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Affidamento dei minori ai nonni in caso di morte di genitori conviventi: un quesito ricorrente

Scritto il 20 Aug 2009 da Silvia 84 commenti


Questo post nasce da una domanda che mi è stata recentemente posta in una mail privata, ma che ho riscontrato essere un dubbio molto frequente. Anche la mia socia Serena, prima di convolare a spigliatissime nozze con GG, si era posta questo problema. Per questo ho deciso di affrontarlo con un apposito articolo (anche perchè, per ora, non faccio consulenza privata via mail attraverso questo blog).
Il quesito è questo: se due persone convivono, senza essere sposate ed hanno dei figli, in caso di morte (o di sopravvenuta incapacità) di entrambe, è vero che i figli non vengono affidati ai nonni?
In realtà non capisco da cosa nasca questo equivoco. Ho fatto una ricerca in rete ed ho trovato nei forum risposte tanto allarmanti quanto poco fondate: addirittura c’è chi sostiene che i bambini in questo caso vanno dritti in orfanatrofio, senza passare dal via.
Prima di tutto c’è da chiedersi di quali nonni si stia parlando. Le voci più catastrofiche riguardano sempre i nonni paterni, i quali si sostiene che non abbiano nel nostro ordinamento alcun legame di parentela con i nipoti nati in costanza di convivenza more uxorio.
La norma fondamentale al riguardo è il principio generale secondo cui vi è totale equiparazione dei figli nati nel matrimonio con quelli naturali riconosciuti, quali sono quelli nati in una convivenza, così come abbiamo già visto in un altro post in merito ai diritti patrimoniali.
Ciò posto, quello che dobbiamo domandarci è: ma dove sta scritto che, in caso di morte di entrambi i genitori regolarmente uniti in matrimonio, i figli minori siano automaticamente affidati ai nonni?
In qualsiasi caso un minore resti privo dei genitori (o questi siano divenuti incapaci), che siano sposati o meno, dovrà intervenire un giudice per nominare un tutore. Il tutore sarà scelto in base a criteri che soddisfino in via assolutamente prioritaria gli interessi del minore: potrà essere la persona che concretamente si è occupata del minore alla scomparsa dei genitori, o quella persona che ha avuto con il bambino un rapporto affettivo più stretto e costante (oltre ai genitori), potrà essere un parente che per età e condizione familiare può offrirgli un ambiente consono alla crescita di un bambino. Se l’età lo consente verrà sentito il minore.
La prassi vuole che spessissimo i bambini siano affidati, in questi casi, ai nonni: ovviamente se non sono troppo anziani o malati. Questo perchè sono i parenti più prossimi e spesso più disponibili ad occuparsene. Ma potrebbero essere scelti degli zii che già hanno altri bambini o addirittura persone non legate da vincoli di parentela.
Tutto ciò prescinde totalmente dall’essere i genitori defunti (o divenuti incapaci) sposati o meno.
Non vi è alcun automatismo che identifichi nei nonni con certezza i tutori dei minori alla scomparsa dei genitori. Quindi non c’è nulla che vieti di affidare i minori ai nonni, anche se i genitori non erano sposati, anzi, questa è la prassi più ricorrente.
E come si sceglie tra nonni paterni e nonni materni? Secondo il fondamentale principio dell’interesse del minore: si darà la priorità a chi concretamente si è occupato più frequentemente del minore, il giudice cercherà anche di trovare accordo tra i nonni e valuterà le condizioni familiari (e non ultime quelle economiche) dei nonni, così come di qualsiasi altra persona che fosse chiamata a far da tutore.
Non va poi dimenticato l’art. 155 c.c., secondo cui “anche in caso di separazione dei genitori il figlio minore ha il diritto [omissis] di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.“: per estensione, tale principio non può che valere anche nel caso in cui il minore sia affidato ad un tutore.
Chiunque voglia sentirsi più tranquillo, rifletta attentamente su chi vorrebbe che crescesse i propri figli in caso di scomparsa di entrambi i genitori e poi rediga una scrittura testamentaria in merito, possibilmente congiunta con il proprio compagno o coniuge: basta un testo semplice e chiaro, che indichi il nome di chi è scelto dai genitori e, in modo conciso, il motivo. In questo caso, se non sopravvengono motivi ostativi successivi (per esempio malattia della persona prescelta) e se questa persona non rifiuta, qualsiasi giudice prenderà in serissima considerazione le disposizioni dei genitori.

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84 Commenti »

  • Famiglia. La riforma sui figli e non solo | L'agone ha scritto:

    […] non era un problema che avrebbe potuto influire su un’eventuale affidamento del bambino in caso di morte di entrambe i genitori, ma di sicuro la questione aveva risvolti nel diritto ereditario (il nipote non avrebbe ereditato […]

  • max ha scritto:

    Salve Silvia, cosa ne pensi se Come Padre legittimo che ha perso la compagna e che ha riconosciuto Samantha mia figlia di tre anni. La legge mi permette di poter amministrare parte dei beni ereditati da Samantha di tipo ordinario esempio: affittare la casa, usare soldi ereditati ( questi ultimi sempre previo consenso dal giudice tutelare) per acquisti chiamiamoli intelligenti etc…
    Domanda: se il bene ( la casa) viene affittato per € 800.00 e trovo un appartamento o altro per mè e la Samantha per € 600.00, la differenza di € 200.00 come e da chi vengono gestiti?
    Mentre per quel che riguarda l’amministrazione dei beni di tipo extra ordinario che implicano per esempio la vendita della casa, mi devo rivolgere ad un giudice tutelare ( spero di aver capito bene e mi scuso se stò sparando delle inesattezze ) che deciderà dopo una perizia la veridicità del valore della casa e l’offerta dell’acquirente.
    Domanda: se la vendita va a buon fine di € 500.000, questa somma come verrà amministrata, inteso dovrà essere preso un bene di equo valore o??

    I nonni materni, coloro che hanno la grana, potrebbero crearmi dell’ostruzionismo di tipo convocarmi davanti al giudice per togliermi l’affido della bambina, non permettermi di fare nessun tipo di uso dell’eredità della bambina attraverso delle istanze del loro avvocato etc…
    Ti chiedo questo perchè l’attuale casa dove vivo e una bifamiliare che si affianca alla sorella e a circa 25 mt ci sono i nonni, E tutto aperto come fosse una grande famiglia, ma quello che io vorrei è andarmene da qui ed eventualmente far recintare ed affittare. Chiaramente si può fare ma ripeto fino a che punto può sorgere il loro diritto di prevaricare nei miei confronti? C’è un pò di confusione ma spero tu possa far chiarezza per mè. Grazie mille.

  • Federica ha scritto:

    Buongiorno
    Ho appreso che é necessario un testo che indichi nominativo e motivo per cui si é scelto l’affidamento del proprio figlio, quello che vorrei sapere cortesemente come farà un eventuale giudice a sapere dell’esistenza di questa scrittura? Dev’essere controfirmata da qualcuno il giorno in cui si redige?
    Ringrazio e saluto cordialmente.

  • Barbara ha scritto:

    So’ di dire una banalità nell’affermare che nel diventare genitore inizi a riflettere molto sulla morte e su tutto quello che ne consegue. Prima fra tutte e’ proprio la domanda su chi si occuperà dei propri figli una volta che non ci sarai più.Vi ringrazio quindi x la risposta ad un quesito che mi attanaglia da un po. Questa sera ho finalmente capito cosa devo e posso fare, nella speranza naturalmente che questo non accada mai.

  • Figlie e basta: la riforma sull'equiparazione dei figli | genitoricrescono.com ha scritto:

    [...] Come avevo già chiarito, non era un problema che avrebbe potuto influire su un’eventuale affidamento del bambino in caso di morte di entrambe i genitori (la “leggenda metropolitana” per la quale in quel caso il bambino sarebbe dato in [...]

  • Silvia (author) ha scritto:

    Nana, lascia qualcosa di scritto (sotto forma di testamento olografo, cioè scritto di tuo pugno, senza forme particolari e affidato a una persona di tua fiducia) dove spieghi i motivi per i quali ritieni che gli zii siano i più adatti. Un giudice tutelare sicuramente ne terrà conto.
    Se però c’è un padre, la bambina verrà affidata a lui, a meno di gravi mancanze, che, se presenti, ti consiglio di esprimere nel testamento.

