Cosa fare se i bambini dicono bugie

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La maggior parte dei bambini dice bugie; in questo senso il mentire può essere considerato come assolutamente normale soprattutto se non diventa patologico. Anche se in un certo senso si può arrivare a considerarla come un’ottima capacità di integrazione sociale, al pari dell’onestà, è comunque il caso di intervenire.

Foto Ann Fisher utilizzata con licenza Flickr CC
Foto Ann Fisher utilizzata con licenza Flickr CC

Quando ci si inizia ad interrogare sul perché i bambini (o in generale le persone) mentono si capisce molto velocemente che esiste tutto un arcobaleno di bugie che hanno scopi totalmente diversi tra loro, e che non tutto il male viene per nuocere.
Pur non essendoci una divisione netta con l’età, i vari tipi di bugie appartengono a categorie di sviluppo diverse che va dall’infanzia alla vita adulta. Per quanto riguarda i bambini piccoli, fino ai 4, 5 anni di età è impossibile parlare di bugie vere e proprie. Il fatto che un treenne dichiari che non sia stato lui a mangiare la cioccolata mentre espone un paio di baffi marroni nuovi di zecca si può annoverare tra i peccati dell’infanzia dovuti alla divisione poco netta tra fantasia e realtà. In quei casi quindi non si tratta di una vera e propria bugia, quanto il crearsi mondi fantastici in cui comportarsi come ci pare e piace, senza far dispiacere alla mamma o al papà. Il modo in cui noi reagiamo di fronte alla bugia aiuta il bambino piccolo a distinguere tra il raccontare un mondo fantastico e il mentire. Insomma invece che cercare di mettere il baby all’angolo, provate a giocare allo stesso gioco. “Certo che non sei stato te a prendere la cioccolata! E’ stato il coniglio di Pasqua che sta preparando la sua scorta per le uova. Solo che poi ti ha lasciato un paio di baffi. Vieni che andiamo a lavarci il viso” In questo modo il bambino capisce che state giocando anche voi, e che raccontare storie va bene, ma non dire le bugie, ed evita di fargli sviluppare una percezione di se come di un bugiardo.
Ovviamente la distinzione tra fantasia e realtà continua ad essere molto labile anche oltre i 4 anni, ma man mano che i bambini ne capisco i confini, iniziano inesorabilmente a dire bugie.

Quante bugie dicono i vostri bambini?

Chiudete gli occhi, e provate ad immaginare quante bugie dicono i vostri figli ogni giorno. Fatto? Pronti a scoprire la verità?
Alcuni studi hanno evidenziato che bambini di 4 anni dicono una bugia ogni due ore circa, e a 6 anni raggiungono una bugia l’ora.
Siete stati ottimisti o pessimisti rispetto a queste stime?
Il 96% dei bambini rientra in questa statistica, quindi se avete immaginato che i vostri figli non mentono praticamente mai, potete dichiararvi come parte del restante 4%, oppure farvi un paio di domande su quello che vi raccontano o che vi raccontate sui figli.

Non tutte le bugie vengono per nuocere

I motivi per cui i bambini dicono bugie possono essere molti. Il classico è quello di mentire per nascondere un misfatto, o per ingannare il prossimo. Sono certa che avete presente ad esempio quando urlano dalla loro stanza che si, hanno già indossato il pigiama, mentre invece stanno serenamente continuando a giocare con i propri giocattoli che, incidentalmente, non hanno ancora riposto nelle apposite scatole. Ma si può mentire anche per non fare brutta figura, o per farsi accettare dal resto del gruppo o da un amico in particolare.

Ma non solo. Conosciamo tutti il concetto di bugia bianca, ossia della bugia detta per non offendere qualcuno, ad esempio se riceviamo un regalo che non ci piace. Questo tipo di bugia richiede lo sviluppo dell’empatia, ossia la capacità di mettersi nei panni di chi ci è di fronte e immaginare la sua reazione di fronte ad una nostra affermazione. L’altro giorno ho chiesto a mio figlio novenne se fosse giusto o sbagliato dire una bugia e lui mi ha detto con decisione che era assolutamente sbagliato. Alla domanda come risponderebbe ad un amico che gli chiedesse un parere su una nuova maglietta che a lui però non piace assolutamente, mi ha detto che in quel caso non bisogna dire proprio la verità perché si rischia di offenderlo. Però ha aggiunto che magari si può trovare qualcosa di positivo da dire lo stesso, tipo che è un bel colore, o che sembra comoda, senza dire che è brutta. Eh, la saggezza dei giovani non smette mai di stupirmi!

