Coliche del neonato e riflesso di emissione

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coliche neonatoQuesto è il secondo post scritto per noi da mammamila, nostra affezionata lettrice, e co-responsabile del progetto latte di mamma mia. Il suo primo post ci ha spiegato come attaccare il bambino al seno. Vi ricordo che se avete dubbi o domande, e siete nel comune di Roma potete prendere contatto con questa realtà, consultando la pagina dei contatti e degli appuntamenti nel sito di latte di mamma mia, consultare la loro pagina facebook, o scrivendo una email a lattedimammamiaXII at gmail.com.

Uno dei problemi che spesso affliggono i neo genitori sono le famigerate “coliche gassose” ovvero una situazione di disagio che il neonato esprime con pianto forte e persistente che tende a presentarsi in vari momenti della giornata con maggiore frequenza nelle ore serali, e in particolare dopo la poppata. Pochi però sanno che una delle cause principali (e tra l’altro più diffuse) di questo problema è il riflesso di emissione troppo forte del latte materno durante la poppata.

Il riflesso di emissione è il meccanismo di rilascio del latte: l’espulsione attiva del latte fuori dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli.
Il riflesso di emissione è stimolato dall’ossitocina. Una quantità variabile di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l’altra. In particolare, il primo latte della poppata, accumulato nei seni lattiferi situati sotto le
areole, incoraggia il neonato a poppare, cosa che scatenerà i riflessi di emissione.
Tutte le madri hanno riflessi di emissione a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo è percepibile perché più intenso.

I possibili segnali del riflesso di emissione sono:

  • Sensazione di tensione mammaria, prurito, formicolio al seno.
  • Fuoriuscita di latte dal seno succhiato e, spesso, dal seno opposto.
  • Contrazioni uterine (nel periodo immediatamente post-partum).
  • Sensazione di rilassamento e di sete da parte della madre.
  • Cambiamenti nel ritmo della suzione del neonato: da rapido, diventa lento e regolare, con deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.
  • Comparsa di latte agli angoli delle labbra del neonato.

Per alcune madri questo riflesso è molto forte e il latte può schizzare fuori con violenza anche a distanza di alcuni metri. Il problema per queste madri è: troppo e troppo veloce.
Una tale quantità di latte, che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di deglutizione del neonato
comportando una significativa ingestione di aria che insieme alla composizione acquosa e zuccherina del primo latte (espulso con maggior forza) causano le famigerate coliche.
Per alcune madri questo si accompagna ad una secrezione di latte molto abbondante, quindi potrebbe succedere che il bambino cresca in maniera soddisfacente, ma sviluppi delle strategie difensive rispetto al forte flusso di latte che arriva con tanta violenza, magari disabituandosi a succhiare in maniera attiva visto che si abitua ad ingoiare soltanto il primo latte che arriva da solo durante la “calata”.
Questo a lungo andare può causare dei problemi nel momento in cui si tratta di estrarre attivamente il secondo latte dal seno dopo il flusso iniziale (cosa che tende a verificarsi dopo i primi mesi e che spesso fa pensare alle mamme di aver finito il latte).

Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano a seconda delle circostanze e dell’età del neonato.

Durante le prime settimane

Alcune volte la madre capisce qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte schizzare fuori con una tale forza che il suo bambino rimane quasi “soffocato” durante la poppata. Generalmente, però, succede che ella non capisca il comportamento del suo bambino e resti disorientata. Per questo motivo, la descrizione che potrebbe dare del problema potrà assumere le forme seguenti:

  • il mio bambino ha le coliche
  • il mio bambino vomita spesso
  • al mio bambino non piace ciucciare
  • il mio bambino è troppo ingordo, ha una suzione troppo forte
  • non ho abbastanza latte
  • ho troppo latte
  • il mio bambino Ë allergico al mio latte

I sintomi

Possono variare molto, e molti di questi possono avere altre cause. Bisognerà quindi riflettere bene prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo forte.

