Cos’è la dislessia

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Emanuela Calogera Zenobio (dottoressa in tecniche grafologiche, specializzata in grafologia forense e grafologia dell’età evolutiva) è la curatrice della pagina facebook Disgrafia e rieducazione della scrittura ed ha già scritto per noi un post sulla disgrafia.
Questa volta ci parla di dislessia, di cui si è spesso occupata: un disturbo diffuso la cui individuazione può essere determinante per la qualità della crescita di un bambino

dislessiaLa Dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Con questo termine ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche ed in particolare a: DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA E DISCALCULIA.
La principale caratteristica di questa categoria è le sua specificità, ovvero il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità (lettura, scrittura, calcolo) lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.
Ciò significa che per avere una diagnosi di dislessia, il bambino NON deve presentare: deficit di intelligenza, problemi ambientali o psicologici, deficit sensoriali o neurologici.
Tale disturbo è determinato da un’alterazione neurobiologica che caratterizza i DSA (disfunzione nel funzionamento di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole e il loro significato). La dislessia è una difficoltà che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente.
Leggere e scrivere sono considerati atti così semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico. Purtroppo in Italia la dislessia è poco conosciuta, benché si calcoli che riguardi il 3-4% della popolazione scolastica.

il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie
Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacita e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica e perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara.

Come si manifesta?
Si manifesta con una lettura scorretta (numero di errori commessi durante la lettura) e/o lenta (tempo impiegato per la lettura) e può manifestarsi anche con una difficoltà di comprensione del testo scritto indipendente sia dai disturbi di comprensione in ascolto che dai disturbi di decodifica (correttezza e rapidità) del testo scritto.
Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come l’inversione di lettere e di numeri (es85-58) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). A volte non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno. Può fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni; lettura dell’orologio) e può avere difficoltà a esprimere verbalmente ciò che pensa. In alcuni casi sono presenti anche difficoltà in alcune abilità motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nella capacità di attenzione e di concentrazione.

demotivazione e scarsa autostima sono una conseguenza, non la causa della dislessia
Spesso il bambino finisce con l’avere problemi psicologici, quale demotivazione, scarsa autostima, ma questi sono una conseguenza, non la causa della dislessia.
Il bambino appare disorganizzato nelle sue attività, sia a casa che a scuola. Ha difficoltà a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente.

Già dal termine del primo anno della scuola primaria di primo grado il bambino presenta una delle seguenti caratteristiche:
– può leggere un brano correttamente e non cogliere il significato;
– può avere grosse difficoltà con le cifre (tabelline), la notazione musicale o qualsiasi cosa che necessita di simboli da interpretare;
– può avere difficoltà nella lettura e/o scrittura di lingue straniere;
– può scrivere una parola due volte o non scriverla;
– può avere difficoltà nel memorizzare termini specifici, non di uso comune;
– può avere difficoltà nello studio (storia, geografia, scienze, letteratura, problemi aritmetici) quando questo è veicolato dalla lettura e si giova invece dell’ascolto (es. registratori, adulto che legge, libri digitali);
– non prende bene gli appunti perché non riesce ad ascoltare e scrivere contemporaneamente;
– quando si distrae da ciò che sta leggendo o scrivendo ha grosse difficoltà a ritrovare il punto.
Un dislessico lavora lentamente a causa delle sue difficoltà, perciò è sempre pressato dal tempo.

La diagnosi.
La diagnosi viene posta alla fine del II anno della scuola primaria. Già alla fine del I anno della scuola primaria, tuttavia, profili funzionali compromessi e presenza di altri specifici indicatori diagnostici (ritardo del linguaggio e anamnesi familiare positiva per DSA) possono anticipare i termini della formulazione diagnostica.
Un ulteriore strumento per la rilevazione di queste difficoltà è lo screening, inteso come ricerca-azione da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari.
Esso andrebbe condotto all’inizio dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia con l’obiettivo di realizzare attività didattiche-pedagogiche mirate a potenziare le abilità deficitarie. Nel caso in cui alla fine dell’anno permangano significativi segnali di rischio è opportuna la segnalazione ai servizi sanitari per l’età evolutiva.
La diagnosi viene effettuata da un equipe multidisciplinare composta da Neuropsichiatria Infantile, Psicologo e Logopedista.
Dopo la diagnosi il percorso è differenziato a seconda dell’età del soggetto dislessico, della specificità del disturbo (correttezza, rapidità, comprensione del testo), e dal grado di gravità.

Alcuni elementi importanti dopo aver ottenuto la diagnosi sono:
il professionista deve comunicare la diagnosi in maniera chiara e precisa specificando anche gli aspetti psicologici secondari (demotivazione, bassa autostima) e redigere un referto ;
– indicare la possibilità dell’utilizzo di strumenti compensativi e dispensativi;
– comunicare con la scuola per creare una rete di condivisione di obiettivi e contattare il referente scolastico per la dislessia;
– programmare dei controlli a breve scadenza (minimo 6 mesi, massimo 1 anno).

