3 motivi per non aver paura degli estranei

4

E’ giusto insegnare ai bambini a non parlare agli estranei? Ecco 3 motivi per non aver paura degli sconosciuti, e cosa è davvero importante insegnare ai bambini per mantenerli al sicuro.

Avete visto anche voi il video in cui un estraneo avvicina delle mamme in un parco, e chiede se secondo loro i loro figli lo seguirebbero? Vi siete spaventati? Avete giurato di prendere i vostri figli, fargli vedere il video, spiegargli per la millesima volta che non devono seguire degli estranei da nessuna parte?
Se non lo avete ancora visto, eccolo qui:

Vi confesso che ci sono quasi cascata anche io. E’ come una doccia fredda: ti fa analizzare quanto sia facile rapire un bambino, anzi no, non un bambino qualsiasi, ma proprio tuo figlio. E siccome non siamo mai davvero sicure del fatto che i nostri figli direbbero di no, fa leva sulla nostra paura più profonda.

Però ripensandoci sono arrivata a trovare almeno 3 motivi per cui l’insegnamento di non seguire gli estranei non è un buon insegnamento.

1. Non è un pericolo reale.

Ogni anno moltissimi minori scompaiono, ma moltissimi vengono ritrovati. Dal 1974 al 2014 (40 anni) sono 15.358 i casi di minori scomparsi e non ritrovati (1.954 italiani e il resto stranieri). Il 50% circa fuggono volontariamente dalla famiglia o da un centro di accoglienza, il 36% viene rapito o allontanato da uno dei genitori in disputa per l’affidamento, il 10% circa sono bambini che si fanno male o spariscono per cause involontarie e non vengono ritrovati, solo il 2% sparisce a causa di organizzazioni criminali o di rapimento via terze persone (ossia i famigerati estranei). Fonte missingchildreneurope.eu.

Quindi il rischio che un bambino venga avvicinato da un estraneo e venga rapito dopo adescamento è praticamente nullo. Persino lo stereotipo dello zingaro che ruba i bambini non è altro che una leggenda metropolitana, come dimostrano le statistiche, così come non c’è mai stato nessun comunista che ha mangiato bambini, o l’uomo nero che viene nella notte e se li porta via dalla culla.

2. Non funziona.

Forse non vi è sfuggito che molte di quelle mamme dichiarano che avevano spiegato ai figli di non seguire mai un estraneo, erano così tranquille del loro insegnamento che non hanno esitato a partecipare al test. Il fatto è che i bambini, nonostante quello che gli si dice, accettano comunque di seguire un estraneo per un sacco di motivi che includono la curiosità, la convinzione di stare aiutando qualcuno che ha bisogno di aiuto, perché grazie al cielo non hanno ancora perso la loro capacità di empatizzare anche con gli estranei, l’impossibilità di immaginare scenari pericolosi. Per quanto cercherete di terrorizzare i vostri figli sulla pericolosità di parlare con un estraneo, quando arriverà il momento è molto facile che se ne dimenticheranno o si sentiranno comunque tranquilli nel seguire quella persona così gentile che in qualche modo nella loro testa non corrisponderà all’immagine di pericolo che avete tentato di inculcargli. Addirittura molti si troveranno nella situazione di sapere di stare facendo una cosa sbagliata o poco sicura, ma senza sapere come tirarsene fuori.

3. E’ controproducente.

Avere il coraggio di parlare con un estraneo può essere la differenza tra il ritornare a casa al salvo oppure perdersi in una città, in un bosco, o in un paese straniero. O anche semplicemente ritrovarsi spaventati in una situazione più grande di loro, in cui non sanno di chi possono fidarsi. Questo è quello che è avvenuto ad esempio a Cain, un bambino di 3 anni sfuggito all’attenzione del suo asilo, che ha deciso di tornare a casa a piedi da solo. Ha girato per 40 minuti le strade della sua città del North Yorkshire, fino a tornare finalmente davanti alla porta di casa. Sapete perché non ha chiesto aiuto a nessuno? Perché “non si deve parlare con gli estranei” ha spiegato lui stesso quando gli stato chiesto. E perché nessuno si è preoccupato di fermarlo, di aiutarlo, di fare qualcosa? Perché gli uomini hanno paura di essere accusati di essere pedofili, e le donne non vogliono che altre madri si sentano giudicate.  Quindi da un lato abbiamo bambini cresciuti con la paura degli estranei, dall’altro adulti consapevoli di essere estranei che hanno paura di finire nei guai cercando di aiutare un bambino.

Cosa bisogna insegnare ai bambini per tenerli al sicuro?

