blogstorming-crescere

…perchè un blog ha senso se è uno scambio di idee, esperienze, pareri e conoscenze. Perchè più siamo più pensiamo. Perchè i blog sono amici prima che diventino amiche le persone che li scrivono. Perchè su ogni argomento un punto di vista è sempre troppo poco. Perchè più ci si sposta dai propri punti di partenza, più si cresce. Perchè chi legge blog vuole conoscere le opinioni degli altri. Perchè permettere ai lettori di viaggiare da un blog all’altro è il nostro scopo.
Per saperne di più leggi www.mammablogger.com.
Questo mese partecipano al blogstorming:
Il mio piccolo post
Corso rapido di mondo reale
A casa nostra non siamo estremisti, abbiamo le nostre pigne in testa (soprattutto io) ma in sostanza ci pare di essere abbastanza normali, al limite del noioso come mi dico ogni tanto. Certo non seguiamo le mode, e ragioniamo con la nostra testa, trovandoci esclusi a volte dalle classiche “chiacchiere da macchinetta del caffè”.
In passato mi sono spesso ritrovata a riflettere su questi nostri atteggiamenti che ovviamente stavano influenzando nostro figlio, ma solo ora mi sono resa conto di colpo di quanto sia “formativo” per un bambino l’ambiente familare e le scelte, grandi e piccole, che si compiono quotidiamente .Da dove nasce questa rivelazione? Perchè prima non ne ero tanto conscia?
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La serenissima
Contro gli asili nido
Volevo mettere sul piatto un argomento scottante.
E’ una questione molto sentita, perchè sono una donna – madre, che lavora a tempo pieno e che deve decidere se andare ad accompagnare la sua bimba a scuola, oppure andare a prenderla e so che già questo è un privilegio.
Per non tirarla in lungo la questione è questa: Siamo sicuri che sia veramente progresso ed emancipazione poter (ma sempre più spesso dover ) lasciare i nostri figli, anche molto piccoli, a nonni, educatori, o tate per recarci al lavoro?
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3 bimbe in 3 anni
Scuola e incidenti
Accade che i bambini si facciano male, accade che capiti sotto i nostri occhi vigili e accade che succeda anche a scuola dove il rapporto è di 1 maestra massimo 2 a 25.
Questo non significa che le maestre non siano attente, che non abbiano il polso per gestire la banda di nani o che i bambini in questione siano dei piccoli teppisti in erba…almeno questo è il mio pensiero.
M. ,fratello di una delle migliori amiche della mia bimba maggiore, è un bimbetto di 3 anni e mezzo molto simpatico e piuttosto sveglio.
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Mamma nel bosco
Io e la mia “meravigliosa amplificata”
se riesco a non commuovermi troppo provo a scrivere questo post, ispirato da un bellissimo (ma anche di più!) sito, scoperto da poco, dove ho fatto un’altra, importante, scoperta: la mia energica, scoppiettante, ultrasensibile stellina maggiore ha tutti, o quasi, i requisiti per essere una bimba “amplificata” (per la definizione del termine rimando al collegamento)!
quasi sette anni di ostinata, pura energia in movimento avevano generato in me, educatrice piena di teorie pedagogiche nella mente, non pochi dubbi, sensi di colpa, tentativi più o meno riusciti di contenimento, alimentati (i dubbi) dalle “generose” osservazioni dei vari adulti che hanno avuto un qualche ruolo durante la crescita di questa piccola-grande bambina di cui è impossibile non accorgersi quando se ne viene in contatto,
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3 bimbe in 3 anni
Mamma tedesca o solo degenere?
Siamo tornati ieri sera alle 22.00 dal nostro ponte al lago.
Tre giornate di sole.
Tre giornate di chiacchiere, divertimento e relax.
Tre giornate con il marito a zonzo tra i 36 equipaggi radunati con il suo forum di caravan.
Tre giornate di bambine a zonzo per il campeggio, in spiaggia o ai giochi.
