Adescamento online: la paura e l’incoscienza

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adescamento onlineL’adescamento online è una delle grandi paure dei genitori quando i ragazzi sono presenti sui social network. E’ forse il pericolo di più immediata comprensione e percezione per gli adulti, almeno quanto è sottovalutato dai ragazzi.
Nell’incontro di Napoli per la campagna Navigare Sicuri di Telecom Italia si è parlato proprio di questo, davanti a una platea di ragazzi che davano l’impressione di faticare a prendere sul serio l’argomento. Del resto l’età è pericolosamente quella in cui ci si sente invincibili e si pensa che certe cose non potranno mai capitare.

L’argomento investe un tema vasto, che passa dall’uso dei social network e arriva all’educazione sentimentale dei ragazzi: una di quelle situazioni dove la prevenzione più efficace sta nell’aver costruito nel tempo un rapporto con i propri figli, che lasci qualche traccia anche nelle tempeste dell’adolescenza.

Il sessuologo Marco Rossi ha conquistato l’attenzione dei ragazzi spiegando le tappe di avvicinamento di un adescatore sul web. E’ bene che ne prendiamo coscienza anche noi adulti.

Il primo contatto sembra sempre casuale. Una chat di quelle che si trovano ormai in qualsiasi piattaforma, qualche frase buttata lì. Ancor più semplice che su un social network (dove tutti sono abituati ad avere un minimo di barriere verso gli sconosciuti), è avvicinare i ragazzi nelle chat di giochi online, con i quali, grazie a smartphone e tablet, c’è sempre più familiarità.

Al primo contatto apparentemente casuale, segue una richiesta di informazioni piuttosto vaghe, che sembra molto naturale scambiare con l’interlocutore: quanti anni hai, in che città vivi, dove sei ora…

Stabilita questa relazione, l’adescatore tende a consolidarla e a conquistare la fiducia del ragazzo mostrandosi esattamente come la sua vittima se lo aspetta. Si diminuisce un po’ l’età, si inventa un mestiere accattivante, racconta quello che il suo interlocutore si vuole sentir dire. Crea il suo personaggio modellandolo sui desideri di chi parla con lui: alla fine diventa l’uomo o la donna ideale. Magari prima ancora l’amico ideale: quello che sa ascoltare e capisce tutti i problemi e tutti i dubbi.

A questo punto i sentimenti sono coinvolti, magari c’è già stata una esplicita richiesta sessuale online e tutto è pronto per l’incontro di persona, nel quale la richiesta sessuale diventa reale e fisica.

Una situazione pericolosa, infida. Ma come distinguerla da un’amicizia o anche un amore veri, senza finzioni, nati online? Perché in fondo anche incontrarsi in una chat in modo sincero oggi è usuale e se si demonizza ogni incontro o ogni contatto, si finisce per non essere più credibili agli occhi dei più giovani. Come si riconosce un coetaneo interessante, da un adescatore?
E’ qui che deve entrare in gioco l’educazione sentimentale dei ragazzi. Marco Rossi, per parlare con loro, ha riassunto le caratteristiche di un rapporto affettivo limpido con un acronimo efficace: la relazione deve essere rap. Ovvero deve essere composta da Rispetto – Affetto – Protezione. Dove si sente mancare uno di questi tre aspetti, è bene allarmarsi.
E comunque la regola che a un primo incontro si va sempre accompagnati è antica, ma sempre efficace.

E noi genitori, oltre che parlarne con i figli e spiegare che non sempre le persone sono come sembrano, cosa possiamo fare?
Essere vigili: quando un ragazzino comincia a trascorrere troppe ore davanti al computer, a trascurare i suoi amici e i suoi soliti interessi, a passare da una fase di entusiasmo che fa pensare che sia innamorato a una di isolamento, stiamo in guardia e mettiamolo in guardia. E poi aiutiamo sempre i nostri figli a coltivare il loro rapporto con la realtà, perché sia un loro bagaglio culturale ed emotivo in ogni esperienza di vita.

Pensi di avere qualcosa da dire sull’uso consapevole della rete sia da parte dei genitori, che dei ragazzi? E’ in corso un Blogstorming speciale. Se hai un blog, puoi partecipare ed arricchire il dibattito.

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