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Blogstorming-maternità-che-sogno


…perchè un blog ha senso se è uno scambio di idee, esperienze, pareri e conoscenze. Perchè più siamo più pensiamo. Perchè i blog sono amici prima che diventino amiche le persone che li scrivono. Perchè su ogni argomento un punto di vista è sempre troppo poco. Perchè più ci si sposta dai propri punti di partenza, più si cresce. Perchè chi legge blog vuole conoscere le opinioni degli altri. Perchè permettere ai lettori di viaggiare da un blog all’altro è il nostro scopo.

Per saperne di più leggi www.mammablogger.com.

Questo mese partecipano al blogstorming:

Dimmimamma
Dalla palestra alla palestrina, da donna a mamma
La maternità è innanzitutto una sorpresa: gioca d`anticipo e regala sorprese ancora prima che la famiglia si allarghi. Maternità… spiegarla può essere complesso, viverla lo è certamente di più! E` l`amore che sprigiona dal test di gravidanza, lacrime di gioia o di sorpresa che cresce dentro, mista a tanto altro di indefinito. E` gioia pura vedere un feto diventare bambino, osservarlo crescere, analizzare le ecografie che mostrano il miracolo della vita svilupparsi dentro di te; è pensare a notte fonda a quale nome gli si adatterà, di quale colore dipingere la sua stanza, che espressione avrà.
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il blog della Emy
Gravidanza: il tempo dell’attesa.

Dentro di me ho sempre voluto essere una mamma!
2 gravidanze attese diverse…

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perfectio conversationis
Maternità: gravidanza e parto
Inizio oggi una panoramica su alcuni temi legati alla maternità. Mi piacerebbe partire dalla mia esperienza di penta-mamma, per andare a delineare come ho cambiato nel tempo opinione su alcuni argomenti, come sono maturata su altri. Pur essendo un percorso fortemente personale, la mia speranza è che possa servire d’aiuto e riflessione anche per altre.
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mammainbluejeans
l’aspettare
Qualche tempo prima di sposarci, con il Tu affrontavamo il “problema cicogna”.
Sapevamo di volere dei figli, non sapevamo bene quando averli… cioè, ci sembrava strano pianificare un pargolo al “momento giusto”.
Qual’era il momento giusto?
E se non arrivava, o non ce ne accorgevamo?
Mille domande, poche risposte.
Troppissimi consigli, dai parenti (aspettate almeno due-tre anni),agli amici (aspettate/non aspettate/ah, ma allora tu non sei incinta?).
Alla fine ci siamo fatti prendere da quel turbine di passione degli sposini novelli. (cacchio, uno fa sesso per anni prima di sposarsi e non capita niente, non sarà poi così facile fare un bambino).

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Mamma Cattiva
Lungimiranza e illuminazioni
Dopo un quarantennio di vita più o meno intensa posso tranquillamente dire di non essere una persona lungimirante. Non ho cioè la capacità di intuire, a fronte di una determinata scelta, quali saranno le conseguenze che la maggior parte delle persone accorte e previdenti già conoscono da tempo. Non a caso la frase che più detesto è “te l’avevo detto”.
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La Casa Nella Prateria
La maternità: un sogno?
Fin da bambina, ho sempre desiderato diventare mamma. Non sapevo che mestiere avrei fatto (e a dire il vero non lo so ancora!) ma sapevo che avrei avuto tre o quattro bambini.

Quando aspettavo Leonardo, ero in estasi. Il mio sogno si stava finalmente realizzando. Abitavo sulla Costa Azzurra. Avevo un buon lavoro nel Principato di Monaco con possibilità di carriera e, finalmente, aspettavo un bambino.

Improvvisamente vedevo, intorno a me, neomamme con i loro bimbi dappertutto. Le vedevo passeggiare sul lungomare spingendo carrozzine con dentro teneri bambolotti paffuti e sorridenti, e non vedevo l’ora di fare altrettanto.