La famiglia deve prendere coscienza del problema ricordando che la strada per il recupero del dislessico è difficile, in quanto il carico dei compiti scolastici resta il problema più gravoso. Per alleggerire questa situazione si può affidare il lavoro scolastico a casa ad una persona estranea alla famiglia, in questo modo si ottengono diversi risultati: migliorare il clima familiare, riappropriarsi del ruolo di madre e non di insegnante, al fine di ridurre l’ansia della prestazione nel bambino e aumentare l’autostima e la motivazione.
– Se il bambino è nel primo ciclo della scuola primaria si consiglia una terapia logopedica o una terapia neuropsicologica;
– nelle fasi successive è consigliato un intervento metacognitivo che chiarisca gli scopi della lettura a seconda del materiale da studiare al fine di incrementare la consapevolezza dei processi che intervengono nella lettura;
– l’ambiente, soprattutto quello familiare, deve appoggiare il bambino, aiutandolo nelle strategie di compenso e nella costruzione di un’immagine positiva di sé.

i ragazzi dislessici possono imparare, anche se in maniera un po' diversa dagli altri
I ragazzi dislessici possono imparare, anche se in maniera un po’ diversa dagli altri.

Le cose da non fare:
– far leggere il bambino a voce alta;
– ridicolizzarlo;
– correggere tutti gli errori nei testi scritti;
– dare liste di parole da imparare;
– farlo copiare dalla lavagna;
– farlo ricopiare il lavoro già svolto, perché scorretto o disordinato;
– paragonarlo ad altri

E adesso è il momento di toglierci qualche curiosità! Ecco un elenco di persone dislessiche celebri (contemporanei o del passato):
Attori
Tom Cruise, Orlando Bloom (che ha detto “La dislessia non è mancanza di intelligenza, ma mancanza di accesso…”), Danny Glover, Whoopi Goldberg, Jay Leno (uno dei maggiori presentatori televisivi americano), Keanu Reeves, Kiera Knightley, Billy Bob Thornton, Robin Williams, Henry Winkler.
Atleti
Muhammad Ali, Bruce Jenner (medaglia d’oro olimpica di decathlon), Magic Johnson, Greg Louganis, Steve Redgrave (medaglia d’oro olimpica di canottaggio).
Artisti & Co.
Leonardo da Vinci (si, ormai pare accertato he dipendesse da questo anche il suo modo strano di scrivere!), Pablo Picasso, Andy Warhol, John Lennon, Jørn Utzon (Sydney Opera House), Tommy Hilfiger (stilista), Cher.
Scrittori e Giornalisti
Walt Disney, Scott Adams (Cartoonist: Dilbert), Hans Christian Andersen, Lewis Carroll, Agatha Christie, Fannie Flagg (Pomodori verdi fritti alla fermata del treno), F. Scott Fitzgerald, Gustave Flaubert.
Inventori, Scienziati & Dottori
Albert Einstein (motivo per cui a scuola aveva difficoltà), Alexander Graham Bell, Thomas Edison, Michael Faraday, Carol Greider (biologo molecolare premio Nobel 2009 per la medicina), Pierre Curie (fisico e premio Nobel… ma tanto c’era la moglie! 😉 ), Milton Erickson.
Multi-milionari (così chi ha un bambino dislessico starà meno in pensiero! 🙂 ):
Richard Branson (Virgin Enterprises), John T Chambers (Cisco Systems), Nelson Rockfeller, Henry Ford, William Hewlett (Hewlett-Packard), Ingvar Kamprad (IKEA), Paul J. Orfalea (Kinko’s), Ted Turner, F.W. Woolworth.
Ed è una lista assolutamente limitata.

Sitografia, per informazioni più approfondite:
aiditalia
ladislessia

E per chi volesse leggere:
“SVILUPPO COGNITIVO” – Stella Giacomo – Editore Mondadori Bruno Collana Scienze dell’educazione
“LE DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMETNO A SCUOLA Quando un bambino non sa leggere” -Cesare Cornoldi – Il Mulino
“LA COSTRUZIONE DELLA LINGUA SCRITTA NEL BAMBINO” Emilia Ferreiro, Ana Teberosky – Editore Giunti
“STORIE DI DISLESSIA” Giacomo STELLA – Libriliberi AID (Associazione Italiana Dislessia)
“QUANDO UN BAMBINO NON SA LEGGERE Vincere la dislessia e i disturbi dell’apprendimento” – Biancardi Andrea; Milano Gianna – Rizzoli
Dislessia: in un libro la raccontano i bambini “LE POESIE CHENONSOLEGGERE” sono quelle scritte dai bambini dislessici (pubblicate da Fratelli Frilli Editori)
“DISLESSIA STRUMENTI COMPENSATIVI” M.Meloni, N. Galvan, N. Sponza, D. Sola