Non mi stupisco. Le mie figlie sono libere di girare andare e tornare. Ho fiducia in loro e credo siano abbastanza responsabili …. anche la piccola
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Mammoline… mugello e oltre
Il panico dei primi 15 gg… quello che nessuno racconta
Immaginavi di tornare a casa e ri-iniziare con al tua vita fatta di pranzi, cene da organizzare, coccole al vostro compagno, panni da stirare, pc con l’aggiunta di tutte le attezioni possibili riservate al vostro cucciolo…
bhè, i primi giorni dopo il parto non sono proprio per tutte così…
Se il rincoglionimento più totale vi pervade, se fate fatica a mettere in fila non solo due cose, ma anche due idee,
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Mamma in 3D
Dove affondano le radici
Fa freddo e il cielo è grigio. Per cena, mi è venuta voglia di scaldarci con la polenta e il brasato. Dopo una mezz’ora di lavoro in cucina, comincio a sentire quel profumo un po’ speziato della carne che cuoce lentamente che riempie la casa. E’ un profumo che sa di ricordi, di cucina della mia mamma e della mia nonna.
Quando, oltre a tante novità che mi piace sperimentare, torno a preparare alcuni piatti della tradizione familiare, provo ancora viva quella stessa sensazione di essere diventata grande
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Mamma emigrata
Vedrai, crescendo andrà meglio
Ci sono un sacco di cose che nessuno ti dice mai quando sei incinta, e poi quando il pargolo esce dalla panza ci sono un sacco di cose che TUTTI ti dicono. Ma quello che non sai è che la maggior parte di quelle cose sono CAZZATE, falsi miti, robine dette per consolarti sul momento.
Su molti dei blog che leggo si parla tanto dei problemi di nanna, di come risolvere le coliche, dello svezzamento e della diversificazione alimentare, di come riuscire a calmare i dolori per i dentini.
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Alchimista in libertà
Il grido
Dopo una settimana di latitanza dal blog, sconfitta da malatti e cambio di stagione, questo e questo post di Piattini mi hanno ridato la forza e l’idea di scrivere. A quanto pare solo leggere del Trattamento Ridarelli ha delle conseguenze, visto che ho dovuto cambiare computer per riuscire a loggarmi al mio blog.
Sgridare i figli o non sgridarli, questo è il dilemma, alla faccia di shakepeare che da bravo maschio aveva altro a cui pensare.
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Improvvisamente in quattro
Tempi e ritmi
I bimbuli sono nati prematuri, a 35 settimane: ci avevano detto che avrebbero fatti determinati progressi con circa un mese di ritardo rispetto alla media.
Media? Questa media vorrebbe che i bambini imparino a sorridere a un mese, a rotolare a 4, a stare seduti a 6, a fare ciaociao con la manina a 10 e così via.
Io sono convinta che ogni bambino abbia i suoi tempi e modi per fare ciò che ha voglia di fare.
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Buntglas
(Non) aprite quella porta!
La camera dei bambini è il loro regno personale. Ciò significa per noi non solo che possono amministrarla come vogliono, ma sono anche responsabile di tenerla in ordine. A sua volta questo non significa che sono io ogni settimana a dare loro in mano un panno per spolverare e di chiedere loro di pulire la stanza, ma godono di piena autonomia in ogni senso. Competenza primaria.
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Qualcosa sta cambiando
Il primo bernoccolo
Tappa dopo tappa, mese dopo mese, laPulce, con i suoi ritmi, sta imparando a conoscere se stessa, a usare la sua testa, le sue manine, i piedini, a esplorare il mondo … Da mamma indipendente e forse un po’ poco materna mi è sempre piaciuto vederla “sganciarsi” quel tanto da me per scoprire qualcosa di nuovo. L’ho vista avanzare, dapprima ben ancorata a me, poi più spedita.
