Un asilo senza giocattoli?

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creativita-fantasia-bambini2La scorsa settimana è arriva la lettera mensile dell’asilo. Quella in cui ci parlano delle attività passate e future e ci informano non solo di cosa faranno, ma anche e soprattutto del perché.
Tralascio alcuni dettagli di cui vorrei parlarvi più in là e mi concentro esclusivamente su un paragrafo della lettera che mi ha colpito particolarmente. Prima però mi rendo conto che dovrei specificare che delle 8 ore passate all’asilo, più della metà sono trascorse in giardino. E si calcola il tempo per il pranzo, la merenda e un riposo dopo pranzo, è quasi l’intero periodo di gioco attivo per i bambini, e questo è vero estate e inverno, con la differenza che l’estate in un asilo svedese, tipicamente si sta fuori ancora più a lungo.

Ecco la mia traduzione a braccio:

Settimana libera dai giocattoli in giardino.
La settimana numero 6 toglieremo tutti i giocattoli dal giardino. Lo scopo è quello di stimolare la creatività e di incoraggiare i bambini ad usare la loro immaginazione. Abbiamo notato infatti che quando andiamo nel bosco, dove non ci sono giocattoli a disposizione, i bambini collaborano di più tra loro e utilizzano i materiali che trovano in un modo molto fantasioso. Un bastone può diventare un’antenna, una paletta, una bacchetta magica, un pennello, una chiave e così via…

Dopo la scorpacciata di regali natalizi, direi che questa è una boccata di aria fresca. Immagino i miei figli che hanno davvero pochi giocattoli in confronto alla media dei loro amici, ma che ne hanno comunque troppi, e lo so anche io che quello con cui si divertono di più al mondo sono i bastoni, i sassi, i tappi di sughero, i ritagli di riviste, i pezzi di spago.

I primissimi anni della mia vita da genitore li ho passati nei parchi di Stoccolma a giocare con scivoli e altalene, dopo 3-4 anni di questa vita ho scoperto che quando si andava nel bosco, o sui prati la vita da genitore diventava molto più divertente, soprattutto perché diventa più divertente anche per i figli. Perché diciamo la verità, dopo 20 volte che è salito e sceso dallo scivolo anche il bambino più attivo inizia a voler sperimentare cose nuove, e anche il parco giochi più moderno offre un numero limitato di risorse per usare la fantasia.

Anche a casa mi è capitato spesso di vivere la stessa esperienza. Nonostante tutti i giocattoli che riempono la loro stanza e (sigh) il salotto di casa, il gioco del riciclo creativo è quello che gli piace di più. Odio quando si mettono ad impiastricciare con colla, nastro adesivo, spago, forbici. Odio trovarmi sotto i piedi pezzettini di cannuccia tagliata, e il mio sogno segreto (madre pessima che sono!) è di disfarmi delle collezioni di sassi, castagne, pezzetti di legno, conchiglie, viti e bulloni, pezzi di plastica raccolti in strada e chiusi nell’armadio 😉
creativita-fantasia-bambiniPerò mi piace vedere mio figlio alle prese con la sua creatività, e amo le creazioni senza senso, che non lo sa nemmeno lui cosa siano, per le quali si lascia guidare dalla forma, dall’aspetto, dal materiale, e amo vedere quando si concentra intensamente sul processo stesso della creazione.
Insomma, il gioco aperto, quello che ha mille modi di essere usato è sempre il gioco migliore, quello che dura più a lungo sia dentro casa che fuori.

Una settimana senza giocattoli nel giardino dell’asilo mi sembra un’esperienza bellissima da proporre, soprattutto a bambini che sono abituati ad avere tutto quello che chiedono, che hanno armadi stracolmi di giocattoli, e che stanno perdendo sempre più il loro mondo fantastico in cui immergersi.
Uno studio svedese che ho letto un paio d’anni fa, mostrava che i bambini quando giocano all’aperto non solo usano di più la loro fantasia, ma dimenticano i ruoli di genere, il gioco diventa lo stesso per tutti proprio perché più libero da constrain, da pre-strutture pensate da altri per sviluppare una qualche caratteristica specifica.

Sull’onda dell’entusiasmo per questa iniziativa dell’asilo di mio figlio, sto valutando se mai avrò il coraggio di istituire questa regola anche a casa, magari una settimana al mese, o un giorno intero ogni 2 settimane, ma un periodo di tempo in cui i giocattoli sono fuori, e si usa quello che si trova per costruirsi il proprio mondo fantastico. Dentro casa o fuori.
Voi che dite è fattibile?