  • Molto spesso il neonato ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso
    può anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini; ha frequenti evacuazioni solide che però bisogna controllare nell’aspetto: possono infatti essere verdi e schiumose, che significa che all’inizio della poppata
    egli ingerisce molta aria e/o molto del primo latte, ricco di lattosio, e ciò accelera il passaggio delle feci nell’intestino e aumenta la fermentazione.
    Il neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa.
    Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.
  • Il principio della poppata avviene generalmente bene per poi peggiorare non appena sopraggiunge il riflesso di emissione: davanti al flusso di latte il neonato tossisce, s’ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente… Alcuni neonati riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono alcuni che si rifiutano del tutto di prendere il seno.
  • Il neonato è spesso agitato durante la poppata, e può dare l’impressione di essere continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.
  • Il neonato rigurgita spesso. Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché ingurgita molta aria durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso, soprattutto durante il pomeriggio e la sera.

Riconoscere il problema

Non si incontrano obbligatoriamente tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano la situazione meglio di altri. Dall’altro lato, non bisogna dimenticare che i neonati che non ricevono abbastanza latte possono presentare un certo numero di sintomi simili, quali l’irrequietezza al seno il pianto frequente e il desiderio di poppare
frequentemente.

Alcuni suggerimenti

Le tecniche suggerite potranno essere diversamente efficaci a seconda delle madri.
Bisognerà quindi perseverare e provarne parecchie, trovando quelle che si adattano meglio al proprio caso.

  • Staccare il neonato dal seno al momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar colare il latte (preparare un asciugamano per tamponare o un recipiente per raccoglierlo). Riattaccare il neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal seno per riprendere un istante dopo), ma altri si sentono molto frustrati.
    A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna staccare di nuovo il neonato dal seno.
  • Spremere un po’ di latte poco prima di attaccare il neonato al seno in modo da stimolare il primo riflesso di emissione che è generalmente il più violento. Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse irritarsi molto quando lo si stacca dal seno.
    In genere sarà sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il latte dall’altro seno mentre il bambino poppa.
  • Alcune madri trovano molto efficace attaccare il neonato al seno a orari regolari (ogni 2 ore). Intervalli brevi fra le poppate ridurranno la quantità di latte presente nei canali lattiferi, il che potrà far diminuire la pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione. Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attaccherà al seno, meno abbondante sarà il flusso del latte emesso.
  • Altre madri, al contrario, trovano molto più efficace distanziare le poppate (ogni 3 ore e mezza) oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata. Benché ciò sia l’opposto di quanto spesso si consiglia alle madri, in questo caso potrà servire a diminuire la stimolazione mammaria, soprattutto se la madre ha una produzione di latte molto abbondante. La maggior parte delle madri penserà di non avere abbastanza latte, se i loro piccoli sono irrequieti durante la poppata e tra una poppata e l’altra, poiché questo è il principale timore di tutte le madri. Persino in presenza di un’accelerazione dell’aumento di peso dei loro bambini, esse potrebbero non rendersi conto di avere, al contrario, una produzione eccessiva di latte.
    Prima di distanziare le poppate, è tuttavia molto importante verificare la crescita ponderale, e pensare questa soluzione solo quando i bambini hanno una buona crescita, conoscere bene la legge della domanda e dell’offerta e sorvegliare la quantità di pannolini bagnati.
    Quando il bambino sarà nervoso e vorrà attaccarsi spesso al seno, potrà essere utile offrirgli lo stesso seno numerose volte di seguito anche per alcune ore. Se l’altro seno incomincia a ingorgarsi la mamma potrà spremerne
    un po’ per alleviare il fastidio, ma unicamente a questo scopo: il fine non è quello di svuotare il seno.
  • Far fare spesso il ruttino al bambino. Staccarlo spesso dal seno, soprattutto se è irrequieto mentre poppa
    o sembra in difficoltà ad inghiottire tutto il latte che arriva, e farlo ruttare per eliminare l’aria inghiottita. Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.
  • Allattare il neonato appena si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi.
    Sarà più calmo e disteso. Se non è troppo affamato, popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente.
    Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta
    con più facilità. Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo, lontano dal baccano dei giochi
    degli altri bambini (nei limiti del possibile!).
  • Variare le posizioni. Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in una posizione che faciliti l’eliminazione del latte in eccesso. Se la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una posizione più verticale, inclinando il busto all’indietro o sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia (procurandosi alcuni cuscini).
    Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà sdraiarsi sulla schiena e sistemarsi il neonato prono su di lei,
    sull’addome o per traverso sul proprio petto (sostenendogli la fronte con una mano).
  • Sarebbe preferibile che la madre non spremesse regolarmente il latte dal seno perché questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo fa già, potrebbe smettere gradualmente. Allo stesso modo, l’uso regolare di dischetti per i capezzoli con lo scopo di raccogliere il latte può far persistere il problema a causa della stimolazione che provocano sul seno. Eliminare le coppette (utilizzare delle compresse per l’allattamento, dei fazzoletti, pezzetti di pannolini, guanti da bagno… per assorbire il latte) potrebbe gradualmente migliorare la situazione.

