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	<title>Comments on: Aiutiamoli a crescere, lasciamoli crescere</title>
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	<description>per imparare insieme il mestiere di genitori</description>
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		<title>By: Barbara</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-3976</link>
		<dc:creator>Barbara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 12:58:07 +0000</pubDate>
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		<description>All&#039;ingresso della mia scuola elementare (una inespugnabile fortezza Montessori) c&#039;era (rettifico, c&#039;e&#039; ancora) una bellissima, enorme foto di tanti visi di bambini con le espressioni piu&#039;disparate, e sopra la scritta &quot;aiutami a fare da solo&quot;. Quando andavo a scuola li&#039; non ne capivo il significato, poi con gli anni ho cominciato a riconoscere i vari metodi educativi usati sui miei amici e su di me e ho cominciato a capire....
Se devo insegnare qualcosa a qualcuno non cerco mai di dare la soluzione, ma cerco di capire chi ho davanti, quali siano i suoi punti di forza e di fare leva su quelli per arrivare alla soluzione. Ora do&#039; ripetizioni, e ho ragazzi talmente diversi che in fondo la sfida e&#039; tutta li&#039;... ma paga, paga meravigliosamente.
La mia attivita&#039; preferita con TopaGigia da quando ha iniziato a giocare da sola consiste nel metterci sul tappeto, farle scegliere il gioco e starmene li&#039; a guardare. Ogni tanto (ha quasi 13 mesi adesso) si gira verso di me e chiede aiuto, ogni tanto mi chiede di giocare attivamente con lei, altre volte fa da sola e viene da me di tanto in tanto, mi abbraccia, mi sorride e torna al suo gioco. Qualche volta suo papa&#039; interviene senza che lei lo abbia chiesto e allora io lo blocco col mio &quot;aiutami a fare da sola&quot; e lui si pietrifica a guardarla. E&#039; meraviglioso vederla crescere e superare gli ostacoli... se ha bisogno di aiuto cerchiamo sempre di mostrarle bene quello che abbiamo fatto, lei osserva e la speranza e&#039; che ci riprovi da sola di li&#039; a poco....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;ingresso della mia scuola elementare (una inespugnabile fortezza Montessori) c&#8217;era (rettifico, c&#8217;e&#8217; ancora) una bellissima, enorme foto di tanti visi di bambini con le espressioni piu&#8217;disparate, e sopra la scritta &#8220;aiutami a fare da solo&#8221;. Quando andavo a scuola li&#8217; non ne capivo il significato, poi con gli anni ho cominciato a riconoscere i vari metodi educativi usati sui miei amici e su di me e ho cominciato a capire&#8230;.<br />
Se devo insegnare qualcosa a qualcuno non cerco mai di dare la soluzione, ma cerco di capire chi ho davanti, quali siano i suoi punti di forza e di fare leva su quelli per arrivare alla soluzione. Ora do&#8217; ripetizioni, e ho ragazzi talmente diversi che in fondo la sfida e&#8217; tutta li&#8217;&#8230; ma paga, paga meravigliosamente.<br />
La mia attivita&#8217; preferita con TopaGigia da quando ha iniziato a giocare da sola consiste nel metterci sul tappeto, farle scegliere il gioco e starmene li&#8217; a guardare. Ogni tanto (ha quasi 13 mesi adesso) si gira verso di me e chiede aiuto, ogni tanto mi chiede di giocare attivamente con lei, altre volte fa da sola e viene da me di tanto in tanto, mi abbraccia, mi sorride e torna al suo gioco. Qualche volta suo papa&#8217; interviene senza che lei lo abbia chiesto e allora io lo blocco col mio &#8220;aiutami a fare da sola&#8221; e lui si pietrifica a guardarla. E&#8217; meraviglioso vederla crescere e superare gli ostacoli&#8230; se ha bisogno di aiuto cerchiamo sempre di mostrarle bene quello che abbiamo fatto, lei osserva e la speranza e&#8217; che ci riprovi da sola di li&#8217; a poco&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-3088</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:55:05 +0000</pubDate>