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15 COMMENTI

  1. ciao sono Elisabetta ho 4 figli ,il primo dislessico ,io mi sono accorta che c era qualcosa che Nn andava da quando aveva 2 anni ,ha iniziato a parlare tardi e male ,ora il bambino ha 8 anni sta facendo la valutazione per la dislessia lui scrive piccole parole e legge malissimo confonde le lettere altre Nn le vede nemmeno fa difficoltà a raccontare quello che vive,Nn sa le tabelline Nn sa legarsi le scarpe a scuola fa tutto orale sono stata molto fortunata perché ha delle maestre che fanno un gran lavoro con lui ,se notate che i vostri figli confondono le lettere e Nn vogliono leggere e inventano quello che leggono Nn arrabbiatevi ,perché per loro è un dramma ,il consiglio che do e farlo vedere da una logopedista che farà una diagnosi ,io sono la 2 di 11 figli in sei siamo dislessici abbiamo fatto tutti la nostra carriera scolastica ecc…..gli altri miei figli sono disgrafici ,e dura stare dietro a tutti ma se loro ti vedono serena e si sentono capiti ,loro psicologicamente sono tranquilli ,coraggio ha tutte le mamma che hanno i bimbi dislessici si affronta tutto ……

  2. BBC world sta trasmettendo una fantastica intervista a Henry Winkler e la sua serie di racconti che hanno come protagonista Hank Zipzer, un bambino affetto da dislessia, “the greatest underachiever of the world”. Non so se sia stato tradotto in italiano, penso che sarebbe una bella idea

  3. Buona sera,sono la mamma di una bambina di sei anni decisamente preoccupata.Mia figlia non sa ancora leggere,si rifiuta proprio e quando ci prova non riesce a dire nemmeno le sillabe o inventa le parole.Come devo fare con lei?Tutti i giorni dopo la scuola prova e riprovo a farle leggere,ma senza risultato.Anzi si innervosisce e dice che non devo stessarla.

  4. Grazie mille dottoressa! È stata assolutamente esaudiente e soprattutto tranquillizzante! Grazie anche per i suggerimenti sui giochi. Penso che una visita da una psicologa infantile gliela farò fare comunque, anche per farmi consigliare su come crescere al meglio questa bambina che è così sensibile verso il mondo intero! Grazie ancora!

  5. @ Carissima Mammainitaly,è difficile rispondere in maniera precisa,ma a mio modesto parere è ancora molto presto per ipotizzare la dislessia.In generale i bambini hanno appena iniziato a conoscere le lettere e provengono da una scuola dove non ci sono orari standardizzati come quelli della primaria quindi giustifico a pieno la tua piccolina che magari ha bisogno di un po’ di più tempo per metabolizzare tutte queste novità.
    Come dico sempre..-Ogni legno ha il suo verso!- Ogni bambino lo stesso!! Fare i paragoni non serve chi va più veloce o chi è più lento ..non ci sono standard fissi, e la maestra vista questa piccola difficoltà iniziale deve solo avere un po’ più di pazienza ed elogiare anche i più piccoli passi avanti che la tua principessa farà;così facendo aiuterà la bimba ad accrescere la sua autostima ed entrando in relazione un po’ più profonda con lei..magari anche la sua attenzione.
    Non ti preoccupare della scrittura speculare in genere passa,ma nel frattempo aiuta la tua bimba a vivere con il corpo le lettere ed i numeri es. traccia con dei sassolini un percorso tipo”A” e dopo averlo seguito con i piedi la inviti ad osservare e ad indovinare di cosa si tratta.Questo ti permetterà di trascorrere del tempo di qualità con lei,di dare degli input positivi legati allo studio ed alle nuove scoperte che farà.Se rimarranno dubbi che la bambina abbia difficoltà di apprendimento è necessario richiedere una valutazione specialistica (a un neuropsichiatra infantile o a uno psicologo). Per una tale valutazione ci si può rivolgere alla propria ASL di appartenenza (Servizio di Neuropsichiatria Infantile o Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile o di Neuropsicologia), oppure a specialisti che svolgono privatamente la libera professione.
    Spero di essere stata esaudiente e a presto!

