preso dal padre.
    Suo padre, quando ci siamo conosciuti, mi sorprendeva per le enormi quantità di energia che profondeva , di volta in volta, sui suoi progetti.
    Insomma, un trascinante, anche.Uno che si “intuba”, a volte.
    Ecco, io sono tutt’altro che pigra, ma mi definirei una quieta, riflessiva.. Aver a che fare con mia figlia, invece non è (e non è mai stato) rilassante. di quando era piccola piccola ricordo con estremo piacere solo l’ultima poppata serale. Per il resto, se non dormiva era tutto un contrarsi e scalciare.Ora ha quattro anni e l’incontro di una madre non – amplificata con la figlia “amplificata” è, diciamo, “impegnativo”
    Mia figlia è un turbine che a volte mi travolge. Quando è stanca diventa, lo giuro, estenuante.
    Per rimanere al paragone del supermercato non c’era volta in cui stesse seduta più di cinque minuti sul seggiolino. Il resto del tempo lo passavo a fare la spesa convulsamente e cercare lei che correva tra i corridoi e toccava la merce sugli scaffali.Un mese fa ha fatto fuori alla coop 6 omogeneizzati. Tocca che ti ritocca il vetro cade e si rompe!Insomma, o guardi lei o fai la spesa.
    Poi le persone ti squadrano con riprovazione (“che maleducata la bambina!”leggi nelle loro facce)e non sanno il tempo speso in spiegazioni, qualche volta, ahimè, in sonore sgridate e spesso pure in discorsi seri in cui si fa più leva sui meriti del bambino piuttosto che sui loro difetti. Quest’ ultimo sistema è di gran unga il più efficace.
    Perchè il nostro bambino amplificato ce la mette tutta per adeguarsi, ma si vede che c’ha il pepe al suo tondo sederino e proprio non ce la fa…
    Insomma la mamma non amplificata col bambino amplificato, per lo più, sta sempre in tensione. Perchè con dolcezza , ma estrema fermezza, non deve mai mollare le redini. Sa che quando la sua bambina la guarderà negli occhi dovrà leggervi la calma di chi ha tutto sotto controllo e non la disperazione di chi, dopo una faticosa giornata di lavoro, vorrebbe accanto a sè un bambino tranquillo, magari anche attaccato alle sue gonne, sporadicamente (come ce ne sono, perdincibacco!li vedo!)
    Fino a circa un anno fa non resisteva più di mezz’ora al super mercato prima di diventare isterica. E pensare che prima del suo arrivo a me , far la spesa, rilassava.
    Cerco, in continuazione un compromesso tra i suoi tempi (veloci) e i miei (lenti).
    Ecco invece dove mamma non-amplificata e bambina-amplificata vanno d’amore e d’accordo. Necessitano entrambe di spazi ampi e poco pericolosi. L’una per la contemplazione, l’altra per l’azione. Che so.. di un parco o di una spiaggia. La mamma non amplificata la terrà d’occhio ma senza esagerare. Non si scomporrà se si sbuccia un ginocchio, se si arrampica e rischia di cadere (“se si fa male non lo farà più”pensa placidamende) se litiga o fa il bagno fuori orario. Anzi, qualche volta giocherà e si divertirà un mondo con la bambina amplificata in questione. I bambini amplificati son fatti per le praterie. Spazi immensi senza confini in cui dilapidare le loro enormi energie, senza stressarsi troppo. Sono fatti per le spiagge e il mare, dove potranno ammazzarsi di fatica correndo e sguazzando a non finire. E va detto a loro merito che non sono bambini piagnoni(figuriamoci, loro prediligonono le scenate in posti pubblici, in genere), sono svelti e pronti, a qualsiasi attività, tanto che ti pare a volte di aver vicino un compagno più che un pupo.
    Sono, bisogna dirlo, faticosi sì, un mucchio divertenti!E questo una mamma non amplificata non potrà mai finire di apprezzarlo!

  6. Trovo i vostri post magnifici e li leggo tutti d’un fiato. Come ho scritto sul mio post all’interno dell’iniziativa blogstorming, io credo che mia figlia sia molto vicina all’essere una bimba amplificata, ma forse è soltanto molto vivace con qualche carattere amplificato. IO sono totalmente amplificata e lo ero soprattutto da piccola. I miei hanno fatto una fatica enorme: io piangevo sempre, non mi stava mai bene niente, non sopportavo i cambiamenti, raramente ero soddisfatta e soprattutto estremamente sensibile. Ma hai ragione tu, con il tempo si impara a “contenersi”, a cercare di non arrivare al limite. Ma per un bimbo è più difficile e allora…Prendi un respiro, chiudi gli occhi, cala di mezzo tono la tua voce e cerca per il tuo benessere di non andare al supermercato (della serie se lo conosci lo eviti!). Da me è mio marito che va la supermercato nell’ora di pausa. Penserai che fortuna! Sì, se accetti che torni a casa con il doppio delle cose che avevi chiesto e con qualche nuovo “gingillino” ogni tanto!

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