Purtroppo non era questo il mio destino.
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mammanelbosco
la maternità…
…ti cambia, non serve nemmeno scriverlo, ora,
non so se sto andando fuori tema rispetto al “tema del mese” di Genitoricrescono,
ma al pensare come mi ha cambiata la maternità mi è prepotentemente saltato in testa “mi ha fatto diventare più incaxxata”
e scusate il termine, ma non mi ha fatto diventare “arrabbiata”, no, proprio incaxxata…

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yummymummyematteo
pedagogista vs mamma 0-3
Io pensavo ad una maternità in cui avevo tutte le risposte, più o meno come quelle che davo alle mamme che mi chiedevano consigli.
E invece le risposte non ce l’hai quando sei madre, vai a tentativi e inevitabilmente sbagli.

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Bismama…istruzioni per l’uso!
What to expect when expecting……
ovvero…….Cosa Aspettarsi Quando Si Aspetta.
Se avessi fatto questa domanda a mia nonna so già come mi avrebbe risposto.
Mi avrebbe terrorizzato parlandomi dei lancinanti dolori del parto, dell’allattamento con tutte le difficoltà annesse e connesse, dei cambiamenti del corpo, delle notti in bianco, dei pannolini, delle cacche…..insomma di tutto ciò che possa far sembrare la maternità negativa.
Ma se tutte le donne SANNO che la maternità comporta molti sacrifici, perchè durante la gravidanza, la maggiorparte sono avvolte da quell’aurea di immortalità e camminano a 10 metri da terra?
Io sono una persona che, per carattere, carica di aspettative ogni evento della vita. Pure l’andare a fare la spesa ha un’itinerario che il TomTom gli fa un baffo; sono incasinata in molte cose, ma rimango comunque una pianificatrice…..
Proprio per questo, se uno dei miei progetti va in maniera diversa da come era stato da ME pianificato ecco che si presenta la profonda crisi esistenziale che mi fa pensare di essere utile al mondo quanto lo possa essere la mosca Tze Tze.

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Riflessidimamma
Maternità: che sogno!!!
Se dovessi riassumere in uno stato d’animo il mio sogno di maternità infrantosi a seguito della nascita di un bimbo amplificato sceglierei senza dubbio la tranquillità. Infatti, quando ero incinta pensavo ai mesi di congedo maternità come ad una parentesi della vita che avrei trascorso in pace e serenità. Mi sentivo adeguata, non avevo paura della gestione del neonato, del parto sì quello mi terrorizzava, ma non riuscivo a preoccuparmi per ciò che sarebbe venuto dopo.
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A modo mio
Maternità e contraddizioni
Allora com’è essere mamma?”
E’ molto peggio di quello che pensassi. Ma anche molto meglio.
Mi spiego. Dalla gravidanza in poi quella “lieve schizofrenia” -verso cui noi donne abbiamo una speciale propensione- si accentua esponenzialmente per poi scemare di pari passo con la crescita del bebè e ritornare (o quasi) a ritrovare l’unità di sè stesse più “piene” e mature.