In generale anche in questo caso è importante essere pazienti e “creativi” l’importante è sapere che non è necessario interrompere l’allattamento e saper riconoscere la situazione per adottare gli accorgimenti più efficaci rispetto alla propria situazione.

(fonti : Il riflesso di emissione troppo forte di F. Raillhet, H. Declerck, H. Perez, Les Dossiers de líAllaitment, n.28, luglio-settembre 1996.Traduzione pubblicato in “L’allattamento moderno” n. 16, autunno 1997. Traduzione di Margherita Colaci e Silvia Colombini dal sito della Lega per l’Allattamento materno www.lllitalia.org)

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23 COMMENTI

  1. @Fab: concordo in pieno! anche con me ha funzionato e saziandosi si svegliava anche più tranquillo e dormiva di più
    @Giulia: Che bello! allora avrai visto che il prossimo appuntamento è il 10 marzo spero che riuscirai a venire! Per quanto riguarda il resto forse sì:stai pretendendo un pò troppo da te stessa e anche dal tuo piccolo. Però guarda il lato positivo: l’allattamento, così come tutta l’esperienza di diventare madre dalla gravidanza in poi, è come una nuova nascita anche di noi stesse come persone. Diventando mamme emergono parti di noi che non conoscevamo e che sono quelle più profonde, più istintive, il nostro vero io. Nostro figlio ci mette davanti a noi stesse e questo può essere un’enorme occasione di crescita personale! Pretendere che tutto vada perfettamente è una delle “deviazioni” femminili più diffuse! 🙂 Se ci riesci cerca di vivere questo periodo senza troppe pretese, godendoti la vicinanza, il tempo, il contatto di pelle che puoi avere con il tuo bambino: è un momento che non tornerà più. Considera che i bambini piccoli percepiscono ogni nostro stato d’animo e ogni nostra emozione perfino quelle che nemmeno noi sappiamo di avere, quindi il fatto dis sentirti così “oppressa” in questo momento non vi aiuta. Prova a rilassarti per un paio di giorni e a prendere le giornate come vengono senza fare programmi, metti l’orologio in un cassetto se puoi e segui soltanto il tuo istinto e il tuo bambino e vedi che succede. Quando ha fame o sonno o bisogno di coccole lo attacchi al seno, se si snerva lascia perdere, fatevi un bel bagno insieme nella vasca…Per quanto riguarda la quantità di aggiunta, se provi ad estrarre il latte dopo ogni poppata dovresti mettere da parte vari “campioni” di latte tuo da dargli quando ti sembra che abbia fame e quando sei proprio troppo stanca per provare ad attaccarlo al seno. Negli scatti di crescita il bambino può spazientirsi perché non gli arriva il latte che vorrebbe a fiotti, ma il fatto di essere rassicurato con delle coccole o con la tua tranquillità può aiutarlo. Controlla anche il modo con cui si attacca al seno, che apra bene la bocca. Puoi provare anche a stimolare l’altro seno con il tiralatte così aumenterai la produzione anche di là. Io ho avuto la tua stessa esperienza con il secondo figlio e mi ricordo bene il senso di inadeguatezza, la stanchezza, la voglia di mollare tutto e scappare….Ma quando ho rinunciato al mio schema di “mamma allattante perfetta secondo gli schemi LLL e simili” le cose sono molto migliorate. Sentendomi più rilassata anche mio figlio si è calmato (compatibilmente con il suo carattere irruento e impaziente…!). Prova a goderti il momento della poppata non come un esame da superare per far aumentare di peso il tuo bambino (tanto per quello male male che vada hai sempre l’aggiunta di latte tuo o di LA!) ma come un momento di coccola intimo fra voi due e basta. Lui percepirà da te che quello è un momento positivo e piacevole e imparerà a goderselo anche lui. Un grosso in bocca al lupo e spero di vederti presto!