  • Nana ha scritto:

    Sono malata e vivo sola con mia figlia, so che tra qualche mese non sarò più in vita!
    Come posso far si che mia figlia di 11 anni possa essere affidata ai suoi zii che tanto ci sono vicino e sono gli unici che
    Vorrei crescessero mia figlia??
    Sapreste aiutarmi?

  • Ivan ha scritto:

    Ma insomma questa legge che equipara i figli naturali a quelli leggittimi è ora valida o no? Convivo con la mia compagna ed abbiamo un bimbo di quasi 7 anni e forse un altro in arrivo ma essendo io molto preventivo e forse pessimista temo che possa succedermi qualcosa. Il problema sul quale vorrei una risposta chiara e sicura è: se veniamo a mancare sia io che la mia compagna possiamo lasciare una scrittura privata, o necessita un atto in tribunale, con cui si richiede che mio figlio venga affidato a mia sorella anche se è ancora nubile e vive con mia mamma? Lei stravede per suo nipote e lui è molto attaccato a lei. Ho sentito dire che che assicurarsi che il figlio non finisca presso organi esterni bisogna fare un atto del tribunale. Inoltre cosa possiamo fare perchè a lui sia riconosciata a tutti gli effetti la possibilità di ereditare anche dagli zii oltre che dai nonni?…. mia sorella lascierebbe sicuramente tutto a lui. Grazie.

  • elizabeth ha scritto:

    ciao volevo fare una domanda spero di non essere giudicata.

    io sono una ragazza madre il padre di mia figlia non ha voluto saperne ed io ora vorrei sapere cosa posso fare legalmente perche’ vorrei che fosse mia madre il suo tutore a tutti gli effetti.
    help

    grazie

  • linila ha scritto:

    In conclusione dopo aver letto tutti gli articoli con tutti i casi più disparati, avere un figlio ed essere o NON essere sposati è esattamente la stessa cosa o rimangono dei cavilli che non tutelano al 100% i figli?

  • Elio ha scritto:

    Cara Silvia, grazie per le risposte e passo al quesito di cui non ho trovato una risposta adatta. Ho 50 anni e sono padre di tre figli di 16 7 e 6 anni. La figlia maggiore l’ho avuta durante una convivenza di durata da 10 anni e cessata quando la bambina ne aveva 2. E’ stata riconosciuta alla nascita da entrambi i genitori e successivamente anche per quanto riguarda i rapporti di parentela con i nostri parenti attraverso un’istanza al tribunale dei minori durante i primissimi mesi di vita. Poi successivamente nel 2003 mi sono sposato con un’altra donna e ho avuto gli altri 2 figli e qualche anno fa mi sono separato. Ho sempre intrattenuto rapporti continuativi con la prima figlia quasi giornalmente e ho sempre versato l’assegno di mantenimento pagando gli extra per le spese mediche, scolastiche, ecc. Circa un anno e mezzo fa è venuta a mancare sua madre e lei ha deciso di continuare a vivere nella casa materna con suo fratello. Questi è nato dal precedente matrimonio della defunta e maggiorenne essendo 10 anni più grande di mia figlia e ha un reddito da lavoro dipendente. La sua scelta presumo sia dettata da una maggiore libertà di movimento dato che di fatto non la posso controllare. Provvedo regolarmente a mantenere mia figlia, ma le spese si sono quasi triplicate dato da allora devo pagare 2 case anche se di proprietà, quella dove vivo io e quella dove vivono mia figlia e suo fratello (luce, gas, acqua, condominio, ecc.). Sono un libero professionista e le mie entrate sono modeste, soprattutto da un anno a questa parte. Nello stesso tempo non avendo la quotidianità con mia figlia mi sento padre più reale che virtuale. Mia figlia viene da me il sabato a pranzo perchè riceve la “paghetta” settimanale e poi ci sentiamo a telefono per il resto della settimana. Se venisse ad abitare da me riceverebbe quell’affetto che le è venuto a mancare con la morte della mamma e inoltre mi agevolerebbe moltissimo nelle spese che ogni mese devo affrontare per lei nella casa in cui vive (difatti rimarrebbero a carico del fratello eccetto per le tasse della proprietà)dato che mi tocca, ovviamente, versare ogni mese anche il mantenimento degli altri 2 miei figlioli. Le voglio molto bene e preferirei non ricorrere a soluzioni estreme, ma comunque ti chiedo: il giudice dei minori può obbligare (che brutta parola) mia figlia alla convivenza con me?

  • tamara ha scritto:

    SALVE VOLEVO CHIEDERE UNA DOMANDA. I FIGLI DEL FRATELLO DI MIO MARITO DI 6 E 8 ANNI SONO FIGLI DI UNA COPPIA NON SPOSATA E SEPARATI. PER VARI MOTIVI, OGGI VIVONO CON IL PADRE, CON IL AFIDAMENTO PROVISORIO IN LA QUALE PARTECIPANO ANCHE I NONNI MATERNI E PATERNI. LA MADRE DEI BAMBINI LI HA CRESCIUTI MA E DA QUASI 10 MESI CHE LEI NON SI FA QUASI MAI SENTIRE
    VIVE CON UN EX TOSSICO DIPENDENTE E DA ALLORA SEMBRA AVERSI DIMENTICATO DEI FIGLI MA IO VOGLIO PIU CREDERE CHE LEI NON STIA BENNE CON SE STESSA PER AFRONTARE IN QUESTO MOMENTO LA CRESCITA DEI BAMBINI.INSOMA E UN MAMA AASSENTE OGGI. LA MIA DOMANDA E: PUO IL PADRE TOGLIERE LA PATRIA POTESTA DEFINITIVA A LA MADRE E SE SI, COSA DEBE SUCEDERE PER PERDERE LA PATRIA PPOTESTA A UNA MADRE IN GENERE IN COSA SI BASA UN GIUDICE PER ARRIVARE A UNA DECISIONE COSI??VORREI QUE QUESTO NON ACADESSE PERCHE I BAMBINI NONOSTANTE TUTTO ADORANO LA MADRE E ASPETTA SEMPRE UN RITORNO DI LEI.GRAZIE PER LA RISPOSTA.

  • Laura ha scritto:

    Complimenti per le tue risposte esaurienti! In pratica ho trovato le risposte a tutte le mie domande senza nemmeno portele! Il mio compagno è morto circa 3 mesi fa e io mi ritrovo con due figli, il grande, avuto da un precedente matrimonio, e il piccolino di nemmeno quattro anni avuto dal mio compagno e per il quale gli “zii” (travirgolette…perchè parenti non sono e questo mi fa un IMMONDO piacere) hanno cercato di reclamare la tutela a due giorni dalla morte del suo papà! In pratica sono venuti in casa mia, ti puoi immaginare le mie condizioni soprattutto psichiche, dicendo che mio figlio avrebbe avuto bisogno di un tutore e che loro, evidentemente presi da una botta di altruismo, avevano deciso che sarebbe stata la moglie del fratello, tutto perchè lo “zio”(cioè il marito dell’aspirante tutrice….anche se per indicarla userei un’altro vocabolo che finisce per …..ice e che indica il mestiere più vecchio del mondo!) è indagato per omicidio colposo e quindi evidentemente sono venuti a mettermi il panico in un momento in cui non ero sicuramente capace di intendere e di volere (ma di fare qualche ricerca su internet e il numero di telefono del mio avvocato per fortuna ero ancora in grado!!!!) al fine di gestire il….loro patrimonio che sta per diventare quello di mio figlio! Ancora grazie e complimenti, se ti facciamo tante domande è solo perchè purtroppo siamo circondati da gente ignorante e pure un po’ schifida!!!!

