#ContaFinoa5 Opel per la sicurezza stradale

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Estate del 2004, pomeriggio torrido, eravamo imbottigliati nel traffico. Mio figlio aveva cinque mesi e le sue urla si libravano leggere nell’aria come quelle dei dannati nei gironi danteschi. Era saldamente assicurato al seggiolino auto, la faccenda lo allietava come se qualcuno lo stesse spellando vivo con un coltellaccio da concia. Una signora intrappolata nel senso di marcia inverso si è affacciata dal finestrino e ha esclamato scandalizzata: “Ma non lo sente come piange?” E lo sento sì, lo sento. Quelle che sfoggio ai lati della bocca non sono bizzarri ornamenti, ma orecchie.
”Non vuole stare legato… ” ho ribattuto con studiata nonchalance, intuivo già quale sarebbe stata la sua illuminante risposta. ”Beh! Lo sleghi!” ha ribattuto la paladina della sicurezza stradale.
Bingo!

Non dedico la mia esistenza a criticare i comportamenti degli altri genitori. Sono molto per il vivi e lascia vivere. Non dispenso consigli non richiesti, non giudico mai aspramente gli altri nella speranza che questi mi restituiscano il favore. L’unica cosa che mi fa davvero salire il sangue al cervello è la spensierata inconsapevolezza di alcuni miei colleghi, quelli che… “Perchè tanto qui non ci sono mai i vigili” ( quindi il problema sarebbe la multa? ) “Sono quattro passi, cosa vuoi che succeda? ” ( hai forse San Cristoforo piantonato fra casa tua e quella dei vicini? ) “Eh! Ma strilla!” ( si stuferà, prima o poi ) “Vabbe’, ma che lo lego a fare? Mia madre non l’ha mai fatto, e sono ancora vivo!” ( ne sono lieta, ma avresti potuto essere meno fortunato ).

Sono troppi gli adulti inconsapevoli della pericolosità di alcuni comportamenti alla guida: lassismo, fatalismo e noncuranza possono causare conseguenze mortali. I bambini vanno legati, sempre. Senza se, senza ma. E’ proprio di questo che abbiamo parlato mercoledì scorso a Firenze con un gruppo di genitori blogger, giornalisti e alcuni rappresentanti dell’ACI. Eravamo ospiti  dell’ ospedale pediatrico Meyer per un progetto di sensibilizzazione sulla guida sicura lanciato da Opel. sicurezza-stradale

I dati sono allarmanti : 6 bambini su 10 viaggiano in auto senza alcun sistema di ritenuta. La percentuale di adulti che allaccia la cintura è invece decisamente più alta. Ciò significa che i genitori sono ligi alle regole, forse più nel timore di prendere una multa che per osservare le norme del buon senso. Quindi: proteggono se stessi ma non i propri figli.

Lucia Vecere, Dirigente dell’Ufficio Mobilità e Sicurezza Stradale ACI”, dichiara che “Il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori a 3 km, soprattutto in città e in quelle strade (ad esempio vicoli isolati in campagna) a traffico limitato apparentemente meno pericolose.

E qui si sfata finalmente il mito della guida in città che sarebbe meno pericolosa, oppure della presunta sicurezza dei percorsi brevi.

Il 90% dei traumi pediatrici sono prevedibili. Il più delle volte si tratta di noncuranza, non di disinformazione” – queste le parole del Dott. Leonardo Bussolin, direttore del Trauma Center dell’AOU Meyer, un’autentica eccellenza italiana sia per quanto riguarda l’accoglienza dei piccoli pazienti che per i test sviluppati dall’ Azienda Ospedaliero universitaria, tanto che la Harvard University ha chiesto di collaborare con l’ateneo toscano, riconoscendone la superiorità per migliorare le tecniche di ricerca.

meyer-2Curiamo circa 8.000 traumi pediatrici l’anno. Impossibile annullarli, ma è necessario ridurli” – ha continuato Bussolin specificando anche che è più pericoloso mettere male una cintura piuttosto che non allacciarla affatto. Altro falso mito da sfatare: le donne incinta non sono esentate dall’indossare la cintura, devono semplicemente utilizzare particolari accorgimenti per indossarla.

Valentina Settimelli, Psicologa Psicoterapeuta del Trauma Center del Meyer, ha posto l’accento sulle conseguenze psicologiche come il disturbo da stress post traumatico che un incidente può generare nei bambini ma anche sui genitori. In Italia manca il concetto di prevenzione, c’è una dolorosa tendenza a sottovalutare i pericoli accessori, oltre a quelli di carattere più pratico come un trauma fisico. L’eventualità che un genitore possa avere tragiche dimenticanze ( su genitoricrescono ne abbiamo parlato nel post Bambini dimenticati in auto ) è un evento raro, ma potrebbe succedere a chiunque. La routine è alla base di questi drammi. Ad esempio un adulto che accompagna occasionalmente il bambino all’asilo, mentre in genere se ne occupa qualcun altro. Può essere sufficiente tenere sulla scrivania un pupazzetto o un oggetto del piccolo, o magari inserire nello screen saver una frase “Hai accompagnato il bambino a scuola?”.

