Chi siamo

Siamo Serena e Silvia. Due conoscenti, che sono diventate amiche dopo aver scoperto di essere entrambe mamme di figli altamente energetici, che hanno travolto le nostre vite come un ciclone, e che pochi esiterebbero a definire iperattivi. Noi preferiamo il termine amplificati, nel senso che tutte le loro manifestazioni, di felicita’ o di tristezza, di rabbia o di rancore, avvengono normalmente ad un tono decisamente al di sopra della media. La consolazione ci è data dal sapere che esistono studi scientifici che mostrano che il loro temperamento non è nè colpa nè merito nostro, se non dal punto di vista puramente genetico. Sono nati così, con il loro carattere, e dobbiamo affrontare il nostro ruolo di genitori al meglio che possiamo. Abbiamo iniziato questo sito nella speranza di condividere la nostra preziosa esperienza, ma anche i nostri dubbi, con altre mamme e papà, che a volte si sentono soli nell’affrontare la sfida più importante della nostra vita: quella di dare il meglio per crescere dei figli felici.

Serena: vivo a Stoccolma dal 2000 dove mi sono trasferita per lavorare come ricercatrice all’università. Sono sposata e sono la mamma orgogliosa di uno splendido bambino amplificato di 3 anni. Mentre aspettiamo l’arrivo del secondo ad aprile, ho deciso di intraprendere questa avventura del blog insieme a Silvia, per continuare a crescere come genitore grazie al confronto con me stessa e con altri che stanno vivendo questa stessa avventura.
Tutto è iniziato grazie ad un libro scelto forse un pò per caso, che ho ricevuto in regalo da mio suocero durante la mia prima gravidanza. “Il linguaggio segreto dei neonati” di Tracy Hogg mi ha illuminato, ed è stato il mio compagno prezioso nei primi faticosi mesi di vita di mio figlio. Del libro in se parlerò in un altra occasione, ma la parte che mi ha aiutato di più, è stato lo scoprire che i bambini nascono con un temperamento, un carattere loro, con il quale dobbiamo fare i conti. E’ importante capire chi è quella personcina che si nasconde dietro il nostro amato bebè, e imparare ad accettarlo completamente, per riuscire ad aiutarlo a svilupparsi al meglio. Osservare e ascoltare per riuscire ad apprezzare chi sono veramente i nostri figli. Solo così saremo in grado di guidarli per insegnare loro come sfruttare al meglio i punti di forza, e come superare le proprie debolezze.
Più facile a dirsi che a farsi? Abbandonare il bambino dei sogni, e accettare il bambino che abbiamo. Per me è stato quasi uno chock accettare che il mio bambino ha un carattere riservato invece di quello solare e aperto al prossimo che avevo immaginato prima della sua nascita.
L’istinto di sopravvivenza mi ha portato a studiare, leggere, informarmi, per cercare di capire come affrontare al meglio la mia nuova vita con mio figlio. Tutto questo voglio provare a condividerlo con voi, con l’umiltà di voler continuare ad imparare e crescere come genitore, e nella speranza di poter aiutare altri che stanno affrontando le stesse difficoltà e gioie.
AGGIORNAMENTO: Pollicino è nato ad aprile 2009 e si è unito al Vikingo a popolare le pagine di questo blog.

Silvia: vivo Roma, dove sono nata. Sono avvocato penalista e mi occupo anche di separazioni e divorzi: insomma, tutti i giorni ho a che fare con le esperienze più drammatiche e dolorose delle famiglie. Eppure sono sposata e sono la mamma di un funambolico, energetico, vulcanico cinquenne.
Anche lui è arrivato nella vita mia e di mio marito cogliendoci del tutto impreparati: o meglio, noi eravamo teoricamente preparatissimi. Mio marito, ingegnere, si era praticamente riconvertito in un ostetrico; io ero piena di buoni propositi e di un po’ di letteratura da scaffale di pedagogia della Feltrinelli. Poi è arrivato tra di noi il terzo membro della famiglia, deciso a dimostrarci che la pratica è proprio tutta un’altra cosa.
E’ nato di notte: e già da quella notte lui strillava molto, ma molto più forte i tutti gli altri… E noi avremmo già dovuto capire qualcosa…
Riconoscere che mio figlio fosse “amplificato” per me è stato un percorso che ho dovuto tracciarmi da sola: passando per incomprensioni, frustrazioni, tensioni familiari, sensi di colpa. Ma anche per soddisfazioni ineguagliabili e per un rapporto meraviglioso con quel piccolo essere complicatissimo che ho imparato a conoscere e che amo alla follia.
Sono arrivata più tardi di Serena, ed anche per merito suo, a scoprire che i bambini come il mio esistono: sono un po’ più complicati, ostinati, sensibili degli altri ed ogni loro manifestazione è priva di vie di mezzo, amplificata. Ma esistono ed hanno qualità preziosissime. Ed ho anche scoperto che io, un tempo, sono stata una di loro.
Ora, con questo blog, vorrei condividere la mia esperienza: nulla di più. Mi aspetto di raccontare e di ascoltare, sperando che qualcuno, capitato chissà come su queste pagine, leggendole, possa riconoscere qualcosa che gli sta accadendo e tiri un sospiro di sollievo, pensando: “allora non sto sbagliando io”.
Nella mia vita di mamma, ogni giorno, cerco di ricordarmi che un figlio è in prestito: non è mio, non è nostro, è di se stesso, da quel primo istante in cui ci siamo “separati”. Il mio compito è solo insegnargli le regole del gioco, perchè possa sempre essere se stesso.

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