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	<title>Comments on: Bullismo</title>
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	<description>per imparare insieme il mestiere di genitori</description>
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		<title>By: alessandra</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-73355</link>
		<dc:creator>alessandra</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 06:47:29 +0000</pubDate>
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		<description>ciao, sono una mamma di un bambino di quasi 4 anni e proprio ieri mio figlio è stato insultato e strattonato da un bimbetto di un anno più grande solo perchè non aveva capito il gioco che gli altri bimbi facevano con la palla (siamo all&#039;estero e anche se sta imparando l&#039;inglese non lo capisce e parla ancora benissimo). so che non si tratta di un vero e proprio atto di bullismo perchè ne manca la continuità ma la domanda che volevo fare al riguardo è come deve comportarsi la mamma della &quot;vittima&quot; se presente all&#039;atto stesso. 
in pratica gli ha dato dell&#039;idiota e lo ha spinto ma io, essendo lì, gli ho detto &quot;not good&quot; e &quot;say sorry&quot; e lui gli ha chiesto scusa ma poi ha continuato a sfotterlo e così gli ho detto &quot;he&#039;s only a guy&quot;. il mio inglese lo so non è buono ed essendo arrabbiata non ho riflettuto molto sulla traduzione (avrei dovuto forse dire &quot;baby&quot; o &quot;kid&quot; o &quot;boy&quot;) così di tutta risposta ha preso in giro pure me perchè avevo utilizzato guy... 
ho preso mio figlio e ce ne siamo andati. 
al di là dell&#039;episodio che ha sconvolto più me (mio figlio non la conosce nemmeno la parola &quot;idiot&quot;) perchè non pensavo che un bimbo di meno di 5 anni potesse essere così arrogante con un adulto che nemmeno conosce bene, vorrei capire, se si ripetesse un&#039;episodio simile, se devo limitarmi a consolare eventualmente mio figlio o se è giusto che intervenga, ovviamente con rispetto, nel rimettere al suo posto il &quot;bulletto&quot;.  
grazie per la risposta
alessandra</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao, sono una mamma di un bambino di quasi 4 anni e proprio ieri mio figlio è stato insultato e strattonato da un bimbetto di un anno più grande solo perchè non aveva capito il gioco che gli altri bimbi facevano con la palla (siamo all&#8217;estero e anche se sta imparando l&#8217;inglese non lo capisce e parla ancora benissimo). so che non si tratta di un vero e proprio atto di bullismo perchè ne manca la continuità ma la domanda che volevo fare al riguardo è come deve comportarsi la mamma della &#8220;vittima&#8221; se presente all&#8217;atto stesso.<br />
in pratica gli ha dato dell&#8217;idiota e lo ha spinto ma io, essendo lì, gli ho detto &#8220;not good&#8221; e &#8220;say sorry&#8221; e lui gli ha chiesto scusa ma poi ha continuato a sfotterlo e così gli ho detto &#8220;he&#8217;s only a guy&#8221;. il mio inglese lo so non è buono ed essendo arrabbiata non ho riflettuto molto sulla traduzione (avrei dovuto forse dire &#8220;baby&#8221; o &#8220;kid&#8221; o &#8220;boy&#8221;) così di tutta risposta ha preso in giro pure me perchè avevo utilizzato guy&#8230;<br />
ho preso mio figlio e ce ne siamo andati.<br />
al di là dell&#8217;episodio che ha sconvolto più me (mio figlio non la conosce nemmeno la parola &#8220;idiot&#8221;) perchè non pensavo che un bimbo di meno di 5 anni potesse essere così arrogante con un adulto che nemmeno conosce bene, vorrei capire, se si ripetesse un&#8217;episodio simile, se devo limitarmi a consolare eventualmente mio figlio o se è giusto che intervenga, ovviamente con rispetto, nel rimettere al suo posto il &#8220;bulletto&#8221;.<br />
grazie per la risposta<br />
alessandra</p>
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	<item>
		<title>By: Cyberbullismo &#124; genitoricrescono.com</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-19697</link>
