Home ZeroTre Svezzamento Basta un poco di sale e la pappa va giù
10 Blogger, 100 Ricette, 1 #CuisineCompanion
- POST SPONSORIZZATO - E' uscito e si chiama "Ricette In Famiglia". Il nuovo ricettario...
Cracker al formaggio con #CuisineCompanion
- POST SPONSORIZZATO - Quante volte capita che a noi o ai nostri figli venga voglia...

Basta un poco di sale e la pappa va giù

47

Ma si può aggiungere il sale nella pappa del neonato? Insomma, parlando del neonato di più di 6 mesi, seduto a tavola con noi che fissa la pasta al pomodoro nel nostro piatto ed emette urletti eccitati. E’ giusto concedergli l’assaggio considerando che c’è il famigerato sale?
Questo post nasce dal dibattito generato dall’ultimo post di Caia Coconi in cui descrive il dubbio amletico da inizio di svezzamento.

Come sapete io sono una fan accanita del libro Io mi svezzo da solo del pediatra Lucio Piermarini. In questo libro meraviglioso Piermarini affronta anche il discorso del sale aggiunto ai cibi, che si può riassumere brevemente con il dire che non c’è nessun pericolo o rischio nel dare cibi mediamente salati ad un bambino di più di 6 mesi di età. Questo non significa certo eccedere con il sale, che non fa bene nemmeno agli adulti, però sdogana decisamente l’assaggio di pasta al pomodoro dal piatto del genitore.
Però proviamo ad andare oltre, che se uno usa sempre la stessa fonte, diventa noioso.

In Svezia la raccomandazione dei pediatri è per tutti la stessa: il bimbo dai sei mesi in poi può mangiare praticamente tutto quello che mangia un adulto, senza esagerare con il sale, e mi raccomando pochi (o meglio niente) zuccheri. Con le dovute accortezze per i cibi crudi di origine animale.

Viceversa, guardandosi intorno tra amici italiani con figli salta subito agli occhi che i pediatri di famiglia si dividono in 2 grosse categorie. Quella che da indicazioni generiche circa lo svezzamento, dicendo vagamente “un po’ di patata, un po’ di verdura a scelta e un po’ di carne o pesce alternati. Parmigiano e olio per condire. E mi raccomando non esagerare con il sale!” e quelli che dicono “aggiungere un alimento per volta. Iniziare con una patata e una zucchina. Un po’ di parmigiano, olio. E mi raccomando assolutamente niente sale. Che i reni del piccolo non sono ancora sviluppati”.

A me le differenze come queste mi fanno immediatamente scattare il campanellino di allarme che forse forse non c’è un fondamento su questa storia del sale, e inizio ad informarmi su dove prendono le loro convinzioni gli uni e gli altri per capire come comportarmi.

Un primo dubbio mi viene dal parmigiano. Entrambe le categorie di pediatri infatti ammette l’aggiunta del parmigiano proprio per dare sapore alla altrimenti sciapissima pappetta. Ma il parmigiano altro non è che latte e SALE. A questa affermazione ho sentito obiezioni che si, è vero, ma il sale contenuto nel parmigiano non è lo stesso.
Ora io faccio il mea culpa, ma di questa cosa in particolare non trovo riscontro da nessuna parte. Il sale normalmente usato in cucina è il cloruro di sodio , mentre il parmigiano, leggo dal sito del reggiano la tabella nutritiva e contiene… vediamo…cloruro di sodio 1,39 grammi (in 100 grammi). Si, insomma questa storia che il sale non è lo stesso, qualcuno me la deve spiegare, perché a me sembra tanto una di quelle leggende metropolitane. Se qualcuno ha notizie, con fondamento scientifico, però vi prego di farmelo sapere.

Cercando nella rete informazioni mi perdo in una marea di forum e siti non istituzionali che mi dicono di non aggiungere sale alla pappa fino al primo anno di vita, ma nessun sito istituzionale che mi invita a fare la stessa cosa.
Allora mi chiedo, sono tutti pediatri italiani convinti che il sale non deve essere dato? O sui forum in giro per la rete ci scrivono solo mamme stressate dai pediatri contrari al sale?

Al contrario, lo stesso sito del ministero della salute italiano dice:

È invece assolutamente valida e attuale la raccomandazione di non esagerare, nella fase dello svezzamento, con l’offerta di cibi salati…

Non esagerare non significa eliminare, significa non esagerare.
Insomma sembra che alcuni pediatri non stiano molto attenti alle indicazioni del loro ministero della salute, e si divertano a terrorizzare le mamme che invece di gioire del fatto che il loro piccolo assaggia felice la pasta al pomodoro, si fanno assalire dai sensi di colpa…ah, i sensi di colpa, perché lo stanno avvelenando con il sale.

Come sempre in questi casi conviene cercare nella rete informazioni in inglese. Vado direttamente al sito della World Health Organization e trovo alcune raccomandazioni interesanti. Nel capitolo sull’alimentazione dei bambini dai 6 mesi in su, non trovo scritto da nessuna parte di evitare il sale. Ad un certo punto invece si preoccupa di sottolineare l’importanza di introdurre sale iodato per scongiurare malattie legate al malfunzionamento della tiroide.

Allora mi chiedo, ma le mamme italiane hanno veramente bisogno di patire l’ansia da aggiunta di sale alla pappa del loro pargolo? No, perché a me veramente di ansie mi sembra che ce ne abbiamo già abbastanza per conto nostro. Insomma ben venga il provare a fargli assaggiare la sciapissima pappetta. Ma se il pargolo non ne vuole sapere, e punta con entusiasmo al nostro piatto di pastasciutta (mediamente condito con sale), non sarà forse il caso di alleggerirci la coscienza e dare il via all’assaggio selvaggio?
Come dite? I gamberetti? Le allergie?
Vabbè dai, quello è un altro capitolo, ma la storia è praticamente la stessa. Magari ne riparliamo con calma un’altra volta, va.

