Come organizzarsi con i gemelli

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La nascita di gemelli porta con se una serie di scelte pratiche sull’organizzazione degli spazi e sulla gestione dei piccoli. Ecco alcune scelte possibili.

Foto Donnie Ray Jones utilizzata con licenza Flickr Creative Commons
Foto Donnie Ray Jones utilizzata con licenza Flickr Creative Commons

Se ripenso a otto anni fa, quando la mia pancia enorme ha deciso finalmente di esplodere, ancora tremo a ricordare quello che successe a casa mia.
Abitavo nell’appartamento che avevamo comprato prima di sposarci, tre locali piccoli ma organizzati al meglio, che avevo personalizzato come potevo con grandi pennellate giallo sole, e tende colorate alle finestre.
La stanza dei bambini era pronta per accogliere una o due creature, a seconda dei capricci della natura. Anche lì, muro colorato e armadio dipinto di arancione, quadri di orsacchiotti e tante foto alle pareti.
Dopo la nascita di Mattia la casa sembrava già piena, il soggiorno si era animato di giocattoli e macchinine, puzzle e piccoli animali di pezza.
Lui, bambolotto dalle guance tonde, scorrazzava per casa con la sua macchina di Paperino e sembrava in pace col mondo.
Non mi aspettavo che dopo poco avrei avuto non una, ma ben due sorprese di tre chili l’una.
Che fare?
Ho avuto una gravidanza a rischio da subito, un distacco di placenta che mi ha costretto a letto vari mesi, a riposare, guardare film, ma anche a leggere tutto il possibile sui gemelli.
Devo ammettere che mi ha aiutato parecchio, mi sono sentita un po’ meno allo sbaraglio in una situazione già di per se’ piuttosto complicata.
Mi sono fatta una cultura in tema di sonno, passeggini gemellari, fasce porta bimbi, allattamento, svezzamento e pannolini lavabili.
Ho passato mattinate a studiare, per non arrivare impreparata al grande evento, che sapevo avrebbe rivoluzionato tutto il nostro ménage di famiglia con un figlio solo.
Così è stato, ma almeno sono riuscita a gestire le emergenze con un minimo di accortezza.
Come? Provo a spiegarlo.
Sull’organizzazione mi sono posta una serie di domande.

Passeggino si o passeggino no?

Ovviamente un passeggino è necessario, ma come sappiamo il mercato è piuttosto fitto quanto a modelli e tipologie.
Ci sono i passeggini con le sedute affiancate, quelli con le sedute una in fila all’altra, quelli con i seggiolini estraibili e quelli fissi.
Per una serie di circostanze fortunate, ne ho ereditati di tutte le tipologie e ho potuto così provarli per capire qual è il più comodo.
Le sedute affiancate presentano un problema di spazio difficilmente risolvibile. Il passeggino così congegnato difficilmente entra per larghezza in ascensore, e allo stesso modo sarà impossibile entrare attraverso le porte dei negozi, o dei bar del quartiere. Considerata l’urgenza di bere un caffè dopo una notte in bianco, direi di scartarlo subito.
Consiglio, per i primi tempi, un passeggino con i seggiolini reclinabili ed estraibili, che possano fungere da lettini provvisori anche a casa. In questo modo, di ritorno da una passeggiata, se avremo la fortuna di avere entrambi i figli addormentati, potremo portarli a casa dentro al seggiolino e sperare che continuino a dormire per un po’.
Quando saranno un po’ più grandi, a me è stato utile un passeggino compatto con i seggiolini in fila. Piccolo, comodo da aprire e richiudere, entrava senza problemi nel mio ascensore e così nel bagagliaio e in tutti i negozi.