		<dc:creator>Cyberbullismo &#124; genitoricrescono.com</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 10:00:46 +0000</pubDate>
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		<description>[...] praticamente a tutto quello che viene considerato un atto di bullismo (di cui parlammo già qui), ma perpetrato in rete. L&#8217;esempio tipico sono i filmati ripresi con i telefonini, che [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] praticamente a tutto quello che viene considerato un atto di bullismo (di cui parlammo già qui), ma perpetrato in rete. L&#8217;esempio tipico sono i filmati ripresi con i telefonini, che [...]</p>
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	<item>
		<title>By: anonimo</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-17473</link>
		<dc:creator>anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:44:27 +0000</pubDate>
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		<description>ciao sono una mamma di una bimba di 10 anni.Mia figlia frequenta le elementari ed e sspesso vittima di bullismo da parte di sue due compagne.Lei e una bimba molto sensibile, non che la voglia sempre giustificare,pero confermato da molti suoi compagni, viene sempre presa in giro, ache per cose molto banali.sono cinque anni che va avanti cosi,la sua maestra di matematica ora si e massa a prenderla di mira e penso sia colpa mia dal momento che come mamma sono intervenuta e ho fatto sapere alla maesta che mi sono stancata di ritirare mia figlia tutti i giorni piangendo e che mi dica mammma io in questa classe sto malissimo,io l?ho presa come richiesta di aiuto,ma non ho risolto nulla, anzi mi trovo a portare mia figlia da una psicologa.per colpa delle insegnant e di queste bimbe lo trovate giusto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao sono una mamma di una bimba di 10 anni.Mia figlia frequenta le elementari ed e sspesso vittima di bullismo da parte di sue due compagne.Lei e una bimba molto sensibile, non che la voglia sempre giustificare,pero confermato da molti suoi compagni, viene sempre presa in giro, ache per cose molto banali.sono cinque anni che va avanti cosi,la sua maestra di matematica ora si e massa a prenderla di mira e penso sia colpa mia dal momento che come mamma sono intervenuta e ho fatto sapere alla maesta che mi sono stancata di ritirare mia figlia tutti i giorni piangendo e che mi dica mammma io in questa classe sto malissimo,io l?ho presa come richiesta di aiuto,ma non ho risolto nulla, anzi mi trovo a portare mia figlia da una psicologa.per colpa delle insegnant e di queste bimbe lo trovate giusto?</p>
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	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2722</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 12:34:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=4287#comment-2722</guid>
		<description>In effetti, Alessandra, siamo lontani anni luce dall&#039;avere un servizio psicologico in tutte le scuole. Secondo me è anche un problema di ostilità della nostra cultura, oltre che di mancanza di risorse (ovviamente perchè destinate ad altro). Nella mentalità italiana vige ancora un&#039;idea di famiglia chiusa a &quot;lavarsi i propri panni in casa&quot;. Alcune culture meno famigliocentriche (in senso di tradizione e non di fatti, perchè in quelle culture la famiglia è molto più al centro dell&#039;attenaione reale), c&#039;è più apertura a far intervenire un soggetto espterno negli &quot;affari di famiglia&quot;.
Voglio dire che qui, nella maggior parte dei casi, nella scuola pubblica lo psicologo non c&#039;è, ma se ci fosse, sarebbe visto da molti come un sopruso.
Comunque nei casi in cui la scuola rilevi disagi familiari seri, può informare la Procura presso il Tribunale per i Minorenni che, tramite i servizi sociali, può anche imporre interventi familiari. Sono percorsi considerati &quot;estremi&quot;, quindi praticati solo in casi gravi.