  • giulia ha scritto:

    salve, volevo un informazione…..circa dieci giorni fa e’ nato mia nipote SHARON …
    mio cognato e mia sorella stavano facendo una cura di metadone per disintossicarsi , mia sorella ha dovuto continuare la cura anche durante i 9 mesi di gravidanza, la sua ginecologa era a conoscenza di questa cura perche’ il bambino avrebbe potuto avere dei problemi seri alla nascita o crisi di astinenza dovute alla cura di metadone che purtroppo anche la bimba ha assimilato durante la gestazione….
    Noi familiari siamo venuti a conoscenza che loro erano iscritti al SERT solamente dopo la nascita della bimba e per altro abbiamo avuto dei problemi per quanto riguardo l affido in quanto loro secondo l assistente sociale non sono in grado di prendersi cura della piccola!!! MAMMA E PAPA’ hanno dichiarato che il bimbo sara’ in affido a loro , ad oggi sono passati piu’ di 10 giorni che attendiamo la risposta dal tribunale dei minori che ci da esito positivo per quanto riguarda l affido..nel frattempo la piccola e’ mantenuta al TIN ed e’ gia’ in dimessioni perche’ alla nascita non ha riscontrato alcun problema…
    qualcuno sa dirmi quanto tempo ancora dobbiamo attendere?grazie mille cmq…GIULIA

  • leila ha scritto:

    grazie mille delle info
    sono molto contenta che ci sia questo ddl che elimina tutti i problemi e spero che venga sul serio approvato

    in caso di decesso di entrambi e di disaccordo sul tutore, visto che lui designerebbe suo fratello (ormai un parente a tutti gli effetti) e io no ci sono speranze che con una buona motivazione sia accolta la mia nomina o si favorisce sempre e cmq il parente?

    il non riconoscimento del padre è l’unico escamotage per dargli il mio cognome (io sono l’ultima della famiglia e ci tenevo molto perchè è un cognome unico e molto legato alla mia città e alla sua storia)?
    solo che poi per avere una cosa del genere mi ritroverei ad avere un sacco di problemi nella gestione della ns vita familiare perchè lui non risulterebbe nessuno per ns figlio?

  • laila ha scritto:

    buon pomeriggio, volevo specificare che il MIO ATTUALE COMPAGNO(quello con cui non convivo ma che ha uno splendido rapporto con i miei figli) NON E’ il loro padre naturale al quale il tribunale ha recentemente tolto l’affido, senza concedergli il diritto di visita e sospendendogli anche GLI INCONTRI PROTETTI.Probabilmente mi ero spiegata male, percio’, alla luce di questa mia nuova specifica, le rinnovo la mia domanda, sarebbe possibile indicare nel mio testamento olografo il MIO NUOVO COMPAGNO come persona a cui affidare i miei figli? di nuovo grazie per l’attenzione.

  • Silvia (author) ha scritto:

    @Laila: normalmente i bambini restano con il genitore superstite. Nel tuo caso, però, se il padre non ha il loro affidamento, il motivo per il quale sono stati affidati solo a te avrà un peso. Il testamento può servire come indicazione.

    @Leila. Sta per essere approvata una legge che equipara completamente i diritti dei figli. Quindi tra pochi mesi non ci sarà alcuna differenza e tuo figlio sarà legato da parentela con gli zii anche per la legge.
    Se il padre resta unico genitore superstite non c’è alcun bisogno di nominare un tutore. I beni che un minore eredita e di cui diventa proprietario, però, non possono essere alienati se non con l’autorizzazione del giudice tutelare, che deve appunto evitare lo sperpero. Anche il genitore deve ottenerla.
    In caso di decesso di entrambi, se indicate due tutori diversi, sarà lo stesso giudice tutelare a decidere e sicuramente terrà conto delle indicazioni (per questo motivate sempre la scelta nel testamento).
    Il tuo compagno potrebbe comunque andare a vivere dove vuole con il figlio, se rimanesse unico genitore superstite.
    Per le altre domande, ti rimando a quello che ti dicevo: la legge equiparerà i figli in tutto e per tutto (è già passata alla camera, deve passare al senato ed è una proposta di legge trasversale, appoggiata da governo e opposizione, quindi è praticamente sicuro che sarà approvata).
    Scusami, ma se non lo riconosce per la legge vuol dire che non è suo figlio. Quindi cosa c’è di strano se risulta un estraneo?

  • leila ha scritto:

    salve
    noi conviventi di fatto ma con residenze diverse (cambia qualcosa ?) e non sposati, lui divorziato senza figli, io figlia unica lui una sorella sposata con figlia e un fratello sposato senza figli

    se non ho capito male quindi i nonni sono parenti e da loro il mio bambino che deve nascere a dicembre può ereditare, ok?
    ma dagli zii no? cioè lui non sarà erede del fratello del mio compagno ma sarà tutto ( negozio, proprietà immobiliari) della nipote femmina figlia della sorella?
    nè tanto meno potrà ereditare se mai si presentasse l’occasione dallo zio tedesco del mio compagno (lui è italotedesco ma la cittadinanza è solo italiana), non sposato e senza figli che ha varie proprietà in germania?
    o in entrambi i casi si può porre rimedio con un testamento?

    se io venissi a mancare la potestà genitoriale andrebbe tutta al mio compagno e io non avrei la possibilità di nominare un tutore, nè per le decisioni nè per l’amministrazione di quello che lascio al bambino? io ho già accantonato una somma da lasciare al mio bambino che sarebbe l’unico a ereditare da me e vorrei che ad amministrarla fosse un’altra persona che in queste cose è molto più ferrata del mio compagno, è possibile? e poi non vorrei che lui usasse questi soldi per qualcosa altro e non per il nostro bambino, che ne so tipo per un’altra donna?

    non siamo d’accordo sulla nomina del tutore in caso di decesso di entrambi, cosa succede? ne possiamo nominare due diversi (lui suo fratello io la mia migliore amica)? in questo caso ne scelgono uno solo o lo fanno congiuntamente? il suo è un parente ma la mia amica ha un istruzione decisamente superiore, mi conosce da una vita ed educherebbe mio figlio esattamente come avrei fatto io

    noi abitiamo da me, in una porzione della bifamiliare dei miei, lui potrebbe portare mio figlio via da lì se mi succeddesse qualcosa?

    se lui poi se ne va con un’altra e si sposa facendo figli, questi fratellastri possono esautorare mio figlio da tutte le eredità dei collaterali perchè sono legittimi ma si mantiene la quota sul mio ex e sui nonni (solo che lo possono liquidare in denaro)?
    in questo caso anche se fa altri figli in costanza di matrimonio mi deve cmq il mantenimento del bambino? in parti uguali? cioè se con questa altra donna ne fa 2 di figli mi deve un terzo del suo stipendio? o i figli legittimi vengono preferiti?

    se decido di dargli solo il mio cognome posso farlo solo se lui non lo riconosce? se lo riconosce anche se non siamo sposati per forza deve avere il suo cognome? e se non lo riconosce non mi deve nessun mantenimento, non ci sono diritti successori ma nemmeno posso mandarlo che ne so a scuola o alle visite mediche o in giro senza di me con lui perchè risulterebbe un estraneo? e gli farebbero problemi in qualsiasi eventuale controllo anche solo di routine in auto?

    alla faccia dell’equiparazione..
    grazie mille

  • laila ha scritto:

    sono una mamma di 47 anni, a giugno il tribunale dei minori ha pronunciato un decreto mediante il quale mi ha affidato in via esclusiva i miei due figli di 11 e 9 anni avuti da un uomo con cui non sono mai stata sposata. volevo sapere se, nel caso dovessi morire, i miei figli sarebbero riaffidati a lui.inoltre vorrei sapere se, tramite testamento olografo, potrei indicare il mio compagno (con il quale però non convivo ma che ha uno splendido rapporto con i miei figli)come persona alla quale venire affidati i minori. specifico che ho solo mio padre in vita ed ha 79 anni e due sorelle con cui non ho rapporti continuativi e che i miei figli vedono non piu’ di 3/4 volte l’anno pur abitando nella stessa città, mentre il padre del mio ex, anche lui settantanovenne, non si è mai occupato dei nipoti così come i miei tre cognati con i quali mi sento telefonicamente in maniera saltuaria. grazie e complimenti.

  • Dama ha scritto:

    Famiglia allargata, così allargata che fatico a sentirla vicino!
    Detesto questa forma di unione perchè la considero un abuso da parte dei genitori che fanno delle scelte che non tengono conto della sensibilità dei propri figli e mettono loro al primo posto!
    Forse la legge non dovrebbe neppure consentirla perchè la libertà a chi non ha saputo affrontare le proprie responsabilità è troppo difficile da gestire.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Tony, è impossibile che le bambine non vengano affidate al genitore superstite. In realtà non c’è alcun intervento sull’affidamento, se un genitore è vivo.

  • Tony ha scritto:

    desidero chiedere se le due bambine che io e la mia compagna abbiamo avuto e riconosciuto alla nascita, rischiano di non essere affidate al genitore sopravvissuto in caso di morte di uno dei due genitori.

    Mi pongo questo quesito dopo aver avuto un incidente d’auto.