Esistono altre bugie che hanno una connotazione in un certo senso positiva. Una di queste è la bugia blu, ossia la bugia che viene detta per coprire il gruppo a cui si appartiene (la famiglia, gli amici, la propria classe, la collettività ). Occhio a giudicare troppo duramente gli adolescenti che coprono i misfatti del gruppo, perché la tendenza a preferire una bugia blu rispetto all’esporre il singolo cresce con l’età, e noi adulti siamo più portati a raccontare bugie di questo tipo rispetto ai bambini.
Un’altra bugia con una connotazione positiva in alcune culture è quella di mentire per ridimensionare i propri successi personali. Questo tipo di bugia è particolarmente diffusa in culture orientali, quali in Giappone, o in Cina, o in Corea, e in parte anche qui in Svezia. Quindi ad esempio un bambino dirà che un test a scuola è stato sufficiente, anche se ha preso il massimo voto possibile. In un paese in cui la cultura del vantarsi delle proprie abilità va per la maggiore, è molto importante avere in mente questo tipo di atteggiamento quando si ha a che vedere con persone provenienti da culture asiatiche, o nordiche, soprattutto in ambiti in cui è importante l’integrazione come nelle scuole o in rapporti di lavoro.

Il test di resistenza alla tentazione

Un esempio di esperimento costruito per studiare come e perché i bambini mentono è quello in cui si mette un giocattolo dietro le spalle del bambino, e poi si lascia la stanza dicendo al bambino di non guardare il giocattolo (inutile dirvi che l’80% dei bambini guardano il giocattolo). Quando si rientra si chiede al bambino se ha guardato il giocattolo. In base alle premesse che si fanno alla domanda si ottiene una risposta differente. Il 67.5% dei bambini nega di aver guardato il giocattolo di fronte alla domanda secca. Minacciare il bambino con una punizione se mente, non fa diminuire il numero di bambini che sceglie di mentire; la situazione cambia se si dice al bambino che ci rende felici se dice la verità (si scende al 50% dei bambini), oppure che dire la verità è la cosa giusta (si scende al 40%, ma solo se è garantito che non ci sono punizioni in vista).

Come comportarsi quando i bambini dicono bugie

A questo punto è abbastanza evidente che la nostra reazione deve essere commisurata all’età del bambino, oltre che alla gravità della bugia. Inoltre sappiamo che il motivo principale per cui i bambini mentono è quello di non far dispiacere a qualcuno, oppure di evitare una punizione ed è importante ricordarsi di questo quando si ha a che fare con i nostri piccoli bugiardi.  Quindi:

  1. Non usare la punizione come arma per fargli dire la verità. Semplicemente non funziona.
  2. Spiegate in un momento separato da una situazione di conflitto quale è la vostra posizione sul mentire. Parlate dell’importanza di essere onesti, e di quanto vi dispiacerebbe se scopriste che vi ha mentito.
  3. Ditegli che se deciderà di dirvi la verità non ci saranno punizioni ad aspettarlo al varco. Al contrario apprezzerete il suo coraggio nell’essere onesto.
  4. In un secondo momento, soprattutto nel caso di menzogne ripetute potete parlare di come compensare per l’eventuale comportamento sbagliato. [Leggi anche Punizioni, conseguenze e riparazioni.]
  5. Date il buon esempio. Non mentite ai vostri figli e non chiedete loro di mentire per voi. Se vostro figlio risponde al telefono e voi gli dite di dire che non ci siete, o se vi sente mentire a qualcuno, è evidente che gli state insegnando che alcune bugie sono meglio di altre. Sicuri di voler proseguire su questa strada?

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