Contro la meningite

1

Venerdì scorso a Roma si sono tenuti i “Giochi senza barriere“, una manifestazione sportiva dedicata ai “supereroi”: gli atleti paralimpici di ogni età e specialità sportiva, che dimostrano al mondo quanto la disabilità possa essere uno stile di vita positivo.

dalle slide del Prof. Salari
Tra loro c’era la ormai celebre Bebe Vio, fiorettista, ma anche Andrea Lanfri, velocista, mentre non so se erano presenti Federica Maspero, anche lei velocista, e Veronica Yoko Plebani, canoista, e tanti altri atleti che hanno un elemento in comune: sono atleti paralimpici perché nella loro vita hanno incontrato la meningite fulminante.
Cicatrici, ustioni, amputazioni anche di tutti e quattro gli arti (come nel caso della grandissima Bebe), lesioni all’udito, danni cerebrali: una vita senza mani, senza gambe, senza volto, con molte capacità diminuite. Ma una vita, preziosa e ricca. Loro, insomma, sono quelli fortunati, molto fortunati, perché per ognuno di loro, ci sono moltissimi altri, colpiti dalla stessa malattia e morti, quando erano bambini, ragazzi o adulti.
Cosa pensate che risponderebbero questi “ragazzi fortunati” se chiedessimo loro se avrebbero voluto essere vaccinati?
Non hanno mai avuto dubbi e, in molte occasioni, si sono resi ambasciatori di campagne per la promozione della vaccinazione contro la meningite menigococcica. Nessuno di loro, né dei loro familiari ha mai esitato nel testimoniare a favore della vaccinazione: la loro forza sta nel non cedere al rimpianto e di sfruttare la notorietà raggiunta, con enormi sacrifici, per informare e dimostrare che una vita senza malattia è un dono inestimabile.

Quest’anno mio figlio ha completato tutte le vaccinazioni, obbligatorie e consigliate, comprese quelle contro la meningite, e noi ci sentiamo più sicuri. Non potrò mai metterlo al sicuro da tutti i pericoli e le avversità, ma sono grata al destino di averci fatto nascere in quella parte di mondo in cui i vaccini sono a disposizione di tutti. Non ho mai pensato di rinunciarci: sono convinta che le reazioni avverse siano una percentuale di rischio accettabile se confrontata ai benefici.

Le malattie che possono essere sconfitte, anche in modo definitivo, con un piano vaccinale adeguato, sono molte e pericolose: morbillo, pertosse, difterite, poliomelite, per fare alcuni esempi. E la vaccinazione protegge anche chi non può vaccinarsi. Io personalmente ho una malattia autoimmune, che si è manifestata in età adulta, ma che, se fosse emersa prima di aver completato le vaccinazioni, mi avrebbe impedito di essere vaccinata. Per questo ogni volta che ho vaccinato mio figlio, ho pensato che, oltre a difendere lui, stavo compiendo un gesto civico.

dalle slide del Dott. Salari

In particolare la meningite menigococcica è una malattia di cui spesso non si conosce la pericolosità e diffusività.
Sono a rischio soggetti di tutte le età e dunque non solo i bambini molto piccoli, come spesso si è portati a credere:
• i lattanti, che sono comunque i più vulnerabili;
• i bambini e gli adolescenti, che sono alto rischio;
• gli adulti, specialmente se viaggiano verso zone con alti tassi di infezione;
• gli anziani, per i quali è aumentato il tasso di mortalità a causa di questa malattia.

La malattia si trasmette per via aerea, soprattutto in caso di contatto diretto e permanenza prolungata in ambienti affollati. Per questo la scuola è un luogo di particolare diffusività per bambini e adulti, ma non è certo l’ambiente esclusivo di trasmissione.

Purtroppo i sintomi più frequenti sono molto comuni: eruzione cutanea con macchioline rosso vivo che non svaniscono quando gli si preme contro un bicchiere di vetro; febbre; vomito; mal di testa; rigidità al collo (questo uno dei sintomi specifici noto ai più); sensibilità alla luce; letargia. Inoltre, i bambini piccoli possono manifestare anche perdita dell’appetito, diarrea, irritabilità e pianto. Insomma, un quadro piuttosto comune a tante altre malattie, anche lievi.
Però la meningite può progredire molto rapidamente e diventare potenzialmente fatale in 24/48 ore. Per questo non bisogna sottovalutare i sintomi e rivolgersi immediatamente al medico, anche una volta di troppo, piuttosto che una volta in meno: nel dubbio, non temete mai di essere presi per genitori, o pazienti, troppo apprensivi.
Anche perché, il 10% dei soggetti muore nonostante riceva un trattamento adeguato e nel 10/20% dei casi i sopravvissuti sono sottoposti amputazione, subiscono un danno danno cerebrale o una perdita dell’udito o manifestano disturbi dell’apprendimento.
La meningite si può curare, anche se, come abbiamo visto, con altissime percentuali di mortalità e danni gravissimi permanenti, con l’immediato ricovero e con la somministrazione di antibiotici.
La vera cura per la meningite, però, è non prenderla e per questo la vaccinazione è uno strumento potente ed efficace.

Fin qui le informazioni che ho appreso nell’incontro con il Dott. Salari durante il Mammacheblog 2018, ma le fonti dirette, molto più competenti e puntuale di quanto possa riferire io, sono moltissime e a disposizione di tutti. Questo il link quello al sito di una campagna internazionale “Mums vs Meningits” (Mamme contro la Meningite), in cui potete trovare informazioni semplici e chiare, ma anche un’ampia selezione di fonti scientifiche sulla malattia e sulla prevenzione. La campagna coinvolge, per l’Italia, il Comitato Nazionale contro la Meningite “Liberi dalla Meningite”.

– in collaborazione con Educom –

Prova a leggere anche:

1 COMMENTO

  1. condivido appieno
    anzi aggiungo che non abbiamo solo fatto vaccinare la figlia, ma ci siamo vaccinati anche noi, perchè anche se l’incidenza nell’adulto è minore che nell’adolescente, la malattia è comunque grave. Perchè rischiare?

LASCIA UN COMMENTO