    Grazie

  • freedom72 ha scritto:

    ciao, leggendo non ho trovato risposta ad un quesito….convivo, ho avuto un bimbo, lui non ha parenti se non un cugino in terzo grado, una zia in quarto, e i genitori anziani ( 79 e 86 anni). Sempre in caso di ecatombe, potrebbe mio fratello che ha 34 anni occuparsi di mio figlio…morissero nell’ecatombe anche i miei genitori ultrasessantenni??? c’è chi dice che mi devo sposare, perchè con i figli naturali anche se riconosciuti, gli zii per legge non figurano a parentela…

    Grazie per la risposta

  • disperata ha scritto:

    per cortesia qualcuno mi può aiutare a trovare una via di uscita?ho una nipotina di 4 anni,suo padre è in carcere,sua madre e una donna molto immatura,che sara indagata prima o poi per un reato fatto con sua madre,presso il tribunale dei minorenni.perche questa ragazza ha un’altra figlia,adesso come adesso questa ragazza ha perso la testa x un’altro uomo.purtroppo hanno questi due l’abitudine di bere,lei di picchiare la bimba,no si prende cura di questa bambina.se come la bimba e sua madre hanno vissuto a casa mia quasi sempre…la conosco,per questo fatto mi sono rivolta a una assistente sociale,però che purtroppo non riesce a capire che sono disperata perche questa bimba sta male psicologimante.per la vita sbandata che sua madre la fa vivere…questa ragazza no ha un lavoro fisso,quelli che ha fatto,stata licenziata per irresponsabile.non ha un posto stabili per vivere,e quindi la bimba sembra un paco,un giorno dalla nonna materna,un’altro da noi,e adesso addirittura a casa della mamma disuo nuovo compagno..di tutto ciò è a conoscenza l’assistente,pero continua a dire k soltanto sono voce mie,ho chiesto di farla visitare da una psicologa,magari cosi vede che non sono solo voce mie,addirittura,la sorella di questa ragazza(minorenne purtroppo)mi ha contattata per chiedermi di aiutare la bimba..l’assistente sociale ci ha dato diciamo regole da rispetare,k la bimba deve stare con noi un weekend e un’altro solo ed esclusivamente con la madre.un giorno entro settimana può rimanere con noi.cosi non ci sono troppi giorni senza vederci..stata consigliata di non far vedere la bimba suo nuovo compagno,perche la bimba e molto attaccata a suo padre(lo vede ogni 15 giorni)ma di queste regole soltanto noi avviamo rispettato..non so più cosa fare mi sento disperata perche la bimba è l’unica a pagare le conseguenze di questa storia…se qualcuno mi può dire dove posso andare,perche vorrei tanto stare con la bimba.fin che suo padre torna a casa..

  • andrea ha scritto:

    tranquilla era solo per rassicurare la mia compagna che spinge per il matrimonio temendo che nostro figlio non erediti dai suoi parenti (lei ha un padre, una madre e 2 sorelle).
    ciao e grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Andrea, vogliamo far succedere una strage solo per un’eredità!? ;)
    Prima di tutto, se la sorella ha un marito, eredita il marito. In caso contrario erediterebbe la tua compagna, se ancora in vita, oppure tuo figlio, in caso fosse già premorta la madre (ma comunque allo stato è lui l’unico erede della madre).
    A questo punto tu puoi anche non morire, tanto non entri in nessun modo nell’eredità! :D

  • andrea ha scritto:

    ciao Silvia,
    io e la mia compagna non siamo sposati e abbiamo un figlio; lei ha una sorella senza figli. Nel caso succeda un’ecatombe e muoia io, la mia compagna e la sorella, mio figlio eredita anche i beni della zia?
    Grazie per la risposta.
    Andrea

  • valeria ha scritto:

    Grazie davvero per questo post chiaro e preciso Silvia.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Tania, mi sembrano decisamente un po’ troppe domande: questa è una consulenza privata!
    Molte delle risposte le troverai leggendo gli articoli già scritti sulla separazione e questo qui sull’affidamento in caso di morte dei genitori.

  • tania ha scritto:

    cara silvia sono contenta che persone come te ci aiutino a capire di più sulle leggi scritte a volte in maniera difficile da capire .avrei da chiederti molte cose incomincio con ‘affidamento di un minore in caso di morte .io e mio marito abbiamo una bimba di 2 anni ,abitiamo in silia vicino ai suoi genitori e a sua sorella ,io mi sono trasferita da brescia a qui quando lò conosciuto e ho lascito i miei e mia sorella là.i suoi vedono mia figlia quasi tutte le domeniche a pranzo e basta perchè io sono una mamma a tempo pieno i miei quando vengono o vado io sempre 10 o 15 giorni 2 volte all’anno viviamo insieme 24 ore cioè vivono mia figlia dal risveglio a quando va a dormire per quei giorni e poi ci vediamo tramite pc o al videotelefono .sua sorella è un esaurita con famiglia mentre la mia vive con i miei relativamente perchè tra lavoro e amici non cè mai .volevo sapere se ci dovesse succedere qualcosa facciamoci le corna la mia bimba a chi verrebbe affidata ?i suoi anno i soldi ma sono più vecchi dei miei e abitano qui vicino i miei sono lontani ma con lei quando possono giocano molto se la portano a spasso insomma come sarà? e poi se io lascio uno scritto ma è per una persona lontano da dove la bimba vive verrà affidata comunque a questa persona ? anche se sò che spostare la bimba anche dalla regione dove è nata è brutto ma questi proprio non mi piacciono .poi noi viviamo in un appartamento in teoria di mio marito ma suo padre non fa la donazione perchè dice che se ci separiamo per legge nell’appartamento ci devo stare io con la bimba cosi dice che tutela suo figlio perchè quella che se ne deve andare nel caso sarò io con la piccola calcola che io mi sono dovuta licenziare per stare qui e non lavoro ,ma questo sarà possibile ? e poi mi può lui mio suocero mattere in un altro appartamento?che decide lui?e se decidessi in caso di separazione tornare vicino ai miei a brescia mio marito me lo può impedire? nel caso che mio marito muoia sempre con le corna ,mia figlia avrà la sua parte di eredità quella che sarebbe spettata al suo papà o andrà tutto a sua zia la sorella di mio marito? per adesso credo di aver finito con le domande nel caso ci sentiamo più avanti nel frattempo ti ringrazio molto baci

  • giulia ha scritto:

    Ciao a tutti, sto facendo una tesi sull’affidamento dei nipoti ai nonni. E’davvero difficile trovare articoli aggiornati su questa tematica…qualcuno saprebbe aiutarmi?
    Grazie,
    Giulia

  • Paola ha scritto:

    Ecco il testo dell’art. 317 bis, che mi mette in confusione (è stato abrogato per caso??)

    Art. 317-bis Esercizio della potestà

    Al genitore che ha riconosciuto il figlio naturale spetta la potestà su di lui.
    Se il riconoscimento è fatto da entrambi i genitori, I’esercizio della potestà spetta congiuntamente ad entrambi qualora siano conviventi. Si applicano le disposizioni dell’art. 316. Se i genitori non convivono l’esercizio della potestà spetta al genitore col quale il figlio convive ovvero, se non convive con alcuno di essi, al primo che ha fatto il riconoscimento. Il giudice, nell’esclusivo interesse del figlio, può disporre diversamente; può anche escludere dall’esercizio della potestà entrambi i genitori, provvedendo alla nomina di un tutore.
    Il genitore che non esercita la potestà ha il potere di vigilare sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio minore.

  • Paola ha scritto:

    Grazie per le risposte, quello che mi lascia perplessa è che l’art. 317 bis c.c parla di patria potestà esclusiva per il genitore con cui convive il minore….la legge sull’affido condiviso viene applicata anche ai genitori non sposati che abbiano terminato una convivenza. Qui la convivenza non sarebbe mai iniziata. Spero di spiegarmi bene. Silvia tu mi dici questo sulla base della legge sull’affido condiviso? Grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Paola, la potestà genitoriale (non più “patria potestà”) spetta ad entrambi i genitori, a prescindere dalla coabitazione (i genitori possono non essere una coppia e quindi non convivere).

    Dany, però tu mi citi una sentenza sul RICONOSCIMENTO di paternità, che a te non interessa, non un ricorso per togliere la potestà genitoriale. Quello che vale in quel caso, non vale nell’altro.
    Qualche conversazione con un psicologo non potrà che fargli bene, anche solo per fare il punto su come vive tuo figlio la questione “papà”.

  • dany ha scritto:

    Copio incollo recentissima sentenza della Cassazione civile..
    spero possa essere a Voi tutti utile e interessante .

