Conquà e il mistero del tramonto scomparso

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La Staccata: non si giudica mai un libro dalla copertina, questa è una legge non scritta, però “Conquà e il mistero del tramonto scomparso” si presenta in modo davvero simpatico e ciò gli regala una marcia in più. La vera copertina, abilmente illustrata da Lorenzo Terranera, si affaccia da tre oblò ritagliati da una sovracoperta realizzata con carta da pacchi. Mi piace molto l’idea. Quegli oblò sembrano finestre. Incuriosiscono e invogliano a scoprire un mondo inesplorato.

“Conquà e il mistero del tramonto scomparso” rappresenta un modo originale per far conoscere ai bambini la città di Torino. Il pretesto è quello di un giallo dove Nico, l’orsetto Conquà e la bambola Fiammetta devono risolvere un mistero: il tramonto è scomparso, nessuno sa che fine abbia fatto il sole. I tre protagonisti svolgono la loro indagine scorrazzando nei cieli su un aeroplanino. Durante la loro perlustrazione scoprono quartieri, musei e monumenti di un posto che ho avuto modo di visitare qualche anno fa e che mi ha piacevolmente sorpresa. Mi avevano descritto Torino come una città grigia e non troppo ricca di attrattive. Probabilmente le persone con cui ho parlato hanno visitato un luogo  dislocato in un universo parallelo, oppure sono davvero poco attente ai dettagli.

Il libro è strutturato in due sezioni: la prima è costituita da un simpatico giallo a misura di bambino (opera di Silvia Mastrangelo, sceneggiatrice di soap opera e cartoni animati per la Rai), la seconda rappresenta una vera e propria guida turistica con la quale i piccoli lettori possono divertirsi a creare un itinerario insieme ai genitori. Ho trovato le illustrazioni particolarmente godibili: tondeggianti, coloratissime e buffe, sono un’ottima cornice a un testo facile e divertente da leggere. Queste caratteristiche lo rendono adatto anche ai più piccoli. Concordo con il mio “collega”: può essere compreso facilmente anche dai bambini a partire dai 6 anni di età.

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Superboy: si tratta di un libro istruttivo ambientato nella città di Torino. Io ci sono stato quando ero più piccolo perché abbiamo degli amici che abitano lì e poi perché la mia mamma doveva fare la presentazione del suo libro alla fiera che si chiama Lingotto. C’era tanto sole e abbiamo comprato circa tre boccette di acqua in un giorno. Non me la ricordo molto bene, però mi ricordo che era bella ma non batte Roma (e certo, coredemamma, non smentiamo la fama del capitolino sbruffone, così la notte dormiamo tutti più sereni). C’era una cosa fichissima che era la metropolitana nuova che camminava a elettricità e senza conducente. Sembrava una metro fantasma. Ho pure perso il mio secondo dentino a Torino: papà mi ha portato a mangiare da Mc Donald’s perché mamma non c’era e non poteva controllarci (a lei non è che piace tanto l’idea di mangiare nei fast food, e allora mi ci porterà tipo… due volte l’anno, non di più). Ho dato un morso all’hamburger e il dente è saltato via. Meno male che l’ha ritrovato papà, perché il primo che era caduto me lo sono perso in piscina e mamma era disperata perché non poteva metterselo da parte per ricordo.

Tornando al libro… Ci sono tre protagonisti: Conquà (un orsetto di pezza), Nico (un bambino) e Fiammetta (che è una bambola) che devono scoprire il mistero per cui il tramonto è scomparso. In realtà il sole c’era ancora però non vi svelo la soluzione se no rovino il finale e questa non è più una recensione ma una “svelazione”. Ah!Ah!Ah! (nota de La Staccata: le crisi di riso autoindotto sono terrificanti, lo so. Abbiate pazienza. Gli passano subito, ringraziando il cielo). Nel risolvere questo mistero partono su un aereoplanino e volano sulla città per andare da Fiammetta che è quella che lancia l’allarme.

Mi è piaciuto perché ti racconta come è fatta Torino (soprattutto alla fine, dove c’è una guida turistica fatta proprio per i bambini, semplice e che te la ricordi pure) in modo semplice e divertente. Parla anche di temi come l’ecologia, del museo egizio e di una materia che mi piace tanto che è l’astronomia. E’ un libro facile da leggere, perché non è tanto lungo. Quindi va benissimo per i bambini che non amano tanto leggere. Io consiglio la prima parte (quella della storia) dai 6 anni in poi. Quella che viene dopo (la guida della città) magari è meglio se la leggi quando di anni ne hai almeno 8, se no magari la trovi un po’ difficile. Però non è detto, dipende da quanto ti piace visitare le città.

– de La Staccata

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2 COMMENTI

  1. Ecco una torinese all’appello! Grazie per la segnalazione, non lo conoscevo questo libro ma lo cercherò, la nostra città è sì grigiotta e severa ma anche bellissima e piena di storia. Non per niente Superboy si ricorda il sole 🙂 E poi vuoi mettere la metro tutta automatica?! Io comunque vivo a due passi da uno dei suoi capolinea … se volete tornare a farvi un giro da queste parti …

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