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		<description>Stefano... io francamente condivido le tue perplessità di fronte a questi meccanismi e le tue riflessioni... tutto qui, che non vuol dire che noi siamo più bravi/buoni/intelligenti... solo che non ci comporteremmo così (soprattutto perchè non saremmo in grado fisicamente!), nient&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Stefano&#8230; io francamente condivido le tue perplessità di fronte a questi meccanismi e le tue riflessioni&#8230; tutto qui, che non vuol dire che noi siamo più bravi/buoni/intelligenti&#8230; solo che non ci comporteremmo così (soprattutto perchè non saremmo in grado fisicamente!), nient&#8217;altro.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-3083</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 15:09:27 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao,
finalmente, penso di aver trovato l&#039;area giusta per raccontare questo aneddoto. L&#039;altro giorno, con mia moglie ed Esteban, siamo andati ad un parco giochi. Oltre a noi c&#039;era un&#039;altra famiglia con tre bambini (cugini tra di loro, non fratelli/sorelle). Uno dei tre aveva non meno di 6 anni. Ha attirato la mia attenzione perché&#039; in varie occasioni, si e&#039; arrampicato sui giochi e, poi , non e&#039; riuscito a scendere. Quando mi sono offerto di aiutarlo, con aria &quot;abituata&quot; mi ha detto che lo poteva fare suo padre che, in quel momento, non lo vedeva perché era sotto un gazebo a preparare una grigliata (non era disattento, semplicemente non lo stava guardando in quel preciso momento). Poi, il papa&#039; e&#039; arrivato e lo ha tirato giù. La prima volta mi parse che era solo un po&#039; timido con me, in fondo non mi conosceva. La questione e&#039; che la dinamica si e&#039; ripetuta varie volte e non accettava l&#039;aiuto di nessuno (neanche del cugino più&#039; grande) se non dei genitori che, prontamente, arrivavano in suo soccorso. Ho pensato, &quot;ok, vuole attirare la loro attenzione&quot;. La parte più&#039; interessante non era ancora arrivata. Prima pero&#039; vi faccio una breve descrizione dell&#039;aspetto fisico del bimbo e dei genitori. Il bambino era magrolino ma non gracile pero&#039; con un aria un po&#039; deboluccia (piu&#039; nello spirito). Il papa&#039; poteva essere appena uscito dalla scuola dei marines (siamo in Maine, USA) e la madre era tonica, quel tonico che ti fa pensare come minimo al nuoto e allo sci 12 mesi all&#039;anno. Ecco, ad un certo punto, i bambini erano tutti su uno di questi castelli con scale scivoli, attrezzi per arrampicarsi e quant&#039;altro, arriva la madre e, con un salto e due o tre abili mosse imparate a furia di vedere l&#039;uomo ragno o i documentari sulle scimmie, arriva fino in alto. Era impressionante, sembrava una ginnasta, io e mia moglie ci siamo guardati e chiesti come cavolo faceva a vincere così facilmente la forza di gravita&#039; (brutta cosa l&#039;invidia!). Passato lo stupore, mi sono venute in mente le scene del figlio che non riusciva a fare niente. E mi sono chiesto se, quando nostro figlio chiama l&#039;attenzione su qualcosa che IN TEORIA non riesce a fare, la cosa migliore che possiamo fare e&#039; fargli vedere quanto bravi siamo noi nel farlo. Secondo me questo lo ammazza ogni volta di piu&#039; a livello di autostima oppure, gli da il motivo per enfatizzare la sua incapacita&#039; (guarda come sei brava tu, io proprio non ci riesco, aiutami tu  che sei piu&#039; brava di me). Insomma, non mi sento in diritto di giudicare quella mamma. In fondo, lei e&#039; cosi&#039; (atletica) ed e&#039; giusto che continui ad esserlo. Pero&#039; mi viene da riflettere sulla necessita&#039; e l&#039;urgenza di quello che, magari stupidamente, mi e&#039; sembrato piu&#039; che altro uno show, accompagnato da altri simili ma non cosi&#039; intensi durante tutto il pomeriggio. Non che ci niente di male nello &quot;show&quot; ma e&#039; il contesto del rapporto che me lo ha fatto apparire un po&#039; fuori luogo. Non so, magari sono solo un po&#039;... boh... moralista? mammamia, spero di no! Di sicuro e&#039; che se ogni volta che il bambino si mette in quella situazione (e ci si mette di continuo) tu corri a salvarlo, non se ne esce piu&#039;. Le cose sono due: o il bambino ha veramente paura e allora la smette di arrampicarsi cosi&#039; in alto (e&#039; normale e giusto avere dei limiti e bisogna imparare a rispettarli e conviverci oppure a superarli ma con le nostre forze), o non ha per niente paura e la smetti tu di fare il casco blu.
ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
finalmente, penso di aver trovato l&#8217;area giusta per raccontare questo aneddoto. L&#8217;altro giorno, con mia moglie ed Esteban, siamo andati ad un parco giochi. Oltre a noi c&#8217;era un&#8217;altra famiglia con tre bambini (cugini tra di loro, non fratelli/sorelle). Uno dei tre aveva non meno di 6 anni. Ha attirato la mia attenzione perché&#8217; in varie occasioni, si e&#8217; arrampicato sui giochi e, poi , non e&#8217; riuscito a scendere. Quando mi sono offerto di aiutarlo, con aria &#8220;abituata&#8221; mi ha detto che lo poteva fare suo padre che, in quel momento, non lo vedeva perché era sotto un gazebo a preparare una grigliata (non era disattento, semplicemente non lo stava guardando in quel preciso momento). Poi, il papa&#8217; e&#8217; arrivato e lo ha tirato giù. La prima volta mi parse che era solo un po&#8217; timido con me, in fondo non mi conosceva. La questione e&#8217; che la dinamica si e&#8217; ripetuta varie volte e non accettava l&#8217;aiuto di nessuno (neanche del cugino più&#8217; grande) se non dei genitori che, prontamente, arrivavano in suo soccorso. Ho pensato, &#8220;ok, vuole attirare la loro attenzione&#8221;. La parte più&#8217; interessante non era ancora arrivata. Prima pero&#8217; vi faccio una breve descrizione dell&#8217;aspetto fisico del bimbo e dei genitori. Il bambino era magrolino ma non gracile pero&#8217; con un aria un po&#8217; deboluccia (piu&#8217; nello spirito). Il papa&#8217; poteva essere appena uscito dalla scuola dei marines (siamo in Maine, USA) e la madre era tonica, quel tonico che ti fa pensare come minimo al nuoto e allo sci 12 mesi all&#8217;anno. Ecco, ad un certo punto, i bambini erano tutti su uno di questi castelli con scale scivoli, attrezzi per arrampicarsi e quant&#8217;altro, arriva la madre e, con un salto e due o tre abili mosse imparate a furia di vedere l&#8217;uomo ragno o i documentari sulle scimmie, arriva fino in alto. Era impressionante, sembrava una ginnasta, io e mia moglie ci siamo guardati e chiesti come cavolo faceva a vincere così facilmente la forza di gravita&#8217; (brutta cosa l&#8217;invidia!). Passato lo stupore, mi sono venute in mente le scene del figlio che non riusciva a fare niente. E mi sono chiesto se, quando nostro figlio chiama l&#8217;attenzione su qualcosa che IN TEORIA non riesce a fare, la cosa migliore che possiamo fare e&#8217; fargli vedere quanto bravi siamo noi nel farlo. Secondo me questo lo ammazza ogni volta di piu&#8217; a livello di autostima oppure, gli da il motivo per enfatizzare la sua incapacita&#8217; (guarda come sei brava tu, io proprio non ci riesco, aiutami tu  che sei piu&#8217; brava di me). Insomma, non mi sento in diritto di giudicare quella mamma. In fondo, lei e&#8217; cosi&#8217; (atletica) ed e&#8217; giusto che continui ad esserlo. Pero&#8217; mi viene da riflettere sulla necessita&#8217; e l&#8217;urgenza di quello che, magari stupidamente, mi e&#8217; sembrato piu&#8217; che altro uno show, accompagnato da altri simili ma non cosi&#8217; intensi durante tutto il pomeriggio. Non che ci niente di male nello &#8220;show&#8221; ma e&#8217; il contesto del rapporto che me lo ha fatto apparire un po&#8217; fuori luogo. Non so, magari sono solo un po&#8217;&#8230; boh&#8230; moralista? mammamia, spero di no! Di sicuro e&#8217; che se ogni volta che il bambino si mette in quella situazione (e ci si mette di continuo) tu corri a salvarlo, non se ne esce piu&#8217;. Le cose sono due: o il bambino ha veramente paura e allora la smette di arrampicarsi cosi&#8217; in alto (e&#8217; normale e giusto avere dei limiti e bisogna imparare a rispettarli e conviverci oppure a superarli ma con le nostre forze), o non ha per niente paura e la smetti tu di fare il casco blu.<br />
ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: mammolina</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-1049</link>
		<dc:creator>mammolina</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 06:59:25 +0000</pubDate>
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		<description>La poesia che riporto sotto mi è sempre piaciuta, ma da quando sono mamma ha un significato più profondo e personale e la leggo con una consapevolezza  diversa, che mi punge il cuore.
                     FIGLI

E una donna che reggeva un bambino al seno disse:
Parlaci dei Figli.

