Attuazione del programma scolastico in un asilo in Svezia

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ralf&rolf-2 “Ci siamo svegliati presto sabato mattina. A Ralf scappava la pipì, del resto prima di andare a dormire si è bevuto un bicchiere pieno di latte. Stava quasi per inciampare mentre andavamo in bagno. Che ridere! Rolf invece non aveva voglia di alzarsi, ma quando ha sentito parlare di calendario dell’avvento ha aperto gli occhi di scatto e si è precipitato in salotto con noi.” Inizia così il racconto che abbiamo scritto sul diario di Ralf e Rolf, le due giraffe che che abbiamo ospitato dall’asilo questo weekend. Ogni settimana un bambino è estratto a sorte come giraffa della settimana (La Giraffa è anche il nome dell’asilo in questione), e questa è la settimana di mio figlio Pollicino (4 anni e mezzo). Lui è arrivato a casa orgoglioso del suo ruolo e si è messo subito a fare il bravo padrone di casa cercando di mettere a loro agio Ralf e Rolf.

Ovviamente viene subito da chiedersi quale sia il senso di tale iniziativa scolastica, ma basta aprire il diario alla prima pagina dedicata alle informazioni ai genitori:

Ogni venerdì un nuovo bambino viene scelto come giraffa della settimana. Il bambino potrà portare a casa Ralf e Rolf nel week-end e gli scattiamo una foto insieme che appendiamo sulla parete dell’asilo. Il bambino aggiunge da solo il suo nome e la sua età.

Lo scopo. Attraverso questa attività ci proponiamo di:
– creare un legame naturale tra i due mondi che vivono i bambini, quello di casa e quello della scuola.
– i bambini si sentono responsabili dovendosi prendere cura di Ralf e Rolf durante il weekend.
– i bambini vengono messi a turno al centro e si sentono speciali
– i bambini possono esercitarsi nel raccontare un avvenimento
– i bambini possono avere uno sguardo nella vita degli altri bambini
– i bambini si esercitano ad ascoltare i racconti degli altri
– si crea una aspettativi e i bambini si esercitano nell’attesa del loro turno


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Io ero convinta che Ralf e Rolf passato l’entusiasmo iniziale sarebbero stati dimenticati fino al lunedì, e che mi sarei dovuta affrettare ad inventare qualche bella storia perché, vi dico la verità, una certa ansia da prestazione a leggere le storie altrui viene. “Minimo minimo dobbiamo costruire un castello di biscotti allo zenzero” ho tentato di convincere tutti che fosse una buona idea, ma per mia fortuna è stata bocciata sul nascere. Invece abbiamo goduto della prima neve della stagione e Ralf e Rolf hanno gustato la scena insieme a me dalla finestra. Quello che mi colpisce però è l’importanza per l’asilo di chiarire, comunicare, renderci partecipi.

Ecco quindi la seconda pagina del diario che riporta i passaggi del programma scolastico nazionale che ogni scuola materna deve ovviamente seguire relativi a questa attività. (traduco a braccio)

Norme e valori
La scuola materna si adopera affinché ciascun bambino possa sviluppare:
– la capacità di spiegare ed empatizzare con il vissuto degli altri e sviluppare la volontà di aiutare gli altri.
– la comprensione che tutti hanno lo stesso valore indipendentemente dal background sociale, dal sesso, dall’appartenenza etnica, religione o altro credo, orientamento sessuale o disabilità
– rispetto per ogni forma vivente e cura per l’ambiente circostante.

Sviluppo e apprendimento
La scuola materna si adopera affinché ciascun bambino
– sviluppi la propria identità e si senta a suo agio con essa
– si senta competente nella propria cultura e sviluppi sentimenti e rispetto per culture differenti
– sviluppi la sua capacità all’ascolto, alla riflessione ed esprimere le proprie opinione e rispettare i punti di vista degli altri
– sviluppi la lingua parlata, vocabolario e concetti oltre alla capacità di giocare con le parole, raccontare, esternare pensieri, porre domande, argomentare e comunicare con gli altri.

Potere di influenzare
La scuola materna si adopera affinché ciascun bambino
– sviluppi la capacità di esprimere i suoi pensieri e opinioni e quindi possa avere la possibilità di influenzare la propria situazione
– sviluppi la capacità di assumersi la responsabilità per le proprie azioni e per l’ambiente scolastico.

ralf&rolf-1 Non sono sicura l’attività abbia aiutato in modo sostanziale in nessuno dei punti evidenziati del programma scolastico, ma forse è vero che ha lavorato nella giusta direzione. Ho apprezzato però enormemente l’attività proposta perché mi ha dato di vivere un momento dell’asilo con mio figlio e di capire come le insegnanti lavorano in classe. Non solo, leggere queste spiegazioni mi ha aiutato a riflettere sul fatto che la scelta di determinate attività è legata in qualche modo al raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma ministeriale.
L’unico neo è stata l’ansia da prestazione nei confronti degli altri genitori che leggeranno il diario di ralf & Rolf dopo di noi. Però domenica ce la siamo cavata con un asso nella manica, e siamo andati ad arrampicare. E vi dico la verità Ralf e Rolf si sono divertiti un mondo, e anche noi. E la palla dell’ansia da prestazione l’abbiamo passata ai prossimi 😉