Prova a leggere anche:

ebook i piccoli e i grandi
Co-fondatrice di genitoricrescono. Astrofisica convertita alla comunicazione. Vivo a Stoccolma. Dalla vita ho imparato che avere figli è come essere astronomi, si continua a non dormire la notte.

47 COMMENTI

  1. È’ quello che che ho fatto io avendo gli stessi tuoi dubbi…… Il mio Gioele non vuole nessuna pappa, semolino, multi cereali, mais e tapioca con verdure o senza con formaggio o con olio non ne vuole e basta lo allatto con gioia e soddisfazione ma non posso vederlo piangere con quelle pappe. Ho pensato all’autosvezzamento ma non so dove cominciare e con cosa e il sale mi blocca…….aiuto i bambini che conosciamo sui coetanei sono già alle pappe con carne ( dopo settimane di lotte…) io non lo voglio forzare. Come posso fare?

  2. I miei bambini sono autosvezzanti, mangiano davvero tutto (tranne fritti e soffritti)e io condisco con sale iodato :) ma poi parlando di zucchero: chi tifa tanto per lo svezzamento canonico dando ai bambini tutta la vasta gamma del babyfood ha letto che negli ingredienti delle più diffuse marche ci sono zuccheri in abbondanza? o.O

  3. Il pediatra dei miei figli, che ormai sono cresciuti, mi ha fatto aggiungere mezzo cucchiaino di rosso d’uovo in una pappa a sei mesi, per vedere se avessero problemi di intolleranza o allergia, poi ho cominciato ad aggiungerne di più, fino ad arrivare al tuorlo intero…dopo qualche mese gli ho dato anche l’albume, comunque ad un anno i miei figli mangiavano di tutto, compresi i frutti di mare, che alcuni considerano proibiti.

  4. sono pienamente daccordo con quello che è scritto in questa pagina. i pediatri italiani si divertono a terrorizzarci per quanto riguarda le pappe dei piccoli.
    mio figlio di quasi 8 mesi è un gran mangione, e nonostante all’ora in cui noi ci mettiamo a tavola, lui abbia già mangiato la sua pappa, ogni volta a tavola è una tragedia … guarda i nostri piatti, li vorrebbe prendere e tirare a se … c’è da capire se lo fa per giocare o perchè vorrebbe mangiare anche lui le nostre cose … sta di fatto che anche quando andiamo a fare colazione al bar, guarda quei cornetti alla crema con gli occhi di fuori. Ma immancabilmente sorge il dubbio “nella crema del cornetto c’è l’uovo … che succederebbe se glielo faccio assaggiare?” E si rimanda l’assaggio sempre alla prossima volta, ma sempre il dubbio sorgerà … Penso che i bimbi, superati i 6 mesi possano cominciare ad assaggiare di tutto, certo sempre moderatamente, … perchè evitare loro il piacere del palato?

  5. @laura, mi sembra che siano indicazioni simili a quelle che ho seguito io. è chiaro che un bambino lo devi abituare gradualmente, ma per esempio a noi il pediatra ha detto di non dargli cibo per bambini, no omogeneizzati o formaggini o yogurt per bambini (che contengono tutti sale, zucchero e un sacco di addensanti ossia non hanno verdura/carne/pesce in percentuali molto ridotte, e costano in proporzione molto di più) perchè ‘deve abituarsi a mangiare ciò che mangerà per tutta la vita’. parole sacrosante!

  6. permettetemi di puntualizzare alcune cose: il punto non è che il bambino non deve mangiare cibi che contegnano sale, ma che il sale non va aggiunto là dove non è necessario. proprio perchè il parmigiano ne contiene, e pizza, pane, formaggi in generale e tanti altri cibi ne contengono, non c’è motivo di aggiungerne altro. lo stesso vale per gli zuccheri. la frutta contiene zuccheri, ma non ha senso dare a un bambino piccolo dello yogurt zuccherato, per esempio. il punto non è solo di quanto i reni possano sopportarne ma anche di come abituiamo il palato di nostro figlio. lui sta sviluppando il gusto in quei primi mesi e quindi perchè forzarlo ad abituarsi a un gusto salato, quando si sa che l’eccesso di sale fa male anche agli adulti? insomma, se gli diamo della verdura cotta al vapore o bollita, non ha senso salarla come faremmo per noi, non è meglio che gusti il sapore della verdura così com’è, magari giusto con un filo d’olio d’oliva a crudo? se invece facciamo la pasta per tutta la famiglia è ovvio che la facciamo con una quantità di sale che va bene per tutti, e come abbiamo detto il sale va limitato anche per noi. insomma secondo me si fraintende un pò il senso della cosa, e come sempre il giusto è nel mezzo. io sinceramente ho sempre mangiato con poco sale, da quando ho svezzato mio figlio salo tutto pochissimo e riesco ad apprezzare di più il gusto semplice delle cose… se poi qualcuno trova la mia cucina un pò ‘sciapa’ la saliera è a tavola, che se ne serva!!!
    comunque, rispettando certe regole proprio di ‘educazione al gusto’ nel primo anno di vita di mio figlio ho ora un bambino che mangia a tavola con noi, e le stesse cose nostre, da quando aveva 1 anno e adora frutta e verdura. speriamo continui così ;-)

  7. Io ho fatto come Giada, ma dietro consiglio del pediatra…
    Ho tre figli e li ho svezzati tutti intorno ai 4 mesi…un po’ prima, veramente, perché non volevano più il mio latte e quello artificiale non gli piaceva.
    A 4 mesi bevevano il latte fresco diluito, mangiavano farina lattea e crema di riso con l’omogeneizzato e nel brodo mettevo un po’ di sale…a 6 mesi mangiavano tutto (anche l’uovo) e ora che sono grandi, stanno bene e non hanno nessun problema di gusti, gli piace qualsiasi cosa, a cominciare dalle verdure.