E proprio nell’ottica di una buona prevenzione Paola Tacconi dell’ACI di Firenze ci ha raccontato di un progetto di sensibilizzazione attuato nei corsi di preparazione alla nascita dove però c’è una certa reticenza delle ostetriche a mostrare alle future mamme video ritenuti troppo cruenti. Eccolo qui un altro grande limite dell’italica cultura: gli spot all’estero sono più espliciti e decisamente più efficaci. Mostrare alle future mamme ( e papà, naturalmente ) quali potrebbero essere le conseguenze della loro trascuratezza non servirà a spaventarli, ma a renderli genitori più consapevoli. meyer-firenze

In Inghilterra, tanto per citare un esempio a caso, una puerpera non lascia la nursery se il personale medico non si accerta che abbia un seggiolino in auto. In Italia è impossibile, o quasi, prenotare un taxi che sia munito di seggiolino auto. Questo perché non occorre nessun obbligo di avere a bordo sistemi di ritenuta idonei per i bambini. Ai tassisti australiani viene ritirata la licenza se non si assicurano che tutti gli occupanti del taxi indossino le cinture. Naturalmente hanno tutti il loro bravo seggiolino nel bagagliaio.

Insomma, sarebbe veramente ora di imparare poche, semplicissime regole per garantire la nostra sicurezza in auto. Opel vi riassume il tutto nei cinque punti della sua campagna informativa #ContaFinoa5


UNO – Mai senza seggiolino e attenzione all’airbag

Non tenete mai in braccio il bambino, neanche per percorsi brevi. I bimbi viaggiano sempre allacciati su un seggiolino omologato, adatto al peso e all’altezza.

Il 40% degli incidenti mortali si verifica su percorsi inferiori a 3 km, quindi soprattutto in città.

I sistemi di ritenuta riducono il rischio di lesioni gravi fino al 90%.

Secondo la legge, i bambini non possono essere trasportati sul sedile anteriore in un seggiolino rivolto all’indietro se prima non è stato disattivato l’airbag.

DUE – Scegli il seggiolino giusto e installalo bene

Il 40% dei bimbi europei viaggia senza seggiolino, e più del 50% in modo inadeguato (dispositivo non omologato, di dimensioni non idonee o montato in maniera scorretta).

In realtà scegliere il seggiolino adeguato al peso e all’altezza del bambino, verificando con attenzione che sia installato nel modo corretto, è fondamentale per la sicurezza del bambino.

Per un montaggio più facile e sicuro è preferibile scegliere un seggiolino ISOFIX, con connettori integrati che si agganciano alla scocca dell’auto.

Il posto migliore per il seggiolino è sui sedili posteriori.

Montare il seggiolino sul lato più idoneo e comodo negli spostamenti, dal quale verrà fatto entrare ed uscire il bambino: meglio lo sportello vicino al marciapiedi.

Come per il casco della moto, non riutilizzare un seggiolino già coinvolto in un incidente stradale

TRE – Dai l’esempio: allaccia la cintura

Allaccia le cinture di sicurezza. I bambini ripetono ciò che fanno i genitori: l’educazione anche alla sicurezza stradale è un compito della famiglia prima ancora che della scuola e delle istituzioni.

QUATTRO – Non lasciare oggetti sul ripiano posteriore

Sistema tutto nel portabagagli o negli appositi alloggiamenti.

In caso di brusca frenata o urto a 50 km/h, un oggetto di 3 kg appoggiato sulla cappelliera ti colpisce con la forza di 90 kg!

CINQUE – Non distrarti alla guida!

Parlare al cellulare, cercare stazioni radio o girarti per controllare il bambino sono comportamenti errati e pericolosi al volante. Tu e il tuo bambino viaggiate sicuri se ti concentri sulla guida e non sui suoi capricci.

Un gioco o un pelouche può alleviare il viaggio rendendolo più confortevole e sicuro. Attenzione agli spuntini: lecca-lecca e altri cibi con il bastoncino potrebbero ferire il piccolo in caso di frenata o incidente.

Altri due fenomeni di grande attualità collegati in qualche modo alla distrazione al volante sono i fenomeni dell’abbandono involontario del bambino in auto e la cosiddetta “bye bye syndrome”.

Per prevenire l’abbandono involontario del bambino in auto, puoi adottare alcuni semplici accorgimenti: ad esempio, puoi inserire sullo screen saver del pc in ufficio la scritta “Hai accompagnato il tuo bambino a scuola?”, oppure mettere su sedile accanto a te in auto un oggetto che ti ricorda tuo figlio, o ancora chiedere alle insegnanti di chiamarti in caso di assenza del bambino.

Anche la “bye bye syndrome”, rappresentata dal fatto che il genitore parte con l’auto senza accorgersi della presenza del bambino davanti o dietro al veicolo, investendolo, può essere evitata se ti premuri che il piccolo, se fa da spettatore alla tua partenza, sia in compagnia di un adulto.


Un incontro interessantissimo, doveroso, necessario, che rientra in un concetto di responsabilità obbligatorio in ogni genitore. La cintura serve a proteggere voi stessi e i vostri figli, non è un noioso orpello da indossare per evitare una multa salata. Pensateci ogni volta che vi infilate in un’automobile: contate fino a cinque. Senza se, senza ma.

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