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10 COMMENTI

  1. bellissima iniziativa!
    quanto all’ansia da prestazione, capisco bene ma…. immagino sia stata vissuta solo da voi e non da Pollicino, il vero protagonista della Storia!
    Com’è andato invece il suo racconto in classe? 😀

  2. Anche nell’asilo dove andava la mia grande lo hanno fatto per un anno. Beh, naturalmente senza andare cosi’ nel dettaglio formativo! Si tratta di un asilo inglese a Milano. Ora che c’e’ il piccolo, pero’ non se ne parla piu’. Provero’ a riproporlo alle nuove maestre…

  3. Anche noi la scorsa settimana abbiamo avuto ospite Sam l’orsetto. Nonostante mio figlio ( 6 anni ) non provi più interesse per i pupazzi da un bel po’ di tempo, ha mostrato un grandissimo entusiasmo. Non vedeva l’ora di scrivere sul diario e la prima sera l’ha voluto mettere a tavola con lui con tanto di piatto, bicchiere e cibo. Poi ha voluto dormire abbracciato a lui come aveva visto fare ai suoi compagni nelle varie foto attaccate nel diario. A noi non era stata data una motivazione sul perché di questo rito e devo dire che mi hai illuminata e caricato di significato quello che sembrava solo un gioco. Per caso sai anche dirmi perché domani lo devo far andare a scuola in pigiama per raccogliere fondi per la beneficenza???

    • @valewanda prova a proporla e vedi che ti dicono, magari invece la prendono come uno spunto carino. Dalle testimonianze lasciate sia qui che su facebook sembra proprio che sia una tecnica molto diffusa nel resto del mondo.

      @MammainOriente mi fai ridere. No, non ti so dire perché devi farlo andare in pigiama domani, non mi è ancora capitato 😀

  4. La trovo una cosa geniale. Prendersi cura di qalcosa ha sempre un grande significato per i babini, ne sentono sempre un gran bisogno… La vorrei proporre al mio asilo, ho solo paura che succeda come tante altre volte in cui ho cercato di fare proposte e ho trovato la porta sbarrata. Grazie Sere per aver condiviso!

  5. siiii, anche noi abbiamo avuto a casa Carlton, l’orsetto, con tanto di valigetta col suo spazzolino, pigiamino e l’occorrente per il fine settimana. E con boy two, visto che ci è arrivato prima di una settimana di vacanza, ce lo siamo portati anche in gita, tutto documentato con le foto ovviamente 🙂

  6. Ciao Serena tutto questo è molto interessante.
    Mi sento un po’ Don Chisciotte, quel tale proveniente dalla Mancia. Nell’asilo di Alice sto combattendo contro i mulini a vento…e non ti sto ad elencare le cose che non vanno!
    Mi farebbe piacere avere l’intero documento che tu hai pubblicato parzialmente così da poterlo sottoporre (sventolare in viso) al dirigente scolastico! Puoi farmelo avere, per favore!

    Grazie
    Cris & Alice

    • @Cristiana quello che ho tradotto è un passaggio del programma scolastico ministeriale che è stato scelto dalla insegnanti per illustrare le motivazioni di questa attività specifica. Non credo che un dirigente scolastico possa fare molto per cambiare il programma ministeriale italiano 😉
      Inoltre ti invito a riflettere sul fatto che io faccio un racconto specifico di una specifica attività presentata in un asilo specifico. Non sto diffondendo il verbo, il metodo universale che funzionerebbe ovunque. Spero solo di ispirare un po’ di riflessioni da parte di genitori e insegnanti, perché la differenza tra una buona scuola e una pessima la fanno prima di tutto le persone che la compongono.

  7. Anche noi avevamo l’ orsacchiotto con il suo zainetto che è venuto a passare il weekend con noi, ma non ci hanno mai dato una spiegazione così bella e chiara, anche se mi è piaciuto proprio quello che dici tu, leggere il diario con uno spaccato di quotidianità delle altre famiglie. Poi certo, adesso mi aspetto i soliti commenti che in Italia stiamo bene come stiamo senza tutte queste novità estere, e quelli entusiastici di chi la trova l’ idea dell’ anno e chi invece lo fa già e non ci vede niente di particolare.
    Perché il bello di GenitoriCrescono è che fa un po’ il Rolf e il Ralf della situazione per chi lo legge: offre uno spaccato di quotidianità diverse in cui ognuno può serenamente correlarsi in base al proprio di quotidiano. Perché anche leggere cosa succede a casa degli altri può darti delle idee da applicare a casa tua e in questo modo si cresce tutti insieme.
    #proudtoreadGC

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