Autonomia e responsabilità

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Figlia mia, che ieri sei uscita dalla mia pancia e oggi svetti e sgambetti con la tua aria fiera, non è facile ma è molto bello crescere con te e io ci provo, sai, ad andare al tuo passo, proprio come una volta tu ne facevi due dei tuoi per starmi dietro mentre camminavamo assieme.

Photo by Rene Asmussen from Pexels

Il passaggio più difficile, in questo momento così pieno di sfumature che è la pre-adolescenza, è darti l’autonomia che serve: quella per cui sperimenti e ti muovi, ma senza che le responsabilità ti schiaccino o che la prova in cui ti sperimenti sia così grande da spaventarti, poi, perché va male.
Un po’ come quando – perdonami se semplifico un po’ – hai deciso che eri abbastanza grande da versarti l’acqua da sola, e cercavamo di mettere solo mezza brocca d’acqua in tavola, perché fosse più leggera e potessi davvero sperimentarti.

Da parte tua

Così andiamo per gradi, piccole commissioni e le tue responsabilità, che ti sei scelta, mettendole per iscritto. Fin che si è trattato di programmarle, tutto bene: non dico solo da parte tua, ma anche e soprattutto mia. Perché programmare è il mio forte e in rete ci sono mille e mila liste di compiti e piccole attività per la casa che possono essere fatte da … infanti, bambini, pre adolescenti e così via …già divise per età e con una serie di spunti interessanti (da mettere via i giochi a preparare le merende, dal cucinare le uova allo stendere e piegare i vestiti, tutte competenze che mi sembrano interessanti).
Bello quel momento in cui scegliendo ci accorgiamo che sei così grande da saper fare una serie di piccole faccende domestiche, che saranno così utili sempre, ed è importante riconoscertelo e scrivere sul planning settimanale – tra le materie di scuola e gli orari della palestra – che svuoterai la lavastoviglie o porterai la plastica alla campana del riciclo.

Da parte mia

Quando è sera e ti vedo stanca, o magari so che hai già sofferto per un dispetto o un brutto voto, però, la tentazione di fare io per te si fa forte – in fin dei conti, l’ho fatto fino a ieri, no? – anche se mi rendo conto che è ingiusto, è quasi un toglierti un diritto, più che un peso.
Per cui ci provo, a fare un passo indietro, a lasciartelo fare – o rinviare – o negoziare.
Perché so che la tua autonomia, quella per cui un giorno sarai una donna forte, matura e indipendente, che camminerà per la sua strada – passa proprio da fare tue delle piccole responsabilità, che sono a tua misura, ma tue.
E il mio essere mamma non può togliertele, se voglio davvero crescere con te, può solo accompagnarle, ad una giusta e delicata distanza.

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