Il bagno è la metafora dell’adolescenza

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Un giorno ti svegli e i vestiti di sempre non ti entrano più. Le scarpe che hai non ti piacciono, non ti piacciono i tuoi genitori – quelli, poi! – non ti piace la scuola e non ti piace la tua vita. Soprattutto, non ti piaci tu.

Sei in genere troppo grasso, troppo magro, grosso, allampanato, hai i capelli troppo lunghi o troppo corti ma comunque del taglio sbagliato, e senti l’insopprimibile esigenza di avere un piercing. Meglio se tanti.

Ovviamente tutto queste paturnie trovano espressione nell’unica maniera possibile: un proliferare di prodotti nuovi e misteriosi nelle mensole del bagno in grado di contenere l’esuberanza di brufoli e di peli superflui, prodotti che – è bene specificare – verranno tenuti in rigoroso disordine.

Non sempre, va detto. Mia madre ad esempio racconta che quando diventò signorina chiese di poter arredare il bagno col completo composto da copriwater, tappetino e asciugamani in ciniglia rosa ricamata a fiori che aveva visto a casa della sua amica Gabriella, invidiatissima magistra elegantiarum. Ma erano gli anni Sessanta ed esisteva una certa grazia, oltre che gusti decisamente più kitsch.

Quando toccò a me, il bagno di casa si arricchì dell’odore chimico delle creme schiarenti (che avevano quale effetto collaterale l’ispessimento della peluria: quante coetanee ho visto girare con le spighe di grano sotto il naso!) delle terre per il viso iridescenti (vendute in pratici vasi di terracotta con tappo di sughero) e di assorbenti che avevano la consistenza e le misure dei materassi singoli, da usare sovrapposti in caso di ciclo estroverso.

Ho ripensato a tutto questo guardando questo video di Leroy Merlin, una di quelle pubblicità che toccano i sentimenti e diventano virali in breve tempo.

Dopo essermi asciugata la lacrimuccia, tuttavia, mi sono resa conto che alla narrazione mancavano alcuni elementi essenziali, quali:
– Una madre urlatrice che ordina al ragazzo di ripulire tutto, e
– Un padre che sgrida il figlio per aver usato la sua lametta a tre lame in titanio e punta di diamante in grado di estirpare anche i peli decolorati

Così ho deciso di dare la mia testimonianza e di mostrare com’è un bagno abitato da ragazze adolescenti.
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Lo spazzolino per denti è lasciato nel lavandino perché posarlo nel bicchiere lì affianco è uno sforzo che una sedicenne non è in grado di compiere. Gli assorbenti si scelgono in base all’ispirazione del momento e gli smalti a seconda dello stato d’animo.
Olaf è là a ricordare che sino a ieri si è state bambine.

Poteva andare peggio.
Poteva venirmi voglia di fotografare la loro camera. A proposito, Leroy Merlin…

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…come siete messi a scarpiere?

Il video dello spot potete trovarlo, insieme a molte altre idee e ispirazioni, anche sulla pagina Facebook di Leroy Merlin

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3 COMMENTI

  1. Noi la scarpiera ce l’abbiamo appena entri dalla porta, ma chissà perchè le scarpe di MrD finiscono sempre in camera accanto al letto e quelle di Mciomao in mezzo al corridoio

  2. Complimenti, sta messo meglio del bagno nostro di casa dopo che ho riordinato (tranne lo spazzolino nel lavandino, noi abbiamo quello elettrico che per forza di gravità sta sulla mensola e secondo me ci si deve essere pure attaccato, è un po’ che non scrosto la mensola.)

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