E lui disse:
I vostri figli non sono figli vostri.
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.

Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani,
Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro,
Ma non farvi simili a voi:
La vita procede e non s&#039;attarda sul passato.

Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
L&#039;arciere vede il bersaglio sul sentiero dell&#039;infinito,
E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell&#039;arciere;
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell&#039;arco.
K.Gibran
un abbraccio a tutte</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La poesia che riporto sotto mi è sempre piaciuta, ma da quando sono mamma ha un significato più profondo e personale e la leggo con una consapevolezza  diversa, che mi punge il cuore.<br />
                     FIGLI</p>
<p>E una donna che reggeva un bambino al seno disse:<br />
Parlaci dei Figli.</p>
<p>E lui disse:<br />
I vostri figli non sono figli vostri.<br />
Sono figli e figlie della sete che la vita ha di sè stessa.<br />
Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,<br />
E benché vivano con voi non vi appartengono.</p>
<p>Potete donare loro amore ma non i vostri pensieri:<br />
Essi hanno i loro pensieri.<br />
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:<br />
Esse abitano la casa del domani,<br />
Che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.<br />
Potete tentare di essere simili a loro,<br />
Ma non farvi simili a voi:<br />
La vita procede e non s&#8217;attarda sul passato.</p>
<p>Voi site gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.<br />
L&#8217;arciere vede il bersaglio sul sentiero dell&#8217;infinito,<br />
E vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.<br />
Affidatevi con gioia alla mano dell&#8217;arciere;<br />
Poiché come ama il volo della freccia così ama la fermezza dell&#8217;arco.<br />
K.Gibran<br />
un abbraccio a tutte</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Antonella</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-1029</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 12:17:03 +0000</pubDate>
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		<description>Ogni giorno è una sfida e una conquista sia per loro che per me. Anch&#039;io due figlie vicine come età e due caratteri complemente diversi. Nella grande (6) io mi rivedo e mi ritrovo, forse anche troppo e per questo vorrei evitarle gli errori e le sofferenze mie, quindi fatico molto a lasciarla, la piccola (4) ha un carattere decisamente più forte e sperimenta molto di più. Ci provo ogni tanto a dare delle piccole reponsabilità, ma vorrei fare di più</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno è una sfida e una conquista sia per loro che per me. Anch&#8217;io due figlie vicine come età e due caratteri complemente diversi. Nella grande (6) io mi rivedo e mi ritrovo, forse anche troppo e per questo vorrei evitarle gli errori e le sofferenze mie, quindi fatico molto a lasciarla, la piccola (4) ha un carattere decisamente più forte e sperimenta molto di più. Ci provo ogni tanto a dare delle piccole reponsabilità, ma vorrei fare di più</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Silvia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-969</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 17:04:18 +0000</pubDate>
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		<description>le responsabilità fanno paura a tutti: buona cosa insegnare a gestirle prima possibile, anche andando incontro a qualche scivolone scolastico....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le responsabilità fanno paura a tutti: buona cosa insegnare a gestirle prima possibile, anche andando incontro a qualche scivolone scolastico&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: CRISTINA</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-963</link>
		<dc:creator>CRISTINA</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:05:09 +0000</pubDate>
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		<description>questo è il mio più rpessante problema, ora. voglio dire, quand&#039;erano piccoli le necessità erano simili a quelle delle nonne, le nostre, no? accudirli sfamarli amarli. certo, in più volevamo stimolarli, allargare i loro orizzzonti. ma ora...ora che hanno 16 e 12 anni... ora viene la parte difficile, almeno x me. 
soprattutto con la femmina, 12 anni, è un continuo soffiarci addosso come i gatti. soprattutto perchè sono molto diverse le concezioni che lei e io abbiamo di: 
quel che sa fare da sola
quel che può fare da sola
quel che deve fare da sola
qual che NON ecc ecc 
vexata quaestio, ad es, i compiti, lo studio.
