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Ciucciodipendenti

Scritto il 12 Mar 2009 da Silvia 4 Comments

A Stoccolma, nel parco di Skansen, c’è un pozzo nel quale i bambini vanno a lasciare il loro ciuccio quando non ne hanno più bisogno. Credo sia un’abitudine, o forse proprio un rito di passaggio, molto praticato, perchè ho visto il pozzo strapieno di ciucci, e poi ho visto altri ciucci legati in ghirlande sui rami degli alberi li intorno: migliaia di ciucci, tutti colorati… A me è piaciuto molto, perchè andare a buttare il ciuccio nel pozzo è un gesto consapevole. Nessun gatto, topolino, o altro strano animale che si ciba di ciucci viene di soppiatto a gettare nello sgomento un bambino, lasciandogli quel sottile senso di lutto per la perdita dell’amico fidato di ogni notte e di ogni pianto. Mi hanno detto che anche a Skansen in estate compaiono cuccioli di gatti intorno al pozzo dei ciucci, ma comunque quel gesto mi sembra una scelta, condivisa con tutta la famiglia, affidata al piccolo uomo o alla piccola donna che decide di diventare grande e salutare con onore e dignità il compagno di tanti momenti!
Ah, quanti dubbi, patemi, discussioni e poi quanto sollievo e soddisfazione provoca questo piccolo oggetto di gomma, plastica o silicone!
Se un bambino usa il ciuccio, c’è stato sicuramente un genitore che, prima o poi, glielo ha messo a disposizione. E questa è una prima obiezione che muovono gli avversatori del ciuccio: è una scelta dei genitori e non del bambino. Eh, si… ma quando il vostro bebè sta strillando da ore e voi siete nel più totale sgomento nel vedere quell’esserino in crisi… beh, se avete un ciuccio in casa e glielo offrite, io, sinceramente, vi capisco. Ma a quel punto è fatta! Non tutti i bambini lo amano, ma se il vostro è tra quelli che lo apprezzano, nel sollievo generale, la dipendenza è “creata”.
Il mio Sorcetto è arrivato ad usare anche tre ciucci contemporaneamente! Due in mano ed uno in bocca. Quindi io confesso: sono colpevole, ho spacciato ciucci!
Il primo grande dubbio che assilla i genitori è quello relativo ai danni che può provocare l’uso del ciuccio all’arcata dentaria del bambino. Indubbiamente bene non fa, ma sono stata rassicurata dalla mia pediatra che i ciucci attualmente in commercio, per forma anatomica e materiali, sono meno dannosi di quel che si pensi. Un dito in bocca “usato” per troppo tempo è sicuramente più dannoso di un buon ciuccio: il dito non ha una forma adatta al palato di un bambino, il ciuccio, per quanto possibile, sì. Comunque se l’uso è costante durante il giorno e molto prolungato, qualche vizio all’arcata dentaria può aversi.
Sulle forme del ciuccio inutile questionare: ognuna ha i suoi pregi e i suoi difetti (a goccia a ciliegia, anatomico, ecc.), ma tanto ogni bambino ne predilige una e spesso rifiuterà le altre.
Subito dopo sorgono i problemi legati all’apparente “dipendenza” di alcuni bambini dal ciuccio: non possono uscire senza, non possono dormire senza, non possono andare all’asilo senza. Il ciuccio per questi bambini aiuta a combattere lo stress. Ed i genitori si preoccupano (spesso colpevolizzandosi) dell’insicurezza che dimostra il proprio figlioletto.
Non ultimo, poi, il problema di tutte quelle persone che apostroferanno il vostro bambino con frasi tipo: “ma come, così grande ed ancora usi il ciuccio???”. Vi assicuro, anche se vostro figlio non è “così grande”, ci saranno innumerevoli persone disposte a farvi notare che, probabilmente, non siete bravi genitori se lui ha ancora bisogno del ciuccio.
Come ho detto mio figlio ha avuto una “dipendenza” da ciuccio, anche piuttosto prolungata, se non ricordo male fino ai tre anni e mezzo. Ed io questi problemi me li sono posti tutti. Ma ho deciso di non utilizzare nessuna tecnica traumatica per liberarci del temuto arnese. Non me lo sarei potuto permettere: non aveva dormito per quasi tre anni, il fegato di togliergli il ciuccio non lo avevo!
Ho cercato solo di gestirlo con cautela: quando il Sorcetto è stato in grado di seguire i miei discorsi, ho cercato prima di convincerlo a non portarlo quando si usciva, in modo che lo usasse solo in casa. Poi, quando ho visto che si era stabilizzata la situazione nella “vita pubblica”, gli ho proposto di provare ad evitarlo in casa quando non era stanco. Quando non ha più fatto il pisolino pomeridiano è stato più semplice evitarlo per tutto il giorno, lasciandolo solo di notte. Finchè un bel giorno mi ha detto: “basta, io sono grande”, mi ha dato in consegna la collezione di ciucci e, da quel momento, non lo ha mai più toccato…
Mi è sembrato più onesto e costruttivo che dare la colpa ad un povero gatto stranamente mangiatore di ciucci!
Il ciuccio è spesso legato al momento del sonno e della stanchezza. Se un bambino è abituato a addormentarsi con il ciuccio, spesso non lo terrà in bocca tutta la notte, ma nel sonno profondo lo “sputerà” via (quindi l’eventuale danno è limitato). In caso di risveglio notturno, non trovando il ciuccio, tenderà a rimanere sveglio più a lungo, a chiamare la mamma e ad agitarsi. Un piccolo investimento nell’acquisto di quattro o cinque ciucci, vi eviterà molte alzate dal letto: disseminate il lettino, nei dintorni del cuscino, di ciucci (se il lettino ha le stecche, lasciate montato un paracolpi, per evitare che i ciucci cadano), così basterà allungare un braccetto, anche nel dormiveglia, ed il bimbo ritroverà l’ambito oggetto, senza svegliarsi del tutto e in autonomia.
In conclusione: non colpevolizzatevi, non temete più del dovuto per danni fisici o psicologici. Inventatevi il vostro Skansen: quando vedete che ci sono segnali di una possibile imminente liberazione, create un “rito di passaggio”, magari divertente e gratificante, di cui il bambino sia protagonista.
E poi ricordatevi che, come diceva mia suocera per tranquillizzarmi, nessuno è diventato mai adulto continuando ad usare il ciuccio!


