Adesso

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La grafica del calendario dell’avvento di genitoricrescono è realizzata da Giada di quandofuoripiove. Bella vero?
La grafica del calendario dell’avvento di genitoricrescono è realizzata da Giada di quandofuoripiove. Bella vero?

Mettiamo subito in chiaro: non voglio parlare di “goditeli finché sono piccoli che poi questi tempi ti mancheranno” (ah, le profezie). Né voglio parlare di “cogli l’attimo,” o peggio della scuola di pensiero che si può riassumere nel fatidico assioma “dormi quando loro dormono” (ma questi sono stati mai genitori? Ma lo conoscono il momento di pura euforia di quando sai di avere la casa tutta per te per un’ora?).

No, voglio parlare di Adesso, il cavaliere bianco, il prezioso alleato che ci viene in aiuto quando siamo attaccati dal suo nemico più terribile, la perfida Storia. La storia non tanto come cronologia di eventi, ma quelle storie che ci raccontiamo di noi stessi, che ci facciamo girare in testa e ci fanno vedere la realtà come distorta.

Vi propongo una casistica.

Caso 1. Due pesti che gridano e litigano per casa, strillano come non mai e non sai che fare. La Storia, infame, è lì che ci sussurra all’orecchio cose come: “ecco, tutto come al solito, va sempre a finire così, non ne usciremo mai, io non ce la faccio più. Dove mai avremo sbagliato? Siamo sempre stati comprensivi, perché ci ripagano così?”. Le vedete le insidie della Storia? Il prode Adesso invece è quella vocetta che non sentiamo mai e che dice “sono stanchi ora, magari mi faccio una tazza di tè e passo questi cinque minuti a concentrarmi sul cucchiaino che gira nella tazza, e il profumo di miele, e il rumore del vento fuori che se ci faccio caso lo sento perfettamente anche sulle urla”.

Caso 2. Guardiamo la nostra decenne nel sonno, come è bella e come è cresciuta. Storia ne approfitta subito: “non è più la nostra bambina, ti ricordi quando rideva con le fossette? Come muoveva le manine? Fra poco diventerà un’adolescente impossibile, non so se ce la farò a sopportarlo, già non abbiamo più dialogo, ti ricordi come pendeva dalle nostre labbra da bambina?”. La nostalgia ci annienta, il futuro ci terrorizza, uno a zero per la Storia. Ma Adesso ci prova di nuovo: “che bella questa persona qui che è diventata, e quante cose bellissime succedono proprio a questa età qui. Magari tiriamo fuori la scatola del Risiko, secondo me ora lo inizia a capire e ci giochiamo anche noi con gusto”.

Insomma per quanto sia bello riallacciarci al passato, o progettare il futuro, corriamo il rischio che queste prospettive che lanciamo in avanti o indietro provino a darci risposte sul presente, cosa che non è di loro competenza.

Certo ci vuole allenamento costante per saper ascoltare e vivere l’Adesso: come nella ginnastica ritmica, impariamo a volteggiare i nostri nastri, creiamo anche proiezioni spettacolari, ma facciamo in modo di recuperarli sempre e tenerli stretti, che il fulcro resti sempre nelle mani di chi manovra il nastro, che il nastro torni sempre saldo in queste mani.


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