Il bullismo, però, arriva a configurare anche azioni molto gravi e reati di rilievo (sto scrivendo un post sul tema).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti, Alessandra, siamo lontani anni luce dall&#8217;avere un servizio psicologico in tutte le scuole. Secondo me è anche un problema di ostilità della nostra cultura, oltre che di mancanza di risorse (ovviamente perchè destinate ad altro). Nella mentalità italiana vige ancora un&#8217;idea di famiglia chiusa a &#8220;lavarsi i propri panni in casa&#8221;. Alcune culture meno famigliocentriche (in senso di tradizione e non di fatti, perchè in quelle culture la famiglia è molto più al centro dell&#8217;attenaione reale), c&#8217;è più apertura a far intervenire un soggetto espterno negli &#8220;affari di famiglia&#8221;.<br />
Voglio dire che qui, nella maggior parte dei casi, nella scuola pubblica lo psicologo non c&#8217;è, ma se ci fosse, sarebbe visto da molti come un sopruso.<br />
Comunque nei casi in cui la scuola rilevi disagi familiari seri, può informare la Procura presso il Tribunale per i Minorenni che, tramite i servizi sociali, può anche imporre interventi familiari. Sono percorsi considerati &#8220;estremi&#8221;, quindi praticati solo in casi gravi.<br />
Il bullismo, però, arriva a configurare anche azioni molto gravi e reati di rilievo (sto scrivendo un post sul tema).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: alessandra angelucci</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2717</link>
		<dc:creator>alessandra angelucci</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 08:51:20 +0000</pubDate>
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		<description>@ Silvia: l&#039;ho sottolineato più volte che non c&#039;è un&#039;identità figlio bullo=famiglia malata (perduto non è mai nulla, o quasi: tutto si può curare, se chi è malato lo vuole) ma un&#039;implicazione: figlio bullo==&gt;famiglia malata. Ciò premesso, come ho già detto sopra, ciò non vuol dire che non c&#039;è speranza perché tutto si può curare. 

Il punto è che una famiglia anaffettiva e prevaricatrice è difficile se lo riconosca, ma hai ragione che può anche avvenire che proprio attraverso il &quot;sintomo&quot; del figlio bullo ci sia qualcuno che si mette in discussione... E poi la realtà non è mai monolitica e può esserci uno dei genitori più ricettivo, ecc... 

Sottolineavo il fatto che la Scuola e lo Stato dovrebbero essere maggiormente preparati (leggi avere a disposizione un servizio psichiatrico capillare e ben funzionante e interagire con questo). Ma questa è una delle cose sulle quali, in Italia, si fa orecchie da mercante, fatta salva l&#039;iniziativa di singoli... E la Scuola e lo Stato dovrebbero avere gli strumenti per &quot;mettere con le spalle al muro&quot; le famiglie che spontaneamente non collaborano (e temo siano tante). Mi confermi che dal punto di vista legale invece la Scuola non può impostare percorsi di cura senza l&#039;autorizzazione della famiglia o, peggio, una richiesta della famiglia?

@ Serena. Leggendo il post è netta la distinzione fra un comportamento aggressivo estemporaneo e la premeditazione e sistematicità insita nel bullismo...

Baci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Silvia: l&#8217;ho sottolineato più volte che non c&#8217;è un&#8217;identità figlio bullo=famiglia malata (perduto non è mai nulla, o quasi: tutto si può curare, se chi è malato lo vuole) ma un&#8217;implicazione: figlio bullo==&gt;famiglia malata. Ciò premesso, come ho già detto sopra, ciò non vuol dire che non c&#8217;è speranza perché tutto si può curare. </p>
<p>Il punto è che una famiglia anaffettiva e prevaricatrice è difficile se lo riconosca, ma hai ragione che può anche avvenire che proprio attraverso il &#8220;sintomo&#8221; del figlio bullo ci sia qualcuno che si mette in discussione&#8230; E poi la realtà non è mai monolitica e può esserci uno dei genitori più ricettivo, ecc&#8230; </p>
<p>Sottolineavo il fatto che la Scuola e lo Stato dovrebbero essere maggiormente preparati (leggi avere a disposizione un servizio psichiatrico capillare e ben funzionante e interagire con questo). Ma questa è una delle cose sulle quali, in Italia, si fa orecchie da mercante, fatta salva l&#8217;iniziativa di singoli&#8230; E la Scuola e lo Stato dovrebbero avere gli strumenti per &#8220;mettere con le spalle al muro&#8221; le famiglie che spontaneamente non collaborano (e temo siano tante). Mi confermi che dal punto di vista legale invece la Scuola non può impostare percorsi di cura senza l&#8217;autorizzazione della famiglia o, peggio, una richiesta della famiglia?</p>
<p>@ Serena. Leggendo il post è netta la distinzione fra un comportamento aggressivo estemporaneo e la premeditazione e sistematicità insita nel bullismo&#8230;</p>
<p>Baci</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2683</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 16:46:01 +0000</pubDate>
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		<description>Vi segnalo questo post di Andrea Ungarelli, aggregato al blogstorming, che introduce una riflessione sul terzo soggetto della relazione di mobbing, ovvero il &quot;neutrale&quot;:
http://expsicologopervoi.blogspot.com/2010/03/educazione-limportanza-di-rafforzare-i.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questo post di Andrea Ungarelli, aggregato al blogstorming, che introduce una riflessione sul terzo soggetto della relazione di mobbing, ovvero il &#8220;neutrale&#8221;:<br />
<a href="http://expsicologopervoi.blogspot.com/2010/03/educazione-limportanza-di-rafforzare-i.html" rel="nofollow">http://expsicologopervoi.blogspot.com/2010/03/educazione-limportanza-di-rafforzare-i.html</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Lorenza</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2675</link>
		<dc:creator>Lorenza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 11:35:33 +0000</pubDate>
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		<description>Questo post mi ha fatto molto riflettere.