  8. x il semplice fatto ke nn s saziava più col latte (QUELLO ARTIFICIALE…30 40 ANNI FA QNDO UNA MADRE NN AVEVA PIù IL SUO LATTE,MICA LASCIAVA MORIR D FAME I PROPRI FIGLI…DUNQUE!

  9. @Giada scusami, mi è sfuggito il motivo per cui hai voluto iniziare lo svezzamento di tua figlia a 4 mesi, invece dei 6 mesi consigliati dalla tua pediatra. Forse nel post non sono stata troppo chiara, però è importante aspettare i 6 mesi per introdurre altri cibi oltre al latte, e certamente è una buona idea aspettare con il sale. In generale si aspettano i 6 mesi perché è solo verso quell’età che l’apparato digerente del bambino è in grado di digerire altri cibi. Iniziare prima dei 6 mesi è fortemente sconsigliato, non solo dalla tua pediatra, ma dai maggiori siti istituzionali, associazioni mediche e pediatriche. Non mi sembra quindi una buona idea fare di testa tua in questo caso, a meno che non ci siano dei motivi seri per cui è necessario iniziare prima, quali ad esempio un peso di molto superiore alla media, o una allergia al latte. Ma in quel caso bisogna comunque procedere sotto il controllo del pediatra, e certamente evitare il sale!
    Spero di essere stata chiara. Un caldo saluto anche a te e la tua naike!

  10. ciao a tutte le mamme…io alla faccia della mia pediatra ho cominciato a svezzare mia figlia a 4mesi…mentre lei mi ha detto d farlo a 6mesi…
    ho cominciato prima cn l’omo di frutta a merenda,e siccome lo prendeva bene,dopo 1settimana ho cominciato cn la crema d riso a pranzo…dopo 2settimane ha cominciato a nn mangiarla più e ho introdotto la pastina,la sabbiolina dela Plasmon cn ilm passato d verdura liofilizzato milupa (x 2giorni x vedere cm lo prendeva,e ho cominciato subito col passaele la verdura k usavo x il brodo,2giorni la zucchina,2girni la carota)…ovviamente con olio e parmigiano…
    ma ammirate ammirate, cn il fatidico sale!
    x sbaglio un giorno me ne sono dimenticata, e avete presente le fontanelle?ecco,mi spruzzava cosi la pappa in faccia…!
    poi la verdura è tutta fresca xè la raccolgo direttamente dal mio orto…
    e poi beh,se magari nn se la mangia tutta, me la mangio io…e ragazze k bontà…!ora ha 5mesi,cresce,mangia 4volte al giorno:poppata delle 8,pappa a mezzogiorno,frutta fresca a merenda (in genere tra le 15 e le 16) e poppata alle 21, dopo di chè dorme fino il mattino seguente…

    vorrei farvi notare k sn una baby mamma,d 19anni,e sto facendo tutto di testa mia…e si sà,cn i pediatri del giorno d’oggi, i pediatri li dobbiamo fare noi…
    un caldo saluto a tutte le mamme, e un pò d creatività x i vostri cuccioli..giada e naike

  11. Ho sofferto per la prima bimba l’introduzione delle pappine, non c’è voluto molto al passaggio al cibo nostro, col secondo e il terzo le pappine(viste come minestrine)erano l’optional quando noi mangiavamo cose troppo particolari, o con altre tempistiche(anche noi adulti ogni tanto mangiamo minestra no?).
    Il resto era assaggi dello stesso cibo nostro, spiluccava con le sue manine direttamente sul vassoio del seggiolone, (il piatto di solito faceva sempre un volo perciò è stato presto eliminato)e poi lattedimamma laddove gli spiluccamenti non bastavano. Un pasto intero senza aggiunta di latte mio l’ho avuto verso i 13-14 mesi, ma forse anche più tardi.
    Sembra interessante comunque il libro di cui hai parlato nell’articolo.

  12. anch’io ho partecipato ad un incontro di gruppo indetto dal pediatra sullo svezzamento, e ci ha parlato più o meno delle cose che ha citato Laura (hey, non è che abbiamo lo stesso doc?), insistendo sul fatto che lo svezzamento non è tanto tabelle e dosi ma una filosofia, che poi è anche di vita, secondo cui, conoscendo il proprio bambino, la propria cultura di appartenenza, e ciò che gli serve (quindi essenzialmente acqua e sali minerali -verdure- carboidrati -cereali- e proteine -carne ma anche altre fonti- con l’aggiunta dell’olio extravergine che nella nostra cultura ha un posto, a ragione, d’onore) ci si può “creare” la propria scaletta di svezzamento… una cosa che mi è piaciuta molto è che ha spiegato che nei primi 10 anni del suo lavoro “facevo il pediatra senza aver mai preparato da mangiare per un bambino, poi ho avuto mia figlia e mi si è aperto un mondo”, quindi, benvengano le figure professionali che ci indirizzano, ma la conoscenza diretta dell’infanzia, data dall’esperienza, è un valore aggiunto quanto mai prezioso!!!
    PS: ad esempio mi sono ben accorta della differenza tra la stellina grande e la piccola, questa ha una voracità, nonchè un trend di crescita, da elefante! fa già la bava alla bocca quando ci vede in tavola, protendendo le manine verso le nostre forchette, ed ha solo 5 mesi!!! non so mica se ci arriviamo ai sei senza qualche assaggio!

