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Blogstorming: genere


…perchè un blog ha senso se è uno scambio di idee, esperienze, pareri e conoscenze. Perchè più siamo più pensiamo. Perchè i blog sono amici prima che diventino amiche le persone che li scrivono. Perchè su ogni argomento un punto di vista è sempre troppo poco. Perchè più ci si sposta dai propri punti di partenza, più si cresce. Perchè chi legge blog vuole conoscere le opinioni degli altri. Perchè permettere ai lettori di viaggiare da un blog all’altro è il nostro scopo.

Per saperne di più leggi www.mammablogger.com.

Questo mese partecipano al blogstorming:

appuntidiunviaggio
La diversità nell’uguaglianza
Non sono mai stata una femminista, e soprattutto, mai una di quelle donne che per dimostrare il proprio valore ha fatto “uso” del proprio corpo, e non intendo con questo la prostituzione o altro, ma anche solo ammiccamenti o abbigliamento succinto, cosa che un uomo seppur bello poco può fare.

Per me la donna è meravigliosa perché diversa dall’uomo, come l’uomo da lei.

Questa diversità mi piace e dovrebbe essere alimentata: come abbraccia una donna un bambino non potrà mai farlo un uomo, al contempo, come un uomo solleva un masso non potrà mai farlo una donna.
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Cuoredimamma
Riflessioni sul ‘fattore pink’
Qualche mese fa, osservando lo stendibiancheria ingombro, ho deciso che se ti ritrovi a far partire a pieno carico una lavatrice di capi rosa alla settimana, ecco, forse c’è un problema di equilibrio cui sarebbe il caso di porre rimedio. Perchè c’è quel ‘bleah’ a suggerirmi in sottofondo che no, non voglio che le mie bambine si identifichino in un solo colore che le classifica come femmine, chiudendo loro diverse porte nell’interazione con i coetanei maschi…
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A modo mio
Madri e padri tra differenze di genere e reciprocità
Credo che, tecnicamente, uomini e donne possano fare e arrivare a qualunque cosa. Non nego che esistano differenze legate alla propria appartenenza ad un sesso, ci sono molti studi che lo dimostrano scientificamente, ed anche noi, nelle piccole cose del quotidiano, possiamo notarle. É altrettanto vero che è quasi impossibile differenziare ciò che è pura biologia da ciò che é condizionamento sociale. Peró, le predisposizioni biologiche non escludono il fatto che siamo tenuti ad apprendere ed essere competenti in molti e diversi ambiti che magari tradizionalmente non sono stati associati al sesso di appartenenza.
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Cosmic Mummy
Una questione di educazione
Trovo che le differenze di genere siano una delle cose più belle del mondo. Sono per le quote rosa perchè penso che è nel confronto tra persone diverse fra loro che si inizia a costruire qualcosa, e che se le donne avessero davvero pari opportunità la crisi economica sarebbe meno grave.
E’ chiaro che un’educazione alla parità e al rispetto dell’altro sesso inizia presto, da piccolissimi. Ma è soprattutto l’esempio che si ha in casa che fa la differenza. Non credo c’entrino tanto i giocattoli in se, o il colore dei vestiti quanto i valori in cui i genitori credono e che dimostrano ogni giorno ai propri figli.

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Barbaidee
Un genere di educazione o un’educazione di genere?
Il tema del blogstorming proposto questo mese da Genitoricrescono, ci ha spinti a raccontare le riflessioni che abbiamo fatto ultimamente sul genere di educazione che vogliamo dare al nostro cucciolo.

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oglaroon
Vestiti da femmina?
Dal ripiano alto dell’armadio delle fanciulle, quello dove la primavera scorsa ho impacchettato in fretta i vestiti invernali, è rotolato giù un sacchetto con i pigiami.
- Nano, guarda un po’. Questi due te li potresti mettere tu.
- Bleah! Che schifo!
- Come che schifo? Io li trovo carini.

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momatwork
Ma Barbapapà è una femmina?
Ma Barbapapà è una femmina?