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8 COMMENTI

  1. Ma quanto son fantastici sti svenska!
    Da noi il giardino dell’asilo e senza giochi da metà ottobre…. Perché il rigido inverno brianzolo potrebbe uccidere i bimbi della materna!

    Ma secondo voi da che età si può proporre questa cosa? Io ho visto che la mia piccola, intorno ai due anni e mezzo sta iniziando a interessarsi ai giochi. Prima usava veramente poche cose, mentre adesso preferisce puzzle, macchinine, cubetti costruzioni, le magiche figurine (sono riuscita a prendere un aperitivo dopo mesi, seduti al tavolo per 45 min, mi sembrava un sogno).

    Poi secondo me se sono in due o in gruppo la presenza di giochi porta solo a litigi e capricci (forse perché frequento solo terrible duenni)

  2. Dopo dieci giorni di influenza, ho visto che gli unici giochi ancora in grado di stimolare un vero interesse nella mia figlia più grande (36mesi) erano quelli che si inventava con le cose di casa: ne cito una, i personaggi delle costruzioni sono stati sostituiti dalle fialette di soluzione fisiologica. Minore la somiglianza, più lei sembrava impegnata a fantasticare… i giochi ‘veri’ non li abbiamo eliminati, ma hanno esaurito il loro potenziale da soli a poco a poco.

  3. appoggio completamente questa visione.
    Io regalo alle mie figlie un paio di giocattoli all’anno: per natale e per il compleanno. Eviterei anche quelli, però credo che la mia “talebanità” assoluta sul tema “oggetti, giocattoli, consumismo, acquisti” possa generare frustrazioni nelle mie figlie che un domani potrebbero impedire loro di capire con lucidità il motivo delle mie scelte.
    Detto questo, ho sempre notato quanto i giocattoli le rendano frustrate (perché vorrebbero di più e sempre di più) e aggressive (perché se litigano), e quanto invece si divertono quando giocano con…nulla. Quindi, nuovamente, viva la svezia.

  4. Ciao. Questo post rispecchia esattamente la mia idea di asilo ( nido o scuola dell’infanzia che sia.) io sono educatrice con piccolissimi ( da 0 a 3 anni) e come si dice nel post é proprio vero che il non avere giochi da libera possibilità ai bambini di pensare, elaborare, ricreare situazioni e avere più creatività di un qualsiasi gioco fine a se stesso. Per il bimbo e anche per me lo ammetto, dopo un po’ risulta noioso avere sempre le stesse cose da fare. In un bosco o giardino il bambino vivrà esperienze che neanche in un anno di asilo pieno di giochi di plastica potrà avere. Per riproporre questo a casa non so… Bellissima idea secondo me ma un giorno a settimana per provare… Sarà difficile però senza stimoli come può trovare invece all’esterno.. Stella

  5. Le mamme italiane protesterebbero se i bambini andassero in giardino d’inverno : perché si infangano, rovinano le scarpe firmate , prendono freddo, non è igienico ….

  6. Il giardino della scuola di TopaGigia non ha giochi, solo una casetta di legno che secondo me si presta benissimo a incentivare il gioco creativo. Infatti un giorno è un ristorante, un altro un ospedale, la caserma dei pompieri eccetera. Però pare che questo tipo di gioco almeno in classe sua non spinga i bambini a mescolarsi come dici tu, ma ci sono gruppi di gioco abbastanza fissi (io e l’amica mia, insomma) e piccoli.
    In casa mia non credo sarebbe possibile togliere i giocattoli, però in compenso dedichiamo dei pomeriggi a fare la pasta di sale (nel senso che lei la fa e poi ci gioca), a cucinare, a fare esperimenti scientifici eccetera. Per il carattere che ha la vivrebbe come un “togliere” qualcosa, mentre cosìle appare un’attività propositiva e positiva.

  7. Questo post ha dato una risposta ad una domanda che mi girava per la testa questa mattina. Da qualche tempo il mio treenne inventa (plasma? Boh!) delle cose (animali, oggetti) con “materiali organici”: bucce della frutta, molliche di pane, spicchi di clementine private della buccia…e guai a chi glieli tocca. Figuriamoci a chi glieli butta! La domanda era: ma sarà stato il laboratorio di argilla che frequenta a fargli venire lo sghiribizzo? Il ragazzo ha sempre giocato più di fantasia che di altro, in effetti; ma tu col tuo post mi hai dato la risposta. I bambini vedono negli oggetti tante cose, siamo noi che se li vediamo cavalcare una scopa gli andiamo a comprare il cavalluccio a dondolo. Si, facciamola questa cosa di mettere sul balcone tutti i giocattoli, almeno per un giorno. E vediamo che succede dopo i primi strilli. (Troverò il coraggio?)

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