  13. Verso i 4 mesi di mia figlia ho lettl l libro IO MI SVEZZO DA SOLO e quando ha compiuto i 6 mesi ho cominciato ad applicarlo. Adesso che ha 9 mesi mangia di tutto e non ho mai avuto problemi con il cibo!!!

  14. Anche io voglio questo dottore come medico di famiglia!!! O meglio, è un pezzo che chedo alla nostra pediatra che prenda anche me e mio marito tra i suoi pazienti!
    Ottima l’idea che ha avuto di convocare più genitori in fase di svezzamento: si crea anche l’occasione per un confronto.

  15. Due giorni fa il nostro pediatra ci ha convocato con i genitori di altri 10-12 bimbi di circa 6 mesi per parlarci dello svezzamento.

    In sintesi le cose più importanti:

    - Il cibo (normalmente) non è questione da dottori. Se servisse il medico per svezzare, la specie umana si sarebbe già estinta (è nato prima l’uomo che il medico).

    - Se si aspettano i 6 mesi, il bambino può mangiare tutto. La pappetta coi liofilizzati risale a quando si svezzava il bimbo a 3 mesi. L’introduzione graduale degli alimenti serve per rilevare reazioni allergiche che la maggior parte dei bimbi non ha , quindi: inutile far fare “dieta” a tutti perché pochi sono allergici. Solo in caso di importanti allergie in famiglia si segue uno schema più classico di svezzamento (e il dottore è allergologo).

    - I bambini non devono solo essere svezzati, ma devono anche imparare una educazione alimentare. Quindi: tutti insieme a tavola, agli orari nostri; mangiare tutti le stesse cose, approfittandone per migliorare la nostra alimentazione, e frullando per il bebè; sì al buon senso. Evitare solo latte vaccino, uova e miele.

    - L’allattamento a richiesta prosegue a richiesta. Il bimbo prenderà il latte come lo desidera, prima o dopo il pasto a seconda dei suoi orari. Pian piano mangerà meno latte e più alimenti preparati da noi.

    - Sale: non fa bene a nessuno. Quindi, poco sale per tutti. Idem lo zucchero.

    - Rispettare i tempi del bambino (c’era con noi una mamma di una bimba che ancora non deglutiva, per esempio: per lei, ancora solo latte) e i suoi gusti.

    - Per i prossimi 4 mesi, quindi, via all’assaggio libero. A 10 mesi prossimo controllo e “organizzazione” dei pasti secondo la piramide alimentare.

    - Noi siamo vegetariani. Ci ha detto che valgono le stesse regole, perché sicuramente già per noi adulti stiamo attenti ad avere una dieta equilibrata. Quindi ok legumi, soia, formaggi; forse introdurremo prima l’uovo.

    Io questo dottore lo voglio anche come medico di famiglia :)

  16. Ma quanto mi diverto quando sento parlare in modo controverso sui pediatri. Chissà perché mi sento chiamata in causa…perché ovviamente sono la prima a dirne di tutti i colori ;)
    Dico la mia che avete detto la vostra. Prima o poi lo scriverò il post su “che culo avere il padre dei tuoi figli che fa il pediatra”…
    Su questo tipo di supporto mi sono sempre sentita fortunata e appoggiata da una persona con grande buon senso. Il doc è di quella categoria che suggerisce lo svezzamento graduale, che appoggia prima di ogni altro contenuto, l’”atteggiamento” verso il cibo. Se siamo genitori ben disposti verso l’alimentazione corretta in modo sereno e coerente i nostri figli, anche quelli più diffidenti, riusciranno ad avere una buona relazione con il cibo. Suggerisce la gradualità per monitorare eventuali possibili allergie ma non è rigoroso su divieti assoluti. I bambini devono poter assaggiare. Quanto al sale le parole di Bilingue per gioco sono quelle che escono dalla bocca del doc. Assumere poco sale perché ce n’è già negli altri alimenti e perché i bambini imparino a distinguere i reali sapori delle cose. In effetti l’uso del sale è solo un’abitudine. Quello che a noi da adulti può sembrare insipido per loro è il “primo” sapore e quindi non è insipido. Da mamma rigorosa quindi ho seguito i suoi consigli e ho evitato il sale aggiunto il più possibile fin quando, ai 15 mesi del mio primogenito, dopo una vacanza in Sicilia dove ha mangiato la pasta con le sarde, non ha più voluto mangiare piatti da “bambino” e ha proseguito mangiando le nostre stesse identiche cose.
    Inutile dire che la seconda, una boccadeciavatta (forte Federica!), è stata più complicata del primo buongustaio, ma seguendo lo stesso tipo di educazione oggi si è convinta ad assaggiare le cose e a mangiare come gli altri. Noi appoggiamo il mangiare insieme e la non ghettizzazione dei menu (grande come sempre Supermambanana, ti stimo sorella!). E con questa testimonianza penso di aver detto la mia (e quella del doc).

