10 anni di Genitoricrescono: riflessioni

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Improvvisamente qualcuno l’ha detto: ma quest’anno Genitoricrescono compie 10 anni. E abbiamo pensato che sarebbe stato bello fermarci un attimo a riflettere su cosa hanno rappresentato questi 10 anni di evoluzione dei primi blog genitoriali – veramente all’epoca si diceva: di mamme – in Italia. E in particolare cosa rappresenta o ha rappresentato Genitoricrescono per chi ci ha scritto e per la comunità dei lettori che ci si è creata intorno.

insieme
Foto Chad Kainz utilizzata con licenza Flickr CC

Com’eravamo

Oggi le risorse che si trovano su internet a proposito di genitori e bambini hanno subito un’evoluzione incredibile, non solo come mezzi e contenuti, ma anche come posizionamento, marketing e risorse che ci girano intorno, e nel corso di questa riflessione altri più addentro di me potranno forse parlarne meglio. Vi rimando per ora a questa recente riflessione della nostra Polly che potrei sottoscrivere in toto.

Mi sembra che Polly colga esattamente il punto quando parla di quelle che sono state le community di genitori intorno ai primi blog di questo tipo, perché così ci siamo conosciuti tutti e abbiamo contribuito a creare, insieme a voi che negli anni ci avete seguito, letto e commentato, questa bellissima comunità. Ma ci rendiamo conto di cosa sia ancora, oggi, la comunità che gravita intorno a Genitoricrescono? Ci rendiamo conto degli elementi che la rendono ancora così longeva e vitale anche nelle sue varie diramazioni come la pagina e il gruppo su Facebook?

GC, un catalizzatore

Se dovessi guardarmi indietro io direi che per me le caratteristiche che hanno fatto di questo blog il catalizzatore di un tale bel gruppo di bella gente siano le seguenti:

Lo sguardo in avanti: non mi ricordo più quante volte Genitoricrescono abbia avviato conversazioni su temi che magari sembravano di nicchia, controversi o marginali, e che invece dopo hanno scatenato ulteriori riflessioni, rimandi, riprese, citazioni. Scrivevamo di qualcosa chiedendoci: ma interesserà a qualcuno? E immediatamente dopo non solo scoprivamo che interessava a parecchi, ma che spesso venivamo ripresi e citati (magari citati non sempre, ma è per questo che abbiamo l’Avvocata Nostra) e insomma, ci avevamo visto giusto. Per quanto mi ricordo personalmente: ma chi altro ha mai iniziato a parlare seriamente e con una tale volontà di approfondimento, serietà e scientificità dei bambini amplificati? Oggi che finalmente il discorso delle diagnosi comportamentali è molto più diffuso e le scuole hanno protocolli e metodi per seguire bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) possiamo rilassarci, ma all’epoca non se ne parlava, le risorse informative in italiano erano pochissime e un ruolo pionieristico su questo va indubbiamente riconosciuto a Silvia e Serena.

Il respiro ampio e internazionale: immagino che per chi ci segue, questo aspetto parli da sé. Ma avere 3 dei collaboratori fissi, e diversi di quelli di passaggio, che vivono e tirano su figli all’estero, aiuta molto. Inoltre, e anche questo è insolito nel panorama italiano, nella nostra comunità davvero una forte percentuale di persone sono in grado di informarsi anche in lingue straniere. E per chi invece preferisce leggere in italiano, negli anni abbiamo ripreso e tradotto tante fonti di informazione estere. Il bello della comunità di Genitoricrescono è la curiosità e la voglia di saperne di più e in questo i lettori ci hanno sempre seguiti e premiati con la loro attenzione ma anche i loro contributi e segnalazioni.
Continuate a dirci cosa vorreste vedere su GC, per favore.

Senza paura dei temi scomodi: il dolore di aborti spontanei o figli che non arrivano, violenze in famiglia, stupro, divorzi, diagnosi difficili, il senso di abbandono e impotenza che un neo-genitore può provare, depressione post-natale e tanti altri temi che uscivano un po’ dalla nuvoletta rosa delle conquiste e delle bellissime esperienze della genitorialità. Su Genitoricrescono se ne è sempre parlato con molto affetto e rispetto, e questo ha incoraggiato molti lettori a sentirsi in un ambiente protetto, in cui qualcuno non solo ti capisce e ti prende sul serio, ma spesso ci è già passato e soprattutto: ti ascolta senza giudicare e cerca invece di dire qualcosa che ti aiuti.
Non devo ricordare a nessuno il successo della rubrica Genitorisbroccano e basta leggersi alcuni dei commenti più disperati e delle risposte che gli sono state date per capire la forza e il calore di questa meravigliosa comunità. (Di nuovo, grazie di esistere, community.)

Crescere e imparare insieme: E siccome la vita non è solo una valle di lacrime, guardiamo anche al contraltare, ovvero alla pagina: Genitori imbroccano è servita proprio a questo, cito:

“ogni “imbroccamento” è motivo di esultanza collettiva e di congratulazioni!

Perché noi genitori tante, ma tante volte, ci imbrocchiamo proprio! Siamo tosti, siamo forti, siamo pieni di virtù: e ogni tanto i risultati arrivano.
Siamo qui per dirci “bravi!”, perché sapete una cosa…? Ce lo meritiamo proprio tutti!”