su questa e altre cose, le dico a volte di prendersi le proprie responsabilità, della serie: non vuoi studiare, oggi? ok, ma sappi che se ti interroga e prendi un brutto voto, poi sei in punizione. lei mi dice che così la ricatto, ma a me non sembra. deve capire che mamma non puoò sempre tolgiere le castagne dal fuoco e che tutto ciò che fai o NON fai ha una conseguenza, buona o cattiva...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo è il mio più rpessante problema, ora. voglio dire, quand&#8217;erano piccoli le necessità erano simili a quelle delle nonne, le nostre, no? accudirli sfamarli amarli. certo, in più volevamo stimolarli, allargare i loro orizzzonti. ma ora&#8230;ora che hanno 16 e 12 anni&#8230; ora viene la parte difficile, almeno x me.<br />
soprattutto con la femmina, 12 anni, è un continuo soffiarci addosso come i gatti. soprattutto perchè sono molto diverse le concezioni che lei e io abbiamo di:<br />
quel che sa fare da sola<br />
quel che può fare da sola<br />
quel che deve fare da sola<br />
qual che NON ecc ecc<br />
vexata quaestio, ad es, i compiti, lo studio.<br />
su questa e altre cose, le dico a volte di prendersi le proprie responsabilità, della serie: non vuoi studiare, oggi? ok, ma sappi che se ti interroga e prendi un brutto voto, poi sei in punizione. lei mi dice che così la ricatto, ma a me non sembra. deve capire che mamma non puoò sempre tolgiere le castagne dal fuoco e che tutto ciò che fai o NON fai ha una conseguenza, buona o cattiva&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: mominthecity</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-940</link>
		<dc:creator>mominthecity</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:50:56 +0000</pubDate>
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		<description>tema stupendo, sfidante, interessante, seguirò con grande attenzione e curiosità. Vediamo se mi riesce di scriverci anche io qualcosa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tema stupendo, sfidante, interessante, seguirò con grande attenzione e curiosità. Vediamo se mi riesce di scriverci anche io qualcosa</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: monia</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-893</link>
		<dc:creator>monia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 09:34:48 +0000</pubDate>
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		<description>Difficile, molto difficile staccare il cordone ombelicale, soprattutto perché vorremmo la loro felicità sempre e ad ogni costo.
Quante paure poi, dal mondo esterno. Eppure, con un dialogo continuo, con mille piccoli esempi e milioni di spiegazioni, con assoluta naturalezza, scopro che quasi sempre sono loro a segnare il passo dei cambiamenti, le tappe della crescita al momento giusto. 2 bimbe quasi coetanee e 2 caratteri, 2 approcci alla vita estremamente diversi, eppure loro sanno quando è il momento giusto per fare un&#039;esperienza nuova, per essere più autonome in determinati momenti del quotidiano.
Essere genitori non è facile, ma è un&#039;esperienza stupendamente inqguagliabile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile, molto difficile staccare il cordone ombelicale, soprattutto perché vorremmo la loro felicità sempre e ad ogni costo.<br />
Quante paure poi, dal mondo esterno. Eppure, con un dialogo continuo, con mille piccoli esempi e milioni di spiegazioni, con assoluta naturalezza, scopro che quasi sempre sono loro a segnare il passo dei cambiamenti, le tappe della crescita al momento giusto. 2 bimbe quasi coetanee e 2 caratteri, 2 approcci alla vita estremamente diversi, eppure loro sanno quando è il momento giusto per fare un&#8217;esperienza nuova, per essere più autonome in determinati momenti del quotidiano.<br />
Essere genitori non è facile, ma è un&#8217;esperienza stupendamente inqguagliabile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Serena</title>
		<link>http://genitoricrescono.com/aiutiamoli-a-crescere-lasciamoli-crescere/comment-page-1/#comment-890</link>
		<dc:creator>Serena</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 06:33:38 +0000</pubDate>
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		<description>@extramamma mi garantisci che poi è meglio o è solo diverso?
@mammadicorsa è in effetti un argomento un po&#039; difficile, ma a noi piacciono le sfide :)
@Silvia tranquilla, seguimi, ho portato con me una bussola
@Cinzia si si, scrivi un bel post!
@Elisa mi sembra un bel paragone. Ed è proprio per questo che non esiste una ricetta magica dell&#039;educazione, perché dipende come sempre da chi sono i protagonisti. E se c&#039;è burrasca bisogna proprio mettercela tutta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@extramamma mi garantisci che poi è meglio o è solo diverso?<br />
@mammadicorsa è in effetti un argomento un po&#8217; difficile, ma a noi piacciono le sfide <img src='http://genitoricrescono.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
@Silvia tranquilla, seguimi, ho portato con me una bussola<br />
@Cinzia si si, scrivi un bel post!<br />
@Elisa mi sembra un bel paragone. Ed è proprio per questo che non esiste una ricetta magica dell&#8217;educazione, perché dipende come sempre da chi sono i protagonisti. E se c&#8217;è burrasca bisogna proprio mettercela tutta.</p>
]]></content:encoded>
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