  2. Secondo me se per un paio di volte lo allatti mentre dorme non dovrebbe scombussolare troppo EASY. Puoi provare dopo 25-30 minuti di pisolino, non si sa mai che poi con la pancia piena continui a dormire prolungando il pisolino troppo corto.

  3. Non sarebbe una brutta idea, però sto cercando di attuare la routine EASY e non vorrei che questa cosa mi facesse sballare tutto visto che sta funzionando abbastanza bene, salvo il fatto dei pisolini troppo brevi.
    Certo forse pretendo troppo… routine, allattamento sereno, crescita adeguata… forse dovrei essere meno esigente con me stessa e con il bimbo!

    @Milena ho visto il vostro sito, io risiedo a Roma nel XII Municipio quindi spero di riuscire a partecipare ad uno dei vostri prossimi incontri in zona!

  4. @Giulia
    mi viene l-idea, ma e- solo una mia idea eh (Milena, cosa ne pensi?),
    siccome dici che ‘gli unici momenti in cui si attacca serenamente sono quelli notturni oppure quando è veramente molto affamato’. Perche- non provi ad allattarlo mentre dorme di giorno? magari solo per qualche giorno per vedere come va. Io con la mia lo avevo fatto di notte (ma per altri motivi, di sonno…) e mi ricordo che la attaccavo addormentata e lei ciucciava come se niente fosse. Ciucciava molto meglio che non sveglia, nel senso che ingurgitava molto meno aria e praticamente non aveva bisogno di fare il ruttino.

  5. @Milena
    Grazie dei consigli, ovviamente gli do solo il mio latte tirato tutte le volte che posso, ma non sempre è sufficiente a coprire le poppate “mancanti”, quindi alcuni giorni devo necessariamente ricorrere al latte artificiale. Ci sono purtroppo delle volte in cui da tutti e due i seni non riesco a tirar via più di 70-80 ml complessivi.
    Comunque tuttora, nonostante lo schizzo di latte ormai capiti molto raramente, Valerio continua ad attaccarsi malvolentieri. Evidentemente conserva una specie di trauma, per cui gli unici momenti in cui si attacca serenamente sono quelli notturni oppure quando è veramente molto affamato. Infatti, come è successo ad Elisabetta, anche per me dopo il secondo mese è iniziato l’inferno. Pianti e strilli ad ogni poppata, latte di traverso, tosse e quant’altro. Devo dire che la cosa era veramente stressante, non capivo il motivo e ho iniziato a pensare che forse interpretavo male i suoi pianti, che magari non era fame ma altro. Anche io ho letto questo articolo troppo tardi!
    Facendo due conti, quindi, sono due mesi che il momento dell’allattamento è diventato una specie di incubo e se sto continuando tenacemente è solo perché sono una persona testarda e soprattutto non sono ancora rientrata a lavoro e posso permettermi di dedicare tempo a questa cosa.
    La sessione di allattamento intensivo l’avevo provata un mese fa circa, quando in corrispondenza del capoparto sono iniziati i veri problemi nella produzione del latte. Sono stata 2 giorni a sua completa disposizione, non nel letto insieme ma comunque sempre vicini. Devo dire che non ho notato particolari benefici…
    Ammetto che inizio ad essere stanca e sicuramente anche questo incide molto, ma ho sempre sperato di allattare a lungo e proprio non mi va giù l’idea di dover mollare del tutto.