    In tema di dichiarazione giudiziale di paternità, la contrarietà all’interesse del minore può sussistere solo in caso di concreto accertamento di una condotta del preteso padre tale da giustificare una dichiarazione di decadenza dalla potestà genitoriale, ovvero di prova dell’esistenza di gravi rischi per l’equilibrio affettivo e psicologico del minore e per la sua collocazione sociale. Tali rischi devono risultare da fatti obbiettivi, emergenti dalla pregressa condotta di vita del preteso padre, ed in mancanza di essi l’interesse del minore va ritenuto di regola sussistente, a prescindere dai rapporti di affetto che possano in concreto instaurarsi con il presunto genitore e dalla disponibilità di questo ad instaurarli, avendo riguardo al miglioramento obiettivo della sua situazione in relazione agli obblighi giuridici che ne derivano per il preteso padre; né l’interesse del minore può, di regola, essere escluso dalle normali difficoltà di adattamento psicologico al nuovo status, essendo queste normalmente connesse al riconoscimento da parte del genitore naturale, ovvero alla dichiarazione di paternità naturale, quando intervengano a distanza di tempo dalla nascita del minore. E nemmeno detto interesse è escluso dall’assenza di affectio da parte del presunto padre né dalla dichiarazione di costui, convenuto con l’azione di dichiarazione giudiziale ex art. 269 c.c., di non voler comunque adempiere i doveri morali inerenti alla potestà genitoriale.

    grazie x la precedente risposata silvia.

    vorrei un consiglio se possibile e grazie in ogni caso :)
    è bene che faccia seguire mio figlio da uno psicologo al fine di un giudizio x il giudice.visto che il bambino di 3 anni non ha mai visto e nn ne sa l’esistenza del padre biologico..ma bensi considera papà il nonno matrno o l’attuale mio compagno.(un po confusionaria la cosa per il bambino) e visto pure quanto ho riportato sopra credo sia meglio un analisi ecc. di un competente psicologo?
    grazie

  • Claudia-cipi ha scritto:

    PAOLA credo che la patria potestà resti finchè tu non chieda che gli venga tolta, per il motivo che non ha mai frequentato il figlio. Non credo sia possibile toglierla in automatico, senza una richiesta ed una sentenza.

  • Paola ha scritto:

    Ciao, stavo facendo delle ricerche e mi sono imbattuta in questo post che ritengo molto interessante. Avrei bisogno di sapere se nel caso di figlio riconosciuto dal padre che non ha mai convissuto con lo stesso la patria potestà è esercitata anche da lui o se solo dalla madre con la quale il bimbo convive. Non riesco a capire se nonostante la mancata convivenza (mai esistita fra i due genitori)entrambi abbiano la patria potestà. Spero di essere stata chiara e grazie in anticipo per la risposta.

  • Silvia (author) ha scritto:

    La potestà genitoriale al tuo ex potrebbe facilmente essere tolta (con un ricorso al tribunale per i minorenni), per il suo totale disinteresse.
    Un disconoscimento di paternità da parte sua, accettato da te (che ammetteresti che non è figlio suo), potrebbe risolvere altrimenti la questione, ma sarebbe comunque una finzione e, anche se il tribunale davanti alla tua ammissione non disponesse un test del dna, comunque prima o poi tuo figlio potrebbe chiederti conto della verità.
    Altrimenti potresti benissimo pretendere che lui partecipasse economicamente al mantenimento del figlio, anche chiedendo nel contempo che venisse sospeso dalla potestà genitoriale e comunque che il bambino sia affidato solo a te.
    Anzi, in futuro, con la scuola, potresti aver bisogno dell’affidamento esclusivo di tuo figlio, quindi almeno questo al tribunale per i minorenni prima o poi sarà necessario chiederlo.

  • dany ha scritto:

    ciao Silvia! potrsti darmi un consiglio? ho un figlio bellissimo di 3 anni nato da un mio ex compagno. l’ha riconosciuto dopo diverse mie chiamate dall’ospedale nonostante sapesse ed era stato avvertito per presentarsi.lasciai cmq carta firmata dove poi lui andò il giorno dopo della mia uscita dall’ospedale..ho sempre voluto e nn gli ho mai negato ma anzi il contrario, affinche lui vedesse crescere il figlio e viceversa..dopo tante telefonate fatte da me per digli che quando voleva poteva venirlo a trovare,dopo 2 mesi l’ha visto per pochi minuti e da allora non più nulla di lui..non gli ho mai chiesto un aiuto economico ma soltanto affetto per il bambino..forse ho sbagliato? nn lo so..resta cmq il fatto che oggi mio figlio nn conosce suo padre nn ne sa l’esistenza tant’è che per lui il padre è il nonno materno, detto “nonno pappà” .forse ancora oggi nn si spiega nulla e mi piange il cuore x tutto ciò. ho un nuovo compagno e si adorano entrambi al punto che da poco così spontaneamente l’ha chiamato papà.. forse mi sto dilungando troppo nei particolari..vorrei sapere ad oggi com’è la mia situazione si può fare qualcosa per togliere la patria potestà o devo comportarmi ed agire in qualche altro modo al fine di averla? non saprei..aspetto un tuo consoglio
    grazie

  • luce ha scritto:

    Grazie mille! Si lo so, sono andata un pò in là con i pensieri funesti, ma avendo vissuto la morte di mio padre quando ero adolescente, so che queste cose possono accadere.
    Adesso mi sono chiare anche altre cose e speriamo che non mi succeda niente!

    Luce

  • Silvia (author) ha scritto:

    Luce, mi preparo alla sfilza di risposte ;)
    Si, è come per gli orfani di un genitore nati nel matrimonio, non cambia nulla: il genitore affidatario esclusivo resta quello superstite. La differenza, sta ovviamente nel fatto che il genitore superstite non eredita.
    L’eredità è perciò tutta destinata al figlio naturale ed il genitore superstite gestisce il patrimonio del figlio minore. Tieni conto che se ci sono beni intestati ad un minore (immobili o conti correnti o titoli che ha ereditato), non possono essere toccati senza autorizzazione del giudice tutelare. Il tutore legale, nel caso da te illustrato sarebbe il padre.
    Il padre può restare nella casa familiare (che, nel vostro caso, intuisco, deve essere di tua proprietà), ma se questa diventa di proprietà del figlio per successione ereditaria, quando il figlio sarà indipendente potrà prenderne il piieno possesso. Finchè il figlio è minore e convive col genitore superstite non vedo difficoltà a che questo rimana in quella casa anche se convivesse con una nuova persona.
    No, la madre non può chiedere che il figlio sia affidato anche ad un nonno: un padre ce l’ha e se il reddito della madre era alto, il figlio avrà ereditato beni e mezzi tali da garantirgli un adeguato tenore di vita.
    Non puoi vincolare il padre di tua figlia a rimanere in una città: puoi però lasciare un testamento dove lo chiedi e ne spieghi i motivi. Se temi che tua figlia, in caso di tuo decesso, potrebbe essere allontanata dai nonni materni, una disposizione del genere offrirà loro uno spunto nel malaugurato caso dovessero proporre richieste giudiziali (caspita quanto sei andata in la con i pensieri funesti….!).
    Al figlio non chiederebbero dove vuole andare a vivere perchè il padre semplicemente può cambiare residenza con il figlio, non deve certo farsi autorizzare da un giudice. Più che altro spero che il padre rispetti i desideri di un figlio che, in quel caso, avrebbe già perso la madre…
    Se i conviventi dovessero separarsi nulla cambia: il padre resta padre, no?

  • luce ha scritto:

    Ah!dimenticavo di chiederti….un figlio è minore fino a 18 anni, se però la madre dovesse morire quando ha 12 anni o più, un giudice ascolterebbe i desideri del minore su dove vivere?

    Se nel corso degli anni i conviventi si dovessero separare, cosa succede?

    So che posso sembrare pessimista, ma la vita mi ha insegnato che è bene pensare a queste cose.
    grazie
    luce

  • luce ha scritto:

    Ciao Silvia,
    le tue risposte sono davvero esaurienti.Vorrei però avere ulteriori delucidazioni sul caso in cui muoia solo uno dei genitori di figli naturali, in particolare nel caso in cui muoia la madre ed il figlio sia MINORE.
    E’ ovvio che il figlio resta affidato al padre.
    Valgono le stesse norme per gli orfani nati da matrimonio (a me è capitato a 16 anni di aver perso mio padre, per cui so un pò come va)? Immagino però che la differenza sia che mentre mia madre era entrata nell’asse ereditario, il mio compagno non vi rientrerebbe!