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4 Comments »

  • Rossana ha scritto:

    Ciao, posso chiederti una cosa? Quando cominciano a rimettersi il ciuccio in bocca da soli quando si risvegliano di notte? Perché per adesso devo sempre pensarci io, ovviamente (non ha neanche 4 mesi), però non vedo l’ora che si arrangi!!!!!!!!! :)

  • Silvia (author) ha scritto:

    ma sai che non me lo ricordo!!!
    mamme!!! mi aiutate a rispondere che ho vuoto di memoria dovuto al tempo trascorso e alla vecchiaia!

  • Laura ha scritto:

    Rossana, la tua domanda è un po’ vecchiotta.. magari hai già risolto.. anche per questa conquista ogni bambino è un caso a sé: la mia prima figlia ha iniziato a rimettersi il ciuccio in bocca verso i 7 mesi, il secondo a 11 mesi. Però, indipendemente dall’età, nel lettino mettevo altri due ciucci e quando si svegliavano nel cuore della notte, aspettavo un po’ prima di correre da loro.. per evitare che si svegliassero per avermi vicino piuttosto che per il ciuccio perso..

  • Rossana ha scritto:

    Ciao Laura! Grazie per la risposta, cmq hai ragione, ho risolto :) Il mio bimbo ha quasi 7 mesi, ma già da un mese abbondante si mette il ciuccio da solo e spesso quando si sta per addormentare lo toglie e lo mette come per rilassarsi :)
    Di notte a volte quando si sveglia devo cmq andare io, perché magari si incasina con il lenzuolo o si sveglia un po’ spaventato o semplicemente è troppo addormentato per trovare il ciuccio e quindi devo provvedere io! Ma capita raramente :)
    Ciao!

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