Dalla parte dei figli

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Basta semplicemente parlare con una persona figlia di genitori separati per capire che la separazione non è mai un processo indolore per i figli. Per quanta buona volontà ci si metta a farglielo vivere al meglio, il bambino vorrebbe sempre che avvenisse l’unica cosa che non può avvenire: che i suoi genitori si amassero e tornassero a vivere insieme.
Se siete tentati di non separarvi dal/la vostro/a compagno/a solo per tentare di non far soffrire i figli, mi dispiace deludervi, ma non riuscirete nell’intento.
La sensibilità dei bambini va oltre l’apparenza del certificato di matrimonio. I bambini sono spugne emotive. Avvertono ogni minimo segno di nervosismo che ci portiamo a casa dal lavoro, immaginate se possono rimanere impassibili ed evitare di soffrire quando vedono i propri genitori litigare in continuazione, o forse anche peggio, vivere la propria vita di coppia con indifferenza.
I bambini non si imbrogliano tanto facilmente.
I bambini lo sanno.

I bambini i cui genitori sono in stato conflittuale a casa o separati, sono più portati ad avere problemi a scuola. Inoltre hanno rapporti più difficili con i loro compagni e tendono a ricorrere a violenza per risolvere i conflitti durante il gioco. Vivendo la loro vita in uno stato di stress, hanno difese immunitarie più basse e per questo tendono ad ammalarsi più spesso. Persino i bambini piccolissimi reagiscono alle liti tra i genitori con un aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna. Se adolescenti è più facile che finiscano vittime di droghe o di amicizie sbagliate.

Ma allora dobbiamo proprio rassegnarci a farli soffrire? Diciamo si e no. E’ un po’ lo stesso di quando muore una persona cara, o il gatto di casa, o qualsiasi altra situazione spiacevole o tristissima alla quale non possiamo porre rimedio. La cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è aiutarli a gestire le loro emozioni. Sono emozioni forti che vanno digerite, magari non capite ma accettate, e poi superate.

La cosa migliore che possiamo fare per i nostri figli è aiutarli a gestire le loro emozioni.
Abbiamo il dovere di aiutare i nostri figli a non sentirsi soli in questo processo.
Ci sono infatti buone notizie. Gli studi hanno dimostrato che non sono i conflitti in se a nuocere gravemente il bambino, quanto piuttosto il modo in cui i conflitti vengono gestiti.

I bambini hanno una fervida fantasia che unita alla loro poca esperienza di vita, li porta spesso a trarre conclusioni completamente errate. Ad esempio non è raro che il figlio si senta responsabile per le liti dei genitori, o che si senta di dover fare qualcosa per aiutarli.
Ecco quindi alcune regole di comportamento da tenere per evitare che i bambini si facciano carico di responsabilità che non gli competono. Queste regole valgono ovviamente sia in caso di separazione che di matrimonio infelice, quando i conflitti sono all’ordine del giorno.

Non usate i figli come arma contro il coniuge. Ci insegna Silvia che le guerre che decidiamo di intraprendere con il coniuge hanno un unico sconfitto: il figlio. Minacciare di non permettere all’ex marito di vedere il figlio è una cosa terribile, perché corrisponde anche alla impossibilità per il figlio di vedere il padre.
Oppure chiedere al figlio di scherarsi con uno dei due genitori. Se avete due figli potreste chiedervi se sareste pronti a sacrificare l’amore di uno dei due. Se voi non volete rispondere a questa domanda, non chiedetelo nemmeno ai vostri figli.
I bambini amano entrambi i genitori, e l’amore che ricevono da entrambi è ugualmente prezioso per la loro crescita. I figli che assistono a questo tipo di comportamento da parte di uno o entrambi i genitori vivono costantemente in uno stato di stress emotivo. Hanno paura di far soffrire un genitore o entrambi e si sentono chiamati direttamente in causa, sentendosi spesso inadeguati e in colpa come se fossero loro i responsabili del disaccordo tra i genitori.

Evitate di parlare male del coniuge ai vostri figli. Criticare l’altro genitore davanti al figlio, ad esempio dicendo che non paga l’assegno o che non si assume le sue responsabilità, mette il bambino in uno stato di ansia. Il suo cuore gli dice di amare entrambi, ma la sua testa ora si chiede se può fidarsi di un papà o di una mamma che non lo amano.
Cercate di parlate del conflitto come di un processo necessario per cercare di trovare una soluzione valida. Assumetevi apertamente la responsabilità del conflitto, e quella di trovare delle soluzioni.