  17. Io ho sempre seguito la mia testa… Ho iniziato con molta gradualità, senza nemmeno mettere la carne all’inizio (e la pediatra che mi dice che “oddio, no, hanno bisogno di carne!”… ma per un pasto al giorno è davvero indispensabile?). Poi ogni settimana qualcosa in più: carne, verdure passate, verdure nuove… E appena sono diventate curiose, anche quello che ho in mano io, dalla carotina al panettone. Nelle pappe non ci ho mai messo il sale finché le hanno mangiate così, sono dell’idea che meno sale mangino meglio è, però non sono mai stata a farmi problemi sul fatto che assaggiassero anche cose dal nostro piatto. Io salo poco, così non fa male nemmeno a noi e non devo preoccuparmi. Poi appena iniziano a mangiare con noi, via le pappine inspide (che per ora però Alessia mangia volentieri.

  18. In effetti, federica, anche il Sorcetto all’età della burrosa preferiva mangiare da solo. Diciamo che per mangiare qualcosa doveva riuscire a concentrarsi molto: tutto era distrazione ed il mangiare un’attività tanto secondaria da poterne tranquillamente fare a meno…
    Però disdegnava parimenti i “tavoli dei bambini”.
    Le cose sono migliorate piano piano (ma piano…), prima a scuola, poi a casa.
    In effetti gli orari degli asili e spesso anche delle scuole materne sono completamente sballati rispetto a quelli familiari. Noi abbiamo stabilito l’ora di cena intorno alle 19.30, per venire incontro alle esigenze di tutti e tre.

  19. ma sono la sola che ha la figlia che vuole stare al tavolo in disparte!!!! già, perchè la burrosa (nonostante il nome attribuitole nei bei tempi dell’allattamento) è una “boccadeciavatta” (come diciamo a roma) traduci come schizzinosa..di quelle che ti guardano il boccone da tutte le angolazioni eppoi dicono: NO. pure se è una patatina che non sembra una patatina..e te le giuri: ma è una papatatina!
    Non gliene importa niente di quello che mangiamo noi..nè di stare a tavola con noi, cosa che puntualmente è obligata a fare, almeno finchè mangia..poi è capace anche di digiunare piuttosto che stare seduta…invece quando sta al tavolo dei bimbi, li è un’altra faccenda…mangia tutto (sarà che poi la pasta al pomodoro e le polpette sono buone..e dicimolo che sono buone!!!)sta seduta insieme senza fare storie, insomma è decisamente più felice. Magari le ricorda l’asilo? bè se pure fosse, secondo me va bene così.
    eppoi scusate, ma noi abbiamo avuto serie difficoltà ad abituarla dai 7 mesi a stare a tavola con noi…mica si può mangiare alle 11.30 o alle 6.30!!! e che cavolo…a volte nemmeno torno dal lavoro alle 6.30! ora è più grande e resiste un pò di più…ma la vera domanda è: perchè nei nidi “romani” gli fanno seguire orari nordici???!!!!

  20. Ehi… non si può aver da lavorare un giorno che ti si riempie il blog di commenti!!! :D

    Silvietta… l’ideuccia è interessante… in effetti abbiamo diverse “mamme emigrate” da contattare… magari confrontando per ognuna con i siti istituzionali del Paese in cui risiede…
    Penso che ci lavoreremo su… (e per “CI” intendo proprio “ci”… te compresa :D )

  21. ragazze,grazie di questo post e grazie a chi ha commentato e inserito link internazionali: date serenità, allegria e pluralità di pareri – sempre belli e bene accetti. Che dite di preparare un bench marking sulle diverse proposte-svezzamento per ogni paese (almeno europeo)?
    :-D buona giornata
    silvietta

  22. Ciao, leggo con molto piacere che non sono l’unica a pensarla in questa maniera sullo svezzamento. Proprio poco tempo fa sul mio blog, dove metto anche ricette (anche non convenzionali) per svezzare ho parlato dello svezzamento “italiano” messo a confronto con lo svezzamento nel resto del mondo. Sono anche io una forte sostenitrice del libro di Piermarini e lo consiglio ogni volta che posso aiutare una\mamma a nutrire il proprio piccolo con tranquillità. La serenità dei bambibi dipende da quella dei genitori, e questo accade anche a tavola!
    Se ti va dai un’occhiata al mio post e dimmi che ne pensi.

    http://lacuocafelice.blogspot.com/2009/11/svezzamento-due-parole-prima-di.html

    Un abbraccio.
    Barbara

  23. @mammaemigrata si ha iniziato proprio dai peperoni, poi ha attaccato con i pomodori. Quando sono finiti ha chiesto gli altri, senza degnare carne e patate di uno sguardo. Alla fine ha mangiato anche il resto, ma con pigrizia, giusto per farci un favore :o

  24. ahahah, serena, fortissimo il vikingo!!!! ma d’altronde, questo comportamento viene soprattutto da voi che avete saputo fornirgli le basi di una buona educazione alimentare!!!
    p.s.
    ha iniziato dai peperoni? :-D

  25. @caia ecco vedi che quando messi alle stresse i pediatri capitolano :)
    A parte gli scherzi, la cosa più importante è che tu ti sia tranquillizzata su questa cosa, e ti permetta il “lusso” di fargli assaggiare qualcosa dal tuo piatto se lui mostra di volerlo fare, senza farti assalire da sensi di colpa mostruosi.