    Ora sono mamma di una bimba di 2 mesi e convivo!La mia situazione è un pò complicata, poichè viviamo in una città (dove c’è la mia famiglia), il mio compagno lavora in un’altra (ed il suo lavoro è solo in questa città) e la famiglia del mio compagno vive in un’altra città ancora.

    Per cui le mie domande sono tante:
    Vorrei sapere l’eredità che lascia la madre è esclusivamente del figlio naturale? da chi viene gestita? Dal padre e dal tutore legale?

    Il padre resta a vivere nella casa condivisa dai conviventi?E nel caso di sì, se si dovesse risposare oppure andare a convivere?

    Se la madre poteva garantire al figlio un tenore di vita molto più alto di quello che potrebbe garantire il padre, la madre può lasciare delle disposizioni in merito e chiedere che il figlio sia affidato congiuntamente anche ad un nonno e che quest’ultimo sia un altro tutore, oltre al padre?

    Inoltre vorrei che mia figlia restasse a vivere nella mia città, nel caso di mia morte, posso vincolarlo in qualche modo?

    Grazie per le risposte, ma come ti dicevo il mio è un caso un pò particolare!
    Luce

  • Daniela ha scritto:

    Scusatemi, mi ha dato errore diverse volte, e alla fine non ho fatto attenzione e ho risposto al post sbagliato!!!

  • Daniela ha scritto:

    Io parlo da nipote.
    Ho due nonne ancora, e le mie figlie due bisnonne. Tutte e due molto diverse dal mio ideale di nonna, molto fredda una, molto invadente l’altra. Ma sono un’altra generazione.
    Ho un ricordo meraviglioso del mio nonno materno, un padre duro rigido e sicuramente non un padre che accetterei per le mie figlie (maschilista e abituato a essere servito sempre)ma un nonno dolcissimo, di quelli che si fanno tenere a braccetto “perché se tu mi aiuti riesco ad arrivarci, sono così vecchio che senza di te non ce la faccio”, che ti comprano il gelato anche se stai andando a casa a pranzo, che ti fanno gli indovinelli difficili. Mi ricordo le passeggiate con lui, gli aneddoti, le camminate lente lente… Ora non c’è più ma è un ricordo dolcissimo.
    Mi ricordo meno le nonne, la mia nonna materna, decisamente chiassosa, ma stavo meno con lei (ero fuori con mio nonno mentre lei a casa cucinava per tutti). Però è ancora ora la mia nonna, che abita lontano e vedo poco, ma che quando la vedo ti abbraccia così forte da farti male.
    E poi la nonna paterna. Donna di campagna, distaccata e dura. Non mi ricordo com’ero da bambina con lei. I ricordi iniziano con le liti in famiglia, con mia madre. E io poi ci sono finita in mezzo, facevo da corriere, mia madre non voleva vederla e io andavo a fare da portavoce. Quindi prendevo il peggio: le risposte di uno e dell’altro. Questo ricordo di loro. Poi morto mio papà non l’ho vista più. Prima perché mia madre ha tagliato i ponti, poi perché dopo anni ancora non ho avuto il coraggio di affrontarla.

    Ora ho due figlie, che hanno due bisnonne. Una la vedono poco ma sanno che c’è e fa parte delle loro vite. Una è un’ombra che pesa su di me, come un macigno. E sono sempre tra la voglia di affrontare quella donna dura che a rivedermi dopo 13 anni sicuramente non mi accoglierà con un sorriso, però almeno potrei riallacciare un rappporto, e la paura di guardarla negli occhi dopo averla praticamente abbandonata, anche se so che ero poco più di una bambina.

    Ecco, con questo voglio solo dire: i nonni sono nonni, i suoceri e genitori sono suoceri e genitori. Dividiamo finchè si può le due cose. HO un rapporto brutto con mia madre, ma sta riuscendo ad essere una buona nonna, non riesco a fidarmi di lei come di mia suocera (ecco, io sono il contrario per antonomasia) e non le ho mai lasciato da sole le bimbe piccole, ma ho sempre cercato di fare in modo che si vedessero. In fondo non è stata una buona madre per me, ma se le piccole la apprezzano perché non lasciare che abbiano una nonna in più?

    Certo che c’è storia e storia, certo che se l’invadenza di una nonna mina il rapporto madre-figlio (o padre-figlio) non c’è santo che tenga, il genitore viene prima sempre. Ma se si può, lasciamo ai nostri figli questo dono. Mio nonno non è stato un buon padre, ma è stato un nonno dolcissimo. E ora che ho perso il rapporto con mia nonna per gli scontri suocera-nuora, io ne pago con un rapporto che si è rotto e che se mai riuscirò a ricucire potrò farlo solo con un grande sforzo, e resterà comunque una brutta cicatrice. E mi spiace, tanto.

    In fondo se i rapporti non sono, come dicevo prima, patologici, una nuora può anche evitare una suocera senza toglierla ai nipoti. Glieli lascia ogni tanto, e va a farsi la spesa, o una cena col marito, o ci vanno tutti insieme e per un giorno si sopporta. O si litiga di brutto con la nonna in questione chiarendo le regole base, se vogliamo convivere è così, e si va avanti. Poi sono la prima a dire che se avessi visto certi atteggiamenti nei confronti delle mie figlie, non avrei esitato a chiudere i ponti, ma devono essere casi estremi per togliere il dono prezioso che è un nonno…

  • Claudia-cipi ha scritto:

    ecco, ho trovato tutte le risposte che cercavo e anche qualcuna in più
    grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    @ Christof: non è prevista nessuna nomina di tutore se un genitore è in vita (a meno che al genitore in vita non sia stata tolta la potestà sui figli).

    @ Daniela: ho capito perfettamente il problema. Nel testamento puoi solo nominare il tutore in modo che sia vincolante per un giudice. Però, una disposizione come tu dici, “negativa” (ovvero nominate tizio, ma se non può nominate chiunque meno che caio), seppure non vincolante, verrebbe comunque considerata da un giudice con la testa sulle spalle…

  • Daniela ha scritto:

    NOi siamo sposati, quindi non abbiamo questo problema. Però l’anno scorso abbiamo iniziato a pensare all’evento (a causa di un brutto incidente in cui sono morti insieme una coppia di persone del nostro paese, che hanno lasciato due giorni prima di natale un bambino di due anni :-( ).
    Per motivi personali e fondati siamo stati d’accordo sul fatto che capitasse a noi vorremo che le nostre figlie NON fossero affidate a una delle nonne. Dal punto di vista legale non ci sarebbe nessun impedimento, è economicamente benestante, convivente, e sotto il punto pratico quindi preferibile all’altra nonna, più anziana e sola. Ma la sola idea mi stringe lo stomaco.
    Avevamo pensato di parlarne in famiglia con l’altra nonna, spiegandole il nostro pensiero, ma il discorso ovviamente non sarebbe bene accetto e poi un domani la sua parola non basterebbe.

    Così ci siamo chiesti cosa fare: un testamento olografo, ossia scritto e firmato da entrambi, consegnato a un parente per essere sicuri che non vada perso, sarebbe sufficente? E’ possibile indicare una persona a cui non si vuole concedere l’affidamento, piuttosto che quella a cui si vuole concedere? La praticità deriverebbe dal fatto che le cose cambiano, l’altra nonna disponibile e in grado ora di farlo (e infatti è lei che tiene le bimbe se serve) magari avrà problemi più gravi fra qualche anno. E poi, nell’essere pessimisti, se io designo a X l’affidamento, e dopo un po’ di mesi anche X muore, chi mi dice che non venga dato a Y (che invece non voglio?).

    E’ un po’ contorto come discorso, spero di essermi spiegata. E dopo vado a mangiarmi un gelato perché in effetti è un po’ triste come argomento!

  • Christof ha scritto:

    Ciao Silvia!
    Finora ho letto solo di affidamento in caso di morte di tutti e due e genitori.
    Ho sentito però che anche in caso di morte di un solo genitore viene nominato un tutore per i figli.
    È vero? Se sì, si deve presentare ogni decisione riguardante i figli al tutore?

    Grazie

  • Lorenza ha scritto:

    Beh se facciamo le domande facili che gusto c’è? :-) :-)
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    Vabbè… così la nipote te la scegli, i parenti no!! ;)

    Dovrei fare una ricerca sul punto su altri Paesi, Lorenza (ma qualche domanda facile, me la fate mai???)