Quando ero in età scolare ricordo i telefilm americani dove il bambino debole veniva fatto oggetto di scherno e minacce. Ricordo di aver pensato che gli USA fossero un paese strano pericoloso e che da noi questo non accadeva. Ho frequentato le scuole medie in una classe che aveva ragazzi provenienti da realtà disagiate, ma episodi del genere non sono per fortuna mai accaduti. 
Evidentemente anche noi ci siamo evoluti (o meglio involuti) verso un modello dove il più forte, quello che urla, che strattona, che prevarica vince, d&#039;altra parte è il messaggio che viene da tutti i mezzi di comunicazione.
Servirebbe credo più fermezza da parte della scuola, concordo con Serena che in Italia c&#039;è più tolleranza. Capisco anche però che spesso la famiglia del &quot;bullo&quot; giustifica la prepotenza e contesta gli insegnanti che tentano di porre un limite, è emblematico il caso della professoressa che aveva redarguito un alunno prepotente ed è stata denunciata dal padre e ha dovuto subire un processo.
Ringrazio di cuore le persone che si spendono per lottare contro questa piaga!
Un saluto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post mi ha fatto molto riflettere.<br />
Quando ero in età scolare ricordo i telefilm americani dove il bambino debole veniva fatto oggetto di scherno e minacce. Ricordo di aver pensato che gli USA fossero un paese strano pericoloso e che da noi questo non accadeva. Ho frequentato le scuole medie in una classe che aveva ragazzi provenienti da realtà disagiate, ma episodi del genere non sono per fortuna mai accaduti.<br />
Evidentemente anche noi ci siamo evoluti (o meglio involuti) verso un modello dove il più forte, quello che urla, che strattona, che prevarica vince, d&#8217;altra parte è il messaggio che viene da tutti i mezzi di comunicazione.<br />
Servirebbe credo più fermezza da parte della scuola, concordo con Serena che in Italia c&#8217;è più tolleranza. Capisco anche però che spesso la famiglia del &#8220;bullo&#8221; giustifica la prepotenza e contesta gli insegnanti che tentano di porre un limite, è emblematico il caso della professoressa che aveva redarguito un alunno prepotente ed è stata denunciata dal padre e ha dovuto subire un processo.<br />
Ringrazio di cuore le persone che si spendono per lottare contro questa piaga!<br />
Un saluto</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Serena</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2672</link>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 06:50:49 +0000</pubDate>
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		<description>Alessandra sollevi un punto molto importante che è quello della confusione tra il fatto che si siano dei comportamenti innati e il fatto che questi comportamenti vengano giustificati. Ci sono certamente moltissimi casi in cui la famiglia è la causa scatenante di un comportamento aggressivo in un bambino e poi adolescente. Purtroppo però ci sono anche molti bambini che mostrato una propensione innata all&#039;aggressività e l&#039;incapacità di gestire i propri impulsi. Ci sono bambini istintivamente più socievoli e collaborativi, altri più scontrosi ed emotivi. Nel suo piccolo anche il Vikingo ha una propensione all&#039;aggressività, che sceglie istintivamente come prima reazione a qualsiasi azione fatta nei suoi confronti. Poi è chiaro che la famiglia ha la sua bella responsabilità nel cercare di insegnargli a controllarsi e trovare risposte socialmente più accettabili. Il fatto che sia innato non vuol quindi dire che debba diventare un delinquente. Io noto spesso grandi differenze nei valori educativi in Svezia e in Italia. In Italia si tende ad essere più compiacenti nei confronti di un bambino che si sa &quot;far valere&quot;. In Svezia questo non è mediamente tollerato nemmeno in un bambino di 2 anni. Le famiglie hanno un ruolo fondamentale nel creare il problema, ma anche nel risolverlo. Spesso la famiglia non vuole nemmeno riconoscere il problema, e continua sempre a giustificare il figlio. Da questo punto di vista il coinvolgimento della famiglia diventa fondamentale. 