  26. @mammaemigrata oops! Ovviamente non intendevo dire che i cibi sani non siano buoni. E’ stata chiaramente una svista. Intendevo dire che se i genitori si mangiano chips tutti i giorni davanti alla TV, anche se servono al figlio pappette sciape i primi tempi, non ci vuole molto tempo prima che si ritrovino tutti li a mangiare chips sul divano guardando la TV tutti i giorni. E allora che senso ha fargli mangiare sciapo per qualche mese? Meglio parlare di alimentazione equilibrata per tutta la famiglia.
    Grazie per la precisazione. Tanto per dire che il cibo sano può essere anche buono: il Vikingo a pranzo dai nonni a Roma di fronte a fettina panata, patate fritte, pomodorini rossi e pezzi di peperone crudi e sconditi, da dove credete abbia inziato il pasto sotto gli sguardi increduli dei commensali? E alla domanda “cosa vuoi per colazione pandoro o biscotti al cioccolato?” lui ha risposto “nonna, vorrei un cetriolo”. Ma del resto lui non è l’unico VikingoSalutista che io conosca :)

  27. @supermambanana: la macchina del pane noi la usiamo da tre anni ed è fenomenale, hai ragione :-D
    @serena: faccio l’antipatica e ti correggo su questa frase : “Ma tentare di far seguire una dieta forzatamente sana ai miei figli nel primo anno di vita mentre io mi strafogo di cibi buoni”… alimentazione sana=cibi non buoni? So che è una svista da parte tua, ma credo sia importante sottolineare che sano E’ buono, e sano non vuol dire per forza senza gusto !!!

    Ho un altro OT, che magari può servire da spunto a un prossimo topic (eddai, ormai vi tocca il blogstorming sull’alimentazione “uguale per tutti” :-D ): sono rimasta scandalizzata vedendo che la nestlé commercializza da qualche tempo (almeno per quanto riguarda il Lux e la Francia) una nuova linea di alimenti che si chiama “VERDURE NASCOSTE” O_O !!!!!

  28. tanto per alimentare l’off topic, anche se vedo che non ce n’e’ bisogno :-P al famoso pranzo di cui parlavo erano tutti meravigliati dal fatto che il mio grande usasse con competenza forchetta e coltello, che avevo preteso essere, come i piatti del resto, gli stessi nostri, non le robe plastificate. Ho evitato di dire che in realta’ lo faceva gia’ a quattro e mezzo :-D

    Tornando al sale, sposo in pieno il commento di bilingueXgioco che i cibi son gia’ saporiti da soli basta abituarsi, e vale anche per lo zucchero, e questo ci ha portato ad una certa autarchia in casa, grazie alla grande alleata macchina del pane, l’acquisto piu’ azzeccato degli ultimi 6 anni, dove ci dosiamo noi pane, massa per pizza, TARALLI (che per un pugliese sono imprescindibili!) etc. Facciamo di regola anche torte, gelati, marmellate e cosi via per il reparto dolciumi. Cosi’ se ne puo’ mangiare di piu’, hehehe.

    e, Gloria: “E’ la quantità che fa il veleno”, parole santissime!

  29. bene, arrivo proprio ora dal pediatra. sono stata da lui per l’influenza, ma ovviamente gli ho parlato dello svezzamento e lui mi ha detto CHIARAMENTE sale sì, ma non parmigiano. o viceversa.
    meglio restare sullo sciapino perché per aggiungere sale c’è sempre tempo. ma senza demonizzare :D

    detto questo sono contenta di tutti questi commenti e pareri. mi sento un po’ più leggera. e ho le idee più chiare su come procedere.

    riguardo il prossimo blogstorming sul ghetto della cotoletta, non vedo l’ora!!!

  30. Wow! Sono commossa dalla quantità di commenti a questo post. Mi sembra però che finora siamo tutti d’accordo sull’opportunità di abituare i bambini a mangiare poco salato. Il punto che mi sta più a cuore di questo discorso però è il fatto che il divieto assoluto da parte di alcuni pediatri, con minaccia di sovraccaricare i reni del piccolo, sia non solo infondato, ma sia all’origine di sensi di colpa materni, ansie inutili, paure dell’ignoto, con conseguenze spesso molto più devastanti per l’educazione alimentare del bambino. Come infatti dice supermambanana, volendo fare “l’antipatica”, molte di quelle mamme costrette a propinare pappette sciape al piccolo, poi si trovano nel vortice di farli mangiare prima, cucinando cibi a parte. E si perde l’occasione di stare a tavola tutti insieme e insegnare la convivialità come ci ricorda anche mammaemigrata. E si finisce ai pasti separati a base di pasta al pomodoro e fettine panate.

    Il discorso di bilingue poi, ovviamente non fa una piega. Se io mangiassi completamente sciapo anche i miei figli lo farebbero. Ma tentare di far seguire una dieta forzatamente sana ai miei figli nel primo anno di vita mentre io mi strafogo di cibi buoni ha un solo finale, che è lo stesso di prima: la fettina panata al tavolo a parte.

    I pediatri dovrebbero invece dare indicazioni di massima, in cui si può anche dire se mettete il parmigiano non mettete il sale e viceversa. E lasciamo stare i reni del piccolo, che non hanno certo problemi a digerire il grammo di sale quotidiano indicato da supermambanana! Non aggiungiamo inutili ansie alle mamme italiane, please.

  31. Come diceva Paracelso: “E’ la quantità che fa il veleno”.
    In entrambi i casi comunque i bambini non patiscono secondo me. Il mio pediatra è della scuola niente sale, ma appunto parmigiano. Mio figlio poi, istigato dalle nonne, succhiava le croste di parmigiano quando gli facevano male le gengive per i denti. Ecco secondo me il buon senso sta che se gli metti il parmigiano non gli metti il sale e viceversa. Amen.

