Cocktail di pesticidi per i nostri figli

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Quanti pesticidi siamo in grado di ingerire senza conseguenze per la nostra salute e quella dei nostri figli? I limiti massimi di concentrazione nel cibo per ogni tipo di pesticida viene stabilito dall’Unione Europea per ogni tipo di cibo prodotto o importato, con lo scopo di salvaguardare la salute pubblica. Ma possiamo veramente stare tranquilli? Risale ad un paio di mesi fa, la pubblicazione di uno studio che considero abbastanza inquietante. Sei organizzazioni europee attive nell’ambito della salvaguardia dell’ambiente hanno analizzato il contenuto di pesticidi in prodotti provenienti da 16 supermercati più diffusi in Europa. Molti prodotti, incluso vari tipi di frutta, verdura e cereali sono stati trovati positivi a residui di pesticidi, con l’uva che rappresenta il caso più allarmante di tutti. La quasi totalità dei 124 campioni di uva analizzati conteneva pesticidi, con una media di sette tipi di pesticidi differenti in ogni campione.
Nonostante la quantità trovata fosse normalmente al di sotto dei limiti stabiliti dall’Unione Europea per ciascun tipo di pesticida, con le dovute eccezioni, la preoccupazione principale è nel cocktail di sostanze chimiche trovate in quasi tutti i campioni analizzati. Infatti i limiti massimi vengono imposti considerando gli effetti sul corpo umano di alte concetrazioni di pesticidi individuali, e si sa molto poco circa degli effetti dell’unione di varie sostanze tossiche, anche se ciascuna di loro in quantità minime. Inoltre i limiti vengono calcolati per un uomo adulto che pesa 70 chili. Possiamo solo immaginare gli effetti delle stesse concentrazioni sul corpicino di un bimbo di 10 o 20 chili, o addirittura su un feto.
Alcune di queste sostanze che vengono normalmente utilizzate in tecniche di agricultura intensiva, sono legate a cancro, infertilità, danni neurologici, disordini ormonali e mutazioni del DNA.
I cocktail di pesticidi sono stati introdotti dai produttori per raggirare la legge europea, aumentando la quantità di prodotti chimici utilizzati pur rimanendo nel limiti consentiti per ciascun pesticida. Quasi sempre.

Sei campioni di uva contenevano pesticidi in quantità superiori alle concentrazioni massima consentite. Queste sono state trovate in Auchan, Carrefour e ALDI in Francia, e da Esselunga in Italia, oltre che in Großmarkt Hamburg in Germania.

Due campioni di uva italiana contenevano un insetticida, l’endosulfano, il cui uso è vietato sin dal 31 dicembre 2007.

Un terzo dei campioni di uva analizzati, è “non raccomandato in base ai protocolli suggeriti da Greenpeace, che tengono conto dei livelli residui che superano i limiti massimi, della Dose di Riferimento Acuta, e del livelli giornalieri accettabili, oltre che dellla sensibilità speciale nei bambini.

L’uva importata è peggiore di quella prodotta in EU. In generale meno del 20% dell’uva prodotta in Grecia o in Spagna è “non raccomandata” secondo Greenpeace, mentre oltre il 50% di quella importata dalla Turchia viene considerata tale. L’Italia si piazza di nuovo male, con il 38% di uva “non raccomandata, è il peggior paese europeo.

Livelli di pesticidi più alti in tutti i prodotti ortofrutticoli e cereali venduti nell’Unione Europea sono stati rilevati rispetto a 5 anni fa.

E’ incredibile quante informazioni vengono date in gravidanza, circa l’importanza di evitare alcuni cibi per rischi di infezioni pericolose per il feto, e nessuno si preoccupa di informarci del pericolo nascosto in un semplice grappolo d’uva. Con un figlio di 3 anni e un’altro in arrivo ci siamo subito attivati, e la nostra famiglia consuma ormai per quanto possibile solo prodotti biologici, con particolare attenzione a frutta e verdura.

Guarda i siti delle associazioni, che si sono fatte carico di questa ricerca per avere informazioni più dettagliate:

Legambiente (Italia)
Milieudefensie (Olanda)
MDRGF (Francia)
Greenpeace (Germania)
Levego Munkacsoport (Ungheria)

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