Gli adolescenti non mentono (purtroppo)

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In adolescenza i figli diventano spietatamente sinceri: non perché non conoscano le regole del vivere sociale, ma proprio per destabilizzare i genitori.

Foto di Camera Eye utilizzata con licenza CC Flickr
Foto di Camera Eye utilizzata con licenza CC Flickr

Se quando erano piccoli li avevate ammoniti che non si dicono bugie e insegnato che la sincerità è un valore.

Se li avevate convinti che dire la verità fosse sempre la scelta migliore e terrorizzati con la favola di Pinocchio, che di menzogna in menzogna aveva rovinato la vita propria e quelle altrui.

Se li avevate spaventati profetizzando nasi lunghi e gambe corte, pentole ma non coperchi, diavoli nei dettagli e intimoriti con la storia del linguaggio del corpo che tradisce il più abile dei bugiardi esponendolo al ludibrio dell’universo mondo…

…be’, peggio per voi. Ve la siete cercata.

Perché i figli crescono, le mamme imbiancano e loro glielo faranno notare.

Arrivati all’adolescenza non ci sarà errore di valutazione, difetto di fabbrica, equivoco occorso, abbaglio preso che non vi saranno spiattellati davanti – nei casi più gravi di adolescenza molesta, accompagnati dalla richiesta di renderne conto a loro.
Per amore di quella verità su cui avete tanto insistito quando erano piccoli, certo, ma anche per un sottile desiderio di vendetta che si protrae per tutta la durata dell’adolescenza (che non sempre finisce a vent’anni, si sappia. Conosco gente di cinquanta che ne è ancora dentro).

Solo nella giornata di ieri è successo che le adolescenti di mia competenza mi abbiano chiesto, nell’ordine:

  • Perché insistevo tanto affinché tenessero in ordine la loro camera, quando io non avevo ancora sistemato la mia?
  • Perché quando erano piccole curavo la loro alimentazione con cibo sano no-ogm a chilometri zero, e da grandi tentavo di convincerle che cenare al McDonald più volte di seguito non fosse un’opzione malvagia?
  • Come mai cucinavo tanta carne? Non ero forse al corrente delle ultime indicazioni dell’OMS? Perché non le avevo convertite alle virtù delle proteine vegetali così come la madre di Camilla aveva fatto con sua figlia?
  • Come mai non mi ero ancora sistemato la ricrescita? Non avevo forse detto loro che andare in giro per il mondo con un aspetto ordinato era importante?
  • Certo che ero troppo vecchia per quei pantaloni cargo
  • Non importa quanto ci avevo lavorato su, il mio ultimo racconto era noioso e poco credibile
  • Come mai ero così cordiale con la signora del secondo piano se avevo detto che mi stava antipatica? Vuoi vedere che ero ipocrita?
  • No, non le avrei costrette a dare del Lei alle mie amiche. Per il mio bene: poi queste sarebbero entrate in crisi e avrebbero iniziato a chiedere loro se davvero le considerassero così vecchie, e loro sarebbero state costrette ad ammettere che sì.

Non bisogna farsi trarre in inganno: gli adolescenti conoscono benissimo le norme del buon vivere e tra di loro le utilizzano con attenzione e gran gusto. Sono animali sociali e socievoli, vivono in grandi branchi con regole codificate che talvolta sfuggono al mondo adulto e il cui rispetto è richiesto in maniera rigorosa, pena l’ostracismo.

Solo in famiglia è diverso. In famiglia i ragazzi diventano la cartina al tornasole di ogni nostra incoerenza, di ogni bugia, non importa di che colore. Lo sguardo che posano su di noi è severo, tanto quanto lo era il nostro quando dovevamo educarli al mondo.

Passa? Certo che passa, il loro è solo il gioco delle parti: distruggere l’immagine dei propri genitori per affrancarsi da loro, per poter porsi alla pari, ognuno con le proprie debolezze e incongruenze.
Prima che questo accada, però, bisogna aspettare che ci facciano a pezzi, restituendoci un’immagine di noi stessi più vera e meno appagante di quanto ci piacerebbe.

È sopportabile? Vorrei dire di sì, ma mentirei.

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6 COMMENTI

  1. Quanto è vero ciò che scrivi…mia figlia ha soltanto 13 anni ma mi sta facendo letteralmente a pezzi ed io sono davvero scarica e devo educare altre due fanciulline di 6 e 3 anni (tutte femmine!!!) che tra poco faranno lo stesso!!! Al momento la mia filosofia è piangi, sfogati e risollevati…spero tanto che la molla non si inceppi prima o poi!!! Grazie per queste parole sincere…

    Lia

  2. quanto è vero tutto ciò che scrivi e, per fortuna, i miei figli sono ormai adulti, ma ripenso con angoscia alla loro sincerità di insopportabili adolescenti (…..un po’ come sognare che, all’esame di maturità, ti interroghino di matematica e fisica).
    Io, in molti momenti, NON LO SOPPORTAVO. Stavo male, mi facevano male ,mi ferivano. E non lo sopportavo soprattutto quando colpivano nel segno, con la bravura del miglior chirurgo sulla piazza, quando andavano a toccare ” quel” nervo scoperto…
    Però posso dirti, a distanza di anni, che…….sono sopravvissuta e che, soprattutto, la loro spietata sincerità mi ha aiutato moltissimo a sciogliere molti nodi.
    e quando Silvia, un giorno , mi ha detto ” tu ascoltavi le cose più atroci e ti sforzavi di capire, sei stata una grande” …..be’, posso dirlo? Mi sono sentita che non avevo sbagliato proprio tutto. Ed ora che sono adulti, posso dire che sono tre adulti meravigliosi.
    un abbraccio
    Emanuela

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