Un’alternativa comoda per scorrazzare in città è stata la fascia porta bebè. Quando la mettevo, ne portavo uno addosso e l’altro in un passeggino classico per un bambino solo. L’agilità in questo modo è impagabile. Nella fascia il bambino tendenzialmente si rilassa e si addormenta, l’ho usata tantissimo anche in casa, mentre cucinavo. In quel modo, ne avevo solo uno “libero”. L’altro, a contatto con il mio corpo, difficilmente diventava irrequieto.
Ne esistono di tanti tipi, io ho usato la fascia lunga in jersey, provvista di spiegazioni su come indossarla. Su internet esistono diversi tutorial per portare i bambini in modi diversi.
Ne avevo scritto anche in un post sul portare i gemelli.

Nanna insieme, nanna separati.

In molti, nel gruppo “genitori di gemelli” in cui sono iscritta, chiedono se tenere i gemelli nello stesso lettino o separarli sin da subito.
Io ho optato per la seconda, e vi spiego perché.
Da subito ho pensato di cercare una soluzione che non portasse il gemello sveglio a interferire con il sonno dell’altro. Avevo l’incubo di voci urlanti all’unisono e sveglie collettive di noi genitori e del primogenito.
Per superare i primi tempi ed evitare questo, ho cercato in lungo e in largo e alla fine ho trovato ciò che faceva al caso mio. Dei lettini leggerissimi con apertura pop up (tipo quelle delle tendine parasole delle auto, per intenderci), trasportabili con il bambino dentro in tutti gli angoli della casa.
Li spostavo in giro all’occorrenza. In cucina, in camera mia, in cameretta e in soggiorno, uno in una stanza e uno in un’altra. Nonostante la casa piccola, in questo modo riuscivo sempre ad averli separati in caso di sonno non contemporaneo, ed ero più tranquilla. Ho tamponato con i lettini fino a quando, miracolosamente, le notti sono diventate più sostenibili. Poi non ce n’è stato più bisogno.

Bagnetto insieme.

Le sette di sera sono un incubo per tutte le mamme di bambini piccoli. Si rientra dalla giornata, c’è la cena da preparare, il bagno da fare, la casa da sistemare e finalmente, sperando che dormano, si può staccare la spina.
Con due gemelli di pochi mesi e magari altri figli poco più grandi il momento del bagno può diventare parecchio difficile da gestire. Dovrebbe essere un momento rilassante per i bambini, che tendenzialmente nell’acqua si divertono e si calmano, ma come si fa con con il delirio intorno e gli altri figli da tenere buoni?
Le mie scorribande in rete mi hanno aiutato anche in questo. Ho trovato dei seggiolini comodissimi con le ventose da attaccare sul fondo della vasca. Ne ho comprati due, che posizionavo uno di fronte all’altro, così da far sedere i gemelli insieme nella vasca, unendo l’utilità di lavarli insieme al vantaggio di farli divertire.
Un’idea perfetta, che a mia volta ho regalato a chi ha partorito gemelli dopo di me, e che credo sia una buona soluzione per risolvere un momento decisamente impegnativo.

Soluzioni mobili

In generale, per dimensioni della casa, ho cercato sempre di optare per soluzioni “mobili” e salva spazio, almeno i primi mesi.
Non solo passeggini tendenzialmente piccoli o comodi, o lettini pieghevoli, ma anche accessori per quanto possibile non fissi.
Considerato il tavolo della cucina non enorme, ho preferito usare due seggioloni, leggeri e facilmente richiudibili. Ne ho trovato un modello semplice che, una volta chiuso, stava ovunque, senza ricorrere così a catafalchi in legno, difficilmente gestibili in un appartamento come il mio.

Ora sono grandi, otto anni sono passati in un lampo, in un batter di ciglia, uno schiocco di dita.
Mi guardo indietro, e quasi il suono del loro pianto non me lo ricordo più.

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1 COMMENTO

  1. Quanta poesia nell’ultima frase!!

    Invece se ti può consolare nel mio palazzo anni 60 non entra in ascensore nemmeno con i modelli di passeggino mono più skinny
    Per cui mi ero dotata di un super fuoristrada che però si guidava praticamente da solo

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