  6. @Serena: la mia bimba è al primo anno delle elementari, farà sei anni tra un mese, ciò che mi ha turbato è che su25 bambini, la maestra ha notato che la mia non ascolta, è persa nei suoi pensieri, se si mette accanto a lei con “dai!su!forza!” riesce a farla procedere. È mancina, spesso scrive in maniera perfettamente speculare, anche i numeri,pensavo fosse normale alla sua età, sicuramente fa più fatica ed è stancaper i nuovi orari e le nuove abitudini, ma la maestra mi ha detto che ha 5 mancini che vanno spediti e tre bimbi più piccoli di lei, mi ha parlato di esame audiometrico e di schede di dislessia presso il pediatra, oggi la porto e vediamo che mi dice. Il fatto è che io non ho parametri di riferimento come può avere la maestra con gli altri bambini e spero solo che sia pigrizia, stanchezza e vizi 😉 però la pulce nell’orecchio ce l’ho,anche perché è una bimba molto intelligente, vispa, sportiva, mahhh!Se il disturbo ha diversi gradi forse è lievissimo.
    Colgo l’occasione per farvi i complimenti che è pure poco per tutto il lavoro che fate!! Di mio percfar crescere il sito sto arricchendo Bol e svuotando le mie tasche!!!

    • @Mammainitaly ma cosa ti fa pensare che tua figlia sia affetta da dislessia? Io non sono un’esperta ma da quello che scrive la dottoressa Zenobio nel post, è chiaro che è un disturbo che emerge alla fine del primo anno di elementari perché riguarda la capacità di leggere e scrivere. Se ho capito bene tua figlia è ancora alla materna, quindi non capisco come mai ti stai facendo venire questo dubbio.
      In ogni caso se Gessica non risponde, forse puoi provare anche a contattare Emanuela tramite la sua pagina facebook (trovi il link nel post). E se hai dei dubbi parlane con il/la pediatra.

  7. Non ho ben capito una cosa: la dislessia si può diagnosticare subito già dall’ultimo anno di scuola materna oppure deve passare almeno il primo anno di scuola elementare? Una buona insegnante con esperienza può rendersi conto se si trova davanti ad un disturbo comportamentale (mancanza di disciplina per intenderci) o se il problema è patologico? Sto un pò in ansia per la mia piccola… Grazie a tutte per le eventuali risposte!!!

  8. Gessica, purtroppo non è affatto una pratica diffusa nella scuola italiana proporre lo screening a tutti. Sono contenta per voi, sicuramente avete trovato un’ottima scuola.

  9. Ciao, i miei bimbi hanno appena iniziato le primarie e a tutti gli alunni della 1 classe le maestre stanno effettuando uno screening, con delle schede molto semplici, per scoprire eventuali problemi di dislessia e di apprendimento.
    Trovo che questa iniziativa sia molto importante anche perche’ ci hanno spiegato che una diagnosi precoce e’ indispensabile per risolvere i problemi.
    Piu’ tardi ci si accorge e piu’ faticosa e’ la risoluzione del problema.
    Fra un mese tutti i genitori verranno contattati e saremmo informati dell’esito dei test.
    Speriamo che ad altre scuole sia data la possibilita’ di fare tutto cio’.
    Ciao a tutti, vi terro’ informati!

  10. allora, io ho un aneddoto di qualche tempo fa, una mia amica con figlio finalmente diagnosticato (dopo molte molte insistenze della famiglia che non credeva nel semplice problema comportamentale che le maestre prospettavano) dislessico, alla visita col luminare del caso si e’ sentita subito dire allora signora facciamo l’esonero per l’inglese? A lei son cadute le braccia, ha lasciato lo studio incacchiatissima, e ha iniziato a fare da sola, venendo anche in UK, corsi su corsi, ascoltando seminari e conferenze, e ora il ragazzo e’ diventato bravissimo (e lei faxa diligentemente tutti i diplomi e risultati positivi al luminare di cui sopra con sadica costanza). Non so i dettagli della cosa, ma possibile che la prima cosa cui si pensa in questi casi non e’ come far si che il bimbo possa sfruttare al massimo le sue potenzialita’ ma come risparmiargli (a lui e a te genitore) le inevitabili grane?

  11. Questo tema mi tocca da vicino, perché mio marito ha con ogni probabilità una leggera dislessia non diagnosticata (altri tempi…).
    Come ben dici, per lui studiare e fare i compiti è sempre stata una lotta contro il tempo. Anche i suoi fratelli e almeno un suo cugino hanno gli stessi disturbi.
    Ciononostante, con tanta passione e il sostegno della famiglia, si sono laureati tutti in tempi assolutamente normali. Oggi lavorano con soddisfazione: mio marito ha preso la strada della caseificazione, suo fratello ha vinto un concorso per fare il lavoro dei suoi sogni, suo cugino è un ricercatore (a contratto, povera Italia) di fama internazionale, suo fratello ha appena firmato un contratto per un lavoro interessante.
    Sembra una di quelle prefazioni dei libri americani in cui ti vogliono convincere dell’efficacia di un metodo, ma è la realtà.
    Io sono un po’ preoccupata per i miei figli, perché so quanta fatica fa un dislessico e temo che almeno una di loro possa aver ereditato questo disturbo, ma nello stesso tempo l’esempio di mio marito mi dà fiducia.

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