  • Lorenza ha scritto:

    Quindi la figlia di mio cognato che convive ma non è sposato non sarebbe parente mia e di mio marito? Che brutta scoperta!
    Ma è così anche in altri paesi o siamo così arretrati solo in Italia?

  • Silvia (author) ha scritto:

    Naturali riconosciuti. Un figlio non riconosciuto non ha alcun rapporto con il genitore che, appunto, non lo ha riconosciuto, almeno fino al riconoscimento o alla ricognizione giudiziale.

  • Lorenza ha scritto:

    Ciao Silvia,
    leggendo questo post mi è venuta una domanda: quando parli di figli naturali intendi quelli non riconosciuti o anche quelli nati da coppie non sposate ma conviventi (dove quindi il figlio/a porta il cognome del padre)? Per questi ultimi dovrebbero valere le considerazioni – su parentela, affidamento, eredità etc – fatte per quelli legittimi, o sbaglio?
    Scusa se è un quesito stupido, in diritto sono sempre stata una schiappa! :-)
    Grazie

  • Silvia (author) ha scritto:

    E vabbè… spero sia stata una bella festa! :D

  • Barbara ha scritto:

    Ok grazie. E’ bello sapere che le cose stanno cosi’, anche se a questo punto mi sa che mi sono sposata inutilmente… :P

  • Silvia (author) ha scritto:

    Barbara, invece gli zii non ce li possiamo mettere dentro, perchè i nonni, ovvero gli ascendenti, sono comunque parenti, gli zii no.

    Ti riporto il testo dell’art. 348 c.c.:
    “Il giudice tutelare nomina tutore la persona designata dal genitore che ha esercitato per ultimo la potestà dei genitori. La designazione può essere fatta per testamento, per atto pubblico o per scrittura privata autenticata.
    Se manca la designazione ovvero se gravi motivi si oppongono alla nomina della persona designata, la scelta del tutore avviene preferibilmente tra gli ascendenti o tra gli altri prossimi parenti o affini del minore, i quali, in quanto sia opportuno, devono essere sentiti.
    Il giudice, prima di procedere alla nomina del tutore, deve anche sentire il minore che abbia raggiunto l’età di anni sedici.
    In ogni caso la scelta deve cadere su persona idonea all’ufficio, di ineccepibile condotta, la quale dia affidamento di educare e istruire il minore conformemente a quanto è prescritto nell’art. 147.”

    Figli naturali e figli legittimi sono del tutto equiparati. Diciamo che per i figli naturali il Giudice potrebbe sentire solo i nonni in quanto unici parenti veri e propri. Non è escluso però che senta comunque i fratelli dei genitori.

  • Barbara ha scritto:

    Ciao Silvia,

    scusami, forse sono io che sono tonta, ma c’e’ un aspetto che non capisco. Siamo d’accordo che in caso di morte dei genitori non sposati il giudice fara’ comunque cio’ che ritiene piu’ giusto per gli interessi del bambino (magari tenendo conto di eventuali indicazioni dei genitori nel caso ne abbiano lasciate) ma la mia domanda e’: i nonni (e magari mettiamoci dentro anche gli zii, va’) sono considerati parenti a tutti gli effetti? Ovvero, se ritengono ingiusta la decisione del giudice (qualunque essa sia) hanno il diritto di dire la loro e di essere ascoltati in quanto parenti? Hanno qualche diritto in quanto parenti? E per i nonni/zii di bambini nati all’interno del matrimonio vale la stessa cosa?
    Insomma, c’e’ equiparazione totale?
    E gia’ che ci sono complico ancora di piu’ la cosa: e i bambini nati da genitori non sposati e non conviventi?

  • Franco ha scritto:

    Ciao Silvia

    Grazie infinite

  • Silvia (author) ha scritto:

    Franco, basterà inserire l’indicazione dello stesso nominativo (come dicevo su, con una breve motivazione) nei rispettivi testamenti, oppure scrivere una dichiarazione congiunta, firmarne insieme due copie ed allegarne una ciascuno al proprio testamento (se si intende redigerlo).
    Si tratta di una scrittura a forma libera perchè, in effetti, non è vincolante, ma in questo modo sarà tenuta sicuramente in considerazione da chi fosse chiamato a decidere.

  • Franco ha scritto:

    Ciao Silvia

    Ho letto con molto interesse il tuo articolo e le successive comunicazioni e vorrei chiedere la tua gentile collaborazione su un punto relativo alla redazione del documento

    Nell’articolo hai indicato che
    “…chi vorrebbe che crescesse i propri figli in caso di scomparsa di entrambi i genitori e poi rediga una scrittura testamentaria in merito, possibilmente congiunta con il proprio compagno o coniuge” Considerando che il testamento é strettamente personale come sarebbe piú opportuno realizzare questo documeto di forma congiunta?

    Ringraziandoti anticipatamente

    Franco

  • Silvia (author) ha scritto:

    Carola, è stato chiarito dalla giurisprudenza (prima c’era controversia sul punto) che il rapporto nonno-nipote è di ascendenza-discendenza anche in assenza di matrimonio. Mentre così non sarebbe tra zio e nipote.
    Ovviamente il nipote eredità dal nonno in caso di premorte del padre (se no è il padre l’erede).

  • carola ha scritto:

    Le risposte sono sempre molto precise e tranquillizzanti! Grazie!
    Non mi è però chiaro un aspetto. Faccio un’ipotesi: nonno, padre, nipote. Il padre non è sposato. Muore il padre, il figlio eredita da suo padre e fin qui ci siamo. Quando muore il nonno, il nipote eredita dal nonno o se c’è un altro figlio (zio del bambino) va tutto a lui? Grazie mille

  • SadMom ha scritto:

    Grazie Silvia, sei stata molto cara…ero davvero in ansia e adesso sono più tranquilla. Grazie davvero.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Carissima… per togliere la potestà genitoriale su un figlio ad una madre ci vuole davvero ben altro.
    Mi dispiace che tu viva questo clima familiare così teso ma per quello che riguarda il tuo bambino puoi davvero stare tranquilla.
    Se convivi da due anni e mezzo, deduco che tu sia separata da molto. Non so se sei separata solo di fatto ed hai preferito la strada dell’annullamento rotale (sembrerebbe da quello che ho capito), ma nessuno potrà per questo incidere in nessun modo sul tuo attuale rapporto.
    Per quello che riguarda la casa, in realtà in vita i tuoi genitori possono farne ciò che vogliono: se decideranno di donarla a tua sorella, ricordati che, nel momento della successione, avrai diritto a veder scorporate le donazioni dalla quota ereditaria (quindi tua sorella erediterà in proporzione di meno, se ci sono altri beni o dovrà comunque rifonderti una somma che ristabilisca la parità tra le quote ereditarie).
    Se invece dovessero optare per una vendita, magari fittizia, potrai sempre far valere in giudizio la simulazione.
    Insomma, potrai difenderti per avere ciò che ti spetterà (solo in sede di successione) senza paura che qualcuno invada la tua sfera privata.

  • SadMom ha scritto:

    Cara Silvia, avrei bisogno di una consulenza urgente.Ieri ho litigato con mia sorella per la casa dei miei che lei si vuole prendere senza darmi la mia metà…insomma,è un pò lunga la storia. Il punto è che i miei non fanno per me…ma favoriscono solo mia sorella (è l’unica dalla quale riescono a spillare soldi…). Mia madre ieri sera mi ha minacciata: se non lascio in pace mia sorella per la storia della casa lei mi fa togliere la patria potestà del mio bimbo sulla base di lettere, foto, bigliettini e scontrini…dice lei, riguardanti i miei ex-fidanzati!!! Io sono preoccupata perchè convivo e sono ancora in attesa di nullità di matrimonio col mio ex-marito. Cosa può fare? Io sono due anni e mezzo che sto col mio compagno ed ho un bimbo bellissimo di sedici mesi. Può davvero togliermelo? Io so che l’articolo 330 del cod. civ. dice che ciò avviene solo per gravissimi motivi…ma quello che ti ho scritto io può essere anche un motivo?
    Aiuto, help. Grazie.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Pipa, grazie innanzi tutto per l’ampio giro sul nostro sito.
    In realtà il tema di questo post non è totalmente calzante con la domanda che pone la vostra lettrice. Verrò a fare un salto da voi per tentare di risponderle.