Ho letto molti articoli che riportano esperimenti fatti nelle scuole (in Svezia) per affrontare il problema bullismo (o mobbing) e in linea generale lavorare in sinergia con le famiglie è l&#039;unica cosa che funziona veramente, forse perché per risolvere qualsiasi problema si deve partire dalla presa di coscienza del problema stesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandra sollevi un punto molto importante che è quello della confusione tra il fatto che si siano dei comportamenti innati e il fatto che questi comportamenti vengano giustificati. Ci sono certamente moltissimi casi in cui la famiglia è la causa scatenante di un comportamento aggressivo in un bambino e poi adolescente. Purtroppo però ci sono anche molti bambini che mostrato una propensione innata all&#8217;aggressività e l&#8217;incapacità di gestire i propri impulsi. Ci sono bambini istintivamente più socievoli e collaborativi, altri più scontrosi ed emotivi. Nel suo piccolo anche il Vikingo ha una propensione all&#8217;aggressività, che sceglie istintivamente come prima reazione a qualsiasi azione fatta nei suoi confronti. Poi è chiaro che la famiglia ha la sua bella responsabilità nel cercare di insegnargli a controllarsi e trovare risposte socialmente più accettabili. Il fatto che sia innato non vuol quindi dire che debba diventare un delinquente. Io noto spesso grandi differenze nei valori educativi in Svezia e in Italia. In Italia si tende ad essere più compiacenti nei confronti di un bambino che si sa &#8220;far valere&#8221;. In Svezia questo non è mediamente tollerato nemmeno in un bambino di 2 anni. Le famiglie hanno un ruolo fondamentale nel creare il problema, ma anche nel risolverlo. Spesso la famiglia non vuole nemmeno riconoscere il problema, e continua sempre a giustificare il figlio. Da questo punto di vista il coinvolgimento della famiglia diventa fondamentale.<br />
Ho letto molti articoli che riportano esperimenti fatti nelle scuole (in Svezia) per affrontare il problema bullismo (o mobbing) e in linea generale lavorare in sinergia con le famiglie è l&#8217;unica cosa che funziona veramente, forse perché per risolvere qualsiasi problema si deve partire dalla presa di coscienza del problema stesso.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2668</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 21:33:23 +0000</pubDate>
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		<description>Alessandra, la person a che ha scritto questo post lavora quotidianamente con queste situazioni, formando educatori ed insegnanti e lavorando con le famiglie.
Il fatto che &quot;un bambino bullo provenga da una famiglia non sana: in cui la prevaricazione e l’anaffettività regnano sovrane&quot; non è vero in assoluto, è solo molto probabile.
La scuola spesso trascura e lo &quot;Stato&quot; in quale forma e con quali organi dovrebbe intervenire? Con la magistratura?
Secondo me le famiglie devono stare all&#039;erta, prima di tutto per capire se i propri figli sono vittime.