Io, come molti altri, posso solo dire che fare parte di questa comunità davvero mi ha dato spesso la misura del mio successo come genitore, il fatto che dai, su, è dura, certe volte non sai come uscirne, ma certe volte ti vengono delle idee geniali e risolutive. E a distanza di tanti anni, con un figlio grande che l’anno prossimo diventa maggiorenne, posso effettivamente dirmi anche in proprio: tutto sommato è andata bene e lo è anche grazie a tutto il supporto che mi avete dato tutti quanti in questi anni.
Se non ho mai ringraziato esplicitamente prima, lo faccio adesso: grazie a tutti, genitori e non, per quello che mi avete dato qui, sopra e fuori.

Fact-checking e competenze: nel panorama attuale di quello che sono diventati il blog e il giornalismo non solo in Italia, ma anche nel mondo, la ricerca sfrenata di clic, approvazioni e introiti pubblicitari, io mi sento orgogliosa di far parte di un’isola felice in cui abbiamo sempre cercato di fare informazione in maniera corretta, dandoci un codice etico basato sul rispetto delle leggi dello stato italiano, etica dei contenuti, citazione delle fonti, imparzialità di vedute, rispetto del copyright. D’altronde avere come fondatrici un avvocato e una scienziata (e mettendosi in casa successivamente un filosofo, altri scienziati sparsi, insegnanti, psicologi, non si possono neanche elencare tutti i professionisti che negli anni ci hanno regalato tempo e competenze) non poteva avere risultati diversi. Ma questa serietà e imparzialità è sempre stata riconosciuta al blog e anche per questo i collaboratori, esattamente come i lettori, sanno di poter contare su uno spazio protetto.

Io, qui, MammAmsterdam su GC

E io come sono cresciuta in GC? Sono ancora grata a Silvia e Serena per avermi presa a bordo dopo quella prima intervista che mi fecero sulle scuole in Olanda. Quando mi hanno chiesto di scrivere, dapprima sporadicamente, poi nelle rubriche fisse come GC International o l’elogio della casalinghitudine pigra in Sopravvivenza domestica minima io mi sono sentita, boh, mica ve lo so dire come mi sono sentita.
Arrivata forse, felice e orgogliosa del riconoscimento. Ma con il senso di responsabilità che derivava dal fatto di scrivere su un blog serio e con una reputazione impeccabile, e che quindi mica potevo fare la caciarona come faccio su Mammamsterdam.net. Ho cercato di adottare un tono diverso, di stare più attenta a come scrivevo, a professionalizzarmi, a volte di semplificare quello che i lettori affezionati chiamano il mio stile sintattico ansiogeno (catene di subordinate che si inanellano appese a una misera principale che alla fine nessuno si ricorda più dove iniziasse o dove finisse, ma in qualche modo il periodo si tiene insieme e siamo tutti felici di aver capito, nonostante le premesse). Vi prego, ditemi che ci sono riuscita.

Genitoricrescono insomma mi ha fatta crescere non solo come genitore ma anche come blogger. Poi resto magari la loro mina vagante, ma che bello aver trovato uno spazio di scrittura in cui sentirmi accolta, protetta, apprezzata.

L’accoglienza

L’accoglienza: e con questo mi fermo e lascio la parola a tutti gli altri, colleghi di redazione e lettori. Genitoricrescono è sempre stato un luogo inclusivo e accogliente anche prima che tutti iniziassimo a usare queste espressioni.

Voialtri, ci volete raccontare come vi siete sentiti accolti e cosa vorreste ancora trovare qui sopra almeno nei prossimi 10 anni?

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4 COMMENTI

  1. Per me siete stati un faro, ecco. Quello che mi ha sempre colpito di questo blog è il fatto che si parli e si sperimenti sempre di soluzioni diverse, senza mai fissarsi su un’unica linea che dovrebbe andare bene per tutti (penso per esempio al post sulla “Play Therapy”, ma ne potrei citare tanti altri).
    Grazie Serena e Silvia, grazie Mammamsterdam, e a tutti voi.
    Che dite, ci prenotiamo per l’anniversario dei 20 anni? 😉

  2. Vi ringrazio anche io per questo bel progetto al quale, quando posso, mi rivolgo anche io, in cerca di risposte o confronto o per dire la mia. Trovo interessante che sia un sito sulla genitorialità frequentato molto anche da non-genitori, anche se purtroppo alle volte si manifestano in modo un po’ giudicante in “genitori sbroccano”, o sembra a volte che usino quella sezione del sito per confermare la loro tesi del non avere figli (e so che non è questo lo scopo del sito!).

  3. Per me, mamma emigrata con un figlio non proprio semplicissimo, siete state una scoperta che mi ha aiutato a mantenere una certa sanità mentale. Non solo mi sono sentita meno sola, ma ho avuto talmente tante informazioni utili e ho scoperto così tanti altri blog e siti interessanti (che ancora seguo) grazie a voi che non posso nemmeno iniziare a fare un elenco. Vi ho scoperto cercando “bambini difficli”, dico solo questo. Il vostro sito e chi ci scrive sono per me garanzia di qualità, sia nei contenuti che, perché non dirlo, nella forma (Barbara compresa :)). Vi ringrazio di tutto il lavoro che avete fatto e che fate e vi mando un abbraccio virtuale.

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