Cambiare, ma continuare a muoversi: una storia di amore genitoriale e di scrittura

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Quest’anno mia figlia fa 10 anni. I miei figli invece 9. Anche genitoricrescono.com fa 10 anni. Forte no? La mia paternità è nata più o meno assieme al sito, anche se in realtà l’ho scoperto solo molto tempo dopo.

La prima volta che l’ho letto è stato grazie a Polly. C’era un bellissimo forum sulle famiglie gemellari, non ricordo nemmeno il nome, ha chiuso da tantissimi anni. Avevo letto tutto il leggibile su prematurità, allattamento, svezzamento, ancora prima che Giacomo e Pietro nascessero. Più per calmare le mie ansie da “come faremo?” che altro. Per esempio, ricordo le foto delle culle gemellari autoprodotte, per dire, alle quali avevo aggiunto anche quella nostra, scopiazzata un po’ da questa e un po’ da quella.
Poi un giorno Polly linka il suo blog. Io manco sapevo cosa fossero i blog.
Poi, qualche tempo dopo, sempre Polly linka pure un articolo che aveva scritto (o un intervista che aveva fatto, non ricordo benissimo).

Era genitoricrescono.com

Qualche tempo dopo mi contatta Chiara e mi dice: ti posso fare qualche domanda sul tuo essere blogger papà? Apro il sito e dico: questa faccia non mi è nuova: era genitoricrescono.com
Racconto questo per dire che non è stato amore a prima vista, è stato l’amore che nasce al liceo e non te ne rendi conto e poi ti ritrovi dopo l’università che sei due persone cambiate e un po’ anche rimpiangi il tempo perduto.
Gli ho fatto un po’ la corte a Genitoricrescono. In modo goffo, che non si capisce, rischiando di fare peggio. Ma loro lo hanno capito lo stesso. Solo le persone che mi hanno voluto davvero bene nella vita hanno superato questa mia incapacità.

Foto Constanza utilizzata con licenza Flickr CC

Poi ho quasi smesso di scrivere

L’aspetto più curioso è che poi ho quasi smesso di scrivere. Le poche incursioni sul web sono quelle sulla corsa e, appunto, quelle su Genitoricrescono. Ho smesso di scrivere sul mio blog perché ho iniziato a pensare che quello che raccontavo non importasse a nessuno, in realtà, se non a me. E che gestire tutto io, temi, scrittura, pubblicazione, mi avrebbe portato ad essere autoreferenziale, un guru s-gureggione, che alla fine non ha più nulla da dire.
Su Genitoricrescono questo non accade: ci si confronta, ci si critica, si cresce, appunto.
A volte mi è capitato di scrivere di immigrazione, di salvarlo in bozza su Stratobabbo e poi mandare un messaggio alle cape: “E se fosse da mettere su gc (non chiamatelo mai gc con le cape)?”
Non dicono mai di no, le cape.

Confrontarsi con qualcuno di cui ti fidi

C’è rispetto per la crescita: non hai più figli piccoli? Non scrivere più di figli piccoli. Fai sport e ti va di scrivere di sport? Parliamone. Sei stanco e ti serve una pausa? Nessun problema, non siamo il niuiortaims. A voi sembrerà poco, ma non è così: non sono molti gli ambienti che accettano il tuo cambiare.
Che poi è una bella metafora della genitorialità, no? Tocca fare il meglio che si può accettando un po’ quello che viene, perché non sempre si arriva a prevedere e a determinare tutto. E in questo magma continuiamo a muoverci, a pianificare e a ritarare. Avere qualcuno di cui ti fidi con cui confrontarsi, è sempre un gran vantaggio. E non venite a dirmi che è triste trovarlo sul web. Che se c’è un’affinità elettiva, dopo dieci anni, ci si conosce meglio di quanto non si conosca la compagna di banco delle medie: quella di cui eri segretamente innamorato e adesso linka post razzisti su facebook un giorno si e un giorno no.

Buon decimo compleanno Genitoricrescono, buon compleanno a tutti noi, sia che leggiamo sia che scriviamo.

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