Babywearing. Come scegliere il supporto giusto

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Quali sono le differenze tra i vari supporti? Marsupio o fascia? Fascia elastica o rigida? Mei-tai o marsupio ergonomico? La scelta del supporto più adatto per portare i bambini agli occhi del neogenitore alle prime armi può sembrare un problema insuperabile.

Ecco quindi una breve panoramica sui tipi di supporti più diffusi. La prima grande suddivisione è quella che differenzia i supporti strutturati da quelli non strutturati.

Supporti strutturati:

– Il marsupio

Il marsupio, nella sua versione “classica”, è il supporto più conosciuto nel nostro Paese. Comodo perché estremamente reperibile in tutti i negozi di articoli per bambini, molto meno comodo nelle sue caratteristiche tecniche, più o meno comuni a tutti i modelli e marche. Sostanzialmente, il marsupio presenta almeno tre caratteristiche che lo rendono non ergonomico, ovvero non rispettoso della fisiologica (e spontanea) postura del neonato e del genitore:
1) seduta molto stretta: la seduta è, come suggerito dal nome stesso, dove il bambino siede. Nel caso del marsupio, la ridotta larghezza non garantisce un corretto sostegno delle gambe, che assumono una posizione con un angolo troppo esteso e finiscono per penzolare senza supporto. Questo porta ad uno scarico del peso non fisiologico, tutto a carico della colonna vertebrale e dei genitali del piccolo. In altre parole, non garantisce la posizione divaricata-seduta.
2) scarso sostegno della colonna: il tipo di materiale e le caratteristiche tecniche del marsupio spesso non permettono un contenimento adatto del bambino, poiché non è possibile regolarlo lateralmente e il bambino piccolo rischia così di “insaccarsi”. In altre parole, non garantisce la regola numero due del portare stretto.

con la sua bambina Cecilia in un marsupio ergonomico
Maddalena con sua figlia Cecilia in un marsupio ergonomico
3) scomodità generale: le cinghie sulle spalle e attorno alla vita sono strette (il peso è scaricato totalmente su uno spazio ridottissimo) e di materiale spesso sintetico, tagliente. Portare diventa quasi una sofferenza!
Per concludere, inutile nasconderlo, il marsupio è sconsigliato.

– Il marsupio ergonomico

Il marsupio ergonomico è la versione 2.0 del precedente marsupio. In generale, potremmo dire che i produttori di marsupi ergonomici hanno cercato di eliminare tutte le criticità dei marsupi classici. Infatti, i loro fratelli ergonomici presentano una seduta molto larga, sono più regolabili (per i neonati sono in vendita anche i riduttori appositi) e i punti di scarico del peso sono maggiori e meglio distribuiti. Che dire, non c’è confronto! Il marsupio ergonomico può essere un gran buon supporto per chi cerca praticità, infatti spesso viene definito il “supporto preferito dai papà”. E’ bene però ricordare che, guardando le nostre tre regole d’oro, sebbene siano rispettate tutte e tre, specialmente per i piccoli che necessitano di contenimento e sostegno maggiori, i supporti più indicati sono altri.

– L’amaca

– con AMACA voglio riassumere, in una parola sola, tutti quei supporti che consistono in un anello unico di tessuto. Nello specifico, se il tessuto è chiuso da due anelli si parla di ring sling o fascia ad anelli; se al posto degli anelli ci sono delle fibbie o simili, possiamo chiamarla amaca; se il tessuto è cucito fisso, il supporto è una pouch sling o fascia tubolare. Il punto fondamentale è che il supporto deve essere regolabile sul bambino, per dargli il contenimento e sostegno necessari. Diffida perciò da tutte quelle amache o simili che non possono venir strette quanto ti serve. Una buona fascia ad anelli, possibilmente in tessuto e non in stoffa, è certamente un gran buon supporto, veloce e facile da indossare. E’ consigliabile usarla con i bambini già grandicelli, dai 4 mesi in su circa, solo sul fianco.

Papà Matteo con il piccolo Alessandro di 16 mesi in una ring sling. Foto privata.
Papà Matteo con il piccolo Alessandro di 16 mesi in una ring sling. Foto privata.
Elena con il piccolo Raffaele in ring-sling. Foto privata.
Elena con il piccolo Raffaele in ring-sling. Foto privata.
Maddalena con Cecilia in pouch sling
Maddalena con Cecilia in pouch sling. Foto privata.