In questi ultimi tempi stiamo scoprendo la novità del gattonamento
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Buntglas
Anche noi siamo parte dell’ „Ambiente Preparato“
Tutti quelli che hanno affrontato un po’ il metodo di educazione Montessori, prima o poi avranno incontrato il termine „Ambiente Preparato“. Maria Montessori era convinta che al fine di assicurare uno sviluppo sano e naturale del bambino – sia fisicamente, mentalmente ed emotivamente – bisogna creare un ambiente adeguato, fatto a misura del bambino. Questo nella scelta dell’arredamento e nell’impiego di materiali di sviluppo.
È piú importante educare prima i sensi e poi l’intelletto del bambino. Maria Montessori sviluppó del materiale con cui i bimbi imparavano a scrivere e a leggere solo con l’aiuto dei sensi.
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Monia for president
Una volta giocavamo in strada
Nuove ricerche stabiliscono che i bambini già dai 7 anni possiedono un telefonino.
I genitori si sentono più tranquilli. Sanno così di avere una possibilità in più di rintracciarli all’occorrenza e i bambini hanno uno strumento per chiedere eventualmente aiuto.
Capisco.
Non mi piace l’idea del cellulare ai bambini, ma capisco le paure dei genitori, anche se mi chiedo dove vadano in giro da soli i bambini a 7 anni.
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Mamma in 3D
Madri e figlie
Sono reclusa con la Piccolina ammalata. Domenica mattina mi sono presa un’ora d’aria di shopping ozioso in un grande magazzino, cercando di sfruttare dei diabolici buoni sconto emessi un mese fa allo scopo di fidelizzarmi (ossia convincermi a tornare per successivi acquisti di dubbia necessità).
Aggirandomi nei reparti dell’abbigliamento donna e di intimo, mi è capitato di imbattermi in almeno tre coppie composte da una madre ed una figlia adolescente e di assistere agli stessi sofferti dialoghi.
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Il dardo di Diana
Ieri sera il Grande, in vena di confidenze, mi stava spiegando il suo progetto di auto ecologica (è ancora indeciso se deve andare ad acqua oppure a sassi, i dettagli ve li risparmio).
Un attimo di silenzio e poi mi dice:
- Mamma, che lavoro si deve fare per progettare le macchine?
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Yeni Belqis
La prima volta che mi sono imbattuta nel dilemma della “tata a tempo” stavo parlando con un amico tedesco. Lui ha una bimba dell’età di Meryem e mi raccontava che al nido si trovava bene specialmente con una tirocinante che, guarda caso, cercava anche lavoro come babysitter proprio nelle ore che sarebbero servite a loro per saldare l’uscita dal nido con il loro ritorno dal lavoro. “Purtroppo però non possiamo prendere lei”, mi diceva lui a mo’ di dato di fatto. “E perché mai?”. “Mia moglie ritiene che se la stessa persona vede la bambina per troppe ore, si finisce per far confusione.
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Polly 5 volte mamma
Crescere: un magnifico viaggio
I genitori hanno una grande responsabilità nei confronti dei propri figli. Sia una mamma che un papà cercheranno di essere sempre all’altezza del loro compito, ciascuno con le proprie modalità; spesso sbaglieremo, è impossibile non farlo.
Sembra assurdo ma in questi casi io credo che l’importante sia cercare di sbagliare in modo costruttivo e questo diventa possibile nel momento in cui siamo riusciti a conquistare l’affetto e la comprensione dei nostri figli non in quanto genitori, quindi affetto naturale, ma in quanto esempi per loro.
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Extramamma
Rock’n roll
Nell’era glaciale…
cioè l’anno in cui avevo partorito Anita, un bel giorno dopo otto mesi circa dalla nascita, posso finalmente concedermi un po’ di palestra perchè avevo trovato una baby-sitter.
Ero in un umore un po’ crepuscolare, lasciare il mio amato bebè a casa un po’ mi sconvolgeva.
Musica a palla, tra la panca degli addominale e un “leg extention”, una cover di una storica canzone dei Rolling Stones, un pensiero mi aveva fulminato: “Mia figlia non sa cos’è una cover!
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Temperamento
In vacanza con i bambini
La scuola

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