È così che spiazzo quelli che mi fanno osservare che qualcosa di intrinsecamente neutro o di non più esclusivamente femminile è “da femmina”.
Alcuni adulti, ma spesso, molto spesso, bambini.
“Il Tampax è da femmina” potrei anche rispondere agli adulti. O se volete la Mooncup.
Ai bambini, magari no.

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Traspablog
M. non è più mio amico
Ovvero: si può avere problemi di cuore a 4 anni?
O anche: differenze di genere (maschi e femmine)

La BambinaGrande ha un paio di amici che frequenta da quando aveva nove mesi. Praticamente tutta la vita.
Sono tutti coetanei, M (maschietto) di luglio, la BambinaGrande di agosto e A. (femmina) di settembre.
Ovviamente lo scorso anno noi mammette abbiamo chiesto che all’asilo fossero messi in classe assieme. E ci hanno accontentate.

Le cose sono sempre andate bene, al terzetto si sono aggiunti altri amichetti ma loro, più un’altra bimba.
Solo che adesso le bambine fanno giochi da femmine. Giochi più “posati” per certi versi.

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il prato delle margherite
Marte e Venere
Oggi prendo spunto dal tema del mese del blogstorming di http://genitoricrescono.com/ che affronta la questione di genere relativamente ai giochi e alle attività che vengono proposte ai nostri bambini, spesso differenziando in modo netto quelle per maschi da quelle per femmine.
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una mamma normale
uomini (piccoli) e donne (piccole)
Incinta di 7 mesi me ne andavo girando per il centro portando fieramente il mio pancione contenente gnometto. Maschio. Per tornare a casa, quel pomeriggio, decido di concedermi un taxi e dopo essermi accomodata con la leggiadria di una ballerina della Scala mi preparo alle chiacchiere d’ordinanza con il tassista.
“Allora signora, maschio o femmina?”

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Il mio Mondo Nuovo
Maschi vs femmine
[...] ho due bimbi, un maschio e una femmina.
[...]Sono ancora piccolini, 2 anni e 4 mesi il primo, quasi 6 mesi la seconda, quindi ancora non ci sono le questioni dei giocattoli “per lui e per lei”.
Però già noto alcuni aspetti nel primogenito che mi fanno riflettere sulla differenza di genere.
Quando mi vede che mi trucco (rarissimamente) lui mi guarda interessato e poi dice “Anche io anche io!!” e io confesso di avergli detto “Ma no cucciolo, le femmine si truccano, i maschietti no. Hai visto? Mamma si trucca e invece papà no”. Poi ci ho riflettuto: ho davvero paura che permettendogli di giocare coi miei trucchi da grande sfilerà al gay-pride? E pensandoci mi sono risposta di no: penso che per lui siano colori come altri, solo più divertenti perchè si spalmano sulla faccia.

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Doppia Linea
Rosa&Blu
Il Fagiolo ha solamente quattro mesi e mezzo, circa. Eppure, la sua identità maschile dovrebbe essere già perfettamente formata, se diamo retta al mondo esterno. Mi spiego.
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La Casa nella Prateria
Aspettando il principe azzurro
Qualcuno trova strano che un bambino (maschio) giochi con le bambole. Mi sono sentita dire che questo potrebbe “influenzare” la futura identità sessuale di mio figlio.

Vorrei rassicurare chi la pensa in questo modo: i bambini, fino all’età di sette anni, imitano gli adulti che hanno intorno. Un bambino, maschio o femmina che sia, che passa la maggior parte del tempo con la mamma, giocherà a passare l’aspirapolvere, a cucinare, a stirare. A meno che non gli si dia una pistola giocattolo e lo si piazzi davanti alla TV per permettergli di sipirarsi a modelli più “virili”.
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Otto cuori in una capanna
una questione di genere
Il tema proposto lo sento particolarmente. E non perché ho avuto ben due femmine (ovviamente il “ben” è ironico).
Da quando abbiamo deciso di avere un figlio, la nostra vita ha iniziato un’inarrestabile colorazione rosa.
Rosa la linea del test.
Rosa le prime calzine.
Rosa le prime tutine.
Rosa l’accappatoio.
I primi giochi? Rosa?
I primi jeans? Con decorazioni rosa.
Le prime magliette? Rosa.
Spesso non per nostra volontà, ma per volontà altrui.
Cercare di instillare nella maggior parte delle persone che le bambine possano vestirsi di rosso, arancio, giallo, verde, viola è una battaglia persa.
E poi i giochi. I maschi di qua, con macchinine, mostri e trattori. Le bambine di là, con cucina, bambole e pettini.