– Il mei tai

Elena con il piccolo Raffaele in Mei Tai. Foto privata.
Elena con il piccolo Raffaele in Mei Tai. Foto privata.
– il MEI TAI è il cugino in tessuto del marsupio ergonomico. Consiste in un pannello rettangolare a cui sono state cuciti agli angoli due lembi di stoffa in alto (spallacci) e una in basso (cintura), con cui puoi allacciare il bambino al tuo corpo. Spesso le mamme trovano nel mei tai il giusto compromesso tra il marsupio e la fascia, essendo il suo utilizzo immediato e semplice, anche sulla schiena. Come per la ring sling, la differenza sostanziale tra un buon mei tai e uno di scarsa qualità sta nel materiale con cui è prodotto: un mei tai di tessuto scarica il peso in modo decisamente più omogeneo. Può essere usato a partire dai tre mesi e non prima, poiché non è in grado di dare il sostegno e il contenimento che i neonati necessitano.


Supporti non strutturati:

– La fascia elastica

Papà Sergio porta Giulio in fascia elastica. Foto privata.
Papà Sergio porta Giulio in fascia elastica. Foto privata.
la FASCIA ELASTICA è una taglia unica di 5,20 m circa. In commercio troverai una miriade di fasce elastiche, lasciamelo dire…, pessime! Ma è facile capire perché lo sono e soprattutto riconoscerle. La buona qualità è data dalla maglina di cotone (jersey) in doppio strato, facilmente riconoscibile perché, se stesa sul tavolo, non si arrotola ai bordi. Il doppio jersey, pur essendo elastico, non cede sotto il peso del piccolo. Le elastiche da evitare, invece, sono quelle i cui bordi non stanno tesi: sono fatte di jersey in strato singolo, solitamente con una buona aggiunta di elastan o simili. Davvero troppo elastiche per poter dare quel sostegno necessario alla colonna vertebrale. Ad ogni modo, la fascia elastica, anche se di buona qualità, può essere usata esclusivamente davanti e fino (e non oltre!) i 7 kg del bambino. Due piccoli suggerimenti su come usarla: ricordati che va legata davvero molto stretta (senza lasciare lo spazio per il bambino, perché è l’elasticità del tessuto che poi ti permetterà di crearlo) e che l’unica legatura sicura è il triplo sostegno, ovvero con tre strati di stoffa a sostegno del cucciolo.

– La fascia “rigida”

Sonia porta la piccola Claudia nella fascia rigida avanti, e Chiara con  Gaia legata dietro. Foto privata.
Sonia porta la piccola Claudia nella fascia rigida avanti, e Chiara con Gaia legata dietro. Foto privata.
la FASCIA “RIGIDA” viene erroneamente chiamata così soltanto per distinguerla dalla elastica, ma chi ne ha toccata una sa che di fatto sono davvero morbidissime. E’ un telo di tessuto largo almeno 70 cm e lungo tra i 4 e i 5 m. Le migliori fasce sono tessute in modo tale da rendere la stoffa leggermente elastica in entrambe le diagonali ma non negli altri versi (la cosiddetta tessitura a trama diagonale): in questo modo, il tessuto avvolge e sostiene (ma non stringe) il bambino e distribuisce in modo ottimale il peso sul corpo di chi porta. Il grande punto a favore della fascia è la sua versatilità: puoi usarla dalla nascita fino ai tre anni, sia davanti, che sul fianco e sulla schiena. E’ inoltre l’unico supporto davvero adatto al neonato. Iniziare ad usarla può sembrare difficile, per questo ti consiglio di farti aiutare da un’amica già portatrice o da una consulente certificata (assicurati che sia davvero una persona che ha studiato l’argomento… in giro si trovano tanti operatori che si inventano esperti del portare e spesso danno un sacco di informazioni sbagliate). Per chi pensa che la fascia sia poco pratica: certamente all’inizio il tempo che ci metti per legare può sembrare tanto, ma basta davvero un breve tempo di pratica che il tutto si velocizza molto, rendendoti le uscite e le passeggiate molto piacevoli. A lungo termine è davvero economica (un’unico supporto per tre anni e per tutti i figli) e se vuoi risparmiare ancor di più senza rinunciare alla qualità top, c’è un grosso mercato dell’usato anche in Italia. Inutile nasconderlo, sono una fan della fascia lunga! 🙂


Ogni supporto avrebbe bisogno di un capitolo a sé, tante sono le cose da dire, i dettagli da valutare, i pro e i contro da considerare. Per questo motivo, il mio consiglio è quello di valutare attentamente e chiedere aiuto alle esperte prima di fare un acquisto, sia per te o per un’amica.

Tabella comparativa dei supporti per portare i bambini, inclusa l'età e la posizione consentita
Tabella comparativa dei supporti per portare i bambini, inclusa l’età e la posizione consentita

BIBLIOGRAFIA:Weber, E. Portare i Piccoli. Un modo antico, moderno e… comodo per stare insieme.

Claudia Sfetez, mamma, ostetrica libera e istruttrice Portare i Piccoli®
www.consapevolmentedonna.com

(Un ringraziamento sentito a tutte le mamme e i papà che hanno scelto di condividere le loro foto con noi, per aiutarci ad illustrare meglio questo post)

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