blogstorming

…perchè un blog ha senso se è uno scambio di idee, esperienze, pareri e conoscenze. Perchè più siamo più pensiamo. Perchè i blog sono amici prima che diventino amiche le persone che li scrivono. Perchè su ogni argomento un punto di vista è sempre troppo poco. Perchè più ci si sposta dai propri punti di partenza, più si cresce. Perchè chi legge blog vuole conoscere le opinioni degli altri. Perchè permettere ai lettori di viaggiare da un blog all’altro è il nostro scopo.
Per saperne di più leggi www.mammablogger.com.
Questo mese partecipano al blogstorming:
Manager di Me Stessa
Mi aspettavo di andare a teatro
Ho appena scoperto di aver vinto i biglietti per andare a vedere a teatro “Pippi Calzelunghe”, partecipando al concorso di Genitori Crescono. Ci andrò con mio figlio di 3 anni e mezzo, un bambino monello e adorabile, che nonostante le marachelle mostra una certa dose di sensibilità. Sono così contenta di andare con lui, sarà la prima volta. Portare il bambino a teatro: sì, era questo che prima che lui nascesse immaginavo avremmo fatto insieme.
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pannolinilavabili.info – il blog
Portare o non portare…
Quando è nata Sveva, la mia prima figlia, avevo ben poche certezze su quello che sarebbe stato il mio modo di essere mamma, ma in particolare di una cosa ero certa: avrei portato mia figlia nel marsupio, perché l’idea mi piaceva tantissimo, e ogni volta in cui pensavo alla piccola che stava per nascere me la immaginavo stretta addosso a me.
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Yeni Belqis
Più che un sogno, un incubo
Stasera la mia maternità più che un sogno mi si è configurata come un incubo. Sul tram, davanti a me, erano seduti due adolescenti. Ributtanti.
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MiPiaceSettembre
Che impiastro
Provo a portare sempre con me le cose migliori e a tenere a bada le sensazioni peggiori. Così faccio anche con le emozioni che mi regala Maria Sole.?? Oggi che lei compie tre anni ripenso a quell’ecografia in cui ho visto per la prima volta i tratti del suo viso. Ero ormai al settimo mese di gravidanza e non la “conoscevo” ancora, non avevo nemmeno pensato ad un nome e, fino a quel momento, non sapevo di aspettare una femminuccia.
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Il diario di Ondaluna
La maternità: che sogno???
“E’ stata decisamente l’avventura più faticosa e più difficile della mia vita, e ci sono ancora dentro fino al collo; ma la novità è che adesso SO che ci starò dentro PER SEMPRE.”
“Eppure all’inizio non era sogno. Era piuttosto un Incubo. Non c’è molto da dire, avevo paura; e a volte purtroppo dire “ho paura” equivale ad ammettere una colpa.”
“Cosa ho tentato di fare? Rompere la solitudine dei sentimenti negativi. Era l’unico modo perché io potessi cominciare a camminare verso una meta ignota ma cercando di attingere alla mia forza e al sostegno delle altre donne.”
“Essere madre si vive nel tempo, ed è per questo non si arriva mai pronte ad esserlo…
Ma a volte la vita và così: non immagini cosa ci sia dietro quella porta, finché non ti si spalanca davanti aprendoti la strada per un nuovo viaggio.”
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Mammaemigrata
Come sono cambiata?
perchè partecipare al blogstorming di questo mese? Perchè, se c’è qualcosa che è cambiato da quando sono mamma, è il mio modo di essere figlia. E questo proprio non me l’aspettavo. Ho gestito le notti insonni senza problemi, i culetti rossi, le otiti e le bronchiti quasi con leggerezza, finché la consapevolezza mi è arrivata come una sberla in faccia: Ora capisco mia madre.
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vita in laguna e ..
mamma intellettuale cercasi
Dacchè ho l’uso della ragione ho sempre desiderato un bambino.
Non è che poi avessi molto l’idea di ciò che sarebbe significato. Così, quel desiderio è rimasto lì, in un angolino del mio cervello, durante gli anni della mia giovinezza, mentre facevo altro.
Non c’è mai stata impellenza. Sapevo che prima o poi sarebbe successo, perchè , in quanto femmina, un maschio, anche solo inseminatore, l’avrei trovato.
E poi, se quel tale se ne fosse voluto andare, beh, amen, io il mio scopo l’avrei raggiunto. Così, con questi pensieri da mezza hippy mi avventuravo nei mitici 30.
Poi la vita ti sorprende, come sempre, e ho concepito mia figlia che ero sposata da un anno, col lavoro sicuro alle spalle e pure il mutuo sul groppone.
Va da sè che è stato mio marito a chiedermi dopo un anno di vita coniugale: “Facciamo un bambino?”
Allora quel dolce pensiero ha preso pian piano le sembianze di un possibile e futuribile bambino vero e mi sono sentita improvvisamente braccata.
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Qualcosa sta cambiando …
365 giorni di non lo so
….. Non sapevo che cosa mi aspettava, non sapevo neanche come avrei reagito: avevo accuratamente evitato di immaginarti, di proiettare su di te chissà quali fantasmi del passato, avevamo accuratamente discusso perfino il tuo nome, e avremmo atteso di osservarti il muso per affibbiartelo definitivamente.
….365 giorni dopo
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