Insomma manteniamo la calma, ed evitiamo il terrorismo psicologico indotto da un video girato da uno youtuber qualsiasi. Non abbiamo bisogno di alimentare la paura nel prossimo, il terrorismo irrazionale nei confronti di chi è diverso da noi, e non abbiamo bisogno di crescere la prossima generazione con la sensazione di vivere in un mondo pericoloso. La nostra percezione del pericolo è sempre alimentata dai pochi casi eclatanti che vengono riportati con bramosia dai media. Per quanto sia difficile, non facciamoci controllare dalla paura. Non fa bene a nessuno, e prima di tutto non fa bene ai nostri bambini.

Invece di dire ai nostri figli di non parlare agli estranei, aiutiamoli a distinguere le situazioni di pericolo.

  • Insegniamo ai bambini che alcune parti del corpo sono private. Per i più piccoli usiamo la regola della mutandina per fargli capire di cosa parliamo, e cerchiamo di essere certi che capiscano il fatto che nessuno deve toccare quelle parti del loro corpo.
  • Insegniamo ai bambini a fuggire. Spieghiamogli che se si trovano in una situazione che non gli piace, o che gli sembra strana, non devono perdersi in spiegazioni inutili, ma devono semplicemente girare i tacchi e scappare, e se vengono trattenuti contro la loro volontà devono urlare con quanto fiato hanno in gola.
  • Spieghiamo ai bambini che se si trovano in difficoltà, lontano da mamma o papà, è un’ottima idea quella di chiedere aiuto. Diciamogli che magari è meglio chiedere aiuto ad un gruppo di persone invece che ad una persona sola, ma non aver paura di chiedere aiuto. Gli adulti non sono cattivi, e possono aiutarti in caso di bisogno.
  • Insegniamogli a dire il loro nome e il loro indirizzo, o se sono troppo piccoli, diamogli una targhetta con un numero di telefono da chiamare da tenere sempre in tasca.

Ecco, credo che questi siano gli insegnamenti migliori per mantenerli al sicuro, senza crescerli nella paura. In una società che spinge sempre più verso l’individualismo e tende ad allontanarci sempre più gli uni dagli altri, ricordiamoci che un estraneo è semplicemente una persona che non conosciamo, con un bagaglio di esperienze alle spalle, che prima di essere un nostro nemico è un cittadino con cui condividiamo questo mondo. Sforziamoci noi per primi a renderlo un posto più amichevole.
Keep calm and love each other!

Prova a leggere anche:

4 COMMENTI

  1. Ciao
    Proprio per evitare paure irrazionali non ho mai capito le mamme che usano come spauracchio il poliziotto o i carabinieri.
    Io sto cercando di spiegare a mia figlia che se si perde deve chiedere informazioni proprio a loro!

    Invece vorrei sapere se vi è mai successo che la frase “se ci perdiamo ci si vede al posto X” fosse controproducente.
    LL’ho provata x la prima volta qualche settimana fa con la 4enne a una mostra in un centro sportivo. Fallimento totale. Per vedere se era vero, continuava a scappare! Poi andava al punto di ritrovo , ma non era esattamente quello lo scopo.

    ******
    La storia dello zingaro è diffusissima anche qui in Brianza. Me l’ha detto, sgridandomi, una signora perché avevo lasciato il pargolo fuori dal panettiere (fuori 5º dentro 30) E ci e anche rimasta male perché le ho risposto che non lo ritenevo molto probabile !

  2. Quando ho visto il video mi ha solo fatto pensare che i bambini sono di un’ingenuità disarmante e che noi genitori dobbiamo tenere gli occhi aperti non una ma mille volte, non ho pensato al fatto di isolarli dalle persone che non conoscono e di farli crescere con la paura di tutti gli sconosciuti. Però è anche vero che ci sono mamme al parco che si siedono e poi, dopo mezz’ora di coma cerebrale da chiacchiera iniziano a gridare che il figlio è sparito, che è stato rapito quando magari… avessero avuto paura prima ( o buon senso, non so 😉 ) magari l’avrebbero seguito con gli occhi e si sarebbero accorte che è solo andato a bere alla fontanella!

    Non sono d’accordo solo sul fatto che siccome è un avvenimento raro, allora non esiste… in certe occasioni la paura dell’estraneo ti evita situazioni spiacevoli (e non solo ai bambini)

    • Stefania grazie per il tuo commento. Il problema è che la paura dell’estraneo non è necessariamente basata su cose concrete. Ma immagino tu ti riferisca a situazioni in cui ci sono più elementi che ti fanno aver paura e non soltanto il fatto di essere avvicinata da una persona sconosciuta. Se ad esempio quella persona si comporta in modo ambiguo, ti chiama in disparte con sotterfugi, utilizza parole o comportamenti poco ortodossi, e cose così. In quel caso il problema non è appunto il fatto che sia sconosciuto, quanto l’insieme di comportamenti che fanno alzare il livello di guardia. Gli stessi comportamenti possono venire da persone conosciute, amici o parenti, e non per questo sono necessariamente meno pericolose.

LASCIA UN COMMENTO