Ditegli apertamente: se noi non andiamo d'accordo non è colpa tua!
Non lasciate che i figli si intromettano. Se notate che vostro figlio assume il ruolo di consulente coniugale cercando di farvi trovare un accordo, allora vale la pena fermarsi a considerare il vostro comportamento e fare un passo indietro. I responsabili dei vostri conflitti siete voi, e accertatevi che vostro figlio sia cosciente di questo. Spiegategli che non è suo compito occuparsi di trovare la soluzione, e che mamma e papà troveranno un modo di risolvere il problema. Anche un bambino piccolo può capire questo discorso e sentirsi rassicurato.
Ditegli apertamente: se noi non andiamo d’accordo non è colpa tua!

Non usate vostro figlio come intermediario, chiedendogli di riferire dei messaggi scomodi all’altro genitore. Non gli dite “di a tuo padre di essere più puntuale quando deve venirti a prendere domenica” oppure “di a tua madre che la prossima settimana è il mio turno, e che non ti impegnasse in qualcos’altro”.
Non gli affidate segreti che non deve riferire all’altro genitore. Questo lo farebbe preoccupare e sentire di tradire la fiducia dell’altro.

Fategli sapere quando avete risolto un conflitto
Se siete riusciti a raggiungere un accordo, fateglielo sapere. Questo gli darà fiducia sul fatto che mamma e papà stanno veramente lavorando per risolvere i problemi, e anche se non c’è accordo su tutto si possono trovare delle soluzioni soddisfacenti.
Gli studi dimostrano che quando i genitori informano i figli di aver trovato la soluzione ai loro conflitti, hanno un potere rassicurante sul bambino. Persino i bambini piccolissimi possono essere rassicurati nel vedere i genitori abbracciarsi dopo aver litigato.
Inoltre il bambino si tranquillizza maggiormente se riesce a capire il modo in cui il conflitto è stato risolto, o comunque assiste alla risoluzione. Ad esempio assistere ai genitori che si scusano reciprocamente ha un effetto calmante maggiore che vederli cambiare argomento per non litigare.
Attenzione però a non fingere. Un bambino si accorge se le scuse sono state fatte con rabbia o sono sincere.

Chiedete aiuto per vostro figlio
Se state attraversando un periodo di grande tensione famigliare, preoccupatevi di fornire ai vostri figli delle persone di riferimento che possono fungere da cuscinetto emotivo. Degli ambienti felici in cui rifugiarsi. Degli adulti a cui rivolgersi nei momenti difficili. Possono essere i nonni o un amico caro. Qualcuno che possa conquistare la loro fiducia e li aiuti a non sentirsi soli. Questo è un passo molto difficile da fare, perché spesso una coppia in crisi ha difficoltà ad ammetterlo agli altri e tende piuttosto a chiudersi e a fingere di fronte al mondo esterno che tutto va bene. Però è anche vero che quando si è in crisi nel rapporto di coppia non si ha l’energia, fisica ed emotiva, per concentrarsi sui bisogni dei bambini. Uno sforzo di apertura verso qualcuno di cui vi fidate, a cui potete dire apertamente “siamo in crisi, e ci capita di litigare spesso a casa. ” Dichiarare apertamente che si ha bisogno di aiuto per i propri figli. Se possibile fatelo sapere alle insegnanti o ai genitori degli amici con cui vostro figlio passa più tempo. Questo è ancora più importante per il figlio adolescente, che cercherà spontaneamente l’aiuto di qualcuno, in un momento di grande vulnerabilità. E non volete certo che finisca nelle mani sbagliate.

Praticate l’allenamento emotivo
in momenti di crisi è ancora più importante parlare con i propri figli dei loro sentimenti. E’ il momento di sfoderare il meglio dell’allenamento emotivo, di cui abbiamo spesso parlato in questo sito. E’ stato dimostrato che queste tecniche non impediscono al bambino di soffrire a causa della crisi tra i genitori, ma gli danno i mezzi per poterne uscire meglio.

Se siete divorziati, o separati, o se vostro figlio ha assistito ad una lite tra voi genitori, create l’occasione di uno o più momenti di calma per parlare di come si è sentito. Aiutatelo a tirare fuori i suoi sentimenti e le sue paure. Potete discuterne insieme e aiutarlo ad accettare la tristezza come una cosa normale. E naturalmente potete ideare strategie per affrontare i momenti difficili di tristezza o di rabbia.
Il vantaggio di questa tecnica è che è applicata da un genitore con un figlio. Quindi se anche siete ai ferri corti con il vostro ex, potete sempre preoccuparvi di mantenere il vostro ruolo di genitore, e dedicarvi a vostro figlio, lasciando le liti nelle aule del tribunale.

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