Capire un bebè: missione difficile

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Questo è un argomento sul quale sono state spese milioni di parole, fiumi di inchiostro e infiniti tasti di computer: come capire cosa vuole dirci un bambino che sa esprimersi solo con il pianto o con amabili versetti?

Un grande classico della letteratura per genitori su questo argomento è Il linguaggio segreto dei neonati, di Tracy Hogg, di cui abbiamo parlato più volte. Un libro che ha aiutato molti a orientarsi nella paura e lo smarrimento dei primi tempi, che non offre un metodo infallibile, ma una chiave di lettura personalizzata. L'”interpretazione” del bebè resta però un grande mistero, soprattutto per ogni neogenitore che si ritrovi tra le braccia una incomprensibile creatura da accudire.

Sappiamo tutti, perché ci siamo di certo passati, che il primo istinto è quello di nutrirlo: piange = ha fame, dunque tetta o biberon. Questo grande equivoco è creato dal fatto che la voce esce dalla stessa apertura destinata a far entrare cibo, quindi se entra cibo, la voce non esce e il problema sembra risolto. Certo, per poco se la richiesta reale del bebè non era il cibo.

Subito dopo si prova con il sonno: poverino, piange perché è stanco! Anche qui il meccanismo istintivo è naturale: durante il sonno, per quanto breve, il pianto smette e ci sembra di aver risolto il problema. Ma dopo un breve sonnellino? Come si sveglierà il bimbo?

Un’amica su questo argomento mi ha regalato una frase straordinaria nella sua semplicità: “Prima si accetta di poter sbagliare, meglio è
Eh già, questo è un buon punto di partenza: tra individui spesso non ci si capisce, anche quando si parla la stessa lingua, figuriamoci quando le lingue sono diverse. E quella del bebè è un’altra lingua. Prima capiamo che un neonato è una persona, con preferenze, gusti e personalità, prima comprendiamo che per comunicare dobbiamo interpretare la sua singolarità, la sua unicità, prima accetteremo che per ogni errore di interpretazione, si può cambiare rotta e imparare a conoscersi meglio. Il cordone ombelicale ormai è tagliato: nessun collegamento diretto, solo comunicazione tra individui.

Questa comunicazione spesso cerchiamo di instaurarla nel momento dell’urgenza, dell’allarme, suscitati del pianto. Perché ci sentiamo chiamati in causa, perché ci sentiamo deboli e fallibili, perché vorremmo intervenire a soddisfare un bisogno che non sempre comprendiamo.
Ma perché non riserviamo più tempo a conoscere un neonato quando ride, quando dorme, quando è tranquillo? Un neonato va ascoltato quando non si fa sentire.
In questi momenti, infatti, possiamo scoprire cosa lo appaga, cosa lo tranquillizza, cosa preferisce, quale suono della nostra voce lo interessa. Nei momenti di pace abbiamo occasione di stabilire contatti, di apprendere il suo linguaggio e di riprodurre anche nel momento critico quelle situazioni che abbiamo visto gli procurano piacere e benessere.

La comunicazione, la connessione tra persone si rafforza quando entrambi i soggetti sono a proprio agio: perché preoccuparci sempre di interpretare i motivi di pianto di un bebè e mai i motivi delle sue prime risate o della sua lallazione soddisfatta?
Ascoltare è il primo passo per capire.

Proprio su questo tema, il 17 giugno presso il Temporary Store – Maison Mustela di Milano, è stato organizzato un incontro con una neonatologa, il cui argomento sentiamo molto familiare: Genitori crescono: come capire i bisogni del bebé. Sono certa che neanche la dottoressa potrà fornire libretti di istruzioni, o potrà svelare metodi miracolosi per decrittare il codice misterioso.
Sarà però interessante dialogare con un’esperta per imparare a stabilire la connessione più serena e rilassata con il proprio bambino, per confrontare dubbi, per trovare la chiave di lettura personale più adatta a ogni famiglia e costruire un equilibrio.
Per chi non è a Milano, l’evento è anche in streaming sul sito Mustela.

Mustela ha aperto a Milano il suo primo Temporary Store – Maison Mustela, dal 6 maggio al 5 luglio.
Durante questo intero periodo, negli eleganti locali di Corso Magenta, ci saranno percorsi emozionali, eventi esclusivi e consulenze specialistiche dedicate, nonché si potrà scoprire tutte le linee di prodotto dedicate a donne incinte, mamme e bambini.
Qui il calendario degli incontri gratuiti con esperti

In occasione di questa serie di eventi, Mustela presenta i suoi notissimi prodotti per la cura del corpo di neonati, bambini e adulti. Tutti i prodotti delle diverse linee Mustela sono stati riformulati per essere sempre più naturali. Io che, grazie alla mia pelle fragile, sono diventata un’appassionata di INCI, ho letto con cura la nuova composizione di creme e detergenti, con grande soddisfazione.
E poi il detergente Mustela bagno e capelli, che oggi mi capita ancora di comprare, sarà sempre uno di quegli odori della memoria che mi ricorda mio figlio da piccolo.

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