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mammainbluejeans
Che non è femmina!!
“che lui non è femmina….”
Questa è la…giustificazione che nonnaccì accompagna alle richieste di tagliare i ricciolini al nano.
Potevo accettare i “ma così suda” o “sembra un selvaggio” o “sono più pratici”. No. Il prblema è che il nano può passare per una bambina e… nonsiamai!!!!
Alla mia risposta (nonesisteproprio) ha ribattuto “che mò con la bambina ti puoi sfiziare, a lui non sta bene…”
Ok calma.
Che nonnaccì sia di vedute ristrette anzi di più lo sapevo. Che fosse già in atto una campagna per la discriminazione tra i miei nani lo temevo e basta.

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Ma che davvero?
Ancora sul pink: modelli di genere per giovani Polpette
Alla fine di questo post, un unico commento sarà possibile.
Tipo: districa la tua matassa neurale e ritrova la pace.
Trova un personal consultant per il tuo emisfero destro.
Fa’ che le tue costipate meningi ritrovino la loro naturale regolarità.
In pratica: fai pace col cervello.

Qualche mese fa ho espresso la mia opinione sul fenomeno PinkStinks, ricordate?
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La Margherita e il Lappio
Vorrei che mio figlio facesse il giardiniere
Quando lo vedo in giardino, intento nel dispensare baci a tutti i germogli o a fare un buco nella terra per seminare nuovi amori, mi trovo a desiderare per mio figlio un futuro vicino ai fiori, anche professionalmente. Ovviamente rimane qualcosa di inespresso ad alta voce, per non dirigerlo in alcun modo ( anche se e’ ancora molto piccolo ). Ma lo sento davvero.
Sento che la sensibilita’ e la delicatezza di pensiero che deriva dal contatto con la natura e, in particolar modo con i fiori, possano solo giovare. Ora e quando sara’ grande.
E quando mi dicono che si tratta di una professione “da femmine” lascio smentire facendo parlare i pratici esempi che si trovano quotidianamente. E sorrido. Perche’ non mi interessa che mio figlio dimostri la sua virilita’ piu’ di quanto non lo faccia ora con ruspe e moto.
Anche perche’ lui e’ gia’ un mix di gesti mascolini, uniti ad una certa sensibilita’ artistica – presa di non si sa chi ( ?!? ) – che gli fa aprire l’ armadio e studiare la giusta combinazione di colori o la scelta di una maglia o di un paio di pantaloni con molta accortezza. Proprio come farebbe una “femminuccia”. Anzi, come farebbe ANCHE una “femminuccia”.
Mi interessa che mio figlio sia bello dentro.
Anche se dentro e’ o sara’ piu’ femmina che maschio.

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Riflessidimamma
Di esempi e di vestitini rosa
Se la questione di genere che toccherà le future generazioni passa per l’esempio, ho come il sospetto che di strada ne abbiamo ancora molta da fare al fine di spodestare un certo tipo di mentalità bacchettona e sessista.
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Cococo
Think Pink
sono diventata allergica al rosa.

credo di aver scansato il peggio chiedendo di non sapere il sesso del nascituro (non immaginavo invece che avrei scatenato il totopancia, nonche’ imprevedibili tifoserie femministe e maschiliste, e commenti perfino da parte di ostetriche e ginecologhe, del genere “se rompe i maroni durante il travaglio vuol dire che è…”)

ciononostante, da quando è nata Cucciolina TUTTI i vestiti regalati sono rosa.