  • Pipa di WhyMum.it ha scritto:

    ehm, scusa ho sbagliato! volevo dire Silvia…:)

  • Pipa di WhyMum.it ha scritto:

    Ciao Serena,
    una mamma della community di WhyMum.it ha posto questa domanda. Vedo che tu sei molto competente in materia e hai fatto diversi post su questo tema e quindi magari sei in grado di aiutarla con una tua risposta, se avrai voglia di farlo. Riporterei a tuo nome la risposta sul nostro sito. Questa collaborazione fra siti per mamme mi sembra una cosa bella e utile (un po’ nello spirito del vostro blogstorming).
    Grazie mille!

    “GENITORI SENZA REDDITO
    Sono in attesa di un bimbo e sono senza lavoro e il mio compagno ( non siamo sposati ) ha un lavoro a tempo determinato. Nel caso in cui anche lui restasse senza lavoro cosa potrebbe succedere? Intervento dei servizi sociali?
    Altra domanda:
    I nonni hanno l’obbligo legale di provvedere?”

  • Silvia (author) ha scritto:

    Se vi sposate è come se fosse nato nel matrimonio visto che è riconosciuto da entrambi.
    Lieta di esserti stata utile.

  • mammansia ha scritto:

    Grazie Silvia mi sei stata di ottimo aiuto. Solo una domanda ancora: ma se io ,facciamo conto, tra un anno mi sposo….mio figlio risulta sempre come se non fosse nato in costanza di matrimonio, o questa situazione automaticamente si annulla? Grazie di nuovo e buon fine settimana.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Pardon, mammansia, non avevo capito io la storia della febbre. Tanto per consolarti, tieni conto che ci sono molti nonni che si rifiutano, anche se in buone condizioni di salute e privi di impegni lavorativi, di occuparsi dei nipoti… Che dire, almeno i tuoi suoceri sono disponibili ed affezionati!
    Per quanto riguarda le questioni ereditarie, rispondo rapidamente. Ovviamente tutto dipende dalla premorienza di uno all’altro, perciò analizziamo solo il caso, diciamo “naturale” per anzianità, che i primi a lasciarci siano i tuoi suoceri. La casa di proprietà di tua cognata ritornerebbe di sua totale spettanza, estinguendosi l’usufrutto, eventuali altri beni si suddividerebbero tra tua cognata e tuo marito/compagno (ed ovviamente il suocero superstite).
    I beni di tua cognata, se è sposata, vanno in eredità al marito. Se non lo è, a tuo marito/compagno e, solo in conseguenza di questo poi a tuo figlio. Non c’è possibilità di eredità diretta tra tua cognata e tuo figlio se non è nato in costanza di matrimonio. In questo caso tua cognata, se non sposata, non avendo eredi necessari, potrebbe destinare i suoi beni a tuo figlio per testamento.
    Insomma… direi che spiegare tutte le diverse possibilità è un po’ complicato e forse non è questa la sede.
    Comunque spero di averti dato un’idea.

  • mammansia ha scritto:

    Ah Silvia dimenticavo….è mia suocera che quando ha 38 di febbre (lei,non il bimbo)e la bronchite dice che sta bene e non ha nulla solo per vederlo. Comprensibile da parte di un nonno affezionato… ma non abbastanza da avere a cuore la sua salute…a mio avviso è un pò egoistica la cosa. Comunque…che pazienza che ce vò!!!

  • mammansia ha scritto:

    Questo è davvero un argomento piccante…..mia suocera a differenza non gliene importa nulla del matrimonio…anzi forse preferisce la convivenza( col matrimonio subentra il pericolo “comunione dei beni”), e lei è avara a morte!!!! La mia domanda però è un’altra: mia cognata non ha figli…e la casa è di sua proprietà con l’usufutto della mamma(….),ciò significa che quel bene rientra nell’eredità per il mio bambino??? Domanda numero due: Sia la proprietà di mia cognata che quella dei miei suoceri devono essere lasciate in eredità tramite uno scritto…o non è necessario? Grazie e ciao ciao.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Mi immagino un’orda di suocere inferocite che mi cercano per farmela pagare, perchè ho infranto i loro sogni di accompagnare figli all’altare e di pianegere in chiesa!!!!

  • Valentina ha scritto:

    ma che bell’articooooloooooo.. glielo farò presente a mia suocera.. ^_^ che mi vuole vedere sposata per non far andare -in casi sciagurati- i nipoti in orfanotrofio..
    complimenti!

  • ELISA ha scritto:

    Sono contenta di sapere che almeno i nonni entrano in parentela. A volte la memoria mi tradisce..

  • Silvia (author) ha scritto:

    Elisa, ti ringrazio per l’occasione che mi offri di precisare: i figli naturali non acquisiscono rapporti di parentela con i parenti dei propri genitori (zii, cugini), fatta però eccezione per gli ascendenti (nonni e bisnonni). Quanto ai diritti ereditari o di mantenimento, dunque, figli naturali non ne hanno nei confronti del patrimonio degli “zii o cugini”, ma li hanno totalmente nei confronti dei propri nonni.
    In questo caso di cui parlavo, poi, la relazione di parentela non è affatto decisiva: un bambino rimasto orfano non viene necessariamente affidato a parenti, neanche se nato in costanza di matrimonio. E’ questione ben diversa dall’asse ereditario ed il giudice è tenuto ad una valutazione caso per caso sulla scorta del solo principio dell’interesse del minore. Quindi, in questo, come in altri casi, il matrimonio non offre una tutela diversa dalla convivenza more uxorio.

  • ELISA ha scritto:

    Mi permetto comunque di precisare che i figli naturali sono equiparati a quelli nati dentro matrimonio solo per quanto riguarda le relazioni con i genitori, non invece per le relazioni di parentela con gli ascendenti più remoti.
    Così, almeno, avevo studiato molti anni fa e temo che le cose non siano cambiate, perchè ricordo che la destra bocciò non molti anni addietro un emendamento che avrebbe garantito una equiparazione totale.
    Poi, nel caso di specie non so, ma mi vengono in mente casi meno drammatici come ad es.i diritti sull’asse ereditario del nipote, figlio naturale, nei confronti dei nonni, che non sono gli stessi, a meno che non intervega testamento,di quelli dei nipoti legittimi.
    Il matrimonio, a prescindere dalle idee personali di ognuno, da tuttora ai figli, giuridicamente parlando, le massime garanzie.
    Se ci sono stati dei cambiamenti, comunque, mi fa solo piacere.

  • Silvia (author) ha scritto:

    Non è necessario. Scrivi un testo semplice, che non dia adito ad equivoci, indicando anche una breve motivazione della scelta (servirà a far capire che eri ben consapevole di chi e perchè). Io ne darei una copia alle persone prescelte ed anche ad un’altra persona di fiducia che non abbia legami con i tutori prescelti: hai visto mai che qualcuno contestasse loro la provenienza della scrittura.

  • Erica ha scritto:

    Mha… mi devo rivolgere ad un’avvocato/notaio oppure basta una scrittura privata? Magari consegnandone una copia anche alle persone nominate come tutori?
    Grazie

  • Erica ha scritto:

    Volevo ringraziare Silvia per il post semplice e molto chiaro, sono una ragazza di 25 anni, madre di una bimba di 13 mesi che ha appena perso il compagno non chè padre di mia figlia…
    Avevo pensato di fare uno scritto, in caso mi succedesse qualcosa, indicando le persone che desidero si prendessero cura della mia piccola, ma non sapevo se si poteva fare… ora lo farò sicurmente…
    Grazie
    Erica

  • Silvia (author) ha scritto:

    Da quando Serena mi ha fatto notare che c’è un certo fermento su questo tema, mi sono resa conto che i toni sono da leggenda metropolitana. Ci sono orde di nonni che hanno messu su questa storia per spingere i figli a sposarsi??? :)
    Comunque ho cercato di spazzare via qualche notizia infondata, sperando che le mie credenziali rendano queste informazioni attendibili.
    Per di più ho capito che mi dovrò mettere sotto a scrivere qualcosa in più sul diritto di famiglia in genere…

  • Mamma Cattiva ha scritto:

    Grazie Silvia per questo post. Sono direttamente interessata ed ero arrivata alle stesse conclusioni per altro assai logiche. Tu me le confermi. Peccato che inonni pur di farci sposare si attaccano a tutto. Mia madre un giorno mi ha presentato un articolo terroristico assolutamente falso.