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Manager di Me Stessa
Mi aspettavo di andare a teatro
Ho appena scoperto di aver vinto i biglietti per andare a vedere a teatro “Pippi Calzelunghe”, partecipando al concorso di Genitori Crescono. Ci andrò con mio figlio di 3 anni e mezzo, un bambino monello e adorabile, che nonostante le marachelle mostra una certa dose di sensibilità. Sono così contenta di andare con lui, sarà la prima volta. Portare il bambino a teatro: sì, era questo che prima che lui nascesse immaginavo avremmo fatto insieme.
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pannolinilavabili.info – il blog
Portare o non portare…
Quando è nata Sveva, la mia prima figlia, avevo ben poche certezze su quello che sarebbe stato il mio modo di essere mamma, ma in particolare di una cosa ero certa: avrei portato mia figlia nel marsupio, perché l’idea mi piaceva tantissimo, e ogni volta in cui pensavo alla piccola che stava per nascere me la immaginavo stretta addosso a me.
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Yeni Belqis
Più che un sogno, un incubo
Stasera la mia maternità più che un sogno mi si è configurata come un incubo. Sul tram, davanti a me, erano seduti due adolescenti. Ributtanti.
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MiPiaceSettembre
Che impiastro
Provo a portare sempre con me le cose migliori e a tenere a bada le sensazioni peggiori. Così faccio anche con le emozioni che mi regala Maria Sole.?? Oggi che lei compie tre anni ripenso a quell’ecografia in cui ho visto per la prima volta i tratti del suo viso. Ero ormai al settimo mese di gravidanza e non la “conoscevo” ancora, non avevo nemmeno pensato ad un nome e, fino a quel momento, non sapevo di aspettare una femminuccia.
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Il diario di Ondaluna
La maternità: che sogno???
“E’ stata decisamente l’avventura più faticosa e più difficile della mia vita, e ci sono ancora dentro fino al collo; ma la novità è che adesso SO che ci starò dentro PER SEMPRE.”
“Eppure all’inizio non era sogno. Era piuttosto un Incubo. Non c’è molto da dire, avevo paura; e a volte purtroppo dire “ho paura” equivale ad ammettere una colpa.”
“Cosa ho tentato di fare? Rompere la solitudine dei sentimenti negativi. Era l’unico modo perché io potessi cominciare a camminare verso una meta ignota ma cercando di attingere alla mia forza e al sostegno delle altre donne.”
“Essere madre si vive nel tempo, ed è per questo non si arriva mai pronte ad esserlo…
Ma a volte la vita và così: non immagini cosa ci sia dietro quella porta, finché non ti si spalanca davanti aprendoti la strada per un nuovo viaggio.”

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Mammaemigrata
Come sono cambiata?
perchè partecipare al blogstorming di questo mese? Perchè, se c’è qualcosa che è cambiato da quando sono mamma, è il mio modo di essere figlia. E questo proprio non me l’aspettavo. Ho gestito le notti insonni senza problemi, i culetti rossi, le otiti e le bronchiti quasi con leggerezza, finché la consapevolezza mi è arrivata come una sberla in faccia: Ora capisco mia madre.
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vita in laguna e ..
mamma intellettuale cercasi
Dacchè ho l’uso della ragione ho sempre desiderato un bambino.
Non è che poi avessi molto l’idea di ciò che sarebbe significato. Così, quel desiderio è rimasto lì, in un angolino del mio cervello, durante gli anni della mia giovinezza, mentre facevo altro.
Non c’è mai stata impellenza. Sapevo che prima o poi sarebbe successo, perchè , in quanto femmina, un maschio, anche solo inseminatore, l’avrei trovato.
E poi, se quel tale se ne fosse voluto andare, beh, amen, io il mio scopo l’avrei raggiunto. Così, con questi pensieri da mezza hippy mi avventuravo nei mitici 30.
Poi la vita ti sorprende, come sempre, e ho concepito mia figlia che ero sposata da un anno, col lavoro sicuro alle spalle e pure il mutuo sul groppone.
Va da sè che è stato mio marito a chiedermi dopo un anno di vita coniugale: “Facciamo un bambino?”
Allora quel dolce pensiero ha preso pian piano le sembianze di un possibile e futuribile bambino vero e mi sono sentita improvvisamente braccata.

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Qualcosa sta cambiando …
365 giorni di non lo so
….. Non sapevo che cosa mi aspettava, non sapevo neanche come avrei reagito: avevo accuratamente evitato di immaginarti, di proiettare su di te chissà quali fantasmi del passato, avevamo accuratamente discusso perfino il tuo nome, e avremmo atteso di osservarti il muso per affibbiartelo definitivamente.
….365 giorni dopo

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