3 step per viaggiare a New York con bambini sotto i 6 anni

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Organizzare un viaggio con bambini al di sotto di 6 anni, per di più un viaggio oltreoceano, verso una destinazione difficile, quale può essere New York City, richiede un bel po’ di organizzazione ma soprattutto tanta voglia di fare compromessi, cercando di accontentare tutti per quanto possibile.

Viaggiare con bambini piccoli

Quest’anno ho fatto 40 anni e ho deciso che il miglior regalo doveva essere un viaggio, tutti assieme, con i bambini, “nonostante” i bambini siano ancora piccoli (4 e 6 anni). Ho scelto con il cuore ed egoisticamente una meta che amo io – non esattamente la tipica meta per bambini sotto i 6 anni – trovando grandissimo sostegno e supporto in MrWolf.
Fatto questo, ho cercato di organizzare il viaggio perché fosse un’esperienza che potesse entusiasmare tutti.

Primo step – Organizzare le necessità pratiche

Le prime cose di cui mi sono occupata sono state tutte le pratiche burocratiche (noiose, ma indispensabili): documenti, assicurazione sanitaria, informazioni del ministero degli esteri, verifica e ricerca del biglietto aereo più economico, con qualche pensiero alle compagnie con la fama migliore per i viaggi con i bambini (noi ci siamo sentiti molto coccolati e questo ha aiutato molto a far iniziare bene il viaggio).

Il secondo aspetto che ho affrontato in questa fase è stato l’alloggio. Avevamo la necessità sia di girare ed esplorare sia di fare un po’ di vacanza in pieno relax. Viaggiare con bambini piccoliHo pensato quindi di dividere la vacanza in due parti: una più esplorativa e una seconda (più breve) di pieno relax, vicini a una spiaggia.
Per la prima parte la scelta più ovvia – per ragioni economiche ma anche per i bambini – è stata la ricerca di un alloggio in locazione. Esistono diversi siti e tutti danno l’opportunità di confrontare prezzi, tipologia e ubicazione dell’alloggio. Ogni volta che ne identificavo uno che mi sembrava potesse andare bene, utilizzavo google maps e street view per “farmi un giro” nella zona e andavo poi alla ricerca di commenti e articoli su bambini, vita delle famiglie e quel particolare quartiere. Blog e siti personali sono stati un’ottima risorsa, e alla fine la scelta è proprio finita sulla casa più vicina (200 mt) a un parco giochi.
Il caso ha poi voluto che la prima notte la trascorressimo in hotel, facendo partire la locazione dalla seconda notte: quella che era inizialmente una scelta di ripiego si è rivelata un’ottima risorsa, per cui la metto qui, tra le note da tenere conto per la prossima organizzazione. Dopo un lungo volo, con il fuso e la stanchezza, non abbiamo dovuto far altro che presentare il foglio della prenotazione e poi crollare in una stanza pulita e pronta per noi, per risvegliarci il mattino dopo “in viaggio”, farci rifocillare dalla colazione già pronta e partire pieni di fiducia e risorse alla nuova vita nella nostra “nuova” casa (anche se temporanea, al più piccolo piaceva tanto sapere che la sera – dopo tanti giri – saremmo tornati “a casa”).

L’ultimo aspetto della fase organizzativa è stata quella di valutare gli spostamenti. Alla fine abbiamo usato tutti spostamenti “interni o cittadini” per cui ci siamo affidati – ed è stata un’ottima scelta – ai mezzi pubblici con gli abbonamenti “senza limiti” per tutto il periodo della vacanza: abbiamo così goduto del lusso dell’improvvisare e “saltare su” un qualunque* mezzo quando eravamo stanchi (*per i bambini, mentre la sottoscritta aveva tre mappe martoriate nella borsa a suon di analizzarle per valutare le migliori e diverse opzioni sulla base della loro stanchezza 😉 ).

Secondo step – Curiosare e scegliere

Una volta sistemati alcuni aspetti pratici ho iniziato a sognare tutto quello che avrei Viaggiare con bambini piccoli
voluto vedere e a interrogarmi su come renderla una vera “vacanza” per tutti e non un trascinarci con i musi lunghi in giornate interminabili e insoddisfacenti con i bambini lagnosi.
Ho quindi iniziato a cercare informazioni su quelle che erano le “mie” mete del viaggio ma anche su quello che fanno i bambini in zona, sui migliori parchi giochi, sugli eventi dedicati a loro.
Raccolti mille files, ho trascritto su un’unica pagina le “mie” mete utilizzando un pennarello color blu, facendo un cerchio attorno agli “imprescindibili” (lista che mi sono riguardata a metà vacanza) e in verde ho messo le mete che potevano essere belle, affascinanti o semplicemente un’ottima proposta per i bambini se si fossero sentiti “trascinati” dalla tappa “per adulti”. Segnandole poi sulla mappa della guida, non ho fatto altro che immaginare per ogni giornata una meta “blu” e una meta “verde” abbastanza vicine o comunque compatibili (un museo e un parco, una passeggiata in centro destinata ad apprezzare l’architettura e una spiaggia e così via).

