La bisciola della santa pazienza

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gc23desQuesta è una ricetta che richiede lentezza, pazienza, tempo. Non so voi, ma io di tempo in questi ultimi giorni (leggi mesi) proprio non ne ho. E allora perché mai mi viene in mente di proporvi un ricetta che richiede tempi di preparazione così lunghi? Un po’ perché sono un’inguaribile ottimista -anche tanto poco realista- e mi illudo di trovare il tempo tra oggi e domani di mettermi in cucina; un po’ perché è una ricetta della mia valle che forse in pochi conoscono e mi piace regalarvela; un po’ perché se proprio non riuscirò a cucinarla me la assaporo un po’ così, virtualmente. (Poi corro al panificio a comprarla, ché non di solo virtuale vive l’uomo.)

La bisciola è un dolce tipico della Valtellina, è una pagnottella farcita di frutta secca dal peso specifico e dal contenuto calorico elevato, ma non stiamo a guardare il capello.

Dentro ci va quello tutto quello che i contadini avevano a disposizione per far festa: noci, uvetta, fichi secchi e -se vi va- un mezzo bicchierino di grappa.

Foto di Linda, mentre allena la pazienza, sua e dei figli
Foto di Linda, mentre allena la pazienza, sua e dei figli

Ecco la ricetta.

Ingredienti:
1kg di farina 0
2 cubetti di lievito di birra fresco
200g di zucchero
250g di burro
250g di uvetta
250g di fichi secchi
500g di noci (sgusciate)
500ml circa di acqua

Prima di tutto, armatevi di pazienza e schiaccianoci e sgusciate, sgusciate, sgusciate. Poi impastate a lungo farina, lievito, burro, zucchero e acqua.

Aggiungere, poco alla volta la frutta secca grossolanamente tritata. Sembrerà impossibile far entrare tutta la frutta nell’impasto ma, con pazienza, vedrete gli ingredienti amalgamarsi.

Mettere l’impasto, coperto, in un luogo tiepido e attendete, con pazienza, fino a che il volume non sarà raddoppiato. Data la quantità di frutta ci vorranno 4/5 ore.

Dopo aver sgonfiato leggermente l’impasto dividerlo in 8 panetti e lasciarlo lievitare per altre 2/3ore. (Che serve pazienza l’ho già detto?)

Cuocere in forno a 180° per 50/60 minuti.

Qualcuno diceva che “occorre molta pazienza per impararla, la pazienza”. Il mio augurio per queste feste e per l’anno che verrà è di trovare qualche momento per allenarsi alla pazienza, qualche ritaglio di tempo per assaporare la lentezza prima di rituffarsi nel quotidiano.

Cheers!

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