E’ ora della pappa!

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Foto Frédérique Voisin-Demery utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
Foto Frédérique Voisin-Demery utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

La grande maggioranza dei neonati si nutre esclusivamente di latte, possibilmente materno, nei primi 6 mesi di vita. Ad un certo punto diventa chiaro che il bambino inizia ad aver bisogno anche di altro. Ci sono alcuni segni evidenti che ci fanno capire che forse è ora di iniziare lo svezzamento:

  • Il bambino ricomincia a svegliarsi la notte per mangiare. E con questo intendo dire mangiare veramente, non attaccarsi un paio di minuti al seno prima di riaddormentarsi, che invece è solo un segno di voler un pò di coccole.
  • Il bambino mostra interesse quando vi vede mangiare, e si spinge magari anche a tentare di afferrare quello che avete nel piatto. La mia nipotina, che è sempre stata una buona forchetta, ha fatto chiaramente capire ai suoi genitori che era pronta allo svezzamento. Quando mamma e papà si mettevano a tavola, lei li guardava con una faccia cupa e sembrava dire: “Vergogna! Voi state li a riempirvi la pancia di robba buona e a me non fate assaggiare nulla.”
  • A volte lo svezzamento inizia un pò prima dei 6 mesi, nel caso in cui il bambino sia molto grande, e pesi dagli otto ai dieci chili già al quarto mese. In ogni caso sarà il pediatra a valutare la necessità di iniziare ad introdurre cibi solidi.

Insomma più che l’età del bambino, che è normalmente indicata intorno ai 6 mesi, è il suo comportamento a farci capire che è arrivata l’ora di una pappa da grandi!
Alcune mamme vedono questo momento come liberatorio dalla schiavitù dell’allattamento soprattutto nel caso in cui per mesi sono state le uniche responsabili, altre lo temono in quanto lo svezzamento toglie il primato della cura materna su quella del papà, o altri adulti che possono iniziare ad occuparsi del piccolo. In entrambi i casi è un momento che può essere molto delicato per alcune mamme sul piano psicologico. Il nostro bebè che abbiamo sentito scalciare nella nostra pancia per mesi, abbiamo partorito con dolore, e con il quale abbiamo vissuto praticamente in simbiosi dalla nascita, sta facendo il primo passo verso l’autonomia. E’ facile sentirsi rifiutate e tentare di ritardare questo momento.
Se sentite che l’inizio dello svezzamento è un passo difficile per voi, ecco alcuni consigli:

  • Parlatene con altre mamme che già vi sono passate. Vi accorgerete che è un problema molto più comune di quanto non sembri, nonostante raramente se ne parli apertamente per paura di fare la parte della mamma ansiosa. Sapere che altri hanno vissuto le stesse emozioni negative può aiutarvi ad accettarlo meglio come un processo naturale. Parlarne apertamente può liberarvi da quel groppo in gola difficile da mandare giù altrimenti.
  • Pensate in positivo. Provate a pensare allo svezzamento non come un passo di allontamento da voi, ma come un passo verso la sua realizzazione come persona indipendente. Da parte sua il bambino lotterà per la conquista della sua autonomia, necessaria per potersi definire come individuo, ma allo stesso tempo continuerà ancora ad avere bisogno delle cure e dell’affetto dei suoi genitori per molto tempo (ben oltre l’adolescenza?). Il tipo di sostegno che vi richiederà cambierà nel tempo, ma è bene che sappia che voi sarete sempre lì pronti ad aiutarlo, a dargli quella spinta in più di cui ha bisogno per volare piuttosto che a tarpargli le ali per impedirglielo.

Per concludere, vi invito a pensare allo svezzamento come il primo passo verso la libertà di vostro figlio o vostra figlia, e a sostituire quella lacrimuccia di dispiacere per una perdita, con una di orgoglio per la bella personcina che state aiutando a crescere.

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5 COMMENTI

  1. Interessante ‘sta cosa del “bimbo grande”. Il mio cinghialetto di 3 mesi e 9 kg rientra senz’altro nella categoria, non mi ha mai nemmeno sfiorato di lasciar valutare al pediatra la necessità di introdurre i solidi 😀 Si sveglia di notte per mangiare – ma che dico, per gozzovigliare! – ma l’ha sempre fatto, e non ho l’impressione che il latte non gli basti più. Penso che, come è stato per mia figlia più grande, il momento in cui l’apporto di ciccia lattea sarà insoddisfacente si manifesterà abbastanza chiaramente, e sono abbastanza consapevole che per il piccolo probabilmente questo momento arriverà ben prima dei 6 mesi (per mia figlia che è di dimensioni “normali” è arrivato a 5 mesi e mezzo).

    Onestamente preferisco che sia il bimbo a farmi capire quand’è ora, se chiedessi al pediatra sicuramente mi direbbe di cominciare già verso i 4 mesi e che senso ha se il bimbo non ha voglia?

  2. Eccomi ! Iniziato lo svezzamento proprio per indicazione della pediatra (bambina grande), ma mia figlia visibilmente si … annoia ! Le emozioni negative le ho provate tutte, soprattutto di fronte all’incontenibile entusiasmo dei suoceri all’idea dello svezzamento, hanno iniziato a farci foto (col flash) dai primissimi tentativi… uff… comunque per il momento è oggettivamente un fatto di gusti: la banana va, la carota+patata mooolto meno…

  3. sisi, confermo i segnali sono incredibili! o almeno nel mio caso è stato così. Caterina si è sempre regolata benissimo con il cibo (lo so ha solo 11 mesi…questo “sempre” è un pò ridicolo…) sia con il latte (su consiglio della pediatra ho seguito l’allattamento a richiesta, stando attenta che mangiasse effettivamente e non ciucciasse e basta), e lei seguiva orari e tempi tutti suoi, sia ora con il cibo. Quando vuole o Non vuole una cosa lo “dice” in modo inequivocabile, non servono areoplanini che volano, boccacce, canzoncine..quando ha fame, mangia, e ci mette max 10 minuti. Lo svezzamento non è iniziato a 6 mesi, ma più tardi. Era una gran ciuccialatte e d’estate era comodo così. Ho inziato a 5 mesi con un pò di frutta, ma senza forzarla.

  4. Il momento però può essere critico: nel mio articolo sul problema dei bambini disappetenti (“il mio bambino non mangia” parte 1, 2 e 3), vi ho indicato che il “blocco” di mio figlio iniziò proprio con lo svezzamento: sembrava non volersi adeguare al cambiamento dal latte, tanto amato, alla pappa.
    Ripensandoci oggi, mi rendo conto che forse sarebbe bastato anche solo un mese in più di latte per evitarmi tante angosce: vedevo nello svezzamento una liberazione ed ero impaziente di inziare, ma in effetti il mio bambino non mostrava nessuno di quei segni di interesse per un civo diverso. Forse non era semplicemente il momento.
    Leggere i segnali che inviano i nostri bambini è utile dal primo giorno di vita a quando saranno adulti.

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