Terzo step – Pianificare e improvvisare

Pianificare così il viaggio, immaginando che cosa avremmo fatto giorno per giorno e in alcuni casi anche misurando quanta strada avremmo dovuto fare (un quattrenne stanco che non sa dove lo stai portando potrebbe avere difficoltà anche a fare 100 metri), è stato bellissimo: mi ha consentito di sognare e assaporare il viaggio già da prima, mi ha fatto sentire piena di risorse per ogni giornata e ci ha consentito di improvvisare e creare variazioni semplicemente trasformando le giornate come se montassimo dei puzzle.
Viaggiare con bambini piccoliIn borsa – oltre alla merenda d’emergenza e all’acqua – tenevo sempre quello che loro chiamano “il kit dei viaggi”, un astuccio in cui stipo fazzoletti, salviette, gel antibatterico, cerotti, ma soprattutto caramelle anti noia, un piccolo gioco, una matita con cui improvvisare un tris mentre si è in coda (a volte infilo anche un paio di mutande, un pantaloncino e due paia di calzini, ma dipende dalla meta).
Mi ero segnata diversi posti che avrebbero potuto essere belli o in cui mi avrebbe fatto piacere mangiare: si è trattato semplicemente di scegliere quello più accessibile per le voglie e le energie della giornata – senza lasciarsi frustrare dal fatto che con i bambini non si può fare tutto. È vero, abbiamo fatto meno di quanto avremmo fatto da soli, ma siamo anche rimasti più giorni di quanto ci saremmo concessi un tempo, assaporando di più certe cose che sceglievamo con loro. E questo è un aspetto dell’essere famiglia che non voglio negarmi.
Scovare risorse interessanti per i bambini mi ha anche consentito – grazie alla complicità di Mr Wolf – di passare un paio d’ore di solitudine in due musei che sarebbero stati troppo (per loro tre) mentre loro passavano più tempo a fare qualcosa che li faceva sentire in un viaggio “loro”.
È stato emozionante, la sera “a casa” ascoltare nelle loro parole “pre-nanna” il loro punto di vista sia sulle cose che interessavano più mamma o papà e su quello che era stato pensato più per loro. Qualche parco giochi ci ha deluso, qualche altro è stata una scoperta per tutti (mi resterà nel cuore un pomeriggio particolare in cui avevo davanti a me un panorama mozzafiato e nello stesso tempo potevo osservarli mettersi alla prova con arrampicata e giochi d’acqua).

E’ stato per certi versi faticoso, ma di quella fatica che, per me, è una fonte di energia e di scoperta e se anche loro non ricorderanno tutto, so – da come hanno reagito agli inevitabili imprevisti – che hanno appreso lo spirito del viaggio.

E credo proprio che ci riproveremo presto!

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6 COMMENTI

  1. viaggiare con i bambini è bellissimo anche nelle grandi città. noi per ora siamo stati a roma, berlino, copenaghen, bruxelles, amsterdam e venezia e quest’estate andremo a barcellona valencia e madrid. non vedo l’ora!!!!

  2. Ciao Silvietta puoi dirci anche che casa hai trovato, l’hotel e dove hai acquistato il volo? quanto tempo sei stata e ti è bastato per vedere tutto ciò che ti eri prefissa? L’anno prossimo anche io voglio andare a New York i miei figli hanno poco più di sei anni quindi come hai già fatto tu anche io sto cercando tante informazioni, l’assicurazione sanitaria come l’hai fatta?

    • ciao Angela siamo stati 12 giorni compreso il volo e ci hanno soddisfatto per quello che speravamo e desideravamo vedere.
      Preferirei non fare nomi dei siti che usato per cercare casa (un bilocale, alla fine, semplice semplice) ce ne sono comunque due molto famosi che mi hanno fornito soluzioni su cui ero indecisa fino all’ultimo.
      buona ricerca!

  3. Uao! Bravissima tu e bravissima tutta la tua famiglia. Quando mio marito mi dice:”il prossimo anno, a New York” io tergiverso. Sarà che mi è venuta una gran Fifa dell’aeroplano e fare anche un volo di un’ora mi mette ansia (che devo sistematicamente super camuffare), ma di andare con -nel mio caso- un cinquenne e una quattrenne a N.Y ancora non me la sento. Ad ogni modo, complimenti anche per il tuo modo di organizzare. Sei fonte di ispirazione!

    • grazie Raffaella! l’unico merito mio è aver investito delle energie nell’organizzare. Il resto è un misto di voglia e di fortuna: come ci rammentavano ieri, in tanti viaggiano ormai spesso su e giù dall’oceano. Basta averne voglia e un pizzico di magia e i bambini ci vengono dietro. Buoni viaggi anche a te!

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