rosa confetto, rosa antico, rosa shocking, fenicottero, peau d’ange,
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Tanto per…
Una questione di genere… shopping!!!
Valepi e Giggia si incontrano dopo parecchio tempo a casa di un’amica comune. Hanno due bimbi che si distanziano di pochi mesi e si confrontano sulle esperienze in tema di shopping.
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Mammachetesta
Uguali e diversi…complementari
Non penso che uomini e donne, maschi e femmine, bambini e bambine siano uguali.
Se siamo stati creati diversi un motivo ci sarà.
Quindi penso che sia naturale anche una differenziazione nei giochi dei bambini. Ma deve essere, appunto, naturale, deve venire da loro non essere imposta da noi.
Quando Belvetta ci chiese una Barbie non mi venne un coccolone e gliela prendemmo. Ci gioca una volta ogni morte di papa.

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mammadifretta
differenze di genere
La risposta è :NO.
Non faccio giocare mia figlia con “COSE DA FEMMINUCCIA”.
E NO: non le ho bucato le orecchie…

Io so quante siano le difficoltà di noi donne in Italia, e chi è donna lo sa.

E quessto a mio avviso dipende dalla mentalità “arcaica” che ancora ci portiamo dietro, ma d’altronde la famiglia patriarcale e ancora dietro l’angolo…ed io che sono siciliana lo so, forse più di chi vive al dilà del Po…

Fino a ieri, anzi fino a ” Mò” , in terra di Sicilia sono spesso presenti atteggiamenti non troppo lontani da quell’integralismo islamico contro cui combattiamo…
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quasi ventisette anni e già tre figlie?
UN’IDENTITA’ DI GENERE BASATA SULL’ASSENZA
E le minoranze, che non credo siano solo tre famiglie sfigate?
Parlando della socializzazione ai ruoli sessuali, sono “minoranze” tutte le famiglie ove i genitori non corrispondono perfettamente alla concezione nazionale dei sessi: le famiglie monoparentali, le famiglie con genitori omosessuali, le famiglie che vantano un padre casalingo e una madre in carriera. Credo che tutti i bambini nati in seno a queste famiglie, prima o poi si chiedano qual è la “normale” divisione dei ruoli.

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Farmacia Serra Genova
Giochi adatti per 4 bambini.
Trovare giochi che appassionino tutti ormai non e’ molto facile, dato che le eta’ sono tanto differenti e soprattutto non aiuta averne 4 divisi equamente tra i due sessi.
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pappa e ceci
Giochi da maschi o giochi da femmine?
Quanto incide la scelta di un gioco sull’orientamento sessuale dei bambini? Quanto un gioco determina la crescita? Domande di due secoli fa, quando – ne I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni raccontava come la monaca di Monza, due secoli prima, fosse stata educata giocando con bambole vestite da suorina.
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mammamogliedonna
Nasciamo già maschi e femmine o ci diventiamo?
Quando sono nati i gemellini della mia amica L. un maschietto e una femminuccia, mi sono chiesta “se andassero a vivere su un’isola deserta senza alcun condizionamento, diventerebbero comunque lui maschio e lei femmina, come li intendiamo noi?”
Quanto conta il condizionamento dei giochi “adatti”, l’educazione, le correzioni sociali e quanto c’è di reale inclinazione maschile o femminile in ognuno di noi?

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Le M Cronache
Una questione di genere?
Non sono una promulgatrice della parità dei sessi, non è questo ciò che risolverebbe tante cose, a mio avviso.
E’ giusto che la donna ricopra un certo ruolo che, inevitabilmente, è diverso dal ruolo che ricopre un uomo, abbiamo inclinazioni, abilità diverse e complementari e… grazie a Dio, aggiungo!
Non voglio essere trattata da “maschio”.
Sono donna e in quanto tale voglio mantenere le mie differenze, le mie peculiarità.
Non voglio assolutamente perdere le mie caratteristiche esclusive e importantissime.
E altrettanto desidero che accada per le mie figlie che devono battersi per conservare ciò che le constraddistingue, senza uniformarsi al mondo maschile

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