  32. Bilinguepergioco, continuo ad essere d’accordo sulla buona abitudine di limitare il sale.
    Sabato scorso eravamo a cena da amici (adulti e bambini a tavola insieme a mangiare le stesse cose!!!): il primo piatto all’inizio mi sembrava un po’ sciapo per il mio gusto, ma poi mi sono resa conto che così apprezzavo il sapore di fondo del trito di erbe aromatiche ed il buon sapore dolce della zucca. Ed anche il Sorcio a mangiato la sua pasta zucca e pancetta con gran soddisfazione!
    Però, dall’altra parte, perchè demonizzare un pizzico di sale sulla pappa presumendo che un bambino piccolo debba a tutti i costi mangiare sciapo?
    Insomma, farsi prendere dall’ansia se ad un bambino di meno di un anno capita di assaggiare qualche cibo più saporito, mi sembra un po’ eccessivo.
    Mammaemigrata… :D ti avrei fatto vedere la faccia del Sorcetto, a quel pranzo, quando ha capito che, al tavolo dei bambini, non gli sarebbe toccato l’arrosto misto!!!! Dovevamo salvarlo!!
    Vada per la prossima crociata: basta pasti separati!!! :)

  33. Premessa,

    per me la questione del sale e’ una questione molto personale. Da molti anni devo ridurre il consumo di sale per motivi di salute, il mio medico ai tempi mi ha spiegato una cosa “Il fabbisogno di sale e’ ampliamente soddisfatto dal sale naturalmente contenuto nei cibi, non occorre aggiungerne”.

    Non ho fatto fatica ad abituarmi a non aggiungere sale, e’ veramente una questione di abitudine e oggi non posso evitare di provare orrore quando vedo qualcuno riempire l’insalata di sale, ma che bisogno c’e’?
    Con mio figlio limito al massimo l’aggiunta di sale, ecco magari nei legumi un pochino proprio ci vuole, nelle verdure o nel pesce proprio no. Abbondo con entusiasmo col parmigiano.

    Per come la vedo io il parmigiano e’ un alimento salutare perche’ contiene calcio, etc. Contiene anche sale? Pace. Pero’ aggiungere sale perche’ se no il cibo non sa di niente no, non e’ vero che il cibo non sa di niente, sa di cibo. E sul lungo termine meno sale si usa meglio e’ dal punto di vista puramente medico.

    Per me rinunciare al sale ha significato una gravidanza perfetta anche se tecnicamente a rischio. Per un bambino essere educato a mangiare poco sale puo’ significare non avere problemi vari (cuore etc) in eta’ adulta.

    We are what we eat.

    L.
    http://www.bilinguepergioco.com

  34. Supermambanana e Silvia, sono troppo d’accordo con voi! E’ un vizio questo di far mangiare i bambini a parte, anche in famiglia! Molti miei amici fan mangiare i figli prima e poi loro mangiano davanti alla tv, col risultato che quando i bambini sono abbastanza grandi per mangiare da soli (il che, secondo i miei amici, succede intorno ai….4 anni!!!), mangiano anche loro a orari indefiniti, e se li porti al ristorante non sanno stare seduti tranquilli durante il pasto. E ovviamente non apprezzano niente, verdure no, frutta no, carne no, pesce ancora meno. Normale, nessuno ha insegnato loro ad apprezzare né il cibo come piacere (e non solo cosa necessaria alla sopravvivenza), né il pasto come momento di intimità in famiglia!!!
    Dai Silvia, la prossima campagna del blogstorming ce l’hai pronta: “Basta ghettizzare i figli durante le cene “sociali”!!!!

  35. La mia pediatra ci ha dato una scaletta indicativa per lo svezzamento, che però non andava seguita come il vangelo!
    Per questo anche prima dell’anno Matilde (che è sempre stata una buona forchetta) assaggiava, o meglio agguantava, anche qualcosa di nostro.
    Tranne salame e cioccolato praticamente ha “ciucciato” un po’ di tutto, così si abitua ai sapori e poi siamo realistici, non avendo i denti che quantità può masticare/assimilare?!
    Per quanto riguarda il sale io ho iniziato a metterlo dopo l’anno, ma lo uso poco perché io mangio già abbastanza insipido e con il parmigiano la pappa viene molto buona lo stesso. Il principio che seguo è che non do a lei qualcosa che io non mangerei. Non sono un’esperta ma forse se si usa il parmigiano il sale contenuto in proporzione è inferiore rispetto ad usare solo il sale, torna il raginamento?
    Ciao

  36. D’accordissimo sul ridurre tutti il sale. I familiari (soprattutto per parte dell’Ingegnere) mi contestano sempre che la mia cucina è un po’ sciapa (di sale, non di sapori), ma alla fine i sapori si sentono di più e non vengono coperti dalla salatura indiscriminata.
    Sono contenta di aver fatto sviluppare al Sorcetto un gusto “poco sodico”, anche perchè è un forte consumatore di parmigiano a tutt’oggi… quindi sai che roba se ci mettessimo anche parecchio sale.

  37. Supermambanana… lo so che forse siamo fuori tema, ma mi hai suscitato spontaneo il commento: non posso sopportare tutti quei pranzi/cene in cui c’è il tavolo-ghetto per bambini dove si mangia OVUNQUE il seguente trasandatissimo menu:
    - pasta al pomodoro
    - cotoletta con patate fritte
    Il Sorcio vuole mangiare quello che mangiamo noi: la pasta al pomodoro per lui è quella cosa che si fa quando si ha fretta (viziato!!!), perchè dovrebbe mangiarla in una occasione presumibilmente festosa???
    All’ultimo pranzo sociale del gruppo ciclistico dell’Ingengere ci siamo rifiutati di mandare il Sorcio al tavolo dei bambini mentre noi ci ingozzavamo di salumi, frittini, ravioli, tonnarelli e arrosti misti…
    (si, aivoglia dopo a pedalare!!!). Ci hanno presi per quelli che contestano e rompono le scatole, ma non capisco perchè mio figlio si sarebbe dovuto mangiare un menu che ormai disdegna anche la mensa scolastica (che, al contrario, direi che è di livello!).
    Scusate il fuori tema (colpa di Suepermam… :) )

