In classe ho un bambino che… DSA e dintorni

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Un convegno su psicologia e scuola e sui disturbi dell’apprendimento organizzato da Giunti Scuola a Firenze mira a formare gli operatori per costruire un dialogo tra scuola e famiglia, con l’alunno al centro.

convegno-giuntiProprio questa mattina una conoscente mi esponeva la sua preoccupazione per una diagnosi di DSA del figlio. Era confusa, destabilizzata, disorientata. Si sentiva sballottata tra logopedisti e insegnanti, preoccupata per il percorso scolastico e di vita del bambino. Da un giorno all’altro era passata dalla quasi totale ignoranza dei disturbi dell’apprendimento a una valanga di informazioni che la coglievano in aspetti intimi della sua vita familiare.

Nonostante non si tratti di patologie, ma di un “funzionamento” cerebrale diverso dai più, c’è ancora disinformazione e confusione in merito.
I disturbi specifici dell’apprendimento sembrano dilagare: l’atteggiamento di chi li affronta va da un estremo all’altro, dall’attenzione esasperata al negazionismo. C’è difficoltà per le famiglie nel costruire un dialogo e un rapporto di fiducia con la scuola e spesso c’è smarrimento e informazione sommaria anche nella scuola.

I DSA, disturbi specifici dell’apprendimento, sono un “male moderno”? Per alcuni generato dallo stile di vita, per altri creato ad arte dall’eccesso di diagnosi? O magari sono solo la presa di coscienza che “il bambino che va male a scuola” ha diritto ad essere ascoltato e accompagnato in un percorso che si adegui a lui, piuttosto che pretendere il suo adeguamento a un sistema che non gli si adatta?

La tranquillità di percorrere la strada giusta per un bambino che dimostra difficoltà di lettura, scrittura, espressione, comprensione e apprendimento, sta nell’informazione e nella conoscenza del problema. Ci sono gli strumenti, c’è un percorso e ci sarà una soluzione.
Sapere, in questi casi, è tutto.
Quando parlo di DSA con persone che mi manifestano le loro preoccupazioni e si rendono conto che ho un minimo (minimo, vi assicuro) di informazione in merito, mi chiedono spesso: ma hai un figlio dislessico?
No, ma non è un buon motivo per ignorare la questione. Di sicuro mio figlio avrà un compagno di classe dislessico, o discalculico o disgrafico ed è giusto che, io come genitore e lui come compagno di studi, sappia perché quel bambino utilizza ausili per lo studio o consegni i suoi compiti in formato elettronico o perché abbia test di valutazione personalizzati.

Per questo sono contenta di parlare di un convegno organizzato da Giunti Scuola, che si occuperà di questi temi, insieme a molti altri legati all’apprendimento.
In classe ho un bambino che…” è il IV Congresso Nazionale della rivista “Psicologia e scuola”, edita da Giunti Scuola e si svolgerà a Firenze il 6 e 7 febbraio 2015 presso il Palazzo dei Congressi e Palazzo degli Affari.
Si tratta di un appuntamento scientifico sui temi dell’apprendimento, delle motivazioni, dei bisogni educativi individualizzati, nel quale si rivolgerà l’attenzione a problematiche che hanno avuto negli ultimi anni un particolare risalto e hanno visto la comparsa di contributi originali di ricerca, come i fenomeni di socializzazione, le implicazioni delle nuove tecnologie, le forme integrative di educazione, il ruolo dei sistemi di valutazione.
In questo Congresso l’accento verrà messo non solo sull’alunno che cresce e impara, ma anche sulle istituzioni educative e sulla figura dell’insegnante e sul ruolo delle famiglie.
I temi trattati saranno di ampio respiro e toccheranno argomenti più ampi dei soli DSA. Si tratta comunque di un congresso dedicato ad operatori del settore, ma che vuole dare gli strumenti per costruire un dialogo con le famiglie.

Il tema del convegno è importante, ma lo è anche l’idea che una casa editrice impieghi risorse per costruire cultura e per promuovere un’idea di scuola dialogante e aperta, pronta ad affiancare le famiglie e a rispondere ai dubbi.

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