    Farò ancora qualche tentativo e vi farò sapere come va, intanto crepi il lupo e ancora grazie per il supporto!

    …e ovviamente grazie alle ideatrici di questo bellissimo e utilissimo sito!

  6. Scusa Giulia volevo specificare che io sono la Mammamila dell’articolo solo che ho cambiato indirizzo email e non mi riconosce il profilo! 🙂

  7. Cara Giulia già Fab ti ha dato degli ottimi consigli e ti confermo quanto detto da lei ovvero che intorno ai 4 mesi la crescita ponderale può diminuire sensibilmente, e questo lo notano di più soprattutto le mamme con un riflesso di emissione forte che genera nei primi mesi una crescita molto spiccata in quanto il bambino assume più latte di quello che vorrebbe a causa della forza del getto di latte del seno. Per quanto riguarda la questione dell’aggiunta volevo chiederti: perchè non integrare sempre solo con il tuo latte come hai già provato a fare? Non c’è niente che faccia aumentare la produzione di latte del seno come la stimolazione frequente e se dici che in ogni caso tu ti tiri il latte perché non dargli il tuo piuttosto che il LA? Per quanto riguarda la doppia pesata mi permetto di dissentire: ogni poppata è diversa non solo nella quantità ma anche nella qualità del latte assunto perciò misurare quanto latte prende ad ogni poppata è solo fonte di stress per te e per il bambino. Personalmente trovo più efficace la pesata giornaliera e il controllo dei pannolini (ciò che entra deve uscire!) quindi dell’urina e delle evacuazioni. L’aggiunta di alimenti complementari in realtà è prematura e non porta ad incrementi di peso in quanto si tratta di sostanze che per lo più non vengono assimilate in questa fase in cui l’intestino non è ancora maturo e anzi potrebbero generare intolleranze e allergie. Secondo me comunque come dice Fab la situazione non è così drammatica! Il fatto è che quando si ha un forte riflesso di emissione questo può ostacolare nel bambino l’acquisizione di una buona capacità di succhiare efficacemente per estrarre il latte più nutriente dal seno (che è quello più denso che esce solo se “tirato” e non “a schizzo” come il primo latte!). Inoltre dopo i primi 3 mesi il seno sembra più vuoto perché si entra nella fase della lattazione matura in cui il seno produce il latte “al momento” in cui il bambino poppa e diminuisce l’accumulo di latte fra una poppata e l’altra (vedi sul nostro blog questo post http://lattedimammamia.blogspot.com/2012/02/ma-come-funziona-il-seno-e-come-si.html). Inoltre se sei stanca o preoccupata la tua produzione di latte diminuisce. Quindi prendi anche in considerazione qualche sessione di allattamento intensivo: un giorno o due in cui stai a stretto contatto di pelle con il tuo piccolo con libero accesso al seno e nel massimo riposo per entrambi (a letto insieme sarebbe il massimo!). In ogni caso se sei nel dubbio considera che tirarsi il latte con il tiralatte ad ogni poppata anziché una sola volta al giorno, incrementa la produzione di latte: bastano anche solo 5 minuti purché fatto più volte al giorno per vedere un sensibile aumento della produzione già nell’arco di 2-3 giorni. Inoltre considera l’effetto dello scatto di crescita (vedi anche http://lattedimammamia.blogspot.com/2012/02/perche-improvvisamente-vuole-poppare-in.html e http://www.bambinonaturale.it/2010/01/esistono-sostanze-che-aumentano-la-produzione-di-latte/). Un caro abbraccio e in bocca al lupo!

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