  38. comunque, le guidelines per il sale che ho avuto sono state di arrivare al max a un grammo al giorno (circa 0.4 di sodio quindi), e di controllare le etichette per verificare di non andare oltre. In effetti devo dire, come lancia da spezzare a favore dei terroristi del sale, sono abbastanza a favore del far acquisire un gusto non salato ai bimbi, specie in previsione delle quantita’ abnormi di sodio nelle patatine e compagnia bella che si sorbiranno poi da grandicelli. Il sodio e’ un problema molto sentito da noi in UK e infatti se venite qui vedrete che i pasti ai ristoranti, o i cibi prefatti, sono in media molto meno salati che in Italia. Poi ti danno il sale a tavola per aggiustare se non ti piace, ma di regola si tende a salare meno, e questo in seguito ad una richiesta della Food Standard Agency a tutte l’industria alimentare di ridurre il quantitativo di sale nei prodotti.

  39. l’ho gia’ detto questo, e mi scuso, ma essendo stata a contatto non con l’Onnipotente Generalissimo Pediatra, ma con la piu’ benevola e materna e comprensiva “health visitor”, io mi son comportata come ho visto su, cioe’ svezzati a 6 mesi e mangianti le cose che mangiavamo noi, dove noi tutti ci siamo impegnati a salarci di meno, e senza neanche omogeinizzare che tanto a 6 mesi con le gengive mangiano anche la pizza. Risultato: i grandi di casa hanno imparato a fare a meno del sale, che a 40 suonati aiuta. I piccoli di casa sono due forchette formidabili e non disdegnano nulla e provano di tutto. E ora lasciatemi fare l’antipatica per 5 minuti: in visita a Natale a parenti, frotte di cugini coetanei con i relativi pargoli, i nostri due i piu’ piccoli (4 e 6 anni). Alla domanda della zia, allora ai bimbi cuciniamo a parte? No. Cuciniamo prima cosi’ mangiano in pace? No, mangiano con noi. I miei seduti a tavola a fare onore a tutte le pietanze. I cuginetti, abituati (me li ricordo, quando non avevo ancora i miei) a mangiare pastina in bianco, da soli, e imbocccati fino almeno ai 4 anni, che hanno sviluppato un deciso e incontrovertibile odio per il cibo, e non “mi mangiano nulla”, nella disperazione dei genitori. Eh beh!

  40. Questo post è veramente interessante, credo che ne prenderò spunto per approfondire sul mio blog! sale sì o no? Secondo me la via di mezzo è sempre la strada migliore. Anche io ho apprezzato il libro di Piermarini tanto che ho appena scritto un articolo per la rivista Un Pediatra per amico. Nello svezzamento non ci devo essere ansie o paure portate all’accesso. Certo una regola è usare sale il meno possibile e puntare sulle erbe e le verdure di stagione per ben insaporire. d’altra parte è una regola che vale anche per gli adulti:-).
    In quanto a zucchero (bianco e raffinato), quello proprio no: l’uso va a danneggiare i denti da latte che cresceranno e ad abituare il bambino a sapori dolci poco naturali.

  41. Io non mi sono mai fatta tanti problemi… a parte che uso pochissimo sale in cucina, preferisco di gran lunga le spezie. Ma ho sempre dato da assaggiare di tutto, in quantità piccole, certo, a partire dai 6 mesi in su. A parte che come dici è assurdo dare via libera ad alimenti con sale (tipo il prosciutto cotto, che, almeno a quanto mi hanno sempre detto i miei pediatri, può essere introdotto dall’inizio o quasi dello svezzamento) e poi abolire completamente il sale aggiunto da noi. Come per tutto, credo che la verità stia nel mezzo… basta non esagerare!!!! Anche perchè, poveri pargoli, mica possiamo pretendere che mangino una minestrina insipida che noi nemmeno assaggeremmo!!!! Pacifico a Natale si è sbafato una fettona di prosciutto crudo, poi una bella parte di gorgonzola e ancora una di camembert!!! E giuro che ha dormito benissimo e non gli ha fatto male!

  42. TopaGigia (8 mesi) vuole assaggiare tutto quello che mangiamo noi. Confesso di farle provare tutto con un certo piacere, compresa la polenta (cotta in acqua salata), pasta (idem), carne di pollo e manzo, formaggi vari, verdure (sale anche li’). A Natale, vai col panettone e il pandoro (li a adorati… come darle torto?). Certo, esagerare non va mai bene, ma credo sia anche importante insegnarle che mangiare e’ un piacere. E poi se non si provano cibi diversi, come facciamo a sapere cosa le piace e cosa no?

  43. La nostra pediatra ha sempre dato indicazioni generiche in fase di svezzamento e, sul sale, si è limitata a dire di metterne poco poco, proprio perchè, aggiungendo anche parmigiano nella pappa, facilmente si arriva ad una salatura eccessiva.
    Tenendo conto che io preparavo pappe un po’… sostanziose, dato che il Sorcetto mangiava 3 cucchiaiate nei giorni buoni, e quindi abbondavo di parmigiano, il sale lo mettevo poco e niente, ma la pappa risultava comunque sapida.
    La carne da frullare per la pappa l’ho sempre leggermente salata in cottura, prima di “omogeneizzarla”.
    E poi noi abbiamo introdotto presto il prosciutto crudo (una delle poche cose di suo gradimento a 7/8 mesi), e li altro che sale!!!