Penso sia altrettanto pericoloso stabilire il sillogismo figlio bullo = famiglia perduta, perchè in questo modo non c&#039;è possibilità di uscita e si nega ogni possibilità per la famiglia di ristailire rapporti corretti edequilibrati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alessandra, la person a che ha scritto questo post lavora quotidianamente con queste situazioni, formando educatori ed insegnanti e lavorando con le famiglie.<br />
Il fatto che &#8220;un bambino bullo provenga da una famiglia non sana: in cui la prevaricazione e l’anaffettività regnano sovrane&#8221; non è vero in assoluto, è solo molto probabile.<br />
La scuola spesso trascura e lo &#8220;Stato&#8221; in quale forma e con quali organi dovrebbe intervenire? Con la magistratura?<br />
Secondo me le famiglie devono stare all&#8217;erta, prima di tutto per capire se i propri figli sono vittime.<br />
Penso sia altrettanto pericoloso stabilire il sillogismo figlio bullo = famiglia perduta, perchè in questo modo non c&#8217;è possibilità di uscita e si nega ogni possibilità per la famiglia di ristailire rapporti corretti edequilibrati.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: alessandra angelucci</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/bullismo/comment-page-1/#comment-2667</link>
		<dc:creator>alessandra angelucci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 21:21:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://genitoricrescono.com/?p=4287#comment-2667</guid>
		<description>&quot;La propensione all’aggressività, l’incapacità di gestire i propri impulsi, il vuoto esistenziale, l’incapacità a stabilire normali rapporti interpersonali, la distorsione del rapporto con la legalità, presenti in molti giovani, se non arginati adeguatamente costituiscono la premessa a comportamenti deviati e devianti&quot;

Capisco che chi scrive non debba sbilanciarsi troppo, ma io posso e mi sento di dire che la frase che riporto lascia pericolosamente intendere che le condizioni di disagio descritte possano far parte &quot;fisiologicamente&quot; della vita di un bambino o ragazzo. Non è così: seppure vi siano bambini o ragazzi così forti da sottrarsi alle dinamiche malate di chi li circonda (leggi genitori), sono certa che un bambino bullo provenga da una famiglia non sana: in cui la prevaricazione e l&#039;anaffettività regnano sovrane. Se un bambino non è così forte di suo dal sottrarsi all&#039;ambiente più prossimo (rileggi: genitori), ne viene schiacciato e da vittima diventa carnefice!

Mi sembra pertanto una chimera pensare di lavorare in sinergia con le famiglie e che invece un ruolo forte lo possano avere solo la scuola (!?!) e lo Stato (!?!) nella persona di servizi psichiatrici sul territorio (!?!). 

Sopratutto però, finché si continuerà ad alimentare quest&#039;equivoco, così diffuso anche fra persone colte e sensibili, che la malattia (il bullismo è una malattia) &quot;fa parte di noi&quot; (nel senso dell&#039;impossibilità di stabilire rapporti di causa effetto fra la malattia e l&#039;ambiente), sarà più difficile avere una speranza di cura e guarigione.

Con affetto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;La propensione all’aggressività, l’incapacità di gestire i propri impulsi, il vuoto esistenziale, l’incapacità a stabilire normali rapporti interpersonali, la distorsione del rapporto con la legalità, presenti in molti giovani, se non arginati adeguatamente costituiscono la premessa a comportamenti deviati e devianti&#8221;</p>
<p>Capisco che chi scrive non debba sbilanciarsi troppo, ma io posso e mi sento di dire che la frase che riporto lascia pericolosamente intendere che le condizioni di disagio descritte possano far parte &#8220;fisiologicamente&#8221; della vita di un bambino o ragazzo. Non è così: seppure vi siano bambini o ragazzi così forti da sottrarsi alle dinamiche malate di chi li circonda (leggi genitori), sono certa che un bambino bullo provenga da una famiglia non sana: in cui la prevaricazione e l&#8217;anaffettività regnano sovrane. Se un bambino non è così forte di suo dal sottrarsi all&#8217;ambiente più prossimo (rileggi: genitori), ne viene schiacciato e da vittima diventa carnefice!</p>
<p>Mi sembra pertanto una chimera pensare di lavorare in sinergia con le famiglie e che invece un ruolo forte lo possano avere solo la scuola (!?!) e lo Stato (!?!) nella persona di servizi psichiatrici sul territorio (!?!). </p>
<p>Sopratutto però, finché si continuerà ad alimentare quest&#8217;equivoco, così diffuso anche fra persone colte e sensibili, che la malattia (il bullismo è una malattia) &#8220;fa parte di noi&#8221; (nel senso dell&#8217;impossibilità di stabilire rapporti di causa effetto fra la malattia e l&#8217;ambiente), sarà più difficile avere una speranza di cura e guarigione.</p>
<p>Con affetto</p>
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